{"id":17572,"date":"2011-06-01T01:24:22","date_gmt":"2011-05-31T23:24:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=17572"},"modified":"2016-11-27T20:17:30","modified_gmt":"2016-11-27T19:17:30","slug":"ne-congiunga-il-nume-in-ciel-la-lucia-di-lammermoor-di-donizetti-tra-walter-scott-e-romanticismo-cattolico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/ne-congiunga-il-nume-in-ciel-la-lucia-di-lammermoor-di-donizetti-tra-walter-scott-e-romanticismo-cattolico\/","title":{"rendered":"\u201cNe congiunga il nume in Ciel\u201d.  La Lucia di Lammermoor di Donizetti tra Walter Scott e romanticismo cattolico (Parte prima)."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cammarano, Scott e il sistema dei personaggi.<br \/>\nLa <em>Lucia di Lammermoor<\/em> di Gaetano Donizetti costituisce una delle opere esemplari del melodramma romantico italiano<\/strong>, non solo per la musica del compositore bergamasco, ma anche per il libretto che Cammarano trasse dal romanzo di Walter Scott, <em>The Bride of Lammermoor. <\/em><br \/>\nLa prassi di trarre un soggetto da un\u2019opera letteraria straniera era abbastanza consueta nella librettistica italiana ottocentesca, in quanto in Italia non vi fu la fioritura di una vera e propria narrativa romantica come in Francia, in Inghilterra ed in Germania, per cui era quasi d\u2019obbligo, per il librettista italiano, rivolgersi ai modelli stranieri, tra i quali Schiller, Shakespeare, Hugo; tra questi un ruolo importante fu svolto dallo scrittore inglese Walter Scott, gi\u00e0 modello, per il librettista Tottola, della <em>Donna del Lago<\/em> di Rossini e del <em>Castello di Kenilworth<\/em>. Certamente, rispetto alle opere dei suoi colleghi, quelle di Walter Scott contribuirono in modo minore alla formazione del repertorio melodrammatico, soprattutto perch\u00e9 ponevano alcune difficolt\u00e0 dovute essenzialmente all\u2019esigenza di ridurre a dimensioni e tempi scenici gli avvenimenti che lo scrittore inglese\u00a0 aveva narrato in molte pagine; la stesura del libretto d\u2019opera, inoltre, nel nostro Ottocento, poneva alcuni problemi attinenti anche al ruolo che i personaggi dovevano svolgere in base al loro timbro di voce, per cui il tenore, che ama riamato il soprano, doveva sempre rivaleggiare col baritono, mentre il basso si presentava ieratico, solenne.<br \/>\n<strong>Nella riduzione librettistica del romanzo di Scott<\/strong>, Cammarano, quindi, dovette tener conto di tutte queste esigenze che non mancarono di comportare delle notevoli modifiche sia sul piano del sistema dei personaggi che su quello della <em>fabula<\/em>. Dal punto di vista dei personaggi, infatti, il fiero oppositore all\u2019amore tra Lucia Asthon ed Edgardo di Ravenwood non \u00e8 pi\u00f9 la madre della donna, che, dalle informazioni sparse nell\u2019opera, \u00e8 morta<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>, ma il fratello Enrico, non a caso baritono, che, nella prima scena dell\u2019opera, si presenta minacciando fuoco e fulmini contro l\u2019amore di Lucia per Edgardo. Enrico, infatti, rivolgendosi al basso Raimondo, ieratico sacerdote che cerca di ricondurlo a pi\u00f9 miti consigli, risponde altero:<\/p>\n<p><em>La pietade in suo favore<br \/>\nMiti sensi invan ti detta\u2026<br \/>\nSe mi parli di vendetta<br \/>\nSolo intenderti potr\u00f2.<br \/>\nSciagurati!&#8230; il mio furore<br \/>\nGi\u00e0 su voi tremendo rugge\u2026<br \/>\nL\u2019empia fiamma che vi strugge<br \/>\nIo col sangue spegner\u00f2. <\/em><br \/>\n(I, 3)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cammarano, quindi, trasform\u00f2 l\u2019Enrico del romanzo, dipinto da Scott come un ragazzino, in un uomo<\/strong> a cui sono affidate le sorti di una famiglia in declino, che ha bisogno di salvare il proprio prestigio, a differenza di Edgardo, che, invece, come afferma lo stesso Enrico, <em>dalle sue rovine \/ Erge la fronte baldanzosa e ride!<\/em> (I, 1).<br \/>\n<strong>Nella <em>Lucia <\/em>donizettiana la condizione economica ed il prestigio politico<\/strong> delle due famiglie si presentano totalmente rovesciati rispetto al romanzo di Scott, nel quale \u00e8 la casata degli Asthon ad avere ancora un ruolo di prestigio; sir William Asthon, lord cancelliere e padre di Lucia, era riuscito, infatti, ad affermare la sua forza ed autorit\u00e0 in una situazione politica estremamente delicata che vedeva vacante il trono di San Giacomo, come avverte lo stesso Scott <em>\u00abIn quei giorni non c\u2019era un re in Israele. \u00bb<\/em><br \/>\nDopo che Giacomo VI era partito dalla Scozia per assumere la corona d\u2019Inghilterra, pi\u00f9 ricca e pi\u00f9 potente, esistevano, tra l\u2019aristocrazia scozzese, fazioni contendenti, e a seconda del prevalere di questo o di quell\u2019intrigo alla corte di San Giacomo, i poteri sovrani di delega passavano alternativamente o all\u2019una o all\u2019altra fazione<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>.<br \/>\nA questo clima di faziosit\u00e0 fece riferimento anche Cammarano quando, nella seconda scena della seconda parte, Enrico, imponendo a Lucia il sacrificio di sposare Arturo e\u00a0 di rinunciare ad Edgardo, afferma:<br \/>\n<em>Spento \u00e8 Guglielmo\u2026 Ascendere<br \/>\nVedremo al trono Maria<br \/>\nProstrata \u00e8 nella polvere l<br \/>\nLa parte ch\u2019io segu\u00eca\u2026<br \/>\n[\u2026]<br \/>\nDal precipizio<br \/>\nArturo pu\u00f2 sottrarmi,<br \/>\nSol egli!&#8230;<\/em><br \/>\n<strong>La casata degli Asthon \u00e8, nella <em>Lucia<\/em> donizettiana, quindi, sull\u2019orlo del precipizio<\/strong>, mentre Edgardo si apriva la strada ad una brillante carriera politica che lo avrebbe visto quanto prima in Francia per <em>trattar<\/em> [\u2026]<em> le sorti della Scozia<\/em>, come egli stesso dichiara nel momento della separazione dall\u2019amata Lucia.<br \/>\nL\u2019assenza del personaggio del Lord Cancelliere nel libretto di Cammarano non solo consent\u00ec al librettista di porre a confronto, in un antagonismo classico nel melodramma, il baritono Enrico ed il tenore Edgardo, ma giustifica anche la difficile situazione politica in cui si trovava la casata degli Asthon. <em><br \/>\n(Fine prima parte)<\/em><\/p>\n<p>I<em>l testo \u00e8 tratto da Riccardo Viagrande, Musica e poesia arti sorelle, Casa Musicale Eco, Monza, 2005, pp. 21-28.<\/em><br \/>\n<em>GBopera ringrazia l&#8217;editore che ci ha permesso la pubblicazione online<br \/>\n<\/em><\/p>\n<hr size=\"1\" \/>\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Nella <em>Parte seconda<\/em> dell\u2019<em>Atto primo<\/em> Enrico assicura Arturo sul dolore di Lucia \u00abDal duolo oppressa e vinta \/ Piange la madre estinta\u00bb. Tutte le citazioni del libretto della <em>Lucia di Lammermoor<\/em> sono tratte da S. Cammarano, <em>Lucia di Lammermoor<\/em>, in <em>Il teatro italiano V. Il libretto del melodramma dell\u2019Ottocento<\/em>, tomo primo, a c. di C. Dapino, Torino, Einaudi, 1983.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> W. Scott, <em>La sposa di Lammermoor<\/em>, trad. a c. di B. Onofri, Milano, Garzanti, 1982, p. 21<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cammarano, Scott e il sistema dei personaggi. 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