{"id":21399,"date":"2011-09-10T19:03:24","date_gmt":"2011-09-10T17:03:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=21399"},"modified":"2014-01-10T19:05:18","modified_gmt":"2014-01-10T17:05:18","slug":"carlo-sturla-xviii-sec-passio-di-venerdi-santo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/carlo-sturla-xviii-sec-passio-di-venerdi-santo\/","title":{"rendered":"Carlo Sturla (XVIII sec.):&#8221;Passio di Venerd\u00ec Santo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Passio di Venerd\u00ec Santo, Passione secondo Giovanni. <strong>Il Concento Ecclesiastico<\/strong>, Basso continuo: <strong>Marlise Goidanich <\/strong>(cello), <strong>Nicola Barbieri <\/strong>(violone), <strong>Marianne Gubri <\/strong>(arpa doppia), <strong>Eduardo Figueroa <\/strong>(tiorba, chitarra baroca), <strong>Davide Merello <\/strong>(organo).\u00a0 <strong>Emanuela Esposito<\/strong>, <strong>Marina Frandi<\/strong> (contralto ), <strong>Laura Dalfino<\/strong> (soprano), <strong>Luca Franco Ferrari<\/strong> (direzione). Registrazione: 3\u20135 settembre 2006, Chiesa del Convento di Santa Caterina, Genova<\/em>. <strong>1 CD Brilliant Classics &#8211; <\/strong><strong>BC 94184<br \/>\n<\/strong>Prima registrazione assoluta di una partitura carica di forti suggestioni espressive composta dal ligure\u00a0 Carlo Strula, un autore del quale si hanno ben poche notizie.\u00a0 Questa Passio di Venerd\u00ec Santo \u00e8 una trasposizione musicale del\u00a0 testo evangelico di Giovanni eleaborato in un alternarsi tra\u00a0 il &#8220;cantus firmus&#8221; gregoriano e\u00a0 brevi cori a due voci, recitativi e brevi arie per soprano e contralto, che mostrano una chiara scrittura melodrammatica. L&#8217;organico strumentale \u00e8 ridotto: il solo &#8220;basso continuo&#8221;, composto da\u00a0 cinque strumenti utilizzati &#8220;ad libitum&#8221;\u00a0 per dare la massima espressivit\u00e0 allo sviuppo del dramma della Passione di Cristo. Una partitura unica nel suo genere, carica di phatos e interpretata con grande sensibilit\u00e0 dai solisti vocalie e strumentisti de &#8220;Il Concerto Ecclesiastico diretti da <strong>Luca Franco Ferrari <\/strong>che \u00e8 anche lo scopritore e revisore della partitura.<br \/>\n<strong>Proprio su Carlo Sturla, sul contesto storico della Genova del XVIII sec. e su questa partitura ecco cosa ci ha raccontato Luca Franco Ferrari <\/strong><br \/>\n<em><strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/Luca-Franco-Ferrari.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-21401\" title=\"Luca Franco Ferrari\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/Luca-Franco-Ferrari-290x193.jpg\" width=\"290\" height=\"193\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/Luca-Franco-Ferrari-290x193.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/Luca-Franco-Ferrari-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/Luca-Franco-Ferrari-270x180.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/Luca-Franco-Ferrari.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>Sotto il nome di Carlo Sturla \u00e8 giunto fino a noi solo un piccolo gruppo di manoscritti custoditi nel Fondo antico del Conservatorio<\/strong> di Genova: si tratta di composizioni sacre a una o pi\u00f9 voci e strumenti, che ci permettono di collocare il compositore nella prima met\u00e0 del Settecento. Possiamo supporre che sia nato a Genova basandoci sul toponimo Sturla, che si riferisce all\u2019antico borgo marinaro oggi inglobato nella municipalit\u00e0 cittadina; sappiamo con certezza che qui ha lavorato, in una citt\u00e0 dove nei primi decenni del Settecento si moltiplicavano le occasioni musicali, tra teatri pubblici, teatri appartenenti all\u2019oligarchia cittadina, chiese e conventi.<br \/>\n<strong>In questo periodo a Genova erano presenti molti conventi femminili, dove, secondo una tradizione ormai affermata, la musica rivestiva un\u2019enorme importanza, <\/strong>e dove potevano emergere e svilupparsi i talenti canori delle fanciulle che vi venivano ospitate. In alcuni casi l\u2019attivit\u00e0 musicale poteva essere l\u2019unico fulcro di interesse e la sola apertura verso il mondo esterno che aiutasse le giovani religiose a sopportare una monacazione forzata o mal accettata. Numerose fonti testimoniano che l\u2019esercizio della musica non era sempre ben visto dalle madri superiori: spesso le badesse si lamentavano del continuo andirivieni di musicisti, maestri di canto e melomani, che distraevano le monache dai loro doveri penitenziali e dopo le cerimonie si attardavano pi\u00f9 del dovuto nei parlatori. In effetti l\u2019unica citazione del nome di Carlo Sturla finora emersa proviene dal registro del parlatorio delle Suore del Santissimo Salvatore presso il convento di Santa Brigida, dove il musicista operava: in questi documenti si stigmatizzano l\u2019assiduit\u00e0 e lo zelo eccessivo dello stesso nel frequentare le giovani monache virtuose di canto.<br \/>\n<strong>La Settimana Santa rivestiva un significato particolare per le spose di Cristo, ed era considerato un dovere della massima importanza<\/strong> \u201cfar dire il passio, et la settimana santa le solite cerimonie di mattutini, passi et altro\u2026\u201d. Nei monasteri con gruppi vocali era uso commissionare le musiche necessarie ad autori locali per farle eseguire durante la liturgia della Settimana Santa dalle suore, di solito a favore di un pubblico di melomani che spesso sceglieva le chiese in base alla fama delle voci o al repertorio eseguito, e non per la devozione ispirata dal luogo sacro. <strong>Proprio in questo contesto si colloca il <\/strong><\/em><em><strong>Passio di Venerd\u00ec Santo, turba a due voci e alto di Carlo Sturla<\/strong>, composto per un convento di clausura. Le <\/em><em>turbae (discepoli ed ebrei), nel musicare la passione di Cristo, gi\u00e0 dal XIV secolo erano affidate al coro, quasi a dar voce alle raffigurazioni rappresentanti la folla che si riunisce ai piedi del Calvario. In epoca barocca la liturgia ufficiale prescrive, insieme alle note proibizioni di utilizzare lo stile concertante durante la Settimana Santa, che vengano musicate solo le <\/em><em>turbae e i <\/em><em>soliloquentes (l\u2019ancella, Pietro, Pilato), escluso Cristo. Il resto della narrazione poteva essere letto o cantato dal celebrante, o, come in questo caso, dalla badessa. Le <\/em><em>lectiones del venerd\u00ec santo sono affidate al testo di Giovanni; nel Passio di Sturla il manoscritto si interrompe nel momento in cui la tunica di Cristo viene sorteggiata fra i soldati.<br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/Stile-Italiano-9_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-19652\" title=\"Stile Italiano 9_1\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/Stile-Italiano-9_1-290x193.jpg\" width=\"290\" height=\"193\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/Stile-Italiano-9_1-290x193.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/Stile-Italiano-9_1-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/Stile-Italiano-9_1-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/Stile-Italiano-9_1-366x244.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/Stile-Italiano-9_1-770x514.jpg 770w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/Stile-Italiano-9_1-285x190.jpg 285w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/Stile-Italiano-9_1.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>L\u2019evangelista in questa esecuzione si esprime attraverso il canto gregoriano:<\/strong> si \u00e8 scelto di accompagnarlo con il basso continuo secondo l\u2019uso e il gusto dell\u2019epoca, che rifuggivano la staticit\u00e0 del canto piano e lo trasformavano attribuendogli un inevitabile sostegno armonico-strumentale, cos\u00ec da donargli quella \u201cvaghezza e leggiadria\u201d tanto ambita. Si \u00e8 voluto differenziare la narrazione (sostenuta dall\u2019organo) dalle parole di Cristo, che vengono messe in risalto da una pi\u00f9 ricca strumentazione del basso continuo.<br \/>\n<strong>Gli interventi dei &#8220;<\/strong><\/em><em><strong>soliloquentes&#8221; sono affidati a brevi recitativi e arie <\/strong>per soprano e contralto, mentre le <\/em><em>turbae vengono rappresentate dalla polifonia a due voci. Il melodramma ha ormai acquisito una supremazia assoluta, tanto da influire pesantemente anche sulla musica sacra: inutile dire che lo stile delle arie \u00e8 molto lontano dalla tragicit\u00e0 e profondit\u00e0 del racconto delle sofferenze di Cristo. Si tratta di vere e proprie arie da melodramma, volte a mettere in risalto l\u2019agilit\u00e0 o la cantabilit\u00e0 delle voci, e ad esprimere \u201cvaghi e leggiadri\u201d sentimenti. La teatralit\u00e0 delle intenzioni emerge dalle irrispettose risate con le quali le turbe scherniscono Cristo, in <\/em><em>Ave rex iudeorum, o dai brevi recitativi dei solisti di gusto prettamente operistico, o dalla iterazione ad effetto, dopo la sospensione della cadenza di inganno, delle chiuse.<br \/>\n<strong>La scrittura \u00e8 lineare, lo stile delle arie volutamente semplice; la perizia del compositore si rivela attraverso momenti di delicato lirismo<\/strong> (<\/em><em>Ego nullam invenio), di virtuosismo aggraziato e mai eccessivo (<\/em><em>Nonne ego), e nella capacit\u00e0 di modellare le melodie con estrema morbidezza e cantabilit\u00e0. E\u2019 indubbio che Sturla abbia studiato e fatto proprio lo stile delle opere, rappresentate nei teatri di Genova, dei pi\u00f9 grandi e famosi compositori a lui contemporanei; ma possiamo anche supporre che con alcuni di essi sia venuto in contatto diretto, quando hanno transitato o soggiornato in una delle citt\u00e0 pi\u00f9 attive musicalmente dell\u2019epoca.<br \/>\n<strong>La partitura l\u2019ho scovata nel fondo antico della Biblioteca del Conservatorio Paganini <\/strong>molto tempo fa, ancora studente, quando la mia curiosit\u00e0 verso il repertorio antico locale mi portava a passare intere giornate setacciando i principali fondi musicali genovesi. La prima cosa che mi colp\u00ec fu proprio la discrepanza tra l\u2019argomento \u201cquaresimale\u201d e il brio delle parti concertate. Ne feci una riproduzione fotografica e iniziai a trascrivere la partitura a mano, ma il tutto cadde nel nulla.<br \/>\nRecentemente, in occasione del Festival di musica classica genovese, mi venne chiesto di formulare un progetto concertistico di musica genovese del periodo barocco strettamente legata alla Settimana Santa. E fu in quell\u2019ambito che il progetto di esecuzione della Passione di Carlo Sturla prese nuovamente vita, prevedendo l\u2019esecuzione concertistica in svariate repliche e l\u2019incisione discografica.<br \/>\n<strong>Luca Franco Ferrari<br \/>\n<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Passio di Venerd\u00ec Santo, Passione secondo Giovanni. 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