{"id":17213,"date":"2011-05-21T14:50:03","date_gmt":"2011-05-21T12:50:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=17213"},"modified":"2016-12-24T17:55:29","modified_gmt":"2016-12-24T16:55:29","slug":"vittorio-grigolo-veste-i-panni-di-romeo-alla-scala-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/vittorio-grigolo-veste-i-panni-di-romeo-alla-scala-di-milano\/","title":{"rendered":"Vittorio Grigolo nel &#8220;Rom\u00e9o et Juliette&#8221; alla Scala di Milano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Nessuno potrebbe mai riuscire a disegnarlo. Il volto di Romeo, ovviamente. Sta nella fantasia di chiunque. Noi lo abbiamo incontrato in occasione del Rigoletto diretto da Nello Santi a Zurigo: una citt\u00e0 che nella sua vita \u00e8 anche una tappa fatta di tanti amici e importanti successi. Procede cos\u00ec la maratona di Vittorio Grigolo verso il podio, dove siedono con irrequietezza i pi\u00f9 grandi cantanti del momento. Fortunatamente non si tratta di una corsa perch\u00e8 il giovane tenore, non avendo fretta di raggiungere qualcosa o di arrivare in qualche luogo, possiede l\u2019acume e il talento per poter scegliere il \u201csuo\u201d repertorio, per seguirlo, perfezionarlo fino a dominarlo con il vigore sensuale dell\u2019interpretazione scenica e l\u2019immacolato controllo della voce. E\u2019 pi\u00f9 facile rimanere sul podio se si arriva senza spaccarsi la voce, la testa e il cuore. Beni preziosi per Vittorio, dei quali sa prendersi cura con costanza e tenacia. Sono trascorsi alcuni anni dal suo primo debutto alla Scala nel 2000 per il concerto inaugurale verdiano, per quello di Riccardo Muti e dal suo ritorno ancora nel 2008 per Gianni Schicchi. Anni che hanno dato il tempo all\u2019Italia di cambiare e, purtroppo, non sempre in meglio. Soprattutto la cultura e ancor di pi\u00f9 la lirica hanno risentito di un voluto e veloce andamento verso il basso non solo del senso morale, ma anche civico del nostro vivere e delle nostre vite.<br \/>\n<strong>A giugno Vittorio Grigolo canter\u00e0 nel Rom\u00e9o et Juliette di Gounod,<\/strong> diretto da Yannick Nezet-Seguin alla Scala di Milano, in quel tempio dell\u2019Opera che ha visto per tre secoli scrosci di applausi del pubblico mischiarsi agli scrosci di lacrime dei cantanti: stesse ragioni, stesse emozioni. Per riuscire ad immaginare il risultato di questo nuovo allestimento di Bartlett Sher, la cui prima \u00e8 prevista per il 6 giugno, proviamo a mettere insieme alcuni elementi caratterizzati dall\u2019attitudine alla perfezione: una delle opere simbolo del drame-lyrique, uno dei teatri pi\u00f9 famosi, uno dei registi pi\u00f9 premiati, uno dei direttori pi\u00f9 internazionali, una delle orchestre pi\u00f9 impeccabili, uno dei tenori pi\u00f9 amati e uno dei soprani pi\u00f9 ammirati.<br \/>\nAbbiamo chiesto a Vittorio cosa succede tra il prima e il dopo\u2026<br \/>\n<strong>Come ti stai preparando al ruolo? C\u2019\u00e8 qualcosa che stai facendo o non facendo rispetto agli altri debutti? <\/strong><br \/>\nCi metto tutto me stesso corpo ed anima, come al solito. Le difficolt\u00e0 tecniche non sono poche ma quando queste vengono superate attraverso la maturazione dell&#8217;intero ruolo, ci si libera nel corpo e si da spazio alla vera arte, alla trasmigrazione dell&#8217;anima musicale, al passaggio tra reale e soprannaturale&#8230;quello che trasforma lo studio in arte. Di solito preparo tutti i miei ruoli allo stesso modo. Se posso cerco di studiarli per circa un mese 3-4 mesi prima del debutto. Poi li lascio andare\u2026 per riprenderli nuovamente il mese precedente le prove. Questo modo di procedere mi da il tempo di far maturare l&#8217;opera da sola. Perfino quando non si canta essa continua a progredire, nel sonno, durante il giorno&#8230; anche se non me ne accorgo. Cos\u00ec funziona per me. E\u2019 incredibile: quando la riprendo dopo due mesi, invece di averla dimenticata sembra essere contrariamente maturata! Guardo anche film, ovviamente mi documento sui personaggi e su ci\u00f2 che caratterizza un ruolo, la provenienza, la famiglia&#8230; tutti colori e sfumature di esperienze di vita che andranno ad arricchire la voce in primis e l&#8217;esecuzione finale dopo.<br \/>\n<strong>La tua Juliette sar\u00e0 Nino Machaidze, con la quale hai gi\u00e0 cantato proprio alla Scala in occasione del\u00a0 <em>Gianni Schicchi <\/em>diretto da Riccardo Chailly. Due belli, fortunatamente anche bravi. Cosa ti aspetti dalla tua partner? <\/strong><br \/>\nDalla mia partner mi aspetto tutto&#8230;voglio tutto&#8230;mi piace scambiare le energie totalmente e sentire che queste fluiscono da corpo a corpo tornando indietro come un&#8217;onda. Abbiamo avuto gi\u00e0 un passato lavorativo insieme, ma mai cos\u00ec coinvolgente come nell\u2019interpretazione di questi due ruoli. Ci sar\u00e0 molta carne al fuoco e diversi stati d&#8217;animo da sviluppare insieme. Speriamo maturino e si cucinino al punto giusto. Essere ed avere le physique du role aiuta non solo noi stessi in termini di credibilit\u00e0, ma anche coloro che avranno il piacere di vivere questa meravigliosa favola d&#8217;amore mai tramontata e sempre attualissima. Poi ovviamente quando si debutta un ruolo \u00e8 inevitabile cercare il supporto energetico in palcoscenico&#8230; bisogna aiutarsi&#8230;sempre, affinch\u00e9 tutto sia vero, reale, anche se nella finzione scenica.\u00a0<em><br \/>\n<\/em><strong>Tra i mostri sacri che, in epoca moderna, hanno meglio interpretato Romeo chi prediligi o a chi ti ispiri? Bjoerling, Corelli o Alfredo Kraus ? <\/strong><br \/>\nTutti grandi nomi di una storia senza pari. Spero di poter scrivere almeno un pezzetto della mia, che di sicuro gi\u00e0 sto scrivendo perch\u00e8 il ruolo mi piace moltissimo e mi regala emozioni meravigliose. Non saprei chi scegliere, sono tutti interpreti grandiosi.<br \/>\n<strong>Gounod compose il suo <em>Rom\u00e9o et Juliette<\/em> sotto l\u2019effetto di un furore creativo che spesso lo divorava. Si dice fosse schizofrenico. Senza arrivare alla schizofrenia, anche tu canti meglio sotto l\u2019effetto di certo furore creativo?<\/strong><br \/>\nCredo proprio che ora non divori solo lui ma anche noi nell\u2019eseguire un tale capolavoro. Magari tutti gli schizofrenici potessero fraseggiare con tanta semplicit\u00e0! Ovviamente, il furore creativo \u00e8 utile, l&#8217;ispirazione deve arrivare da ogni cosa che serve per poterci esaltare e spingerci a fare cose mai fatte prima, a rischiare e a metterci in gioco con tutto: furore, passione\u2026 ebbrezza!\u00a0<em><br \/>\n<\/em><strong>Rom\u00e9o si innamora di Juliette con un &#8220;coup de foudre&#8221;? Quanto conta il colpo di fulmine nella tua vita? In amore, nel lavoro, negli acquisti, ecc\u2026<\/strong><br \/>\nDevo ammettere che vivo tutto di getto&#8230; qualunque cosa per me \u00e8 un coup de foudre. Non ragiono mai pi\u00f9 di tanto su acquisti, su decisioni. Solo sulla musica mi soffermo\u2026 strano no?<br \/>\n<strong>Considerato il tema della fugacit\u00e0 proposta nell\u2019Opera, secondo te la gioia ha il tempo contato? <\/strong><br \/>\nTempus fugit! Non solo la felicit\u00e0 corre via, ma va rincorsa sempre. E quando si raggiunge, la si deve lasciare andare per poi essere di nuovo felici quando la si riafferra. Mai dare tutto per scontato e quanto \u00e8 bello essere sempre in gioco&#8230;<br \/>\n<strong>Con quale &#8220;vestito&#8221; ti trovi pi\u00f9 a tuo agio: in quello della drammaturgia pura di Verdi o in quello pi\u00f9 lirico di Gounod? <\/strong><br \/>\nEntrambi mi danno il pane quotidiano e ad entrambi dovrei fare un monumento o accendere un cero ogni giorno della mia vita. Mi sento a mio agio con tutti e due anche se la facilit\u00e0 che trovo nel repertorio francese, e specialmente in questa opera, mi rende ancor pi\u00f9 fan di Gounod di quanto non lo fossi stato prima con Faust, altro grande ruolo che amo.<br \/>\n<strong>Rispetto al dramma di Shakespeare uno dei cambiamenti pi\u00f9 forti \u00e8 alla fine dell\u2019opera: Gounod preferisce tagliare la scena di riconciliazione tra i Capuleti e i Montecchi, lasciando da soli i protagonisti, quasi gi\u00e0 proiettati in un mondo dell\u2019aldil\u00e0 dove si ritroveranno. Secondo te \u00e8 possibile una vita ultraterrena?<\/strong><br \/>\nCerto&#8230; la fede \u00e8 un mistero. Si dice che si possiede dalla nascita. Io credo nell&#8217;aldil\u00e0 perch\u00e9 penso che sia troppo effimero sapere che tutto intorno \u00e8 gi\u00e0 finito. Viviamo circondati d&#8217;infinito, essendo pur finiti\u2026 che depressione se fosse davvero cos\u00ec. Il fatto di lasciare Romeo e Juliette da soli rafforza il dramma e la tragedia, in questo caso melodrammatica. Shakespeare al contrario include il dramma familiare pi\u00f9 sulla societ\u00e0, pur sempre incantevole, che sull\u2019individuo.<br \/>\n<strong>Come si sarebbe potuto salvare Romeo? Rischiando meno nel suo amore per Giulietta o nella sua amicizia per Mercuzio? Cosa lo ha portato alla morte? <\/strong><br \/>\nL&#8217;estremo, tutto ci\u00f2 che va oltre, ci pu\u00f2 portare a gesti dai quali non si pu\u00f2 tornare indietro. In questo caso si tratta di estremo amore, estrema amicizia, estrema sensibilit\u00e0, che in un mondo dove non sono riconosciuti vuol dire Morte.\u00a0<em><br \/>\n<\/em><strong>Quale parte vocale e scenica di Romeo ritieni irrinunciabile per la riuscita dell\u2019Opera? <\/strong><br \/>\nNon taglierei nulla. Tutte le parti, ogni nota \u00e8 al suo posto&#8230; al posto giusto! Forse alcune ripetizioni con il coro, ma nessuna parte solistica scoperta.<br \/>\n<strong>Quale messaggio al nuovo Ministro della Cultura della nostra Italia da un tenore che della musica ne ha fatta passione e ragione di vita?<\/strong><br \/>\nChiederei di sostenere di pi\u00f9 questa cultura tutta Italiana, ma anche ogni arte correlata all&#8217;Opera: la musica in generale, i corpi di ballo e tutti gli artisti e musicisti che con gioia si dedicano anima e corpo all&#8217;arte, che difficilmente paga. Basta con la fuga dei talenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nessuno potrebbe mai riuscire a disegnarlo. Il volto di Romeo, ovviamente. Sta nella fantasia di chiunque. Noi lo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":50,"featured_media":17218,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[152,4129,950],"class_list":["post-17213","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","tag-romeo-et-juliette","tag-teatro-alla-scala-di-milano","tag-vittorio-grigolo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17213","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/50"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17213"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17213\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88161,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17213\/revisions\/88161"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17218"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17213"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17213"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17213"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}