{"id":19422,"date":"2011-07-19T20:10:23","date_gmt":"2011-07-19T18:10:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=19422"},"modified":"2016-12-13T03:16:07","modified_gmt":"2016-12-13T02:16:07","slug":"firenze-operafestival-2011la-traviata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/firenze-operafestival-2011la-traviata\/","title":{"rendered":"Firenze, OperaFestival 2011:&#8221;La Traviata&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Firenze, Giardini di Boboli, OperaFestival 2011<\/em><strong><br \/>\n&#8220;LA TRAVIATA&#8221;<\/strong><br \/>\nMelodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi <\/strong><br \/>\n<em>Violetta Val\u00e9ry<\/em> ANNA SKIBINSKY<br \/>\n<em>Alfredo Germont<\/em> JAVE&#8217; TOME&#8217; FERNANDEZ<br \/>\n<em>Giorgio Germont<\/em> CARMELO CORRADO CARUSO<br \/>\n<em>Flora Bervoix<\/em> PATRIZIA SCIVOLETTO<br \/>\n<em>Annina<\/em> ANGELIQUE BOUDEVILLE<br \/>\n<em>Gastone<\/em> GABRIELE MUNAO&#8217;<br \/>\n<em>Il barone Douphol<\/em> DARIO SHIKHIMIRI<br \/>\n<em>Il marchese D\u2019Obigny<\/em> DARIO CIOTOLI<br \/>\n<em>Giuseppe<\/em> ALFONSO STELLA<br \/>\n<em>I dottor Grenvil, Un domestico di Flora<em>,\u00a0 Un commissonario<\/em><\/em> TOMMASO CORVAJA<br \/>\nCoro e Orchestra OperaFestival<br \/>\nDirettore <strong>Matteo Beltrami<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Maurizio Preziosi <\/strong><br \/>\nRegia <strong>Beppe De Tomasi <\/strong><br \/>\nScene <strong>Nicola Visibelli<br \/>\n<\/strong>Costumi <strong>Micol Joanka Medda, Caterina Bottai<\/strong><br \/>\nLuci\u00a0 <strong>Alessandro Ruggiero <\/strong><br \/>\n<em>Firenze, 14\u00a0 luglio 2011<br \/>\n<\/em><br \/>\n\u201c<em>La Traviata\u201d<\/em> di Giuseppe\u00a0 Verdi \u00e8 il secondo appuntamento di questa nuova stagione dell\u2019OperaFestival di Firenze che nonostante i tagli e le difficolt\u00e0 economiche \u00e8 riuscita con successo a mantenere strenuamente il contatto con il suo pubblico all\u2019interno di una consolidata tradizione. Lo ha fatto grazie alla tenacia di tutti i collaboratori amministrativi ed artistici che compongono questo giovanissimo \u201cteam\u201ddi professionisti a capo del quale si muove un energico <strong>Luca Canonici<\/strong> come direttore artistico, sempre attento alle scelte artistiche ed i titoli di cartellone.<br \/>\nIl Giardino Boboli \u00e8 uno straordinario spazio naturale e lo scenografo <strong>Nicola Visibelli<\/strong> deve averlo pensato quando ha letteralmente costruito la scena dando sempre spazio a giochi prospettici che rendevano protagonisti non solo gli interpreti, ma anche gli spazi architettonici dei giardini in particolare la straordinaria Fontana del Nettuno. Le scene rievocano i fasti di un teatro ottocentesco con stucchi e oro, al centro della cui platea immobile e quasi a mo\u2019 di simulacro si appoggia una grandissima mensa nera, quasi rievocasse un triste feretro come inevitabile ed ineluttabile destino della protagonista (ed aggiungerei la meschinit\u00e0 di certi atteggiamenti borghesi dell\u2019800). I costumi di Micol <strong>Joanka Medda\/ Caterina Bottai <\/strong>sono assolutamente sfarzosi e provengono interamente dell\u2019Archivio storico Cerratelli di Firenze.<br \/>\nIl Maestro <strong>Beppe de Tomasi<\/strong> ci ha regalato una regia assolutamente tradizionale \u00a0citando volutamente l\u2019allestimento che Luchino Visconti aveva costruito per la<em> Traviata<\/em> Scaligera sulla figura dell\u2019indimenticabile Maria Callas. L&#8217;oramai espertissimo regista ha saputo disegnare una Traviata giovane e fresca seppur sempre drammaticamente consapevole del suo fato. Se dovessimo trovare un punto \u00a0debole nella\u00a0 costruzione dell\u2019impianto registico lo troveremmo nella costanza presenza di comparse nei palchetti ad osservare tutta l&#8217;opera come spettatori esterni\u00a0 assolutamente invadenti nei momenti dove lo spartito richiederebbe\u00a0 profonda intimit\u00e0 e raccoglimento. Comunque sembrerebbe che\u00a0 questi artefici siano necessari per riempire spazi privi di elementi scenici.<br \/>\nIl giovane direttore <strong>Matteo Beltrami<\/strong> \u00e8 riuscito fin dalle prime note del <em>Preludio<\/em> a creare l&#8217;atmosfera musicale per farci presagire che la serata sarebbe stata un vero successo. Il suo gesto sicuro, ricco di piglio ed energia ha permesso che l&#8217;ottima orchestra di Operafestival suonasse come mai precedentemente. Il Maestro Beltrami \u00e8 infatti riuscito ad estrarre dei colori soprattutto negli archi che raramente riescono a distinguersi e svettare\u00a0 in spazi aperti creando omogeneit\u00e0 di suono tra tutti gli strumenti. Sempre in grado di gestire pienamente il contatto tra orchestra e palcoscenico, ha regalato allo spartito dei rarissimi accenti grazie ad idee musicali innovative. Le frasi lunghissime che il Maestro ha chiesto sia all&#8217;orchestra che ai solisti hanno fatto si che l&#8217;espressione ed il fraseggio\u00a0 siano stati i veri protagonisti della partitura.<br \/>\n<strong>Anna Skibinsky<\/strong> ha cantato il ruolo di Violetta con un organo vocale privo di tutti quei vizi tecnici che si trovano spesso in alcune cantanti che vogliono affrontare questo ruolo. La sua voce sempre fresca le ha permesso di disegnare una Violetta giovane ed attraente, senza per\u00f2 mai perdere di vista l\u2019altro aspetto del personaggio che \u00e8 anche struggente e disarmante e questo grazie ad un\u00a0 bagaglio tecnico e scenico assolutamente notevole. La voce \u00e8 stata sempre ben proiettata nel grande spazio dei Giardini di Boboli permettendole di passare l&#8217;orchestra ed arrivare in\u00a0 tutti gli spazi sia nel registro medio grave che\u00a0 in quello acuto .L&#8217;interprete \u00e8 riuscita a cantare questo ruolo con una \u201cnuances\u201d di colori incredibili. Le agilit\u00e0 svettanti e il timbro vellutato le hanno permesso di arrivare al finale del primo atto nella sua notissima aria <em>\u201cSempre libera\u201d<\/em> con un Mib come da tradizione tenuto lunghissimo e con grande brillantezza. Il duetto con Germont poi del secondo atto \u00e8 stato commovente: la sua voce si piegava alla propria interpretazione con una facilit\u00e0 incredibile grazie all\u2019uso di \u00a0fiati lunghissimi che le hanno permesso di assecondare le volont\u00e0 del direttore fino ad arrivare a fare dei pianissimi mozzafiato. Nel <em>&#8220;Dite alla giovine&#8221;<\/em> \u00e8 riuscita a scolpire\u00a0 un&#8217;atmosfera quasi irreale superando a pieni voti per intensit\u00e0 di fraseggio e volume il secondo atto che per il soprano che canta quest&#8217;opera \u00e8 sempre considerato uno scoglio assai arduo. L&#8217;ultimo atto infine \u00e8 stato un susseguirsi di emozioni vocali ricco di pianissimi e fortissimi. Infine nel terzo atto nella celeberrima aria<em>\u201c Addio del passato\u201d<\/em> la Skibinsky non ha lasciato al caso nessun suono. Il canto legato, i filati, il crescendo e lo smorzato, la gestualit\u00e0 nel momento giusto sostenuti naturalmente dalla sua grande tecnica hanno fatto s\u00ec che questo fosse forse il momento pi\u00f9 alto della rappresentazione. Per lei un indiscusso successo personale, premiato da appalusi scroscianti e chiamate in scena.<br \/>\n<strong>Carmelo Corrado Caruso<\/strong> possiede un&#8217;organo vocale importante predilegendo il suo personaggio sull&#8217;interpretazione scenica, pi\u00f9 che sul quella vocale. Il cantate siciliano canta a tratti con vocali strette e predilige il canto di fibra penalizzando cosi la purezza del suono e della linea del canto. La voce risulta poco appoggiata\u00a0 nel registro centrale e acuto forse per un&#8217;eccessiva volont\u00e0 di scurire il suono e &#8220;camuffarlo&#8221;per farlo pi\u00f9 scuro e drammatico. La sua performance pu\u00f2 essere per\u00f2 considerata complessivamente decorosa.<br \/>\n<strong>Javier Tom\u00e8 Fernandez<\/strong> debuttava in assoluto il ruolo \u00a0di Alfredo. Il materiale vocale di questo giovane tenore pu\u00f2 essere considerato interessante anche se non privo di vizi tecnici. La voce nella zona acuta \u00e8 pi\u00f9 volte ingolata. Il cantante mostra poi evidenti problemi di dizione,\u00a0 inoltre canta sempre &#8220;di spinta&#8221; compromettendo cosi espressivit\u00e0 e sfumature che la parte di Alfredo richiederebbe. Sembra che la sua unica preoccupazione sia quella di farsi sentire sempre e comunque! Alfredo \u00e8 altra cosa \u00e8 espressivit\u00e0 cesellata \u00e8 impeto \u00e8 tristezza ma anche amore e queste componenti non sono emerse per mancanza di &#8220;esperienza vocale&#8221; ed anche scenica. Ci auguriamo che con tanto studio tecnico e tanta esperienza di palcoscenico, questo cantante possa emergere in futuro. Possiede tutto il materiale per poter migliorare. <strong>Patrizia Scivoletto<\/strong> cantava la sua Flora in maniera discontinua. La voce non \u00e8 delle pi\u00f9 interessanti e gradevole da ascoltare. Anche il volume \u00e8 abbastanza modesto in pi\u00f9 parti e poco aderente al personaggio da interpretare. L\u2019Annina di <strong>Angelique Boudeville<\/strong> al suo debutto assoluto su di un palcoscenico ha bella voce, ma sembra ancora incosapevole del proprio strumento e dello spazio di scena nel quale esprimersi. Bene Il Barone Duphol di <strong>Dario Shikhmiri<\/strong> ed apprezzabili nei ruoli secondari Il Marchese d\u2019Obigny di <strong>Dario Ciotoli,<\/strong> il Gastone di <strong>Gabriele Muna\u00f2<\/strong>,il dottore,il commissario ed il domestico di <strong>Tommaso Corvaja <\/strong>ed il<strong> Coro di Opera Festival <\/strong>guidati dal Maestro<strong> Maurizio Preziosi. <\/strong>Imbarazzante <strong>Alfonso Stella<\/strong> nel brevissimo ruolo di Giuseppe. Un tutto esaurito con un pubblico generoso nei consensi e negli applausi, particolarmente prolungati verso la protagonista della serata. <em>Foto\u00a0 Mark Abouzeid<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Firenze, Giardini di Boboli, OperaFestival 2011 &#8220;LA TRAVIATA&#8221; Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":19427,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[2622,2659,1238,2662,2664,153,2658,108,2067,2661,2660,145],"class_list":["post-19422","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-anna-skibinsky","tag-beppe-te-tomasi","tag-carmelo-corrado-caruso","tag-caterina-bottai","tag-giardini-di-boboli","tag-giuseppe-verdi","tag-javier-tome-fernandez","tag-la-traviata","tag-matteo-beltrami","tag-micol-joanka-medda","tag-nicola-visibielli","tag-opera-lirica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19422","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19422"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19422\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19427"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19422"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19422"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19422"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}