{"id":27322,"date":"2011-12-15T11:18:58","date_gmt":"2011-12-15T09:18:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=27322"},"modified":"2017-01-27T01:50:53","modified_gmt":"2017-01-27T00:50:53","slug":"verona-teatro-filarmonicofalstaff","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/verona-teatro-filarmonicofalstaff\/","title":{"rendered":"Verona, Teatro Filarmonico:&#8221;Falstaff&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Verona, Teatro Filarmonico, Stagione Lirica 2011 \/ 2012<\/em><br \/>\n<strong>\u201cFALSTAFF\u201d<\/strong><br \/>\nCommedia lirica in tre atti di Arrigo Boito, dalla commedia <em>The merry Wives of Windsor<\/em> e dal dramma <em>The History of Henry the Fourth <\/em>di William Shakespeare.<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\n<em>Sir John Falstaff<\/em> ALBERTO MASTROMARINO<br \/>\n<em>Ford<\/em> VITTORIO VITELLI<br \/>\n<em>Fenton<\/em> FRANCESCO DEMURO<br \/>\n<em>Dott. Cajus<\/em> SAVERIO FIORE<br \/>\n<em>Bardolfo<\/em> NICOLA PAMIO<br \/>\n<em>Pistola<\/em> ZIYAN AFTEH<br \/>\n<em>Mrs. Alice Ford<\/em>\u00a0 VIRGINIA TOLA<br \/>\n<em>Nannetta<\/em>\u00a0 SERENA GAMBERONI<br \/>\n<em>Mrs. Quickly<\/em> ELISABETTA FIORILLO<br \/>\n<em>Mrs. Meg Page<\/em> MANUELA CUSTER<br \/>\n<em>Robin <\/em>GEREMIA SCHIAVINO<br \/>\nOrchestra, Coro e corpo di ballo dell&#8217;Arena di Verona<br \/>\n<em>Direttore<\/em> <strong>Daniele Rustioni<\/strong><br \/>\n<em>Maestro del Coro<\/em> <strong>Armando Tasso<\/strong><br \/>\n<em>Regi<\/em>a <strong>Luca Guadagnino<\/strong><br \/>\n<em>Scene<\/em><strong> Francesca di Mottola<\/strong><em><br \/>\nCostum<\/em>i <strong>Antonella Cannarozzi<\/strong><br \/>\n<em>Luci<\/em>\u00a0 <strong>Paolo Mazzon<br \/>\n<\/strong><em>Movimenti coreografici <\/em><strong>Maria Grazia Garofoli<\/strong><br \/>\nNuovo allestimento della Fondazione Arena di Verona<br \/>\n<em>Verona, 13 dicembre 2011<br \/>\n<\/em>Santa Lucia porta i doni ai bambini e ai &#8220;grandi&#8221; non porta di certo il piacere di andare a teatro, visto che, per la serata inaugurale della stagione lirica invernale della Fondazione Arena di Verona al Teatro Filarmonico, non si pu\u00f2 certo parlare di &#8220;tutto\u00a0 esaurito&#8221;.\u00a0 Ed \u00e8 un peccato che i veronesi siano alquanto discontinui nella frequentazione del locale teatro d&#8217;opera. Va comunque detto che il titolo scelto, il <em>Falstaff\u00a0 <\/em>verdiano, non \u00e8 certo una partitura di portata popolare. Una partitura che, nella sua straordinaria forza sonoro-teatrale, concede ben poco alla &#8220;pausa&#8221; dell&#8217;aria. Questo \u00e8 certamente un aspetto che rende ai pi\u00f9 poco attraente il <em>Falstaff. <\/em>Un elemento di richiamo per il pubblico, doveva essere la presenza del regista cinematografico <strong>Luca Guadagnino<\/strong>, autore di una pellicola di un certo successo, <em>Io sono l&#8217;amore<\/em> un lavoro pregevole, ma comunque di nicchia.<br \/>\nAssistendo a questo suo debutto nell&#8217;opera lirica si ha la netta sensazione che il giovane regista si sia trovato ad imboccare varie strade fermandosi per\u00f2 a met\u00e0. Ossia non si percepisce una reale chiave di lettura del capolavoro verdiano. Guadagnino ha iniziato questo viaggio abbandonando Windsor, per una non precisata localit\u00e0 medio-orientale nella quale una <em>community<\/em> di inglesi agghindati da <strong>Antonella Cannarozzi <\/strong>in piuttosto brutti, improbabili e stilisticamente confusi abiti a cavallo\u00a0 tra gli anni &#8217;60 e &#8217;70, trascorrono il tempo a burlare Mr.Falstaff che, se non avesse la fisicit\u00e0 autentica di Alberto Mastromarino, non si capisce bene chi possa essere. Una vicenda che si svolge tra scenografie\u00a0 spudoratamente finte (il secondo quadro dell&#8217;atto primo sembra un incrocio tra una <em>Italiana in Algeri <\/em>e un <em>Don Carlo <\/em>di repertorio), male illuminate, con delle atmosfere che richiamano <em>Querelle de Brest <\/em>o<em> Corto Maltese <\/em>(atto secondo, quadro I) e il kubrickiano <em>Eyes wide shut <\/em>(gli smoking della mascherata dell&#8217; atto terzo, quadro 2). In questo scorrere di scene, al cambio delle quali contribuivano dei figuranti con della assurde divise bianche e nere, agivano dei pirandelliani personaggi in cerca di una identit\u00e0. I cantanti, con solida professionalit\u00e0, hanno cercato di creare un gioco di squadra e quasi tutti vi riescono con una certa ammirevole disinvoltura. In parole povere, ognuno ha messo del suo per tenere a galla una barca altrimenti destinata a un sicuro naufragio.<br \/>\nUn senso di abbandono registico che nemmeno la direzione d&#8217;orchestra ha saputo compensare. La talentuosa bacchetta del giovane <strong>Daniele Rustioni<\/strong> \u00e8 rimasta schiacciata dal peso di Falstaff. Una mole troppo pesante per le sue giovani e anche alquanto esili spalle. Rustioni, come un domatore, ha cercato di lottare contro le intemperanze sonore dell&#8217;orchestra areniana, perdendo il contatto con il palco, dove succedono vari pasticci. Si \u00e8 arrabattato come meglio ha potuto, ma il risultato complessivo \u00e8 piuttosto disarmante: una concertazione scolastica e decisamente incolore. Sulla scena <strong>Alberto Mastromarino <\/strong>non fa altro che enfatizzare una sua natura di interprete istrionico che, in questo ruolo, pu\u00f2 mascherare i limiti di una vocalit\u00e0 non gradevolissima. <strong>Vittorio Vitelli <\/strong>\u00e8 stato il migliore in campo maschile. Dotato di una voce di bel timbro, piena ed estesa, di un suono morbido e pastoso, Vitelli fraseggia con cura e riesce a essere\u00a0 un Ford convincente e senza inutili isterismi. <strong>Francesco Demuro <\/strong>non sembra pienamente a proprio agio. La voce \u00e8 bella, la tecnica molto meno e lo dimostra chiaramente nel suo unico momento solistico, quel &#8220;Dal labbro il canto&#8221; dove il cantante non \u00e8 in grado di sfoggiare delle vere mezzevoci rifugiandosi in pallidi &#8220;falsetti&#8221;. Il settore maschile \u00e8 stato poi ben completato dai validi apporti vocali e scenici di<strong> Saverio Fiore<\/strong> (Cajus), <strong>Nicola Pamio<\/strong> (Bardolfo) e <strong>Zyian<\/strong> <strong>Afteh<\/strong> (Pistola).<br \/>\nIl versante femminile \u00e8 parso invece lievemente inferiore. <strong>Virgina Tola <\/strong>\u00e8 stata una Alice Ford gradevole, ma\u00a0 \u00e8 parsa povera di pepe e sale. Apprezzabili <strong>Elisabetta Fiorillo <\/strong>(Quickly) che ha avuto il pregio di non cadere nel grottesco (anche se abbigliata in modo a dir poco paradossale) e <strong>Manuela Custer<\/strong> (Meg), mentre <strong>Serena Gamberoni <\/strong>\u00e8 stata una Nannetta aggraziata e stilisticamente appropriata. Coro complessivamente corretto, orchestra allo sbando, movimenti coreografici del tutto inutili. Alla fine di tutto ci\u00f2, lo scarso pubblico rimasto in teatro, si \u00e8\u00a0 lasciato andare a un applauso liberatorio ( i supporter si sono impegnati a fondo)&#8230; Santa Lucia \u00e8 passata&#8230; pensiamo al Natale! <em>Foto Ennevi per Fondazione Arena di Verona<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona, Teatro Filarmonico, Stagione Lirica 2011 \/ 2012 \u201cFALSTAFF\u201d Commedia lirica in tre atti di Arrigo Boito, dalla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102207,"featured_media":88776,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[1466,4400,3660,2723,207,4401,2458,153,4347,3398,145,777,793,2981,4402],"class_list":["post-27322","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alberto-mastromarino","tag-antonella-cannarozzi","tag-daniele-rustioni","tag-elisabetta-fiorillo","tag-falstaff","tag-francesca-di-mottola","tag-francesco-demuro","tag-giuseppe-verdi","tag-luca-guadagnino","tag-manuela-custer","tag-opera-lirica","tag-serena-gamberoni","tag-teatro-filarmonico-di-verona","tag-virginia-tola","tag-vittorio-vitelli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27322","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102207"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27322"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27322\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88544,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27322\/revisions\/88544"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/88776"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27322"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27322"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27322"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}