{"id":18087,"date":"2011-06-11T15:48:15","date_gmt":"2011-06-11T13:48:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=18087"},"modified":"2016-12-15T03:18:11","modified_gmt":"2016-12-15T02:18:11","slug":"stoccarda-staatsoperla-juive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/stoccarda-staatsoperla-juive\/","title":{"rendered":"Staatsoper Stuttgart:&#8221;La Juive&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Stoccarda, Staatsoper, Stagione Lirica 2010 \/ 2011<\/em><strong><br \/>\n&#8220;LA JUIVE&#8221; <\/strong><br \/>\n<em>Grand-op\u00e9ra <\/em>in cinque atti su libretto di Eug\u00e8ne Scribe.<br \/>\nMusica di <strong>Jacques Fromental Hal\u00e9vy<br \/>\n<\/strong><em>El\u00e9azar <\/em>GILLES RAGON<br \/>\n<em>Il Cardinale Brogni <\/em>LIANG LI<br \/>\n<em>Principe L\u00e9opold <\/em>DMITRY TRUNOV<br \/>\n<em>Rachel <\/em>TATIANA PECHNIKOVA<br \/>\n<em>Principessa Eudoxie <\/em>CATRIONA SMITH<br \/>\n<em>Ruggiero <\/em>KARL-FRIEDRICH DURR<br \/>\n<em>Albert <\/em>CHRISTOPH SOKLER<br \/>\n<em>Un araldo <\/em>SEBASTIAN BOLLACHER<br \/>\nCoro e orchestra dell&#8217;Opera di Stoccarda<br \/>\nDirettore <strong>S\u00e9bastien Rouland<br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro <strong>Michael Alber<br \/>\n<\/strong>Regia e Drammaturgia <strong>Jossi Wieler, Sergio Morabito<br \/>\n<\/strong>Scene <strong>Bert Naumann<br \/>\n<\/strong>Costumi <strong>Nina von Mechow<br \/>\n<\/strong>Coreografia <strong>Demis Volpi<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Lothar Baumgarte<br \/>\n<\/strong><em>Stoccarda, 9 giugno 2011<br \/>\n<\/em><strong>La stagione della Staatsoper si avvia alla conclusione, e con essa anche la gestione di Albrecht\u00a0 Puhlmann<\/strong>, che a partire dal prossimo luglio lascer\u00e0 il posto al nuovo sovrintendente Jussi\u00a0 Wieler. Nei giorni scorsi \u00e8 stato presentato il programma 2011\/2012,\u00a0 che prevede diversi\u00a0 titoli interessanti come <em>La Damnation<\/em><em> de Faust<\/em>, <em>La Sonnambula<\/em>, un dittico composto dalla\u00a0 sch\u00f6nberghiana <em>Gl\u00fcckliche Hand<\/em> e <em>Osud<\/em> di Janacek, il <em>Wozzeck<\/em>, <em>Plat\u00e9e<\/em> di Rameau e le\u00a0 consuete riprese tra le quali si segnalano due spettacoli come <em>Norma<\/em> e l\u00b4<em>Elektra<\/em> nella\u00a0 messinscena di Konwitschny.<br \/>\nIn questi giorni \u00e8 andata in scena la ripresa de <em>La Juive<\/em>, produzione del 2008\u00a0 che \u00e8 stata uno dei maggiori successi nella gestione Puhlmann.\u00a0 L\u00b4opera, andata in scena con enorme successo all\u00b4Op\u00e9ra di Parigi nel 1835. E&#8217;\u00a0 frutto del\u00a0 lavoro congiunto di un librettista geniale come Eugene Scribe e di Fromental Hal\u00e9vy,\u00a0 compositore di talento e parte di una grande famiglia che contribu\u00ec non poco ai fasti dell\u00b4opera francese. La vicenda, ambientata durante il Concilio di Costanza del 1415, \u00e8\u00a0 imperniata su un tema attualissimo anche per il\u00a0 pubblico odierno, quello del conflitto\u00a0 interreligioso, incarnato nelle figure dell\u00b4israelita Eleazar e del cardinale Brogni.\u00a0 Eleazar, padre putativo di Rachel, \u00e8 una delle figure pi\u00f9 complesse di tutta la storia\u00a0 dell\u00b4opera, in particolare tra quelle affidate alla voce di tenore.\u00a0 Perseguitato come ebreo,\u00a0 odia i cristiani e per realizzare la sua vendetta nei confronti del cardinale si spinge fino\u00a0 a sacrificare la vita di Rachel, figlia naturale del prelato da lui salvata e cresciuta.\u00a0 Un modello di vendetta inesorabile che sar\u00e0 poi ripreso da Verdi nel finale del <em>Trovatore<\/em>,\u00a0 ugualmente conciso e forse per questo anche pi\u00f9 terribile.<br \/>\nCome costruzione teatrale e qualit\u00e0 della musica, si tratta forse del lavoro pi\u00f9 riuscito tra\u00a0 quelli impostati sul modello del <em>grand op\u00e9ra<\/em>. L\u00b4opera infatti, pur di esecuzione non\u00a0 \u00e8 frequentissima in quanto molto complessa e difficile, non \u00e8 mai uscita del tutto dal repertorio\u00a0\u00a0 e moltissimi grandi tenori sono stati attirati dall\u00b4affascinante figura di Eleazar.\u00a0 Tra gli interpreti del Novecento, basta fare i nomi di Enrico Caruso (di cui questa fu la sua\u00a0 ultima interpretazione e anche il suo addio alle scene), Giovanni Martinelli, Richard Tucker e,\u00a0 ai giorni nostri, Jos\u00e8 Carreras e Neil Schicoff.<br \/>\nLa produzione di Stoccarda era stata molto apprezzata dal pubblico tre anni fa ed anche in\u00a0 questa ripresa ha avuto un successo notevole. Merito innanzitutto della messinscena di <strong>Jussi\u00a0 Wieler <\/strong>e <strong>Sergio Morabito<\/strong>, logica, intelligente e innovativa senza forzare o stravolgere\u00a0 il\u00a0 significato del testo.\u00a0 Questa \u00e8 una prerogativa degli spettacoli messi in scena dalla coppia,\u00a0 che qui a Stoccarda sono stati numerosi e sempre accolti da grandi consensi di pubblico.\u00a0 La regia attualizza il conflitto interreligioso ambientando l\u00b4opera durante il nazismo e\u00a0 Morabito ha spiegato di aver preso lo spunto da due fotografie di una manifestazione\u00a0 tenutasi a Costanza nel 1938, durante la quale gli ebrei furono costretti a sfilare indossando\u00a0 per dileggio delle maschere ridicole, chiamate in tedesco <em>Pappenmasken<\/em>.\u00a0 Questa citazione viene realizzata nel finale del terzo atto e nel pogrom che apre il quinto,\u00a0 prologo alla catastrofe finale. Come sempre avviene nelle regie di Wieler e Morabito, la\u00a0 narrazione \u00e8 chiara e logica e la recitazione curata e senza eccessi. Un bello spettacolo,\u00a0 che dimostra come si possa benissimo fare una regia moderna senza stravolgere le\u00a0 caratteristiche drammaturgiche del testo originale e senza prevaricare la musica.<br \/>\n<strong>Di ottimo livello anche la parte musicale<\/strong>, per merito innanzi tutto del direttore <strong>S\u00e9bastian\u00a0 Rouland<\/strong>, che qui da noi ha appena riscosso un grande successo personale con la sua\u00a0 interpretazione de <em>Il Trionfo del Tempo e del Disinganno<\/em> di H\u00e4ndel. Una direzione\u00a0 eccellente per la capacit\u00e0 di evocare il senso del grande affresco storico, stilisticamente\u00a0 adeguata e perfetta nell\u00b4assecondare le esigenze del canto. Una prova di notevole\u00a0 rilievo, tra le migliori che mi sia capitato di ascoltare in questo repertorio, ottimamente\u00a0 assecondata dalla prova eccellente dell\u00b4orchestra e del coro preparato da <strong>Michael Alber<\/strong>.<br \/>\nIl cast era il medesimo delle prime rappresentazioni, ad eccezione del protagonista. Al\u00a0 posto di un Chris Merritt generoso ma ormai vocalmente molto al di sotto delle esigenze di\u00a0 questo difficile ruolo,\u00a0 \u00e8 subentrato il tenore francese Gilles Ragon, che ha esibito una\u00a0 notevole sicurezza e un fraseggio di buona personalit\u00e0 e incisivit\u00e0, superando abbastanza\u00a0 agevolmente tutti i numerosi passi scabrosi della parte e riuscendo a rendere in maniera\u00a0 efficace la difficilissima scena finale del quarto atto, eseguita integralmente con la\u00a0 celebre aria \u201cRach\u00e9l, quand du Seigneur\u201d \u00a0seguita da una cabaletta. di tessitura molto\u00a0 impegnativa.\u00a0 Il soprano russo <strong>Tatiana Pechnikova<\/strong> ha confermato la bella prestazione di tre anni fa,\u00a0 impersonando la protagonista con notevole sicurezza vocale e accenti ispirati, in\u00a0 particolare nel secondo atto. Lo stesso si pu\u00f2 dire del basso cinese <strong>Liang Li<\/strong>, uno degli\u00a0 elementi pi\u00f9 validi dell\u00b4ensemble della Staatsoper, dotato di una voce ampia e facile,\u00a0 che in questo ruolo ha dato una delle sue interpretazioni pi\u00f9 convincenti.\u00a0 Di nuovo positiva anche la prova di <strong>Catriona Smith<\/strong>, una delle cantanti pi\u00f9 amate dal\u00a0 pubblico di Stoccarda, che come Eudoxie ha sfoggiato la sua coloratura impeccabile,\u00a0 frutto di una eccellente preparazione professionale che qui a Stoccarda le ha reso\u00a0 possibile affrontare tutti i ruoli virtuosistici del repertorio.\u00a0 Nel ruolo di Leopold, il principe fidanzato di Eudoxie che si finge israelita per sedurre\u00a0 Rachel, questa volta abbiamo ascoltato il venticinquenne tenore russo <strong>Dmytri\u00a0 Trunov<\/strong>, voce forse ancora un po\u00b4acerba ma molto dotata come estensione e sicuramente\u00a0 di caratteristiche assai promettenti, molto efficace in particolare nella Serenata del primo atto.\u00a0 Complessivamente uno spettacolo godibilissimo e un\u00b4interpretazione assai ben realizzata\u00a0 di un\u00b4opera musicalmente e drammaturgicamente di grande valore.\u00a0 Grande successo di pubblico per tutti gli interpreti.<br \/>\n<em>Foto Matin Sigmund<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stoccarda, Staatsoper, Stagione Lirica 2010 \/ 2011 &#8220;LA JUIVE&#8221; Grand-op\u00e9ra in cinque atti su libretto di Eug\u00e8ne Scribe. 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