{"id":22639,"date":"2011-10-20T21:09:19","date_gmt":"2011-10-20T19:09:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=22639"},"modified":"2016-12-01T14:01:08","modified_gmt":"2016-12-01T13:01:08","slug":"festival-verdi-2011-falstaff","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/festival-verdi-2011-falstaff\/","title":{"rendered":"Festival Verdi 2011: &#8220;Falstaff&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Parma, Teatro Farnese, Festival Verdi 2011<\/em><br \/>\n<strong>\u201cFALSTAFF\u201d<\/strong><br \/>\nCommedia lirica in tre atti di Arrigo Boito, dalla commedia <em>The merry Wives of Windsor<\/em> e dal dramma <em>The History of Henry the Fourth <\/em>di William Shakespeare.<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\n<em>Sir John Falstaff<\/em> AMBROGIO MAESTRI<br \/>\n<em>Ford<\/em> LUCA SALSI<br \/>\n<em>Fenton<\/em> ANTONIO GANDIA<br \/>\n<em>Dott. Cajus<\/em> LUCA CASALIN<br \/>\n<em>Bardolfo<\/em> PATRIZIO SAUDELLI<br \/>\n<em>Pistola<\/em> MATTIA DENTI<br \/>\n<em>Mrs. Alice Ford<\/em> TAMARA ALEXEEVA<br \/>\n<em>Nannetta<\/em> BARBARA BARGNESI<br \/>\n<em>Mrs. Quickly<\/em> ROMINA TOMASONI<br \/>\n<em>Mrs. Meg Page<\/em> DANIELA PINI<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Regio di Parma<br \/>\nDirettore <strong>Andrea Battistoni<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Martino Faggiani<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Stephen Medcalf<\/strong><br \/>\nScene e costumi <strong>Jamie Vartan<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Simon Corder<\/strong><br \/>\nNuovo allestimento del Teatro Regio di Parma<br \/>\n<em>Parma,\u00a0 12 ottobre 2011<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sgombriamo subito il campo: a nostro avviso, questo \u00e8 uno degli spettacoli pi\u00f9 belli, funzionali e godibili che sia stato possibile vedere negli ultimi anni al Festival Verdi di Parma. Un esito artistico felicissimo, quindi, che saluta il ritorno dell\u2019ultimo capolavoro di Verdi nella sua terra. La grande forza della messa in scena che vede la regia di <strong>Stephen Medcalf<\/strong> \u00e8 quella di aver saputo sposare perfettamente l\u2019azione in atto e le scene di <strong>Jamie Vartan<\/strong> con la splendida cornice del Teatro Farnese: un <em>unicum <\/em>di grandissima amalgama teatrale. E non poteva essere altrimenti: \u00e8 il legno nelle sue varie declinazioni (il letto di Falstaff, la casa di Ford, la tinozza ristoratrice nella quale Falstaff tenter\u00e0 di riprender forze dopo il \u201c<em>tonfo<\/em>\u201d nel Tamigi, la grande quercia di Herne per poi tornare ciclicamente al letto iniziale) il <em>fil rouge <\/em>di questo spettacolo che, come un raffinato acquerello a tinte ocra, sembra trovare la propria compensazione nel Teatro di corte farnesiano. Il disegno registico \u00e8 sostanzialmente narrativo, connotato da pochi oggetti scenici, lineare ma non per questo scontato: l&#8217; Osteria della Giarrettiera \u00e8 individuata da subito dall\u2019enorme letto di Sir John Falstaff, circondato dai compagni e da un Robin in armatura che funger\u00e0 da tramite per le missive amorose alle belle comari. Bauli in ogni dove, accatastati e alla rinfusa, rendono perfettamente la precariet\u00e0 e l\u2019indole del personaggio. Estremamente raffinato il quadro che vede l\u2019arrivo delle dame: davanti al fondale fisso raffigurante una mappa di\u00a0 Windsor, quasi un enorme disegno a china, alcuni mimi introducono file di lenzuoli stesi, che degradando in profondit\u00e0, creano un bellissimo effetto spaziale. Sar\u00e0 proprio dietro questi lenzuoli che si nasconderanno e ricompariranno le comari, il capannello degli uomini e la coppia di innamorati clandestini in un continuo gioco di corse e rincorse. Divertentissima la lunga schermaglia amorosa in casa Ford tra Alice e Sir John -emblematica nei costumi giocati sui toni del rosso dei due protagonisti- soprattutto grazie alla vistosa presenza scenica di quest\u2019ultimo. Tornano nuovamente i lenzuoli stesi ma questa volta a rappresentare la tragicomica agonia di Falstaff tra le onde del Tamigi prima dell\u2019ultima burla. Quest\u2019ultima, al quadro conclusivo, convince meno quanto a inventiva: la grande quercia troneggia nel parco di Windsor con la prevedibile miriade di \u201c<em>spiritelli<\/em>\u201d per poi veder ricomparire al termine il grande letto di Falstaff su cui l\u2019intera compagnia si getter\u00e0. I costumi, sempre a firma Vartan, sono stupendi, sobri, di evidente ispirazioni cinquecentesca: non fa affatto difetto la monocromia, considerato che a caratterizzare le diverse condizioni sociali dei personaggi sono il taglio e la foggia. Il disegno luci di <strong>Simon Corder<\/strong> non \u00e8 particolarmente variegato, ma risulta di grande pertinenza, gradevolissimo nelle tinte ambrate e ovattate.<br \/>\nIl cast vocale \u00e8 capitanato da <strong>Ambrogio Maestri<\/strong> nei panni di Falstaff. La voce suona estesissima, salda nella tenuta anche in zona acuta, il carisma letteralmente trascinante, bello l\u2019accento sprezzante e estroverso. Un\u2019esibizione veramente notevole, lontana da certi vezzi veristi cui \u00e8 solito concedersi il baritono pavese. Altrettanto eccellente il Ford di <strong>Luca Salsi<\/strong> che si conferma fra le migliori voci dell\u2019attuale panorama baritonale: bellissimo il colore scuro,\u00a0 ottimo il sostegno cos\u00ec come la proiezione, tratteggia in modo molto elegante e mai canzonatorio il marito possessivo e sospettoso. Meno efficace il Fenton di <strong>Antonio Gandia<\/strong>: pur sforzandosi di dipingere il giovane innamorato con un fraseggio giustamente languido e mai stucchevole, le disuguaglianze tra i diversi registri risultano piuttosto evidenti. Molto buono il Cajus di <strong>Luca Casalin<\/strong> che fugge con intelligenza da una rappresentazione eccessivamente macchiettistica. Efficaci il Pistola di <strong>Mattia Denti<\/strong> (bench\u00e9 la voce in alcuni momenti suoni un po\u2019 sorda)\u00a0 e il Bardolfo di <strong>Patrizio Saudelli<\/strong>. Per quanto riguarda la compagine femminile, alla seconda rappresentazione <strong>Tamara Alexeeva<\/strong> ha sostituito l\u2019indisposta Svetla Vassileva nei panni di Alice: un prestazione decisamente sottotono. Il personaggio di Alice vive delle frasi ammiccanti e scherzose nei confronti di Falstaff e del fitto \u201ccicaleccio\u201d con le altre comari: proiezione molto limitata, timbro querulo e fraseggio manierato hanno impedito a questa comare di trovare la giusta connotazione. <strong>Barbara Bargnesi<\/strong> \u00e8 forse ancora un po\u2019 acerba vocalmente ma la sua Nannetta \u00e8 risultata complessivamente buona: molto belli i filati nei duetti con Fenton cos\u00ec come il fraseggio sognante durante il celebre <em>Soffio etesio<\/em>. Ci \u00e8 piaciuta <strong>Romina Tomasoni<\/strong> come Quickly: la voce non sarebbe propriamente adatta alla parte della comare bonaria, ma canta con bella emissione, senza mai forzare alla ricerca di una maggiore ampiezza. Il fraseggio risulta simpatico, gioviale e spontaneo cos\u00ec come il disimpegnarsi in scena. <strong>Daniela Pini<\/strong> conferisce un\u2019eleganza rara e molto garbata al personaggio di Meg. <strong>Andrea Battistoni<\/strong> dirige con buon piglio l\u2019immenso materiale narrativo della partitura: poca per\u00f2 sembra l\u2019attenzione ai difficili problemi di acustica imposti dal Teatro Farnese. Il suono dell\u2019orchestra, collocata questa volta in buca di fortuna, risulta costantemente in primo piano rispetto alle voci, creando una sorta di \u201ccappa\u201d intorno al palco. Buone le prove dell\u2019Orchestra e del Coro del Teatro Regio. Teatro non gremito ma caloroso successo per tutti: autentiche ovazioni per Ambrogio Maestri.<br \/>\n<em>Foto Roberto Ricci Teatro Regio di Parma.<\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parma, Teatro Farnese, Festival Verdi 2011 \u201cFALSTAFF\u201d Commedia lirica in tre atti di Arrigo Boito, dalla commedia The [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":61,"featured_media":23660,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[1290,945,3675,1987,3680,207,615,2162,1273,3676,145,3677,3679,3674,3672,3678,3673],"class_list":["post-22639","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-ambrogio-maestri","tag-andrea-battistoni","tag-antonio-gandia","tag-barbara-bargnesi","tag-daniela-pini","tag-falstaff","tag-festival-verdi","tag-luca-casalin","tag-luca-salsi","tag-mattia-denti","tag-opera-lirica","tag-patrizio-saudelli","tag-romina-tomasoni","tag-simon-corder","tag-stephen-medcalf","tag-tamara-alexeeva","tag-teatro-farnese"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22639","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/61"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22639"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22639\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87146,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22639\/revisions\/87146"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23660"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22639"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22639"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22639"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}