{"id":26928,"date":"2011-12-09T00:54:18","date_gmt":"2011-12-08T22:54:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=26928"},"modified":"2016-12-30T13:56:24","modified_gmt":"2016-12-30T12:56:24","slug":"salerno-teatro-verdinorma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/salerno-teatro-verdinorma\/","title":{"rendered":"Salerno, Teatro Verdi:&#8221;Norma&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Salerno, Teatro Verdi, Stagione Lirica 2011<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;NORMA&#8221;<br \/>\n<\/strong>Tragedia Lirica in due atti su libretto di Felice Romani, dalla tragedia <em>L&#8217;infanticide <\/em>di Alexandre Soumet<br \/>\nMusica di <strong>Vincenzo Bellini<br \/>\n<\/strong><em>Oroveso <\/em>CARLO STRIULI<br \/>\n<em>Norma <\/em>LUCRECIA GARCIA<br \/>\n<em>Pollione <\/em>ROBERTO ARONICA<br \/>\n<em>Adalgisa <\/em>SONIA GANASSI<br \/>\n<em>Flavio <\/em>ENZO PERONI<br \/>\n<em>Clotilde <\/em>FRANCESCA FRANCI<br \/>\nCoro e Orchestra del Teatro Municipale &#8220;Giuseppe Verdi&#8221; di Salerno<br \/>\nDirettore <strong>Daniel Oren<br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro <strong>Luigi Petroziello<br \/>\n<\/strong>Regia <strong>Francesco Torrigiani<br \/>\n<\/strong>Scene e costumi<strong> Tommaso Lagattola<br \/>\n<\/strong>Luci<strong> Alessandro Carletti<br \/>\n<\/strong>Nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro Petruzzelli di Bari<em><br \/>\nSalerno, 30 novembre<\/em><strong><br \/>\nIl destino di Norma \u00e8 ingrato: spesso diventa uno spettacolo polverosamente incanalato in una tradizione fatta di alberelli e graziosi ruderi o brandelli di statue<\/strong>, immagine di una romanit\u00e0 e di un ordine morale decadenti; altrettanto spesso \u00e8 titolo che lascia mano libera alla fantasia di registi che sperimentano, in spazi astratti, regie concettualmente ingarbugliate. <strong>Francesco Torrigiani<\/strong> (regia) e<strong> Tommaso Lagattolla<\/strong> percorrono una terza via, nuova ed elegante ad un tempo. Le vicende della sacerdotessa druidica sono ambientate in uno spazio claustrofobico degno della migliore Cio-Cio san: l\u2019idea di partenza \u00e8 quella di portare in scena un nucleo sociale ed umano chiuso e poco aperto verso l\u2019esterno. Lo scenografo si rif\u00e0 cos\u00ec alle opere di Edoardo Landi e Jannis Koounellis e crea una struttura lignea in forte pendenza verso il boccascena, raffreddata e riscaldata dalle splendide luci di <strong>Alessandro Carletti<\/strong> e <strong>Alessandro Santarelli<\/strong>, con sette porte verso il mondo esterno (cinque sullo sfondo e due in corrispondenza delle quinte). In questo spazio angusto e ancestrale, ulteriormente compresso in alcuni punti salienti del dramma da pareti e specchi che calano dall\u2019alto, agiscono i personaggi altrettanto compressi dal proprio destino. Nel finale arriva il <em>coup de th\u00e9\u00e2tre<\/em>: al grido di Norma \u00abPadre, addio!\u00bb, si apre una botola, la scena si tinge di rosso e mentre sulla scena cala il buio la Sacerdotessa va\u2019 verso la morte, verso le viscere della terra. In questa cornice la regia si muove lontano dalla tradizione: Norma \u00e8 una sacerdotessa-guerriera, con una gestualit\u00e0 severa e definitiva, molto vicina a quella dello Zaccaria areniano inscenato da De Ana dieci anni or sono, le masse sono governate con attenzione e curate nei movimenti ispirati ad\u00a0 solenne ritualit\u00e0, i rapporti fra azioni e reazioni sono credibili, orientati al dramma nella sua dimensione pubblica e interiore. <strong>Elegantissimi i costumi dello stesso Lagattolla, con una gamma cromatica<\/strong> che spazia dal celeste al porpora, dalle tonalit\u00e0 chiare a quelle scure. Coprodotto con il Teatro Petruzzelli di Bari, lo spettacolo \u00e8 quindi di qualit\u00e0, un bel prodotto del nostro sud spesso ingiustamente attaccato e bistrattato. Auguriamo allora a questa produzione di unire l\u2019Italia, di farsi conoscere al centro e al Nord.<br \/>\nLa bacchetta di<strong> Daniel Oren<\/strong> \u00e8 teatralmente efficacissima. In un dialogo serrato quanto \u201crumoristico\u201d con orchestra e con i cantanti, che accompagna e segue con paterna attenzione, il direttore israeliano riporta il capolavoro belliniano alla logica di una drammaticit\u00e0 viva ed espressiva, sbalzando le dinamiche (vedi i ripetuti \u201cpianissimo\u201d fin dalle prime battute), i rapporti fra le sezioni, gli accesi contrasti ritmici (ed \u00e8 serratissimo e severo quello del coro <em>\u00abguerra, strage, sterminio\u00bb<\/em>) e quelli cromatici. Un percorso in cui l\u2019orchestra del Verdi segue la sua guida con filiale fedelt\u00e0 ma da cui \u00e8 per\u00f2 spesso esclusa l\u2019attenzione al \u201crubato\u201d e in cui il discorso musicale, ricondotto alla sola logica del rigore, rischia di diventare eccessivamente quadrato.<br \/>\n<strong>Lucrecia Garcia<\/strong> (Norma <em>in\u00a0 extremis<\/em> al posto di Dimitra Theodossiou) si scalda in itinere e dopo un inizio sottotono (e di questo ne risente anche <em>\u00abCasta Diva\u00bb<\/em>) si lascia apprezzare per l\u2019ampiezza di un organo che ha belle risonanze e valida fluidit\u00e0 nel canto virtuoso. Inoltre, in molti momenti, la soprano venezuelana domina la potenza dello strumento in ragione dell\u2019espressivit\u00e0 musicale e regala dinamiche di teatrale effetto, specie nei diminuendo (\u00abPadre, tu piangi?\u00bb). A non convincere \u00e8 per\u00f2 la compartecipazione emotiva al ruolo, che nonostante il grande impegno profuso \u00e8 alquanto sommaria, vuoi anche per la provenienza della cantante. Sebbene Oren si sbracci e si agiti nel corso di tutta la rappresentazione per invitarla ad un canto che guardi alla parola, la Garcia lascia cadere molte occasioni per dare un giusto peso drammatico alla linea melodica.<br \/>\nA farle da contraltare,<strong> Sonia Ganass<\/strong>i, (che ha rinunciato alla <em>Semiramide<\/em> sancarliana per motivi di salute, ndr): Adalgisa ideale, in prima istanza sul piano interpretativo e della partecipazione dell\u2019interprete al dramma interiore del personaggio. La cantante \u00e8 poi superlativa: sebbene rimangano la sensazione di una voce innaturale (ossia \u201ccostruita\u201d) e alcune perplessit\u00e0 su una tecnica di respirazione invero piuttosto rumorosa, la linea \u00e8 morbida e calda, gestita sempre con grande eleganza in ragione della parola e di una preziosa e avvolgente cantabilit\u00e0. La Ganassi sguazza cos\u00ec nelle sezioni pi\u00f9 liriche della parte, che non la impegna molto nel canto fiorito, dispensando messe di voce straordinarie (e segnaliamo con piacere quelle su \u00abDeh proteggimi, o Dio\u00bb e \u00abIo l\u2019obliai\u00bb, nel duetto con Pollione) e pianissimo di prezioso velluto.<br \/>\nNel dialogo fra le due donne, il \u201cduettone\u201d del I atto non solo si erge un punto di grande interesse esecutivo ma \u00e8 anche il punto migliore della rappresentazione: un gioco di palpiti e spasimi dove le cantanti raggiungono una preziosa sintonia nelle sezioni vocalizzate e cadenzali, un gioco di sguardi e respiri nel quale la bacchetta di Oren sceglie giustamente di non intromettersi.<br \/>\nRimaniamo stupiti dai miglioramenti di <strong>Roberto Aronica<\/strong>, che riascoltiamo in teatro dopo diverso tempo. La voce si \u00e8 fatta pi\u00f9 robusta, specie nel registro centrale, il timbro si \u00e8 inscurito e con lui la tavolozza cromatica. In sintesi, siamo di fronte ad un bel bari-tenore e ad un cantante scenicamente signorile ed elegante. Aronica dovrebbe per\u00f2 ancora lavorare sulla variet\u00e0 dinamica (la linea \u00e8 perennemente in mezzo-forte), sul pianissimo, sull\u2019espressivit\u00e0\u00a0 da riscoprire quale chiave utile ad evitare affaticamenti inutili dell\u2019organo, in modo da concentrare il pieno dell\u2019energia sui passi di spinta, dove a volte arriva invece affaticato. L\u2019Oroveso di <strong>Carlo Striuli<\/strong> \u00e8 tonante e autorevole, la Clotilde di <strong>Francesca Franci<\/strong> \u00e8 lussuosa, mentre <strong>Enzo Peroni<\/strong> \u00e8 Flavio assai valido. Il coro del Teatro dell\u2019Opera di Salerno \u00e8 una vera e propria macchina da guerra di cui <strong>Luigi Petrozziello<\/strong> eccellente stratega. La platea del Verdi si scalda e si infiamma, applaude con partecipazione e coinvolgimento.<br \/>\n<em>Foto di Massimo Pica &#8211; Teatro Municipale &#8220;G.Verdi&#8221; di Salerno<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Salerno, Teatro Verdi, Stagione Lirica 2011 &#8220;NORMA&#8221; Tragedia Lirica in due atti su libretto di Felice Romani, dalla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":68,"featured_media":26935,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[7212,17804,4343,2351,6677,5231,4344,2527,10751,223,145,4342,28,3327,13751,224],"class_list":["post-26928","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alessandro-carletti","tag-alessandro-santarelli","tag-carlo-striuli","tag-daniel-oren","tag-enzo-peroni","tag-francesca-franci","tag-francesco-torrigiani","tag-lucrecia-garcia","tag-luigi-petrozziello","tag-norma","tag-opera-lirica","tag-roberto-aronica","tag-sonia-ganassi","tag-teatro-verdi-di-salerno","tag-tommaso-lagattolla","tag-vincenzo-bellini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26928","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/68"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26928"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26928\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88259,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26928\/revisions\/88259"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26935"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26928"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26928"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26928"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}