{"id":26836,"date":"2011-12-08T02:47:31","date_gmt":"2011-12-08T00:47:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=26836"},"modified":"2017-01-10T00:55:31","modified_gmt":"2017-01-09T23:55:31","slug":"parigi-operala-forza-del-destino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/parigi-operala-forza-del-destino\/","title":{"rendered":"Parigi, Op\u00e9ra:&#8221;La forza del destino&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Parigi, Op\u00e9ra National, Stagione Lirica 2011\/2012<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;LA FORZA DEL DESTINO&#8221;<br \/>\n<\/strong>Melodramma in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave, dal dramma <em>Don Alvaro o La fuerza del sino <\/em>di Angel Perez de Saavedra.<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<br \/>\n<\/strong><em>Il marchese di Calatrava <\/em>MARIO LUPERI<br \/>\n<em>Donna Leonora <\/em>VIOLETA URMANA<br \/>\n<em>Don Carlo di Vargas <\/em>VLADIMIR STOYANOV<br \/>\n<em>Don Alvaro <\/em>MARCELO ALVAREZ<br \/>\n<em>Preziosilla <\/em>NADIA KRASTEVA<br \/>\n<em>Padre guardiano <\/em>KWANGCHUL YOUN<br \/>\n<em>Fra Melitone <\/em>NICOLA ALAIMO<br \/>\n<em>Curra <\/em>NONA JAVAKHIDZE<br \/>\n<em>Un alcade <\/em>CHRISTOPHE FEL<br \/>\n<em>Mastro Trabuco <\/em>RODOLPHE BRIAND<br \/>\n<em>Un chirurgo <\/em>FRANCOIS LIS<br \/>\nCoro e Orchestra dell&#8217;Op\u00e9ra National de Paris<br \/>\n<em>Direttore <\/em><strong>Philippe Jordan<br \/>\n<\/strong><em>Maestro del Coro <\/em><strong>Patrick Marie Aubert<\/strong><br \/>\n<em>Regia <\/em><strong>Jean-Claude Auvray<\/strong><br \/>\n<em>Scene <\/em><strong>Alain Chambon<\/strong><br \/>\n<em>Costumi <\/em><strong>Maria Chiara Donato<\/strong><br \/>\n<em>Luci <\/em><strong>Laurent Castaingt<\/strong><br \/>\n<em>Coreografia<\/em><strong> Terry John Bates<\/strong><br \/>\nNuovo allestimento in coproduzione con il Teatro Liceu di Barcellona<br \/>\n<em>Parigi, 20 novembre 2011<br \/>\n<\/em>Questa produzione de <em>La Forza del Destino<\/em> si apre direttamente nella grandiosa e caldamente illuminata sala da pranzo del Marchese di Calatrava, una scenografia di grande effetto creata da\u00a0 <strong>Alain Chambon<\/strong> per questa scena di un delitto,\u00a0 che da il via all\u2019intero intreccio dell\u2019opera. Dopo che la tragica fatalit\u00e0 porta alla morte di Calatrava\u00a0 per mano di Alvaro, l\u2019intera parete della sala da pranzo crolla! Ci\u00f2 che sembrava essere un muro, completo di dipinti e riccamente decorata, si rivela essere un fondale dipintol. Quando cade,\u00a0 il senso di rassicurante\u00a0 vita domestica di cui Leonora possa aver goduto (anche se ci sarebbe da dubitarne vista la rapidit\u00e0 della maledizione di suo padre prima di morire) si disperde come un mandala sotto i colpi del vento. A questo punto ascoltiamo la famosa Overture, a introduzione del secondo atto.<br \/>\nQuesta scelta di mettere in scena il primo atto come prologo prima dell\u2019Overture ha sicuramente una sua logica, sia drammatica che musicale. Incorporata nell\u2019azione drammatica, l\u2019overture parla per s\u00e9 stessa, con il senso di urgenza delle ultime notizie di un telegiornale. Ogni nota \u00e8 stata cristallina. <strong>Philippe Jordan<\/strong> \u00e8 davvero un grande direttore e l\u2019orchestra dell\u2019Op\u00e9ra di Parigi ci ha messo un impegno e una passione totali, evitando qualsiasi clich\u00e9, liberando questo lavoro dalle catene di una tradizione abusata. I suoi spunti hanno permesso agli ottoni di esprimersi con un fraseggio di incredibile vocalit\u00e0. Verdi ne sarebbe stato soddisfatto.<br \/>\nDa questo punto in poi, non saremo pi\u00f9 nell\u2019atmosfera confortante di una casa. Tutti i protagonisti diventano estranei, anche spesso per loro stessi.\u00a0 Vagano alla ricerca del perdono o della vendetta sullo sfondo della guerra e di una societ\u00e0 sconvolta. Questo \u00e8 il destino e stranamente si associa anche una di due poltrone che apparivano nel\u00a0 primo atto e che continua ad apparire durante tutta l\u2019opera, come se fosse alla ricerca della sua &#8220;compagna&#8221;.<br \/>\n<strong>Violeta Urmana<\/strong>, nel ruolo di Leonora, evidenzia molti aspetti forti di questo ambito ruolo drammatico. Riesce in bellissimi, fluttuanti pianissimi col suo registro acuto, mentre quello centrale \u00e8 equilibrato e capace di fini sfumature, senza forzare la voce di petto non \u00e8 mai forzata. Le sfugge ancora\u00a0 la piena ampiezza della potenza, poich\u00e9 quando urge cantare a piena voce, i suoi acuti suonano forzati. Quasi certamente questo \u00e8 lo scotto che ha pagato nel suo passaggio da mezzosoprano a soprano drammatico. <em>Me Pellegrina ed orfana <\/em>\u00e8 stata molto toccante, ma denotava gi\u00e0 questo disagio. <em>Madre, pietosa Vergine <\/em>\u00e8 stata, delle tre, l\u2019aria che quella che ha riscosso il maggior successo. <em>Pace mio Dio\u00a0 <\/em>\u00e8 stato comunque un altro momento carico di pathos e\u00a0 con un bel controllo vocale.\u00a0 Anche in questo caso, la grande musicalit\u00e0 di questa cantante, non \u00e8 bastata a evitare che il &#8220;fortissimo&#8221; della sua <em>maledizione <\/em>finale implodesse.<br \/>\n<strong>Nadia Krasteva,<\/strong> (Preziosilla), ha deluso. Scenicamente molto bella, specie nel secondo costume, ha mancato per sicurezza vocale, capacit\u00e0 di fraseggio e incertezze ritmiche.\u00a0 L\u2019insicurezza del suo <em>Rataplan <\/em>ha creato una\u00a0 specie di anticlimax alla fine del terzo atto.\u00a0 L&#8217;imponente\u00a0 basso<strong> Mario Luperi<\/strong>, \u00e8 stato un autorevole Calatrava. Il basso <strong>Kwangchul Youn<\/strong>, nel ruolo ieratico del Padre Guardiano, ha cantato con grande musicalit\u00e0. La voce per\u00f2 non sempre \u00e8 ben controllata e frequentemente afflitta da un\u00a0 fastidioso vibrato. <strong>Nicola Alaimo<\/strong> \u00e8 stato un perfetto Melitone. L&#8217;unico italiano del cast, ha fatto valere la sua perfetta aderenza al testo alla quale ha unito una vocalit\u00e0 emessa con grande naturalezza e variett\u00e0 di colori.\u00a0 Il tenore <strong>Marcelo Alvarez<\/strong>, nel ruolo di Alvaro, si \u00e8 perfettamente calato nella vocalit\u00e0 verdiana: grande variet\u00e0 di colori, un uso espressivo e controllatissimo del registro acuto. La sua grande scena, <em>La vita<\/em><em> \u00e8 inferno all\u2019infelice<\/em>, \u00e8 stata accolta con una vera esplosione di applausi.\u00a0 Un successo meritato, in virt\u00f9 di un frasggio meravigliosamente espressivo e una linea di canto controllata e comunque carica di passione. Raffinatissimo il\u00a0 passaggio in La bemolle minore.<br \/>\nIl baritono <strong>Vladimir Stoyanov<\/strong>, \u00e8 stato un Carlo altrettanto ammirevole. Il suo fraseggio in <em>Urna fatale <\/em>\u00e8 stato perfettamente cesellato e sicuro nella ritmica nell&#8217;intonazione. La parte finale dell\u2019aria, la vigorosa <em>E salvo! Oh gioia!<\/em>, \u00e8 stata in parte sabotata dalla discesa di un fondale che all\u2019improvviso ha fatto sembrare la sua voce meno risonante.\u00a0 Un sipario che preparava\u00a0 una breve rassegna di notizie flash sugli avvenimenti dell&#8217;Italia risorgimentale. Ad esempio: alcuni italiani che trasformavano lo slogan \u201cViva la Guerra\u201d dipinto su un muro in un \u201cViva VERDI\u201d. Il famoso riferimento a Vittorio Emanuele Re d\u2019Italia non \u00e8 stato per\u00f2 colto dalla maggior parte del pubblico parigino.\u00a0 I duetti di Alvaro e Carlo sono stati i punti pi\u00f9 alti di questa produzione. Sul piano strettamente visivo, il loro confronto all\u2019alba \u00e8 stato molto emozionante anche grazie all\u2019orizzonte chiaroscuro che si parava alle loro spalle. Mentre Alvaro e Carlo si sfidavano come due\u00a0 tori furiosi. Il direttore Philippe Jordan sembrava un torero, brandendo la sua bacchetta come una cappa, incitava l&#8217;orchestra e i cantanti a un crescendo di vigore e violenza.<br \/>\nLa regia di <strong>Jean-Claude Auvray<\/strong> ha introdotto molti elementi per rendere quanto mai varia la sua visione di quest&#8217;opera piuttosto complessa e dall&#8217;incedere talvolta poco vitale. Ad esempio, il gi\u00e0 citato sipario del Prologo, o una grande icona di Cristo, quasi un deus ex-machina, o\u00a0 nel terzo atto, un tableaux che\u00a0 sembrava un dipinto pastorale di Goya.\u00a0 Fondamentale quindi l&#8217;apporto delle secene create da <strong>Alain Chambon<\/strong> e le belle luci\u00a0 di<strong> Laurent Castaingt<\/strong>.\u00a0 Nel complesso, uno spettacolo di rilievo che si va brillantemente ad aggiungere all&#8217;offerta teatrale di questa stagione dell\u2019Op\u00e9ra di Parigi.<br \/>\n<em>Foto di Andrea Messana &#8211; Op\u00e9ra National de Paris<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parigi, Op\u00e9ra National, Stagione Lirica 2011\/2012 &#8220;LA FORZA DEL DESTINO&#8221; Melodramma in quattro atti su libretto di Francesco [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":69,"featured_media":26838,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[153,4336,4335,540,1107,4319,4334,1074,145,3421,3721,119,1311],"class_list":["post-26836","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-giuseppe-verdi","tag-jean-claude-auvray","tag-kwangchul-youn","tag-la-forza-del-destino","tag-marcelo-alvarez","tag-mario-luperi","tag-nadia-krasteva","tag-nicola-alaimo","tag-opera-lirica","tag-opera-national-de-paris","tag-philippe-jordan","tag-violeta-urmana","tag-vladimir-stoyanov"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26836","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/69"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26836"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26836\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88634,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26836\/revisions\/88634"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26838"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26836"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26836"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26836"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}