{"id":15395,"date":"2015-07-27T00:00:20","date_gmt":"2015-07-26T22:00:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=15395"},"modified":"2016-11-29T02:31:46","modified_gmt":"2016-11-29T01:31:46","slug":"mario-del-monaco-lheldentenor-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/mario-del-monaco-lheldentenor-italiano\/","title":{"rendered":"Mario del Monaco, l&#8217;Heldentenor italiano (a 100 anni dalla nascita)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando Mario Del Monaco mor\u00ed, il 16 ottobre 1982<\/strong>, il quotidiano tedesco &#8220;Frankfurter Allgemeine Zeitung&#8221; usc\u00ed con un titolo in prima pagina che diceva: OTELLO IST TOT!. Sono rari,nella storia del teatro d\u00b4opera, casi talmente forti di identificazione tra un cantante ed un personaggio. In effetti,il tenore fiorentino non ebbe assolutamente rivali a lui confrontabili nei suoi ventidue anni di frequentazione del ruolo, a partire dal debutto a Buenos Aires nel 1950 sino alle ultime recite nel 1972 a Bruxelles, di cui \u00e9 rimasta una registrazione sbalorditiva per la freschezza dei mezzi vocali e la forza drammatica trascinante.<br \/>\nMa la parabola artistica di Del Monaco non pu\u00f3 essere circoscritta solo alla sua intepretazione di questo ruolo, che pure \u00e9 da sempre considerato un banco di prova tra i pi\u00fa ardui per la voce di tenore eroico-drammatico. Mario Del Monaco appartiene al ristretto numero di quegli artisti che hanno profondamente cambiato i criteri interpretativi del teatro lirico.<br \/>\n<strong>Dotato in natura di uno strumento assolutamente fuori del comune,<\/strong> fatic\u00f3 non poco, negli anni di formazione, a definire i mezzi tecnici necessari ad acquisirne una completa padronanza. Una volta completato questo processo, il tenore toscano si impose rapidamente in virt\u00fa di una voce eccezionale per squillo e penetrazione e di un fraseggio declamatorio dalla forza propulsiva assolutamente senza eguali.A questo si aggiungeva una figura scenica elegante, valorizzata da una cura estrema nei dettagli della recitazione.<br \/>\n<strong>Insieme a Franco Corelli, fece rivivere il mito del<em> tenore-espada<\/em>,<\/strong> in grado di elargire acuti come stoccate capaci di far impazzire il pubblico pi\u00fa ostile. Il successo decretato dalle platee a questi cantanti fu determinato senz\u00b4altro anche dalla reazione all\u00b4eccesso di saccarina e sentimentalismo che tenori come Gigli e i suoi epigoni, per esempio Ferruccio Tagliavini, avevano imposto nell\u00b4epoca immediatamente precedente. La stessa reazione avveniva anche nel campo della musica leggera italiana dell\u00b4epoca, con i cantanti come Luciano Tajoli soppiantati da quelli che venivano chiamati &#8220;gli urlatori&#8221;.<br \/>\nNaturalmente, un repertorio prevalentemente impostato su opere come <em>Otello ,Fanciulla del West, Pagliacci<\/em> e <strong><em>Samson<\/em> <\/strong>costrinse Del Monaco a venire a patti con alcune regole tecniche, sacrificando in parte la flessibilit\u00e1 della voce a favore dell\u00b4incisivit\u00e1 del canto declamatorio. Ma, contrariamente a quello che affermano alcuni, la base tecnica del cantante era fondamentalmente sana. Diversamente, Del Monaco non avrebbe potuto consentirsi 38 anni di carriera insistendo su un repertorio tanto pesante, superando oltretutto uno stop forzato di quasi un anno a causa di un grave incidente automobilistico negli ultimi mesi del 1963, che rischi\u00f3 di stroncargli la carriera.<br \/>\n<strong>Tenore declamatorio, dunque, quasi una versione italiana dell\u00b4<em>Heldentenor<\/em> tedesco<\/strong>.Infatti Del Monaco affront\u00f3 onorevolmente ruoli wagneriani come Lohengrin e Siegmund e prese seriamente in considerazione, su suggerimento di Karajan, la possibilit\u00e1 di affrontare la parte di Tristan. Dopo averla studiata per\u00f2 vi rinunci\u00f3, essendosi reso conto che la tessitura insistente sulle note centrali non si adattava alle caratteristiche del suo strumento.\u00a0<strong>Ma naturalmente, parlando di Mario Del Monaco, non si pu\u00f2 fare a meno di accennare brevemente alla sua interpretazione pi\u00f9 conosciuta anche dai profani, quella di Otello.<\/strong> L\u00b4Otello di Mario Del Monaco rimane, in tutte le sue caratteristiche,un monumento d\u00b4epoca. Dopo di lui,i tenori che hanno affrontato la parte hanno cercato di mettere in risalto gli aspetti pi\u00fa introspettivi del ruolo, sicuramente rendendosi conto che confrontarsi con Del Monaco sul suo terreno era praticamente impossibile. La caratterizzazione delmonachiana del personaggio insiste sulla forza del canto declamato, resa esaltante dalla tempra e dal metallo della voce oltre che da un temperamento drammatico di prima forza.<br \/>\n<strong>Ma la grandezza del tenore fiorentino non pu\u00f3 essere circoscritta solo alla sua intepretazione del Moro verdiano<\/strong>. Dovremmo parlare nei dettagli del suo eroico Ch\u00e9nier, del Dick Johnson ineguagliabile per slancio e drammaticit\u00e1, del Don Alvaro disperato nella sua ribellione al destino e della sua cavalleresca e tragica caratterizzazione di Ernani. Per\u00f2 il capolavoro interpretativo di Del Monaco,a mio avviso,va individuato nel ruolo di Canio in &#8220;Pagliacci&#8221;. In quest\u00b4opera la potenza drammatica del suo fraseggio, il senso della tragedia che lo porta a trasfigurare quella che sembrerebbe una semplice storia di tradimento coniugale in dramma universale, portano ad un risultato interpretativo che eguaglia e spesso supera quello leggendario di Enrico Caruso. Un Canio lacerato da sentimenti squassanti, espressi da un fraseggio emozionante nella sua verit\u00e1. Allo stesso livello porrei l\u00b4intepretazione del Samson et Dalila, opera che al tenore richiede qualit\u00e1 declamatorie che sembrano fatte apposta per mettere in risalto le caratteristiche della voce di Del Monaco. Personalmente, poi, trovo estremamente interessante la sua raffigurazione di Stiffelio,l\u00b4ultima parte da lui affrontata. Una felice intuizione,quella di riproporre un\u00b4opera allora pressoch\u00e9 sconosciuta e di grande validit\u00e1.<br \/>\n<strong>Professionista scrupoloso ed attento ai minimi dettagli, <\/strong>\u00e9 ancora oggi ricordato dai colleghi per la seriet\u00e1 del suo approccio all\u00b4esecuzione. Io ho avuto modo di frequentarlo negli ultimi anni della sua vita e la sua signorilit\u00e1 e disponibilit\u00e1 a discutere mi colpirono profondamente. Anche con uno studente giovane ed inesperto come ero io allora,era sempre pronto ad offrire chiarimenti e confrontare opinioni.<br \/>\n<strong>A quasi\u00a0 trent\u00b4anni dalla sua scomparsa, gli appassionati lo ricordano ancora come uno dei pi\u00fa grandi artisti della sua epoca<\/strong>. Le incisioni discografiche fortunatamente ci consentono di riascoltare tutti i capisaldi del suo repertorio, sia nelle incisioni in studio che nelle registrazioni dal vivo.Tra queste ultime, sono da conoscere assolutamente <em>Ernani, Forza del Destino e Fanciulla del West,<\/em> testimonianze della collaborazione con Dimitri Mitropoulos, uno dei pi\u00fa grandi direttori della storia. L\u00b4incontro di due personalit\u00e1 artistiche di questo livello porta a risultati interpretativi assolutamente straordinari che, riascoltati a pi\u00fa di mezzo secolo di distanza, non hanno perduto nulla della loro impressionante carica comunicativa.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/216465306&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"450\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando Mario Del Monaco mor\u00ed, il 16 ottobre 1982, il quotidiano tedesco &#8220;Frankfurter Allgemeine Zeitung&#8221; usc\u00ed con un [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":15393,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[14671,1510,96],"class_list":["post-15395","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-approfondimenti","tag-mario-del-monaco","tag-otello"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15395","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15395"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15395\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":81444,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15395\/revisions\/81444"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15393"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15395"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15395"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15395"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}