{"id":15422,"date":"2011-03-17T12:52:51","date_gmt":"2011-03-17T10:52:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=15422"},"modified":"2014-08-28T14:30:56","modified_gmt":"2014-08-28T12:30:56","slug":"william-vincent-wallace-1812-1865lurline","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/william-vincent-wallace-1812-1865lurline\/","title":{"rendered":"William Vincent Wallace (1812-1865):&#8221;Lurline&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>A great Legendary Opera in tre atti. <strong>Victorian Opera Chorus e Orchestra. Richard Bonynge <\/strong>(direttore).<strong> Keith Lewis <\/strong>( Rupert), <strong>Sally Silver <\/strong>( Lurline), <strong>David Soar <\/strong>( Rhineberg ), <strong>Donald Maxwell <\/strong>(Bar<\/em>on <em>Truenfels)<\/em>,<em> <strong>Roderick Earle <\/strong>(Zelieck), <strong>Fiona Janes <\/strong>(Ghiva), <strong>Bernadette Cullen <\/strong>(Liba), <strong>Paul Ferris<\/strong> (Guilhelm)<\/em>. <em>Registrazione: Cosmo Rodewald Hall, Martin Harris Centre, University of Manchester, 27 e 28 luglio 2009<\/em>. <strong>2 cd Naxos 8.660293-94<br \/>\n<\/strong>Il compositore e violinista irlandese. William Vincent Wallace, dopo una brillante carriera concertistica come violinista che lo vide esibirsi in molti centri musicali, esibendosi non solo nelle principali sedi europee, ma anche in Australia, Asia e Americhe, a partire dal 1845 debutta come pianista e compositore teatrale. La sua attivit\u00e0 di operista si svolse sulle scene londinesi dove andarano in scena <em>Maritana <\/em>(1845), <em>Matilda <\/em>(1847), <em>Lurline <\/em>(1847), <em>Lurline <\/em>(1860), <em>The Amber Witch <\/em>(1861), <em>Love&#8217;s Triumph <\/em>(1862) e <em>The Desert Flower <\/em>(1863). Rappresentata nel 1860, ma composta da Wallace in varie riprese molti anni prima, <em>Lurline <\/em>riprende un tema molto caro al mondo romantico, quello della Lorelay,\u00a0 fata delle acque, in questo caso Lurline che si innamora di un umano, il cavaliere Rupert. Ne scaturisce una partitura di indubbia piacevolezza. Certo Wallace non lo si pu\u00f2 certo definire un &#8220;genio&#8221;: rientra, semmai, nella categoria dei solidi professionisti, non comunque privi di una bella ispirazione che porta alla creazione di musica di fattura comunque pregevole. Wallace conosce indubbiamente la grande tradizione del melodramma italiano e, di fatto, l&#8217;opera \u00e8 costruita a numeri chiusi: arie, duetti, concertati dai quali traspare, \u00a0qua e la,\u00a0 un colore che possiamo definire &#8220;locale&#8221;, quel gusto di sottile malinconia che rimanda alle ballate irlandesi.<br \/>\nUna riscoperta indubbiamente interessante, questa <em>Lurline <\/em>frutto di quell&#8217;infaticabile uomo di cultura, oltre che pregevole musicista che porta il nome di <strong>Richard Bonynge,<\/strong> da sempre profondo conoscitore e scopritore di partiture fuori repertorio. Pi\u00f9 volte ha riproposto pagine dello stesso Wallace \u00a0o di Michael Balfe, altro autore inglese del quale il direttore australiano \u00a0ha inciso qualche anno fa <em>The Bohemian Girl. <\/em>Bonynge affronta questa <em>Lurline<\/em> approfondendo da un lato l&#8217;elemento elegiaco, da un altro quello romantico-fantastico. Sfoggiando la lunga esperienza di direttore d&#8217;opera, Bonynge dirige con mano sicura e sfrutta abilmente i validi complessi della Victorian Opera sul piano di timbri ben dosati e fraseggi in cui gli strumenti &#8220;cantano&#8221; con le voci. Proprio sul versante vocale, gli interpreti sicuramente ben preparati e assecondati da Bonynge, offrono complessivamente una eccellente prova. Il soprano <strong>Sally Silver<\/strong> sfoggia una voce di bel timbro, naturalmente malinconico, che ben si addice al carattere della protaganista, unita a un\u00a0 buon bagaglio tecnico che le consente di affrontare con una certa disinvoltura i passi di coloratura che, anche se non numerosi, rendono abbastanza complesso il ruolo della protagonista. <strong>Keith Lewis, <\/strong>Rupert, che non ha mai avuto doti vocali particolarmente appariscenti, canta per\u00f2 con eleganza e, a parte qualche acuto stiracchiato, riesce a\u00a0 essere un Rupert credibile. Cos\u00ec come sono apprezzabili il mezzosoprano <strong>Fiona Janes<\/strong> e i bassi-baritoni <strong>David Soar, Roderick Earle <\/strong>e <strong>Donald Maxwell. <\/strong>Un album di indubbio interesse.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A great Legendary Opera in tre atti. Victorian Opera Chorus e Orchestra. Richard Bonynge (direttore). 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