{"id":25860,"date":"2011-11-26T00:06:31","date_gmt":"2011-11-25T22:06:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=25860"},"modified":"2017-01-27T01:43:39","modified_gmt":"2017-01-27T00:43:39","slug":"verona-teatro-filarmonicorigoletto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/verona-teatro-filarmonicorigoletto\/","title":{"rendered":"Verona, Teatro Filarmonico:&#8221;Rigoletto&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Verona, Teatro Filarmonico \u2013 Stagione Lirica 2010\/ 2011<\/em><br \/>\n<strong>\u201cRIGOLETTO\u201d<\/strong><br \/>\nMelodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\nRigoletto ALBERTO GAZALE<br \/>\n<em>Gilda<\/em> STEFANIA BONFADELLI<br \/>\n<em>Il Duca di Mantova <\/em>ISMAEL JORDI<br \/>\n<em>Sparafucile<\/em> LUIZ-OTTAVIO FARIA<br \/>\n<em>Maddalena<\/em> ASUDE KARAYAVUZ<br \/>\n<em>Il Conte di Monterone<\/em> GIANFRANCO MONTRESOR<br \/>\n<em>Giovanna<\/em> MILENA JOSIPOVIC<br \/>\n<em>Marullo<\/em> MARCO CAMASTRA<br \/>\n<em>Borsa <\/em>RAOUL D&#8217;ERAMO<br \/>\n<em>Il conte di Ceprano<\/em> VICTOR GARCIA SIERRA<br \/>\n<em>La Contessa di Ceprano<\/em> ELISA FORTUNATI<br \/>\n<em>Il paggio della duchessa<\/em> BIANCA TOGNOCCHI<br \/>\n<em>Un usciere di Corte <\/em>VALENTINO PERERA<br \/>\nCoro e Orchestra dell&#8217;Arena di Verona<br \/>\nDirettore <strong>Andrea Battistoni<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Andrea Cristofolini<\/strong><br \/>\nRegia e movimenti coreografici <strong>Arnaud Bernard<\/strong><br \/>\nripresa da <strong>Stefano Trespidi<br \/>\n<\/strong>Scene <strong>Alessandro Camera<br \/>\n<\/strong>Costumi <strong>Katia Duflot<br \/>\n<\/strong>Nuovo allestimento in coproduzione con l&#8217;Opera di Losanna, Opera di Marsiglia, Opera Teatro di Avignone e dei Paesi di Vaucluse e del Sindacato Misto dell&#8217;Opera di Angers e Nantes e dell&#8217;Accademia Filarmonica di Verona<br \/>\n<em>Verona, 19 novembre 2011<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ultimo spettacolo della\u00a0 stagione 2010\/2011 della Fondazione Arena al Teatro Filarmonico, questa nuova produzione del <em>Rigoletto <\/em>firmata <strong>Arnaud Bernard <\/strong>che ha proposto una visione sostanzialmente tradizionale del capolavoro verdiano, collocato in un contenitore scenico firmato da <strong>Alessandro Camera <\/strong>che raffigura una stanza suddivisa in due piani. Nella parte bassa troviamo un ambiente ligneo all&#8217;interno del quale si svolge l&#8217;azione principale, mentre la parte alta \u00e8 soppalcata come una libreria grigia. E&#8217; una struttura imponente e pertanto rimane tale e quale, generando un senso di cupa claustrofobia che accompagna tutto lo spettacolo. L&#8217;azione scenica si svolge, dunque, tutta al centro della scena, dove si susseguono atto per atto un tempietto aprile, che raffigura la casa di Rigoletto, un modellino di citt\u00e0 perfetta, che sembra preso dallo sposalizio della Vergine del Raffaello, e un barcone nell&#8217;atto terzo. Una scelta estetica francamente poco chiara, cos\u00ec come oscura \u00e8 parsa la pioggia di pagine durante la tempesta dell&#8217;atto terzo, a supporto di una regia che, come gi\u00e0 detto, in sostanza si muove su una linea di tradizione.\u00a0 Di bella linea i costumi di Katia Duflot, anche se stilisticamente collocabili in un&#8217;epoca precisa: si\u00a0 oscilla tra il Rinascimento e il XVII secolo. In questo contesto scenico, per altro poco gestibile, per non dire angusto, e illuminato piuttosto male,\u00a0 agiscono i personaggi seguendo canoni che potremmo definire tradizionali: il che, tutto sommato, non guasta, se non fosse per lo spazio scenico che non crea nessuna atmosfera, n\u00e9 tantomeno emozioni.<br \/>\nSul piano musicale, <strong>Andrea Battistoni, <\/strong>pur con qualche momento di sfasamento con la scena, riesce a tenere una certa tensione drammatica e ad esprimere le passioni contrastanti e il senso di tragedia che pervade la partitura. Una cosa va per\u00f2 detta: \u00a0deve essere stato troppo accondiscendente nei confronti di una compagnia di canto piuttosto disomogenea, verso la quale poteva imporre delle scelte musicali pi\u00f9 rigorose. E veniamo appunto al cast vocale, che ha\u00a0 lasciato un po&#8217; l&#8217;amaro in bocca. A partire dal protagonista:\u00a0<strong>Alberto Gazale <\/strong>non \u00e8 certo un baritono che ha cantato con parsimonia, anzi&#8230; Il risultato \u00e8 uno strumento ben poco controllato: affaticato nel canto legato e a mezzavoce con suoni fissi e con una intonazione approssimativa (vedi pressoch\u00e8 tutto il duetto con Gilda dell&#8217;atto primo). Solo nel canto di maggior impeto Gazale riesce a ritrovare una certa autorevolezza, purtroppo per\u00f2 l&#8217;espressione cede troppo a un gusto &#8220;verista&#8221;. <strong>Stefania Bonfadelli <\/strong> cantava per la prima volta al Teatro Filarmonico di Verona, bench\u00e8 veronese. Vi \u00e8 arrivata per\u00f2 in un momento piuttosto delicato.\u00a0 In questo momento della sua carriera, bench\u00e8 lo strumento si mostri sostanzialmente sano, e la interprete sia accurata nell&#8217;espressione e nella cura del fraseggio, evidenzia un blocco nelle note pi\u00f9 acute del pentagramma. In parole povere, essere una Gilda, o meglio cantare questo ruolo secondo &#8220;tradizione&#8221; le \u00e8 precluso. Se ha accuratamente evitato\u00a0 la cadenza del &#8220;Caro nome&#8221;, si \u00e8 purtroppo infelicemente gettata allo sbaraglio nel Mi bemolle alla fine del secondo atto. Peccato!&#8230; L&#8217;attendiamo in una condizione migliore.<br \/>\nDi <strong>Ismael Jordi <\/strong>abbiamo avuto modo di parlare con una certa frequenza, evidenziando pregi e limiti. Il tenore spagnolo \u00e8 dotato di uno strumento timbricamente non gradevolissimo, ma usato con grande musicalit\u00e0 e intelligenza. Da il meglio di s\u00e8 nei momenti pi\u00f9 lirici e intimi, ad esempio il &#8220;Parmi veder le lacrime&#8221;, risolto con gusto e un bell&#8217;uso del canto a &#8220;fior di labbra&#8221;. Gli manca il vero slancio passionale e soprattutto quel tocco di volgarit\u00e0, che dovrebbe caratterizzare il Duca che, sappiamo essere un personaggio negativo. <strong>Luiz-Ottavio Faria <\/strong>\u00e8 stato uno Sparafucile dalla voce molto gradevole per la sua pastosit\u00e0 e, soprattutto ha cantato senza &#8220;gigionare&#8221;. Al suo fianco, <strong>Asude Karayavuz<\/strong> non \u00e8 una certo una Maddalena ideale. Lo strumento non ha un gran corpo e, nel celebre quartetto del terzo atto, fa un po&#8217; fatica ad emergere. Ha comunque il pregio di non forzare la voce e di rimanere sempre in una linea di canto controllata e di gusto. <strong>Gianfranco Montresor <\/strong>non \u00e8 quel che si definirebbe un Monterone tonante ma, anche per lui va il merito di non avere forzato la sua natura vocale. <strong>Marco Camastra <\/strong>ha tratteggiato un Marullo vivace, cos\u00ec come le altre parti di fianco sono state ben delineate da\u00a0<strong> Milena Josipovic <\/strong>(Giovanna), <strong>Raoul d&#8217;Eramo <\/strong>(Borsa), <strong>Victor Garcia Sierra<\/strong> (Ceprano), <strong>Elisa Fortunati <\/strong>(Contessa), <strong>Bianca Tognocchi <\/strong>(il paggio), <strong>Valentino Perera <\/strong>(un usciere). Prova positiva per l&#8217;orchestra e il coro areniano, diretto da <strong>Andrea Cristofolini. <\/strong>Teatro gremito e pubblico caloroso. <em>Foto Ennevi per Fondazione Arena di Verona<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona, Teatro Filarmonico \u2013 Stagione Lirica 2010\/ 2011 \u201cRIGOLETTO\u201d Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":88775,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[4206,945,2851,4208,153,339,4207,145,102,3880,793],"class_list":["post-25860","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alberto-gazale","tag-andrea-battistoni","tag-arnaud-bernard","tag-asude-karayavuz","tag-giuseppe-verdi","tag-ismael-jordi","tag-luiz-ottavio-faria","tag-opera-lirica","tag-rigoletto","tag-stefania-bonfadelli","tag-teatro-filarmonico-di-verona"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25860","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25860"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25860\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88774,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25860\/revisions\/88774"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/88775"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25860"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25860"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25860"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}