{"id":21571,"date":"2011-09-18T17:54:24","date_gmt":"2011-09-18T15:54:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=21571"},"modified":"2013-12-04T21:34:47","modified_gmt":"2013-12-04T19:34:47","slug":"benjamin-britten-1913-1976-billy-budd","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/benjamin-britten-1913-1976-billy-budd\/","title":{"rendered":"Benjamin Britten (1913-1976): &#8220;Billy Budd&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><em>Opera in un prologo, due atti e un epilogo di Edward Morgan Forster e Eric Crozier, da Melville. <strong>The Glyndebourne Chorus &amp; London Philharmonic Orchestra<\/strong>, <\/em><em><strong>Mark Elder<\/strong> (direttore)<\/em><em>, <strong>Michael Grandage<\/strong><\/em><em> (regia), <strong>John Mark Ainsley<\/strong> (Captain Vere), <strong>Jacques Imbrailo<\/strong> (Billy Budd), <strong>Phillip Ens<\/strong> (Claggart), <strong>Iain Paterson<\/strong> (Mr Redburn), <strong>Matthew Rose<\/strong> (Mr Flint), <strong>Darren Jeffery<\/strong> (Lieutenant Ratcliffe), <strong>Alasdair Elliott<\/strong> (Red Whiskers), <strong>John Moore<\/strong> (Donald), <strong>Jeremy White<\/strong> (Dansker), <strong>Ben Johnson<\/strong> (Novice), <strong>Colin Judson<\/strong> (Squeak), <strong>Richard Mosley-Evans<\/strong> (Bosun).<\/em> Registrazione: Glyndebourne Festival 2010. <strong>2 DVD OPUS ARTE OA 1051 D \u2013 200\u2019.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 un ragazzo giovane e piacente, Billy Budd, \u2026<em>a\u2026 foundling<\/em>, un trovatello, che fa la sua comparsa in veste di arruolato di forza su un vascello da guerra chiamato<em> Indomitable<\/em>: \u00e8 un ragazzo impetuoso, avido di lasciarsi la vita trascorsa alle spalle, sperando magari in un futuro avanzamento di grado. \u00c8 per\u00f2 ostacolato dal Maestro d\u2019Armi, John Claggart, che vede in lui un sovversivo. Claggart inizia nei confronti del ragazzo una vera e propria azione persecutoria, riuscendo, a scapito della propria vita, a farlo condannare all\u2019impiccagione. C\u2019\u00e8 anche un Capitano, Edward Fairfax Vere, uomo di provata esperienza e cultura, che non riesce a salvare il giovane dal suo destino: inizia cos\u00ec, ormai vecchio e stanco, a ricordare quei lontani giorni del 1797. Questa per sommi capi la trama di <em>Billy Budd<\/em> di Benjamin Britten che, dopo <em>Peter Grimes<\/em>, torn\u00f2 nuovamente ad un\u2019opera di tema marinaresco nel 1951.<br \/>\nAl di l\u00e0 del semplice tessuto narrativo, resta il fatto che la partitura britteniana sia un grande dramma sui sentimenti irrisolti e sospesi, lasciati a galleggiare nel tempo. In questo senso, gi\u00e0 dal Prologo risultano emblematiche le parole del Capitano Vere: <em>Confusion, so much is confusion! I have tried to guide others rightly, but I have been lost on the infinite sea. Who has blessed me? Who saved me?<\/em> Durante il procedere dell\u2019opera, viene naturale domandarsi cosa rappresenti effettivamente il Capitano Vere: perch\u00e9 lascia Billy Budd alla sua condanna? Qual \u00e8 poi il ruolo effettivo di Claggart? Quali i sentimenti di apprezzamento e repulsione nei confronti di Billy Budd fino ad accusarlo di ammutinamento? Queste non vogliono essere note di valutazione estetica sull\u2019opera, ma solo il punto di partenza per un giudizio dello spettacolo messo in scena al Festival di Glyndebourne nel 2010 e ora pubblicato in DVD da Opus Arte. La regia di <strong>Michael Grandage<\/strong><strong> <\/strong>si avvale di scene grandiose, bellissime. C\u2019\u00e8 il vascello a rincuorare lo spettatore che la scena non sar\u00e0 ambientata da McDonald&#8217;s o nella tana di un tasso\u2026 Ma il tutto si ferma qui: non c\u2019\u00e8 approfondimento, introspezione, la drammaturgia delle connessioni fra i personaggi lasciate bellamente in un cassetto chiuso a chiave. Da questo punto di vista, poco e malamente sfruttato anche l\u2019Interludio. In sintesi: una regia che si bea di una bellezza scenografica senza sforzarsi di rendere la complessit\u00e0 del \u2018gioco delle parti\u2019. Ottima la resa musicale di <strong>Mark Elder<\/strong>, improntata su ritmi serrati e teatralmente d\u2019effetto. Altrettanto lodevole il Billy Budd di <strong>Jacques Imbrailo<\/strong>, eccellente attore e cantante: nel timbro piacevolmente screziato \u00e8 capace di far convergere giovinezza, intemperanza, affetto, pallore della nebbia e luminosit\u00e0 del mare. Complessivamente buono il Claggart di <strong>Phillip Ens<\/strong> che risolve il personaggio del bieco Maestro d\u2019Armi senza inutili effetti. <strong>John Mark Ainsley <\/strong>semplicemente<strong> <\/strong>non sa cogliere la grandezza del ruolo del Capitano Vere: adagiandosi sulla semplicit\u00e0 del disegno registico, mostra una voce piuttosto anonima unita ad un fraseggio che definire generico sarebbe eufemistico. Ottimo il resto del cast. Eccellenti le riprese video e audio; come da standard Opus Arte, non sono previsti sottotitoli in lingua italiana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Opera in un prologo, due atti e un epilogo di Edward Morgan Forster e Eric Crozier, da Melville. 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