{"id":26563,"date":"2011-12-02T20:45:16","date_gmt":"2011-12-02T18:45:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=26563"},"modified":"2016-11-27T22:46:39","modified_gmt":"2016-11-27T21:46:39","slug":"la-maledizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/la-maledizione\/","title":{"rendered":"&#8220;La maledizione!&#8221; (parte terza)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Rispetto al modello francese il libretto approntato da Piave,<\/strong> pur nella riduzione dei 5 atti de Le roi ai tre del Rigoletto, non si distacca molto dall\u2019originale, anzi, nella maggior parte dei passi, si presenta quasi come un traduzione fedele. La sostanza del testo di Hugo \u00e8, quindi, conservata e con essa la sua efficacia drammatica, come si evince gi\u00e0 nelle prime sei scene dell\u2019atto primo, dove Piave tradusse fedelmente l\u2019intero primo atto dell\u2019originale, aggiungendo soltanto Questa o quella, che serv\u00ec al Nostro per approfondire il carattere libertino del duca, mentre conserv\u00f2 sia il dialogo del re-duca con M. de La Tour-Landry, ribattezzato Borsa, sia il tentato approccio con Madame de Coss\u00e9, divenuta, nel libretto, Contessa di Ceprano.<br \/>\nPiave, inoltre, seguendo sempre fedelmente l\u2019originale, rappresent\u00f2 lo stridente contrasto tra il clima leggero e festaiolo dell\u2019inizio e il drammatico momento conclusivo, quando fa la sua apparizione sulla scena M. de Saint-Vallier, il Conte di Monterone dell\u2019opera verdiana, che, venendo a reclamare l\u2019onore della figlia, violato dal duca, in cambio del condono della pena inflitta al padre per aver congiurato contro di lui, maledice il duca-re e il suo buffone che non solo si era permesso di ridere del dolore del padre per quanto era avvenuto alla sua Diane de Poitiers, ma, nel modello francese, aveva anche offeso la stirpe del nobiluomo.<br \/>\nMentre Hugo pose in bocca queste parole a Tribolet:<br \/>\n<em>&#8220;Monseigneur\u00a0! vous aviez conspir\u00e9 contre nous, \/ Nous vous avons fait gr\u00e2ce, un roi clement et doux. \/C&#8217;est au mieux. Quelle rage \u00e0 present vient vous prendre \/ D&#8217;avoir despetits-fils monsieur votre gendre? \/ Votre gendre est affreux, mal b\u00e0ti, mal tourn\u00e9 \/ Marqu\u00e9 d&#8217;une verrue au beau milieu du n\u00e9&#8230;&#8221; <\/em><br \/>\nPiave si limit\u00f2 a riportare solo l\u2019insulto nei confronti della figlia:<br \/>\n<em>&#8220;Voi congiuraste, voi congiuraste contro noi, signore; <\/em><br \/>\n<em> e noi, e noi, clementi in vero, perdonammo&#8230; <\/em><br \/>\n<em> Qual vi piglia or delirio, a tutte l&#8217;ore <\/em><br \/>\n<em> di vostra figlia a reclamar l&#8217;onore?&#8221; <\/em><br \/>\n<strong>Il librettista veneto, concentrando l\u2019attenzione sul dolore del padre<\/strong> per il disonore occorso alla figlia, ha voluto mettere in parallelo la triste vicenda di Monterone e la situazione che di l\u00ec a poco avrebbe vissuto Rigoletto, la cui figlia Gilda, nell\u2019opera verdiana, sar\u00e0 sedotta dal duca; la maledizione, scagliata da Monterone contro Rigoletto, dunque, ha, in questo modo, maggior valore e finisce per ricadere sul gobbo che inesorabilmente vivr\u00e0 la stessa situazione del Conte, oggetto del suo scherno. Proprio nel momento in cui Monterone scaglia la maledizione contro il duca e Rigoletto, il libretto di Piave si distacca nettamente dal testo francese, in quanto riduce il lungo monologo del Conte, conservandone solo l\u2019ultima parte, dove traduce le parole di M. de Saint Vallier:<br \/>\n<em>&#8220;Soyez maudits tous deux!\u00a0 Au roi Sire, ce n&#8217;est pas bien Sur le lion mourant vous l\u00e2chez votre chien&#8221; <\/em><br \/>\nA Triboulet.&#8221; <em>Qui que tu sois, valet \u00e0 langue de vip\u00e8re, Qui fais ris\u00e9e ainsi de la douleur d&#8217;un p\u00e8re, Sois maudit\u00a0!&#8221; <\/em><br \/>\ncon Monterone:<br \/>\n<em>Ah, siate entrambi voi maledetti! Slanciare il cane a leon morente<\/em><br \/>\n<em>\u00e8 vile, o Duca&#8230; e tu, serpente,\u00a0<\/em> (a Rigoletto) <em>tu che d\u2019un padre ridi al dolore, <\/em><em>sii maledetto! <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><strong>Da questo momento in poi la maledizione diventa la vera e propria protagonista dell\u2019opera<\/strong>, in quanto si trasformer\u00e0 per Rigoletto in una vera e propria ossessione; ecco, infatti, il buffone nella scena successiva dire subito Quel vecchio maledivami che traduce le parole dell\u2019incipit dell\u2019atto secondo del testo di Hugo Ce vieillard m\u2019a maudit! e che ripete dopo il commiato con Sparafucile, il sicario che gli aveva appena offerto la sua opera. La maledizione, del resto, diventa, per Rigoletto, una costante e scandir\u00e0 i momenti pi\u00f9 drammatici della sua vicenda, rappresentati dal rapimento della figlia e dalla morte della stessa, anche se, in quest\u2019ultimo caso, Piave decise di distaccarsi dal modello francese che non lascia traccia di questo riferimento sulla bocca di Tribolet, mentre per il duca la situazione sar\u00e0 completamente diversa; Piave, infatti, seguendo Hugo, decise di sollevare dalla maledizione il duca quando, alla fine dell\u2019atto secondo, Monterone, condotto al carcere, si ferma di fronte ad un ritratto del duca, esclamando:<br \/>\n<em><br \/>\n&#8220;Poich\u00e8 fosti invano da me maledetto,<\/em><br \/>\n<em> n\u00e8 un fulmine o un ferro colpiva il tuo petto,<\/em><br \/>\n<em> felice pur anco, o duca, vivrai!&#8230;&#8221;<\/em><\/p>\n<p><strong>Ma questa <em>maledizione di Saint-Vallier<\/em>, titolo della prima stesura del <em>Rigoletto<\/em>, poi censurata, \u00e8<\/strong> protagonista solo nel libretto o anche\u00a0 nella musica? La parte musicale del <em>Rigoletto<\/em>, infatti, \u00e8 stata costruita come se il titolo non fosse mai stato cambiato, in quanto Verdi, in barba alla censura e consapevole del fatto che la musica, linguaggio di suoni, \u00e8 certamente pi\u00f9 vago di quello delle parole di un testo letterario, decise di aprire e chiudere l\u2019opera con il tema della \u201cmaledizione\u201d.\u00a0 Questo tema (Es. 1), affidato, nel preludio, agli ottoni e costituito da dei ribattuti di tonica che sfociano su una settima diminuita, non richiama, n\u00e9 melodicamente n\u00e9 armonicamente, quello che accompagna le parole di Monterone (Es. 2) mentre scaglia l\u2019anatema nei confronti del buffone, ma il ricordo, quasi ossessivo, che attanaglia Rigoletto, proprio quando pronuncia le parole <em>Quel vecchio maledivami!<\/em>\u00a0 (Es. 3)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/es.1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-26592\" title=\"es.1\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/es.1-290x104.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"104\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/es.1-290x104.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/es.1-1024x369.jpg 1024w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/es.1-270x97.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/es.1.jpg 1796w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Es.1<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/es.2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-26594\" title=\"es.2\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/es.2-290x121.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"121\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/es.2-290x121.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/es.2-1024x429.jpg 1024w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/es.2-270x113.jpg 270w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>Es.2<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Es.3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-26597\" title=\"Es.3\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Es.3-290x157.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"157\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Es.3-290x157.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Es.3-1024x555.jpg 1024w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Es.3-270x146.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Es.3.jpg 1635w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a><strong>Se guardiamo l\u2019abbozzo dell\u2019opera, a cui Verdi lavor\u00f2 prima della stesura definitiva<\/strong><a title=\"\" href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>, possiamo notare che il Nostro decise di modificare proprio questo punto, riconducendolo al disegno del preludio, in quanto l\u2019ascensione melodica del <em>do<\/em> al <em>fa<\/em> (Es. 4), suono su cui cadeva l\u2019accento della parola <em>maledetto<\/em>, nel momento in cui Monterone scaglia la maledizione contro Rigoletto, \u00e8 stata ricondotta ad un <em>do<\/em> ribattuto sulla settima diminuita; di questa maledizione Verdi, quindi, ha scelto di fornirci due versioni musicali diverse, di cui la prima rappresenta le reali parole di Monterone e la seconda, invece, la sua ripercussione nell\u2019animo di Rigoletto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Es.4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-26599\" title=\"Es.4\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Es.4-290x133.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"133\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Es.4-290x133.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Es.4-1024x470.jpg 1024w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Es.4-270x124.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Es.4.jpg 1998w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>Es. 4<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pi\u00f9 di Rigoletto, quindi, \u00e8 la <em>Maledizione di Sain-Vaillier<\/em>, ad essere la vera protagonista dell\u2019opera per un Verdi, che, alla fine, \u00e8 riuscito a dare alla sua creatura, un\u2019impronta ben diversa da quella che avrebbe voluto una censura, capace forse di modellare il testo ma non la musica che ha interpretato perfettamente la lettera de <em>Le roi s\u2019amuse<br \/>\n(Fine)<br \/>\n<\/em><\/p>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Cfr. julian Budden, <em>Le opere di Verdi<\/em>, Vol. I, E.D.T, Torino, 1985, p. 49.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rispetto al modello francese il libretto approntato da Piave, pur nella riduzione dei 5 atti de Le roi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":66115,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[14671,153,102,17509,4145],"class_list":["post-26563","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-approfondimenti","tag-giuseppe-verdi","tag-rigoletto","tag-salvatore-cammarano","tag-victor-hugo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26563","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26563"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26563\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87006,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26563\/revisions\/87006"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66115"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26563"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26563"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26563"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}