{"id":22371,"date":"2011-10-07T10:32:27","date_gmt":"2011-10-07T08:32:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=22371"},"modified":"2016-12-15T03:22:39","modified_gmt":"2016-12-15T02:22:39","slug":"alcina-alla-staatsoper-stuttgart","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/alcina-alla-staatsoper-stuttgart\/","title":{"rendered":"&#8220;Alcina&#8221; alla Staatsoper Stuttgart"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Staatsoper Stuttgart &#8211; Stagione Lirica 2011-2012<\/em><strong><br \/>\n&#8220;ALCINA&#8221; <\/strong><br \/>\nDramma per musica in tre atti su libretto anonimo, da &#8220;<em>L&#8217;isola di Alcina&#8221;<br \/>\n<\/em>musicata da Riccardo Broschi (1728)<br \/>\nMusica di <strong>Georg Friedrich Handel<br \/>\n<\/strong><em>Alcina <\/em>MYRTO&#8217; PAPATANASIU<br \/>\n<em>Ruggiero <\/em>SOPHIE MARILLEY<br \/>\n<em>Morgana <\/em>ANA DURLOVSKY<br \/>\n<em>Bradamante <\/em>MARINA PRUDENSKAJA<br \/>\n<em>Oronte <\/em>STANLEY JACKSON<br \/>\n<em>Melisso <\/em>MICHAEL EBBECKE<br \/>\n<em>Oberto <\/em>DIANA HALLER<br \/>\nCoro e Orchestra della Staatsoper Suttgart<br \/>\n<em>Direttore, <\/em><strong>S\u00e9bastien Rouland<\/strong><br \/>\n<em>Regia e drammaturgia, <\/em><strong>Jussi Wieler, Sergio Morabito<br \/>\n<\/strong><em>Scene e costumi, <\/em><strong>Anna Viebrock<br \/>\n<\/strong><em>Stoccarda, 5 ottobre 2011 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Staatsoper Stuttgart, come di consueto, ha riaperto i battenti con alcune riprese di allestimenti di repertorio,<\/strong> in attesa della prima nuova produzione, <strong>La Damnation de Faust<\/strong> di Berlioz, che andr\u00e0 in scena il prossimo 30 ottobre.<br \/>\nDopo i cinque anni della gestione di Albrecht Puhlmann, la guida del teatro \u00e8 stata affidata al nuovo Intend\u00e4nt Jossi Wieler. Una scelta logica e intelligente, visto che Wieler lavora da diversi anni alla Staatsoper, dove, insieme a Sergio Morabito, ha messo in scena diversi allestimenti molto apprezzati, e conosce a fondo le strutture organizzative e artistiche del teatro.<br \/>\n<strong>Per quanto riguarda la direzione musicale, questo sar\u00e0 un anno di transizione, in quanto il nuovo Generalmusikdirektor Sylvain Cambreling <\/strong>assumer\u00e0 pienamente la carica solo a partire dalla prossima stagione e quest\u00b4anno si limiter\u00e0 a dirigere la nuova produzione del dittico formato dalla sch\u00f6nberghiana <strong>Die Gl\u00fcckliche Hand<\/strong> e <strong>Osud<\/strong> di Janacek. Da segnalare in questo campo la presenza in cartellone di due bacchette italiane: Gabriele Ferro (che in passato \u00e8 stato Generalmusikdirektor della Staatsoper) che sar\u00e0 sul podio per il nuovo allestimento della <strong>Sonnambula<\/strong> e Giuliano Carella, che diriger\u00e0 la ripresa della <strong>Luisa Miller<\/strong>. Tra i cantanti, ho notato con piacere il ritorno di Catherine Naglestad, un&#8217; artista di altissimo valore che per anni \u00e8 stata la beniamina del pubblico di Stuttgart e qui da noi ha gettato le basi della sua notoriet\u00e0 internazionale, e che in dicembre ci riproporr\u00e0 la sua interpretazione di <strong>Norma<\/strong> che \u00e8 stata uno dei pi\u00f9 grandi successi delle stagioni passate.<br \/>\n<strong>Tra le riprese di questo primo periodo, la pi\u00f9 interessante era quella dell\u00b4Alcina di H\u00e4ndel, <\/strong>una produzione firmata da <strong>Jossi Wieler <\/strong>e <strong>Sergio Morabito<\/strong> nel 1998, varie volte ripetuta nel corso degli anni e molto apprezzata da pubblico e critica, tanto che ne \u00e8 stata realizzata anche una registrazione in DVD.<br \/>\nConosco molto bene lo stile registico di Wieler e Morabito, che pur appartenendo pienamente al cosiddetto Regietheater riescono sempre a realizzare scenicamente le opere a loro affidate in maniera logica, intelligente e senza sovrapposizioni o forzature gratuite.<br \/>\nTra le loro produzioni che mi sono piaciute di pi\u00f9 qui alla Staatsoper, vorrei senz\u00b4altro citare <strong>La Juive<\/strong> e soprattutto la splendida, teatralissima e coinvolgente messinscena della <strong>Katja Kabanova<\/strong> di Janacek.<br \/>\n<strong>Ci\u00f2 premesso, questa Alcina, a distanza di anni, sembra a mio avviso uno spettacolo invecchiato male.<\/strong> A mio parere, l\u00b4opera barocca si adatta pochissimo a questo stile registico, proprio per la natura stilizzata e assolutamente astratta della musica, che entra terribilmente in contrasto con uno stile di recitazione caricato in senso realistico.<br \/>\nPensando a come viene allestito questo repertorio al giorno d&#8217; oggi, viene da pensare che i registi che di esso si occupano siano i primi a non \u201ccredere\u201d nella potenzialit\u00e0 teatrale dell\u2019 Opera Seria settecentesca, in quanto \u00e8 evidente come siano essi i primi a stravolgerne la drammaturgia e a scardinarne gli equilibri musicali, in nome di una necessaria \u2013 a loro dire \u2013 opera di avvicinamento alle moderne sensibilit\u00e0.<br \/>\n<strong>Tagliare il lato evocativo all\u2019 opera barocca, comunque lo si voglia rendere, mi sembra una grave forzatura.<\/strong> Nel caso di questa messinscena, realizzare il mondo magico ed illusorio di Alcina, metafora anche della caducit\u00e0 della bellezza e dell\u2019 amore sensuale, con un semplice\u00a0 interno fisso popolato da personaggi borghesi, gli uomini in giacca e cravatta e le donne in tubini o tallieurs, evoca assai poco. Omettere del tutto la natura misteriosa, seducente, affascinante e spaventosa, dell\u2019 isola di Alcina, e realizzare lo straniamento che essa esercita sui personaggi della vicenda solo come un caso di illusione provocato da una sorta di follia collettiva stride in maniera insopportabile, come ho detto prima, con la natura di una musica che non \u00e8 descrittiva in senso stretto ma funziona come evocazione sonora di queste atmosfere.<br \/>\n<strong>Pur premesso tutto questo, Wieler e Morabito sono ben distanti dagli eccessi e dal pessimo gusto di registi come Calixto Bieito<\/strong>, che ignorano semplicemente la vicenda del pezzo di cui si occupano e se ne inventano di sana pianta una di loro invenzione, da sovrapporre a quella originale.<br \/>\nQuesta <strong>Alcina<\/strong>, al contrario, fatte salve le riserve di base che ho esposto, rimane comunque uno spettacolo con una sua logica e un suo stile, che si lascia guardare senza eccessivo fastidio.<br \/>\n<strong>Per quanto riguarda la compagnia di canto, \u00e8 stata una serata con luci e ombre.<\/strong> Se il problema odierno della realizzazione registica del melodramma settecentesco \u00e8 quello che ho cercato di tratteggiare, il problema vocale \u00e8 costituito dalla supina accettazione, da parte dei cantanti chiamati a eseguire questo repertorio, di quello che io definisco come il &#8220;Metodo Bartoli&#8221;: voce piantata in gola, agilit\u00e0 sputate, poca o punta espansione a causa della rinuncia all&#8217; immascheramento.<br \/>\nTra gli elementi del cast che, almeno in parte, derogavano a questi principi, l&#8217; Alcina di <strong>Myrt\u00f2 Papatanasiou<\/strong>, soprano greco di buona rinomanza internazionale, esibiva una voce di buon timbro, discrete agilit\u00e0, ma note acute di suono fisso perch\u00e8 troppo spinte e forzate.<br \/>\nLa resa delle arie patetiche come &#8220;D\u00ec, cor mio quanto t&#8217; amai&#8221; \u00e8 stata discreta, ma la coloratura di forza, con queste premesse, risultava spesso imprecisa. Migliore in questo senso la Morgana di <strong>Ana Durlovsky<\/strong>, che qui si \u00e8 fatta apprezzare per la sua buona interpretazione della<strong> Lucia di Lammermoor<\/strong> e che impersoner\u00e0 Amina nella nuova produzione della <strong>Sonnambula<\/strong>. Abbastanza buona la sua esecuzione della celebre aria &#8220;Tornami a vagheggiar&#8221;, (qui affidata a Morgana come nell&#8217; originale e non ad Alcina come spesso si usava in passato) con passaggi virtuosistici tutto sommato puliti e precisi. Marina Prudenskaja, cantante di grande versatilit\u00e0 vocale che qui a Stoccarda ha interpretato ruoli diversissimi tra loro come Amneris, Brang\u00e4ne, Oktavian e Carmen, mi \u00e8 sembrata vocalmente molto pi\u00f9 a posto come Bradamante rispetto alla sua precedente interpretazione h\u00e4ndeliana nel <strong>Trionfo del Tempo e del Disinganno<\/strong> di qualche mese fa, e ha cantato le sue arie con discreta sicurezza e pertinenza stilistica. Buona anche la prova della giovane Diana Haller, una delle nuove voci pi\u00f9 promettenti dell&#8217; ensemble della Staatsoper, sicura e vocalmente abbastanza a posto nel ruolo di Oberto. <strong>Michael Ebbecke<\/strong>, una delle voci storiche del teatro, da pi\u00f9 di 25 anni membro della compagnia, impersonava Melisso con autorit\u00e0 scenica e una voce che al centro conserva una discreta morbidezza, mentre le note alte risentono ovviamente del logorio vocale dovuto all&#8217; et\u00e0.<br \/>\nDecisamente negativa, al contrario, la prestazione degli interpreti di Ruggiero e Oronte. <strong>Sophie Marilley <\/strong>ha esibito una voce piccola, fissa e ingolata, con fastidiosi mutamenti di colore nei passaggi da un registro all&#8217; altro, un legato precario e agilit\u00e0 incerte. Lo stesso discorso vale, pi\u00f9 o meno, per il tenore americano <strong>Stanley Jackson<\/strong>, voce afflitta da un vibrato sgradevole ed emessa in maniera spinta, cosa che comporta\u00a0 frequentissime fissit\u00e0 e forzature.<br \/>\nDi ottimo livello la direzione orchestrale, affidata a <strong>S\u00e9bastien Rouland<\/strong>, che ha confermato anche in questa occasione, dopo la sua eccellente interpretazione del Trionfo gi\u00e0 citato, la sua\u00a0 padronanza stilistica ed espressiva di questo repertorio. Sonorit\u00e0 morbide e senza nessuno stridore di tipo baroccaro, fraseggio strumentale di grande flessibilit\u00e0 e grande capacit\u00c0 si seguire e sostenere il canto. Un&#8217; altra prova di notevole rilievo da parte di questo musicista, che si conferma una delle bacchette pi\u00f9 capaci e interessanti tra quelle che lavorano regolarmente alla Staatsoper. Pubblico numeroso, con una folta presenza di giovani, cosa che fa sempre piacere notare. Applausi per tutti alla conclusione.<br \/>\n<em>Foto A.T.Schaefer &#8211; Staatsoper Stuttgart<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Staatsoper Stuttgart &#8211; Stagione Lirica 2011-2012 &#8220;ALCINA&#8221; Dramma per musica in tre atti su libretto anonimo, da &#8220;L&#8217;isola [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":22378,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[501,3357,3360,244,2185,3359,3355,145,2306,3356,620,3358],"class_list":["post-22371","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alcina","tag-ana-durlovski","tag-diana-haller","tag-georg-friedrich-handel","tag-marina-prudenskaja","tag-michael-ebbecke","tag-myrto-papatanasiu","tag-opera-lirica","tag-sebastien-rouland","tag-sophie-marilley","tag-staatsoper-stuttgart","tag-stanley-jackson"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22371","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22371"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22371\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87776,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22371\/revisions\/87776"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22378"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22371"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22371"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22371"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}