{"id":24407,"date":"2011-10-28T11:08:23","date_gmt":"2011-10-28T09:08:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=24407"},"modified":"2016-12-22T13:49:51","modified_gmt":"2016-12-22T12:49:51","slug":"bari-teatro-petruzzelligotterdammerung","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/bari-teatro-petruzzelligotterdammerung\/","title":{"rendered":"Bari, Teatro Petruzzelli:&#8221;G\u00f6tterd\u00e4mmerung&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Bari, Teatro Petruzzelli, Stagione Lirica 2010 \/ 2011<\/em><strong><br \/>\n&#8220;GOTTERDAMMERUNG&#8221; (Il crepuscolo degli dei) <\/strong><br \/>\nTerza giornata in tre atti del ciclo &#8220;Der ring des Nibelungen&#8221;<br \/>\nLibretto e musica di <strong>Richard Wagner<br \/>\n<\/strong><em>Siegfried <\/em>IAN STOREY<br \/>\n<em>Gunther <\/em>THOMAS GAZHELI<br \/>\n<em>Alberich <\/em>JOHMI\u00a0 STEINBERG<br \/>\n<em>Hagen <\/em>BJARNI THOR KRISTINSSON<br \/>\n<em>Br\u00fcnnhilde<\/em> NINA WARREN<br \/>\n<em>Gutrune <\/em>MARIA GRAZIA PANI<br \/>\n<em>Waltraute, Seconda Norna <\/em> JESSIE RAVEN<br \/>\n<em>Prima Norna <\/em>DEBORAH HUMBLE<br \/>\n<em>Terza Norna <\/em>MRTA\u00a0 CALCATERRA<br \/>\n<em>Woglinde <\/em>VALENTINA FARCAS<br \/>\n<em>Wellgunde <\/em>SARAH\u00a0 ALLEGRETTA<br \/>\n<em>Flosshilde <\/em>ESTHER MINUTILLO<br \/>\nCoro e Orchestra della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari<br \/>\nDirettore<strong> Stefan Anton Reck<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Franco Sebastiani<br \/>\n<\/strong>Regia <strong>Walter Pagliaro<br \/>\n<\/strong>Scene e costumi <strong>Luigi Perego<br \/>\n<\/strong>Luci <strong>Luigi Saccomandi<br \/>\n<\/strong><em>Bari, 25 ottobre 2011<br \/>\n<\/em><strong>Si \u00e8 concluso il 25 ottobre al teatro Petruzzelli di Bari il progetto \u2013 iniziato nel 2008 <\/strong>quando ancora quel teatro completava la sua tormentata ricostruzione dopo il rogo del \u201991 \u2013 che ha portato la musica del <em>Ring<\/em> per la prima volta nel capoluogo pugliese; un\u2019operazione culturale coraggiosa, resa possibile anche grazie alla sinergia tra l\u2019ente lirico e l\u2019Universit\u00e0 (compendiata nella persona del germanista Domenico Mugnolo) e premiata da uno straordinario (forse inatteso) successo di pubblico.<br \/>\nLa <em>G<\/em><em>\u00f6tterd\u00e4mmerung<\/em> \u2013 primo nucleo diegetico della tetralogia wagneriana poi divenuta la \u2018giornata\u2019 conclusiva di una saga costruita a ritroso attraverso <em>prequel <\/em>\u2013 \u00e8 un\u2019opera di difficile inquadramento\u00a0 considerata la sua oscillazione tra le istanze del <em>Musikdrama<\/em> e i lasciti del melodramma romantico (inteso come una miscela del Bellini di <em>Norma<\/em> e di Meyerbeer).<br \/>\nDall\u2019ambiguit\u00e0 di questo progetto drammaturgico bifronte (rivolto al passato e all\u2019avvenire) pu\u00f2 generarsi il rischio di deragliamenti stilistici orientati ora verso Aida, ora verso l\u2019espressionismo di Berg; pericolo del tutto evitato dall\u2019intelligente lettura di <strong>Stefan Anton Reck<\/strong> direttore dal gesto granitico ma appassionato, pignolo nel dettaglio ma alieno da sfilacciamenti e derive puntillistiche. Alla concentrazione e al rigore del direttore ha corrisposto il colore dell\u2019<strong>Orchestra della Fondazione Petruzzelli<\/strong>, giunta a una maturit\u00e0 piena (forte anche dei successi di una recente tourn\u00e9e americana) e davvero invidiabile se rapportata alla giovane et\u00e0 dei suoi componenti; ottoni dall\u2019intonazione perfetta, chiarezza nelle polifonie timbriche, dominio delle gradazioni di intensit\u00e0 (specie negli impervi momenti di crescendo fonico), piglio deciso negli stacchi di tempo: per dirla con Schumann \u00ab<em>signori gi\u00f9 il cappello<\/em>\u00bb<em>. <\/em><br \/>\n<strong>L\u2019osticit\u00e0 della <em>G<\/em><em>\u00f6tterd\u00e4mmerung<\/em> si rivela ancor pi\u00f9 sul piano delle scelte registiche e scenografiche:<\/strong> basterebbe osservare i bozzetti scenici di Joseph Hoffmann per rendersi conto di quanta parte delle velleit\u00e0 teatrali wagneriane, nel primo allestimento del 1876, restarono sulla carta e di quanto fosse ancora fortissimo l\u2019influsso della scena romantica a fondale dipinto. Se \u00e8 vero poi che le foto di scena delle prime rappresentazioni a Bayreuth fanno pensare a una sagra della birra, \u00e8 anche vero che quelle dei pi\u00f9 recenti allestimenti rimandano al Visconti della <em>Caduta degli dei<\/em> (1969) trasudando un surplus ideologizzante che ha sempre leso il povero Wagner, ben prima dell\u2019indebita appropriazione del suo teatro da parte di Hitler. Che fare allora? Mettere elmi alati a corpulente valchirie e a baffuti asterix? O fare di Br\u00fcnnhilde la Marie del <em>Wozzeck<\/em>?<br \/>\nTra i due eccessi si pone la via seguita dal regista <strong>Walter Pagliaro<\/strong> \u2013 in perfetto connubio con il virtuosismo scenotecnico di <strong>Luigi Perego<\/strong> \u2013 che ha puntato a sfrondare Wagner di Bakunin, Feuerbach, Nietzsche, Schopenauer &amp; C. per recuperarne una pi\u00f9 autentica dimensione di drammaturgo-artigiano, di uomo di palcoscenico. Ecco allora l\u2019idea di riproporre un codice prossemico piuttosto statico (in linea con l\u2019attorialit\u00e0 ingessata degli anni 1870-80), di riattivare i \u2018praticabili\u2019 sconfinanti nella platea (attraversata per intero dal corteo funebre di Siegfried), di portare in scena il cavallo manichino (la presenza di Grane \u00e8 davvero ingombrante, quasi imbarazzante) o di incarnare il Reno con un enorme velo mosso da mimi. Proprio il Reno, secondo Pagliaro, va considerato il vero protagonista della saga e il suo slogan (\u00abil Reno siamo noi\u00bb noi uomini del 2011 privati della nostra lucentezza da una societ\u00e0 corrotta) si esplicitava nei due minuti conclusivi quando i flutti di stoffa cadevano a terra e le sagome dei mimi avanzanti in controluce verso il proscenio osservavano sgomenti la destituzione degli dei (visivamente compendiata nella statua di Wotan abbattuta alla stregua di quelle dei dittatori novecenteschi).<strong> Pagliaro, insomma, ha optato per una gestualit\u00e0 naif, evitando di sovrapporre una semantica corporea <\/strong>a quella musicale, gi\u00e0 di per s\u00e9 troppo fitta; una scelta di umilt\u00e0 davanti alla musica di Wagner, infranta solo dall\u2019infelice trovata di far sedere continuamente su una \u2018regista\u2019 il <em>regisseur<\/em> Hagen, malvagio burattinaio di una vicenda sporca e becera in quanto umana, troppo umana. Visivamente suggestivo il continuo gioco di luci (<strong>Luigi Saccomandi<\/strong>) sempre connesso all\u2019azione e capace d\u2019impreziosire una scenografia essenziale e al tempo stesso opulenta.<br \/>\nBuone, non ottime (e comunque non al livello dell\u2019orchestra) le voci nel loro complesso. Il soprano <strong>Nina Warren<\/strong> (Brunnhilde) \u00e8 voce e attrice ritagliata sul teatro espressionista del quale ha portato gli eccessi nelle tessiture vocali wagneriane (che invece le chiedevano maggior fluidit\u00e0 nei passaggi tra registri); il tenore <strong>Ian Storey<\/strong> (Siegfried) vocalmente e fisicamente possente non ha reso le tante sfumature espressive connesse al personaggio; ai limiti della propria resistenza fisica il baritono <strong>Thomas Gazheli<\/strong> (Gunter) e il soprano <strong>Maria Grazia Pani <\/strong>(Gutrune; peraltro influenzata nell\u2019ultima replica ma rimasta comunque sul palcoscenico); migliore la prova del basso <strong>Bjarni Thor Kristinsson<\/strong> che non ha ceduto alle tentazioni di un anacronistico sprechgesang n\u00e9 a eccessi caricaturali attribuendo ad Hagen una tensione degna dell\u2019unico vero cattivo di tutto il <em>Ring<\/em>. Pi\u00f9 che pregevole la prova del Coro della fondazione Petruzzelli (compatto e preciso nell\u2019intonazione, ottimo nelle dinamiche) diretto da Franco Sebastiani e preziose le voci comprimarie (in particolare <strong>Valentina Farcas, Sara Allegretta e Hannah Esther Minutillo<\/strong>, rispettivamente Woglinde, Wellgunde e Flosshilde), testimonianza della cura e dell\u2019amore con cui \u00e8 stata portata avanti nell\u2019arco di quattro anni (in un grande centro del bistrattato Mezzogiorno d\u2019Italia) una simile avventura musicale e intellettuale.<em>Foto Carlo Cofano &#8211; Teatro Petruzzelli di Bari<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bari, Teatro Petruzzelli, Stagione Lirica 2010 \/ 2011 &#8220;GOTTERDAMMERUNG&#8221; (Il crepuscolo degli dei) Terza giornata in tre atti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":66,"featured_media":24422,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[3875,172,3879,1259,3874,3540,3877,3876,145,173,3878,1262,3873,1528,2219],"class_list":["post-24407","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-bjarni-thor-kristinsson","tag-gotterdammerung","tag-hannah-esther-minutillo","tag-ian-storey","tag-johmi-steinberg","tag-luigi-perego","tag-maria-grazia-pani","tag-nina-warren","tag-opera-lirica","tag-richard-wagner","tag-sara-allegretta","tag-stefan-anton-reck","tag-teatro-petruzzelli-di-bari","tag-thomas-gazheli","tag-valentina-farcas"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24407","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/66"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24407"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24407\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88099,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24407\/revisions\/88099"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/24422"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24407"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24407"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24407"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}