{"id":16315,"date":"2011-04-19T00:48:39","date_gmt":"2011-04-18T22:48:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=16315"},"modified":"2016-11-27T18:08:33","modified_gmt":"2016-11-27T17:08:33","slug":"marian-anderson-una-voce-per-la-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/marian-anderson-una-voce-per-la-liberta\/","title":{"rendered":"Marian Anderson, una voce per la libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Voglio ricordare qui una cantante che ha simboleggiato, nel campo della musica classica, la conquista dei diritti civili da parte degli afroamericani.<\/strong> <strong>Marian Anderson<\/strong> nacque a Philadelphia il 27 febbraio 1897. Suo nonno era nato schiavo ed era stato testimone dell\u00b4emancipazione dei neri dopo la Guerra di Secessione. Cominci\u00f3 a cantare nel coro di una chiesa battista a sei anni di et\u00e1 e in seguito, dopo aver terminato gli studi superiori, le venne negata l\u00b4ammissione alla Philadelphia Music Academy a causa della sua razza.<br \/>\nIl direttore\u00a0 della sua scuola superiore si offr\u00ec di aiutarla e in questo modo la Anderson pot\u00e8 proseguire gli studi privatamente con Giuseppe Boghetti e Agnes Reyfsnyder, grazie anche al sostegno di tutta la comunit\u00e0 nera di Philadelphia. <strong>Nel 1925 la Anderson fece il suo debutto<\/strong> con la New York Philharmonic Orchestra e tre anni dopo esordiva alla prestigiosa Carnegie Hall. Seguirono numerose tourn\u00e9es in Europa, dove la sua carriera poteva svilupparsi al riparo dei pregiudizi razziali vigenti negli USA. Durante una di esse, la cantante ebbe modo di farsi ascoltare da Arturo Toscanini che la defin\u00ed &#8220;una voce di quelle che nascono una volta in ogni secolo&#8221;. Durante un giro di concerti in Finlandia pot\u00e8 incontrare Jean Sibelius, che rimase anche lui profondamente colpito dalla sua voce e scrisse per lei una serie di Lieder.<br \/>\n<strong>Nel 1939 la Anderson doveva esibirsi a Washington.<\/strong>Nella capitale, a quel tempo, era ancora in vigore la segregazione razziale nei luoghi pubblici e nei teatri. Per questo motivo il prestigioso circolo &#8220;Daughters of the American Revolution&#8221; rifiut\u00f3 di concedere per la serata la Constitution Hall, in quanto riservata solo ai bianchi. Immediatamente Eleanor Roosevelt,la moglie del Presidente Franklin D. Roosevelt, rassegn\u00f3 le dimissioni dall\u00b4associazione insieme a centinaia di altri soci. Con la collaborazione dello stesso presidente degli Stati Uniti, il manager dell\u00b4artista, il celebre Sol Hurok, e Walter White, segretario della NAACP (National Association for Advancing Coloured People) convinsero il Segretario agli Interni Harold L. Ickes a concedere l\u00b4uso dello spiazzo davanti al Lincoln Memorial.<br \/>\n<object width=\"480\" height=\"390\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/AkPI0VKM4Fk?fs=1&amp;hl=it_IT\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"480\" height=\"390\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/AkPI0VKM4Fk?fs=1&amp;hl=it_IT\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object>La domenica di Pasqua del 1939 Marian Anderson, accompagnata dal pianista finnico Kosti Vehanen (suo accompagnatore abituale e insegnante vocale per molti anni), teneva il suo recital davanti a un pubblico di oltre 75000 persone, oltre a milioni di ascoltatori che seguirono l\u00b4evento per radio. Come rivincita, nel 1943 la cantante venne finalmente invitata a esibirsi sul palco della Constitution Hall, per un concerto a favore della Croce Rossa americana, organizzato proprio dall\u00b4associazione che l\u00b4aveva respinta quattro anni prima, e davanti a un pubblico multirazziale.<br \/>\n<strong>La Anderson prosegu\u00ed poi la sua trionfale carriera di concertista fino ad abbattere un\u00b4altra barriera razziale.<\/strong> Il 7 gennaio 1955, infatti, divenne la prima cantante afroamericana della storia ad esibirsi al Metropolitan di New York, nel ruolo di Ulrica nel &#8220;Ballo in maschera&#8221; , su invito del General Manager del teatro Rudolf Bing e sotto la direzione del grande Dimitri Mitropoulos. Negli anni successivi la cantante viaggi\u00f3 in tutto il mondo come &#8220;Godwill ambassador&#8221; del governo degli Stati Uniti e fu nominata dal presidente Eisenhower delegato ufficiale alle Nazioni Unite nel comitato per i diritti umani.<br \/>\nIl 20 gennaio 1961 la Anderson fu invitata a cantare alla cerimonia d\u00b4insediamento del presidente John F. Kennedy e nel 1963 cant\u00f3 alla marcia di Washington per i diritti civili prima del celebre discorso tenuto da Martin Luther King. Insignita delle massime onorificenze da parte del governo americano come la Presidential Medal of Freedom, nonch\u00e9 di numerosi altri riconoscimenti civili e accademici, Marian Anderson mor\u00ed a Portland l\u00b48 aprile 1993.<br \/>\nMarianna Farm, la sua residenza di Danbury, dopo la sua scomparsa venne trasformata in un museo a lei dedicato. Un altro museo \u00e8 presente nella casa natale dell\u00b4artista a Philadelphia, a cura della &#8220;Marian Anderson Historical Society&#8221;.<br \/>\n<object width=\"480\" height=\"390\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/lAvX_UwmQzQ?fs=1&amp;hl=it_IT\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"480\" height=\"390\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/lAvX_UwmQzQ?fs=1&amp;hl=it_IT\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object><strong><br \/>\nFigura storica, e non solo per motivi musicali, la Anderson <\/strong>possedeva una delle pi\u00fa affascinanti voci di contralto mai ascoltate sulla scena.<br \/>\nCome testimoniano le numerose incisioni discografiche disponibili, possedeva un timbro di grande fascino, messo in rilievo da una tecnica eccellente e con quelle affascinanti screziature di sensualit\u00e0 cha da sempre caratterizzano le voci delle artiste di colore.<br \/>\nTra tutte le sue registrazioni, consiglierei senz\u00b4altro a chi non conoscesse ancora questa voce straordinaria la Rapsodia per contralto di Johannes Brahms, incisa sotto la direzione di Pierre Monteux.<br \/>\n<strong>Purtroppo, negli anni migliori della sua carriera declin\u00f2 sempre gli inviti ad esibirsi sulle scene teatrali,<\/strong> adducendo come motivo la sua inesperienza in materia di recitazione, ma le sue incisioni di brani operistici appartengono agli esiti massimi della discografia di tutti i tempi e la pongono senza dubbio tra le pi\u00f9 grandi artiste del Novecento.<br \/>\nIl grande tenore Giacomo Lauri Volpi, nel suo libro &#8220;Voci parallele&#8221;, la cita come una delle cinque &#8220;voci isolate&#8221; della storia del canto, dalle caratteristiche talmente inconfondibili da non potersi paragonare con nessun\u00b4altra. Ma, come ripeto, il motivo che mi ha spinto a ricordarla in questa sede \u00e9\u00a0 anche il fatto che la carriera di Marian Anderson \u00e9 stata senz\u00b4altro una delle circostanze fondamentali nel processo evolutivo di integrazione razziale che ha portato, nel corso degli anni, un esponente della razza afroamericana ad essere eletto alla massima carica della nazione pi\u00fa potente del mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Voglio ricordare qui una cantante che ha simboleggiato, nel campo della musica classica, la conquista dei diritti civili [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":16318,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[14671,1787],"class_list":["post-16315","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-approfondimenti","tag-marian-anderson"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16315","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16315"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16315\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86985,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16315\/revisions\/86985"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16318"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16315"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16315"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16315"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}