{"id":27057,"date":"2011-12-11T03:16:18","date_gmt":"2011-12-11T01:16:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=27057"},"modified":"2016-12-10T04:43:10","modified_gmt":"2016-12-10T03:43:10","slug":"venezia-teatro-la-feniceil-trovatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-teatro-la-feniceil-trovatore\/","title":{"rendered":"Venezia, Teatro La Fenice:&#8221;Il Trovatore&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venezia,\u00a0 Teatro La Fenice, Stagione Lirica 2011<br \/>\n<\/em><strong>\u201cIL TROVATORE\u201d<\/strong><br \/>\nDramma in quattro atti e otto quadri, su libretto di Salvatore Cammarano, tratto dalla tragedia <em>El Trovador<\/em> di Antonio Garc\u00eda Guti\u00e9rrez<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\n<em>Il conte di Luna<\/em> FRANCO VASSALLO<br \/>\n<em>Leonora<\/em> MARIA JOSE&#8217; SIRI<br \/>\n<em>Azucena<\/em> VERONICA SIMEONI<br \/>\n<em>Manrico<\/em> FRANCESCO MELI<br \/>\n<em>Ferrando<\/em> GIORGIO GIUSEPPINI<br \/>\n<em>Ines<\/em>\u00a0 ANTONELLA MERIDDA<br \/>\n<em>Ruiz<\/em> CARLO MATTIAZZO<br \/>\n<em>Un vecchio zingaro<\/em> SALVATORE GIACALONE<br \/>\n<em>Un messo<\/em> DOMENICO ALTOBELLI<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro La Fenice di Venezia<br \/>\nDirettore <strong>Riccardo Frizza<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro\u00a0 <strong>Claudio Marino Moretti<br \/>\n<\/strong>Regia <strong>Lorenzo Mariani<\/strong><br \/>\nScene e costumi <strong>William Orlandi<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Christian Pinaud<\/strong><br \/>\n<em>Nuovo allestimento in\u00a0 coproduzione col Teatro Regio di Parma<br \/>\nVenezia, 7 dicembre<\/em><em> 2011<br \/>\n<\/em><strong style=\"text-align: justify;\">La cifra distintiva di questo allestimento, largamente ossequioso della tradizione, \u00e8 la luna: un&#8217;astro smisurato,<\/strong><span style=\"text-align: justify;\"> che incombe, si direbbe, minaccioso nella maggior parte delle scene, spandendo la sua luce ora lattiginosa, ora sanguigna su una terra da <\/span><em style=\"text-align: justify;\">day after<\/em><span style=\"text-align: justify;\">. Sparuti elementi architettonici e paesaggistici, dal sapore vagamente metafisico, rendono la staticit\u00e0 di una vicenda che per la maggior parte rimane fissata nella torbida rievocazione del passato. Valenze simboliche assumono anche i colori dei costumi, soprattutto quel rosso sangue che domina nella scena gitana, reso ancor pi\u00f9 sinistro dai bagliori del fuoco. Il medioevo, poi, viene evocato da un siparietto consistente in due arazzi con scene cavalleresche, siparietto che cade rovinosamente prima dell&#8217;ultima scena, estremo presagio di sventura.<br \/>\n<\/span>Riguardo al cast, composto da artisti di prim&#8217;ordine, la prestazione pi\u00f9 attesa era quella del giovane tenore <strong>Francesco Meli<\/strong>, esordiente nel ruolo eponimo. Si pu\u00f2 dire che l&#8217;attesa non \u00e8 stata disillusa. Ragguardevole voce di tenore lirico verdiano, caratterizzata dalla purezza del timbro virilmente brunito, Meli ha offerto un&#8217;interpretazione appassionata, ma nel contempo capace di toni delicati, in sintesi romantica nella pi\u00f9 piena accezione del termine. Come dev&#8217;essere. Intensamente espressivo in \u00abDeserto sulla terra\u00bb, si \u00e8 dimostrato a dir poco superbo in \u00abDi quella pira\u00bb per la duttilit\u00e0 di mezzi vocali e lo slancio interpretativo. Peccato (veniale) che in entrambe le pagine l&#8217;acuto finale sia risultato traballante, in particolare quello (peraltro non previsto da Verdi), che chiude la tumultuiosa cabaletta, giustamente eseguita da Frizza col Da capo.<br \/>\nAlterna la prestazione di <strong>Maria Jos\u00e9 Siri<\/strong>, soprano lirico spinto in possesso di una sicura tecnica, ma con un eccesso di vibrato che non giova ad esprimere l&#8217;intenso lirismo delle sublimi pagine di cui \u00e8 protagonista. Nella seconda scena del primo atto la sua interpretazione di \u00ab<em>Tacea la notte placida<\/em> \u00bb\u00e8 risultata piuttosto piatta, senza le necessarie sfumature; analogamente nella cabaletta si \u00e8 avvertita una certa pesantezza nell&#8217;accento, oltre a qualche approssimazione nei passaggi di coloratura. Ma in \u00abD&#8217;amor sull&#8217;ali rosee\u00bb il soprano uruguaiano si \u00e8 dimostrato capace anche di mezze voci e acuti assolutamente centrati per quanto un po&#8217; troppo sonori. Positiva anche l&#8217;interpretazione della successiva cabaletta (anche questa eseguita senza tagli) morbidamente appassionata.<br \/>\nQuanto a<strong> Franco Vassallo<\/strong>, baritono dalla voce potente, forse un po&#8217; troppo metallica e con un&#8217;impostazione che la fa risuonare a volte troppo &#8216;avanti&#8217;, la sua interpretazione \u00e8 stata complessivamente dignitosa, anche se talora fredda come nel caso de \u00ab<em>Il balen del suo sorriso<\/em>\u00bb. Altrove (\u00ab<em>Di geloso amor sprezzato<\/em>\u00bb, \u00ab<em>Ah, dell&#8217;indegno rendere\u00bb)<\/em> \u00e8 apparsa, invece, pi\u00f9 autorevole e coinvolgente.<br \/>\nAncora per certi versi acerba risuona la voce di <strong>Veronica Simeoni,<\/strong> non sempre timbricamente uniforme nei passaggi di registro. Tuttavia la cantante ha il merito di rendere il carattere tragico ed allucinato del personaggio con inusitata sobriet\u00e0 stilistica, senza i soliti effetti caricaturali di maniera, come si \u00e8 potuto cogliere in \u00ab<em>Stride la vampa<\/em>\u00bb e in altre pagine famose. Metallica con qualche affanno nei brani di agilit\u00e0, la voce di<strong> Giorgio Giuseppini<\/strong> in \u00abAbbietta zingara\u00bb si \u00e8 sentita perdere di smalto nelle zone acute, pur delineando un Ferrando credibile.<br \/>\nAccettabile la direzione di <strong>Riccardo Frizza<\/strong>, che riesce ad instaurare un buon affiatamento tra l&#8217;orchestra e il palcoscenico, anche se non sempre\u00a0 la concertazione \u00e8 adeguata alla raffinatezza di una partitura, tra le pi\u00f9 riuscite del Verdi successivo ai cosiddetti &#8216;anni di galera&#8217;. Ad esempio nella cabaletta \u00ab<em>Ora per me fatale\u00bb<\/em> l&#8217;orchestra indulge in sonorit\u00e0 bandistiche che, tra l&#8217;altro, rendono con troppa esteriorit\u00e0 lo stato d&#8217;animo del conte. Ma altrove (un esempio per tutti, \u00ab<em>D&#8217;amor sull&#8217;ali rosee\u00bb<\/em>) il direttore sa esprimere il delicato lirismo che pervade la scena, affidato, nell&#8217;aria citata, soprattutto alla morbide sonorit\u00e0 dei clarinetti. Sottolineato con straordinaria partecipazione dall&#8217;orchestra anche il climax emotivo che anima il sublime finale dell&#8217;opera, nel quale sia Meli che la Siri hanno dato il meglio di loro stessi, modulando sapientemente la voce ad esprimere risentimento, amore, disperazione. Scroscianti applausi alla chiusura del sipario.\u00a0<em>Foto Michele Crosera &#8211; Teatro La Fenice di Venezia <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia,\u00a0 Teatro La Fenice, Stagione Lirica 2011 \u201cIL TROVATORE\u201d Dramma in quattro atti e otto quadri, su libretto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":27063,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[536,1145,3081,153,264,770,1275,145,551,319],"class_list":["post-27057","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-francesco-meli","tag-franco-vassallo","tag-giorgio-giuseppini","tag-giuseppe-verdi","tag-il-trovatore","tag-lorenzo-mariani","tag-maria-jose-siri","tag-opera-lirica","tag-riccardo-frizza","tag-teatro-la-fenice-di-venezia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27057","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27057"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27057\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87487,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27057\/revisions\/87487"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27063"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27057"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27057"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27057"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}