{"id":19717,"date":"2011-07-26T14:19:26","date_gmt":"2011-07-26T12:19:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=19717"},"modified":"2016-12-13T04:55:49","modified_gmt":"2016-12-13T03:55:49","slug":"macerata-opera-festivalrigoletto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/macerata-opera-festivalrigoletto\/","title":{"rendered":"Macerata Opera Festival:&#8221;Rigoletto&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Macerata, Sferisterio Opera Festival 2011<\/em><strong><br \/>\n&#8220;RIGOLETTO&#8221;<\/strong><br \/>\nMelodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<br \/>\n<\/strong><em>Rigoletto<\/em> GIOVANNI MEONI<br \/>\n<em>Gilda<\/em> DESIREE RANCATORE<br \/>\n<em>Il duca di Mantova<\/em> ISMAEL JORDI<br \/>\n<em>Il Conte di Monterone, Sparafucile<\/em> ALBERTO ROTA<br \/>\n<em>La Contessa di Ceprano, Maddalena<\/em> TIZIANA CARRARO<br \/>\n<em>Giovanna<\/em> ANNUNZIATA VESTRI<br \/>\n<em>Marullo<\/em> LUCIO MAUTI<br \/>\n<em>Matteo Borsa<\/em> ENRICO COSSUTTA<br \/>\n<em>Il conte di Ceprano<\/em> WILLIAM CORRO&#8217;<br \/>\n<em>Un usciere<\/em> ANTONIO BARBAGALLO<br \/>\n<em>Il paggio della duchessa<\/em> SILVIA GIANNETTO<br \/>\nFondazione Orchestra Regionale delle Marche<br \/>\nCoro Lirico Marchigiano &#8220;V. Bellini&#8221;<br \/>\nComplesso di palcoscenico: Banda &#8220;Salvadei&#8221;<br \/>\nDirettore <strong>Andrea Battistoni <\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>David Crescenzi <\/strong><br \/>\nRegia, scene\u00a0 e costumi <strong>Massimo Gasparon <\/strong><br \/>\nLuci <strong>Sergio Rossi<br \/>\n<\/strong>Nuovo allestimento<br \/>\nMacerata, 23 luglio 2011<br \/>\nSecondo appuntamento per la stagione lirica maceratese e secondo titolo verdiano di tradizione con \u201cRigoletto\u201d in scena presso l\u2019Arena Sferisterio. Rigoletto \u00e8 tra i titoli quello pi\u00f9 facilmente comprensibile nel tema che quest\u2019anno \u00e8 stato dato alla stagione lirica: \u201cDestino e Libert\u00e0\u201d. L\u2019infelice deforme infatti compiendo il peccato di superbia decide di punire il suo signore per l\u2019affronto avuto non accettando per se stesso e per la figlia la logica di classe che lo relega ad umile servo. Rifiuta il suo destino, avendone comunque per libero arbitrio libert\u00e0, ma pagher\u00e0 amare conseguenze per aver creduto di avere un fato diverso da quello gi\u00e0 segnato e pagher\u00e0 per aver avuto di se stesso un\u2019idea assolutamente diversa da quella reale. Questo in fin dei conti il filo narrativo che lega\u00a0 la\u00a0 regia, i costumi e le scene di <strong>Massimo Gasparon<\/strong>.<br \/>\nIl regista veneziano decide di ambientare l\u2019intera vicenda in una festosa, ma ideale, Venezia di met\u00e0 Ottocento (esattamente nel luogo dove l\u2019opera and\u00f2 in scena per la prima volta e nel medesimo periodo cio\u00e8 nel 1851) durante un festoso carnevale dove i costumi \u2018500entischi dei coristi e delle comparse (presi in prestito al Pizzi del <em>Bianca e Falliero <\/em>di Rossini del ROF, 1989)\u00a0\u00a0 si inseriscono come maschera nella\u00a0 maschera. Il palazzo del duca \u00e8 ricco di stucchi, sfarzoso ed al centro di due arcate campeggiano due meravigliosi riproduzioni di pitture del Tiepolo (Il primo sulla sinistra l\u2019affresco \u201c<em>Apollo e i quattro Continenti\u201d<\/em> ad oggi visibile nello Scalone d&#8217;onore della residenza di W\u00fcrzburg ed il secondo sulla destra<em> \u201cIl Tempo scopre la Verit\u00e0\u201d <\/em>custodito presso il Museo Civico di Vicenza\u2026 in verit\u00e0 neppure uno dei due propriamente veneziano ahim\u00e8). Ed ecco che una pedana girevole poi ci mostra l\u2019ingresso della dimora del protagonista: una porticina modesta e piccola in confronto all\u2019adiacente portale della ricca magione dei Ceprano. E gira ancora e l\u2019interno della casa di Gilda \u00e8 su due livelli cos\u00ec come la magione di Maddalena e Sparafucile: la prima interamente\u00a0 in legno dalle sfumature calde ed accoglienti come l\u2019interno di un cofanetto d\u2019epoca, la seconda buia, in mattoni grezzi ed anneriti dal delitto e dalla miseria. E nel suo girare, grazie ai suggerimenti coreografici di <strong>Roberto Maria Pizzuto<\/strong>, i coristi e le comparse si rincorrono, si mescolano, interagiscono rendendo assolutamente tutto l\u2019impianto scorrevole e di buon gusto.<br \/>\nPer quanto riguarda poi i costumi quello che immediatamente salta all\u2019occhio \u00e8 ancora il riferimento al Tiepolo. Rigoletto gi\u00e0 nel prologo\u00a0 si traveste da Pulcinella e sappiamo gi\u00e0 che nel XVIII secolo il noto pittore veneziano\u00a0 rappresent\u00f2 i suoi famosi \u201cPulcinelli acrobati\u201d che tanto incuriosirono e piacquero ai suoi contemporanei. La\u00a0 veste bianca, il naso adunco, la maschera nella sua forma pi\u00f9 nota e anche l\u2019aspetto intimo del protagonista che \u00e8 schiavo di un mondo edonistico, superficiale e di squallida ignoranza. Gilda invece \u00e8 una povera ed ingenua ragazza innamorata e veste abiti da favola, turchesi e vaporosi quasi una cenerentola disneyana, ma dall\u2019epilogo assai diverso. Ad incorniciare questo &#8220;quadro&#8221; le bellissime luci di <strong>Sergio Rossi<\/strong>, attente, efficaci ed assolutamente coerenti alla vicenda.<br \/>\nDopo una pioggia scrosciante che ha minato l\u2019esecuzione al primo atto e dopo un\u2019ora e mezzo di ritardo, finalmente lo spettacolo ha il suo effettivo inizio e abbiamo cos\u00ec potuto apprezzare il talento del giovanissimo <strong>Andrea Battistoni<\/strong> a capo dell&#8217;<strong>Orchestra Regionale delle Marche. <\/strong>Battistoni ha saputo regalare al pubblico una lettura del <em>Rigoletto<\/em> imprimendo un taglio di grande impatto drammatico ma,\u00a0 per contrasto, altrettanto attenta alle sfumature pi\u00f9 malinconiche e dolenti, ci \u00e8 parsa in particolare evidenza la solitaria desolazione del protagonista affidato a <strong>Giovanni Meoni<\/strong>. Un Rigoletto assolutamente apprezzabile. La voce \u00e8 timbricamente rilevante, cos\u00ec come la linea di canto che, a onor del vero avrebbe anche potuto essere pi\u00f9 attenta ai colori. Sicuramente in accordo con Battistoni, Meoni ha scelto per una lettura rigorosamente &#8220;filogica&#8221; che si pu\u00f2 condividere ma suona &#8220;strana&#8221; se applicata al solo baritono.<br \/>\n<strong>D\u00e8sir\u00e9e Rancatore<\/strong> era Gilda. Il ritorno a Macerata del celebre soprano palermitano era fortemente atteso in Arena, salutato al suo apparire\u00a0 in scena da applausi. La sua\u00a0 voce nel tempo si \u00e8 evoluta: i centri e le note gravi sono assolutamente pi\u00f9 corpose, in modo naturale?\u00a0 Sembrerebbe proprio di no,\u00a0 visto che certe sonorit\u00e0 appaiono piuttosto artificiose e pompate.\u00a0 Le agilit\u00e0 sono incerte e gli acuti alquanto sbiancati. Sicuramente la serata difficoltosa ha pesato sulla resa della cantante che \u00e8 pur sempre di un\u2019artista di grande spessore,\u00a0 dalle non comuni capacit\u00e0 vocali ed interpretative. Confidiamo di poterla ascoltare nuovamente\u00a0 in una situazione pi\u00f9 adeguata alla sua meritata fama.<br \/>\nIl duca di Mantova era \u00a0<strong>Ismael Jordi<\/strong>. Il tenore spagnolo ha assolutamente la presenza scenica di un giovane ed aitante Duca di Mantova, ma si ferma l\u00ec.\u00a0 E&#8217; indubbiamente un bell&#8217;uomo, ma sul\u00a0 piano interpretativo \u00e8 rigido e impacciato. I suoi approcci &#8220;sessuali&#8221; con Maddalena, sfiorano il ridicolo. In compenso, almeno sul piano vocale, il suo \u00e8 stato un Duca\u00a0 di bella voce, anche se non particolarmente adatta per gli spazi all&#8217;aperto, ma comunque omogenea,\u00a0 ben timbrata e facile negli acuti, ben proiettata e dal timbro assolutamente gradevole. Quello che forse \u00e8 mancata \u00e8 stata l\u2019interpretazione. Sul palco abbiamo visto pi\u00f9 il cantante che l\u2019interprete.\u00a0 Il mezzosoprano <strong>Tiziana Carraro,<\/strong> possiede una voce calda ed espressiva, pur con qualche imprecisione, \u00e8 stata una Maddalena\u00a0 audace e seducente. <strong>Alberto Rota, <\/strong>nel doppio ruolo di Monterone e Sparafucile, pur con qualche affanno ha portato a termine la serata senza particolari cedimenti e con una presenza scenica convincente<strong>. <\/strong>Giovanna era <strong>Annunziata Vestri<\/strong>, Marullo era <strong>Lucio Mauti<\/strong>, Matteo Borsa era <strong>Enrico Cossutta<\/strong>, Il conte di Ceprano era <strong>William Corr\u00f2<\/strong>, Un usciere di corte era <strong>Antonio Barbagallo<\/strong> ed Un paggio della Duchessa era <strong>Silvia Giannetti<\/strong>. Ottimo il<strong> coro \u201cVincenzo Bellini<\/strong>\u201d diretto dall\u2019attento maestro <strong>David Crescenzi. <\/strong>Pubblico stanco e provato dal freddo e dall\u2019attesa, ma assolutamente generoso di applausi,\u00a0 in particolare nei confronti di Andrea\u00a0 Battistoni e di D\u00e8sir\u00e9e Rancatore<strong>.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Macerata, Sferisterio Opera Festival 2011 &#8220;RIGOLETTO&#8221; Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave Musica di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":19724,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[2732,945,29,1570,339,467,550,145,102,2421,2731,703],"class_list":["post-19717","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alberto-rota","tag-andrea-battistoni","tag-desiree-rancatore","tag-giovanni-meoni","tag-ismael-jordi","tag-macerata-opera-festival","tag-massimo-gasparon","tag-opera-lirica","tag-rigoletto","tag-roberto-maria-pizzuto","tag-tiziana-carraro","tag-verdi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19717","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19717"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19717\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87649,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19717\/revisions\/87649"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19724"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19717"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19717"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19717"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}