{"id":22050,"date":"2011-09-29T14:26:33","date_gmt":"2011-09-29T12:26:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=22050"},"modified":"2016-12-29T01:48:45","modified_gmt":"2016-12-29T00:48:45","slug":"torino-teatro-carignanoleggenda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/torino-teatro-carignanoleggenda\/","title":{"rendered":"Torino, Teatro Carignano:&#8221;Leggenda&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Teatro Carignano, Stagione Lirica Teatro Regio 2011<\/em><br \/>\n&#8220;<strong>LEGGENDA&#8221; <\/strong><br \/>\nOpera in un atto (Prologo, quattro scene ed Epilogo) su libretto di Alessandro Solbiati<br \/>\nMusica di <strong>Alessandro Solbiati <\/strong><br \/>\nNuova commissione del Teatro Regio<br \/>\n<em>Ivan<\/em> MARK MILHOFER<br \/>\n<em>Al\u00eb\u0161a<\/em> ALDA CAIELLO<br \/>\n<em>Grande Inquisitore<\/em> URBAN MALMBERG<br \/>\n<em>Spirito del Non Essere<\/em> GIANLUCA BURATTO<br \/>\n<em>Madre<\/em> LAURA CATRANI<br \/>\n<em>Ges\u00f9 Cristo<\/em> TOMASO SANTINON<br \/>\nSestetto vocale PIERINA TRIVERO, DANIELA VALDENASSI, ROBERTA GARELLI, SABINO GAITA, MARCO SPORTELLI, ENRICO BAVA<br \/>\nMimi ANDREA BALDASSARRI, STEFANO BOTTI, NICOLETTA CABASSI, MICHIELE LIUZZI, SAX NICOSIA<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Regio<br \/>\nDirettore <strong>Gianandrea Noseda <\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Claudio Fenoglio <\/strong><br \/>\nRegia, scene, costumi, coreografia e luci <strong>Stefano Poda <\/strong><br \/>\n<em>Nuovo allestimento<br \/>\nTorino, 24 settembre 2011 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 un po\u2019 improprio definire \u201copera\u201d questa <em>Leggenda<\/em> di Alessandro Solbiati, che il Teatro Regio di Torino ha commissionato e proposto in prima assoluta il 20 settembre, <\/strong>nell\u2019ambito del festival MiTo Settembre Musica. Il termine \u201ccantata\u201d sarebbe stato certamente pi\u00f9 appropriato, e avrebbe reso giustizia alla partitura senza creare aspettative destinate ad essere deluse. La fonte da cui l\u2019opera \u00e8 tratta, del resto \u2013 il capitolo del Grande Inquisitore dai <em>Fratelli Karamazov<\/em> di Dostoevskij \u2013 ha ben poco di teatrale, costituendo un esempio da manuale di meta-letteratura, un poema inventato e narrato da un personaggio del romanzo, attraverso il quale si esplica una profonda riflessione sul tema della libert\u00e0 e della felicit\u00e0 dell\u2019uomo.<br \/>\nSolbiati ha voluto mantenere l\u2019impostazione narrativa e meta-narrativa della fonte, rappresentando contemporaneamente, su tre piani scenici successivi, i personaggi del romanzo, Ivan e Al\u00eb\u0161a, che intercalano i propri commenti alla narrazione della leggenda del Grande Inquisitore, in parte esposta da Ivan, in parte messa in bocca allo stesso Inquisitore, che si muove, con l\u2019interprete muto di Ges\u00f9 Cristo, nel secondo piano scenico. Infine, quando l\u2019Inquisitore rievoca le tentazioni vissute da Cristo al termine dei quaranta giorni nel deserto, ecco comparire, nel terzo piano scenico, lo Spirito del Non Essere, il maligno tentatore, che ripete, ma solo a titolo di rievocazione, le parole riferite dai Vangeli. Il risultato \u00e8 una complessa architettura narrativo-meditativa che restituisce la natura di riflessione mediata sugli interrogativi della vita e della societ\u00e0 (cui Solbiati intende dare un significato attualizzato, pensando al controllo delle coscienze che pu\u00f2 essere esercitato nella societ\u00e0 moderna dominata dai media), ma che resta estranea alla dimensione teatrale. Lo stesso Solbiati, del resto, afferma di aver cercato di comporre una musica che fosse il pi\u00f9 possibile \u201cnarrativa\u201d. Ci\u00f2 detto, visto che il compositore ha deciso di definirla \u201copera\u201d, useremo questo termine anche noi.<br \/>\n<strong>L\u2019opera, si diceva, restituisce la natura di riflessione sui grandi interrogativi dell\u2019umanit\u00e0,<\/strong> ed in specie sulla questione della libert\u00e0 e della felicit\u00e0 dell\u2019uomo, ma la restituisce con un certo senso di pesantezza in luogo del vigore della scrittura di Dostoevskij (che, peraltro, in pi\u00f9 passi viene citato alla lettera): questo forse per l\u2019eccessiva prolissit\u00e0 (un atto unico di 90 minuti), e pi\u00f9 ancora per l\u2019inspiegabile procedere sillabato e rallentato di tante pagine affidate ai solisti, che conferisce ai personaggi una balbuzie incoerente rispetto alla loro grande abilit\u00e0 dialettica. <strong>Sicch\u00e9 i passi pi\u00f9 piacevoli e affascinanti sono indubbiamente le pagine sinfoniche, nelle quali si percepisce la capacit\u00e0 di delineare situazioni ricorrendo a un linguaggio che non ignora gli sviluppi novecenteschi della musica classica <\/strong>ma resta fedele ad una sana intelligibilit\u00e0. Penso, in particolare, alle atmosfere rarefatte del preludio coi tremolii dissonanti degli archi, o alla scena finale, dove il bacio dato dal Cristo muto all\u2019Inquisitore \u00e8 accompagnato da figure agitate ascendenti e discendenti, che conducono poi al lento spegnersi del lungo postludio.<br \/>\nL\u2019esecuzione \u00e8 sicuramente stata pi\u00f9 che buona: la direzione di Gianandrea Noseda, ha incarnato perfettamente lo spirito della partitura, prestando attenzione a valorizzarne ogni dettaglio sinfonico. La regia di <strong>Stefano Poda<\/strong>, statica e ieratica, era coerente con la drammaturgia dell\u2019opera, a parte l\u2019evitabile eccesso di nudi integrali tra i mimi. La figura di Ges\u00f9 Cristo, muto, \u00e8 stata interpretata con grande classe da <strong>Tomaso Santinon.<\/strong><br \/>\nQuando si ascolta una partitura nuova, \u00e8 difficile valutare i cantanti scindendo la loro interpretazione dall\u2019opera eseguita; \u00e8 tuttavia mia impressione che tutti siano stati oltremodo all\u2019altezza, e che non si debba certamente a loro mancanze il soltanto tiepido successo che lo spettacolo ha avuto alla sua prima replica: fortemente incisive le due donne, i soprani <strong>Alda Caiello<\/strong> (nel ruolo en travesti di Al\u00eb\u0161a) e <strong>Laura Catrami<\/strong> (bravissima nella parte della Madre che chiede di risuscitare la figlia); abile nel valorizzare sia i passi a mezza voce sia gli scatti fulminanti il basso <strong>Urban Malmberg <\/strong>(Grande Inquisitore); notevole per il timbro e la fermezza della voce il basso profondo<strong> Gianluca Buratto<\/strong> (Spirito del Non Essere); capace di fungere da filo conduttore di tutta l\u2019opera il tenore<strong> Mark Milhofer<\/strong> (Ivan).<br \/>\n<strong>Lascia qualche perplessit\u00e0 la scelta di rappresentare lo spettacolo al Teatro Carignano<\/strong>, non perch\u00e9 la sala settecentesca fosse stonata rispetto all\u2019opera, che anzi risaltava maggiormente per effetto di contrasto, ma perch\u00e9 la partitura \u00e8 stata concepita da Solbiati per gli spazi del Regio: il compositore ha voluto un\u2019orchestra voluminosa e ricchissima di timbri, per la quale ha anche studiato una precisa disposizione spaziale (tanto per cominciare, un\u2019orchestra in buca ed una in platea) che non \u00e8 stato possibile attuare del tutto nella piccola sala del Carignano. Quanto alla capienza di pubblico, per\u00f2, il Regio sarebbe stato decisamente eccessivo.<br \/>\n<em>Foto Ramella &amp; Giannese &#8211; Teatro Regio di Torino<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Teatro Carignano, Stagione Lirica Teatro Regio 2011 &#8220;LEGGENDA&#8221; Opera in un atto (Prologo, quattro scene ed Epilogo) [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":56,"featured_media":22043,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[2100,3296,1696,1686,783,3297,1337,145,1148,919,3299,3295,3298],"class_list":["post-22050","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alda-caiello","tag-alessandro-solbiati","tag-gianandrea-noseda","tag-gianluca-buratto","tag-laura-catrani","tag-leggenda","tag-mark-milhofer","tag-opera-lirica","tag-stefano-poda","tag-teatro-regio-di-torino","tag-tommaso-santinon","tag-torino-teatro-carignano","tag-urban-malmberg"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22050","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/56"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22050"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22050\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88222,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22050\/revisions\/88222"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22043"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22050"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22050"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22050"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}