{"id":28158,"date":"2011-12-31T02:39:33","date_gmt":"2011-12-31T00:39:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=28158"},"modified":"2017-01-03T01:03:02","modified_gmt":"2017-01-03T00:03:02","slug":"intervista-a-carmela-remigio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/intervista-a-carmela-remigio\/","title":{"rendered":"Intervista a Carmela Remigio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Interprete apprezzata in tutto il mondo per le sue doti canore, ormai punto di riferimento per le interpretazioni dei suoi ruoli mozartiani, incontriamo il celebre soprano Carmela Remigio in occasione della riproposta della Boh\u00e8me di Pontiggia che gi\u00e0 and\u00f2 in scena\u00a0nell&#8217;autunno\u00a02008 sul palco del Teatro Comunale di Firenze. In una lieta serata di dicembre, quando anche la citt\u00e0 del giglio si riveste delle luci natalizie, davanti a un buon caff\u00e8 di uno storico bar fiorentino e con la bellezza solenne del Duomo di Santa Maria del Fiore che s\u2019intravede oltre le vetrine\u2026<br \/>\n<strong>Con la Boh\u00e8me interpretata di recente al Maggio Musicale Fiorentino \u00e8 tornata ad affrontare il ruolo di Mim\u00ec che sappiamo esserle molto caro. Come ha lavorato nella realizzazione di questa produzione?<\/strong><br \/>\nQuesta \u00e8 una produzione che definirei tradizionale innanzitutto, perch\u00e9 racconta una Boh\u00e8me come tutti la vogliamo sentire e vedere, ma soprattutto perch\u00e9 trovo bello realizzare allestimenti che abbiano una coerenza tra ci\u00f2 che viene recitato e ci\u00f2 che viene cantato, tra gesto e canto. Riprendo sempre Mim\u00ec con molto piacere, sin dal mio debutto a Piacenza nel 1992. Serbo un particolare ricordo di una Boh\u00e8me del 1999 al Teatro Comunale di Bologna sotto la direzione del M\u00b0 Daniele Gatti, con Ildebrando D\u2019Arcangelo in Colline, Natale De Carolis in Schaunard e Patrizia Ciofi debuttante nel ruolo di Musetta. Ma ricordo con emozione anche quella del 2009 in Giappone, con il M\u00b0 Myung-Whun Chung che vi debuttava come direttore. Boheme \u00e8 tra le prime opere che ho ascoltato nella mia vita; trovo che l\u2019edizione di Karajan con Pavarotti e Freni sia inarrivabile.<strong><br \/>\nCome si relaziona nei confronti di questo personaggio, quali le sue considerazioni a riguardo?<\/strong><br \/>\nDevo confessare che quello di Mim\u00ec \u00e8 un ruolo che mi fa soffrire perch\u00e9 portare in scena l\u2019amore in modo cos\u00ec esplicito, prendere coscienza che l\u2019entusiasmo di un amore giovanile possa serbare nel suo seno la morte \u00e8 una cosa assolutamente struggente: ogni volta non riesco a trattenere le lacrime quando Rodolfo chiama Mim\u00ec ormai morta. Mim\u00ec \u00e8 una creatura fragile, impalpabile gi\u00e0 dal suo ingresso in scena. Con lei Puccini crea la pi\u00f9 sensibile di tutte le sue creature, ed interpretarla per me rappresenta una continua sfida. Inoltre, considero cruciale per la riuscita dello spettacolo quell\u2019alchimia che si viene a creare coi colleghi (il direttore, il regista, il partner del personaggio che in questo caso \u00e8 Rodolfo) perch\u00e9 alla base di tutto ci dev\u2019essere uno scambio di emozioni, una condivisione dello stesso linguaggio emotivo e musicale.<br \/>\n<strong>La Boh\u00e8me \u00e8 stata un\u2019opera particolarmente amata da Pavarotti col quale aveva un rapporto molto stretto. Ricorda qualche particolare aneddoto in relazione a questo titolo o dei consigli che il maestro le dava nell\u2019affrontare il ruolo di Mim\u00ec?<\/strong><br \/>\nHo incontrato Luciano nel 1992 a Philadelphia quando vinsi l\u2019International Voice Competition a lui intitolato, e il primo recital che feci con lui fu nel 1997. Nel corso degli anni ne sono seguiti circa una settantina toccando anche Londra (Royal Albert Hall), Parigi, New York (Carnegie Hall), Beirut (davanti a 40,000 persone), Seoul, Auckland. Ritengo che sia stato un privilegio avergli fatto da spalla, ma proprio nel senso letterale del termine intendo, visto che lui si appoggiava fisicamente a me quando salivamo sul palco. E\u2019 stato un bellissimo rapporto di amicizia. <strong>In questi concerti facevamo sempre il primo atto di Boh\u00e8me, e ci\u00f2 che rammento con maggiore intensit\u00e0 erano la nostra gestualit\u00e0 e gli sguardi d\u2019intesa, che ne facevano ogni volta una<em> Boh\u00e8me<\/em><\/strong> in forma semiscenica. Altri brani che eravamo soliti eseguire erano i duetti dalla <em>Tosca<\/em> e dall\u2019<em>Aida<\/em>. Pi\u00f9 che dai suoi consigli ho imparato soprattutto osservandolo durante le prove e i concerti e nelle sue conferenze stampa alle quali ero sempre presente. Ricordo che a Francoforte un giornalista mi chiese chi fosse per me Luciano Pavarotti e io risposi: \u201cLuciano is a wonderful man\u201d e il giorno dopo avvenne che sulle prime pagine dei giornali capeggiava questa mia risposta a caratteri cubitali.<br \/>\nLui era innanzitutto una persona generosa e umana. Pensi che ogni anno si ricordava del mio compleanno. Mi ha insegnato molto anche nella vita, e da lui ho imparato lo spirito di sacrificio. Un artista deve essere disciplinato, metodico nello studio, controllato nelle emozioni e nelle paure, e Luciano ha sempre avuto paura prima di ogni recita fino alla fine, perch\u00e9 considerava la scena come una prova, e le aspettative del pubblico erano davvero alte. Quando un giorno l\u2019andai a trovare nella sua casa di Pesaro, stava studiando il ruolo di Calaf, e mi confess\u00f2 che il suo peggior nemico era lui stesso che si ascoltava in una registrazione in mangianastri di una Turandot di circa venti anni prima. Era il 1997, se ben rammento.<br \/>\n<strong>Qual \u00e8 il personaggio d\u2019opera col quale si immedesima maggiormente, che sente pi\u00f9 vicino alla sua personalit\u00e0?<\/strong><br \/>\nNon c\u2019\u00e8 un personaggio nel quale mi identifico totalmente. In ognuno, piuttosto, cerco di ritrovare me stessa perch\u00e9 ci\u00f2 mi consente di coglierne le corde pi\u00f9 profonde. Vestire i panni di un personaggio e spogliarsi dei propri, \u00e8 spesso un salto nel vuoto, ma mi piace rischiare. Sono del parere che in teatro bisogna osare, tentare, esplorare nuove strade interpretative. Mi accorgo che nel personaggio che man mano scolpisco attraverso un sofferto percorso interiore riverbera inevitabilmente il tempo in cui viviamo, e in questo \u00e8 il segreto della irripetibilit\u00e0 e modernit\u00e0 della interpretazione.<br \/>\n<strong>Suoi cavalli di battaglia sono i ruoli mozartiani, ma qual \u00e8 il personaggio che trova pi\u00f9 adatto al suo strumento vocale?<\/strong><br \/>\nQuesta \u00e8 una cosa che non devo essere io a dirla. Ultimamente cantare Donna Elvira mi diverte tanto, ma i miei personaggi del cuore sono Mim\u00ec e Donna Anna perch\u00e9 in essi trovo profondit\u00e0 psicologiche che mi piace sondare e poi far riemergere. Norma, invece, \u00e8 un personaggio unico, che definirei completo. Interpretare Norma \u00e8 stato un viaggio interiore attraverso l\u2019infinito spettro delle passioni che albergano nel petto di una donna-madre-guerriera-amante-figlia-amica. Una sorta di ritorno alle radici dell\u2019essere dal quale sono riemersa arricchita, ed in un certo senso irreversibilmente cambiata. Non mi era mai successo prima.<br \/>\n<strong>Nel corso della sua carriera ha avuto modo di lavorare con registi di primo piano come Pier Luigi Pizzi e Damiano Michieletto. Come lavora con questi due maestri drammaturgicamente molto diversi tra loro?<\/strong><br \/>\nAd essere sincera li amo entrambi. Sono diversi, ma complementari. Pizzi \u00e8 la storia del teatro italiano, del gusto teatrale: \u00e8 un genio delle scene e dei costumi, \u00e8 un uomo di grande intuizione e intelligenza. Adoro lavorare con lui per lo spirito di abnegazione che ha nei confronti del suo lavoro, ed in virt\u00f9 di ci\u00f2 mi sento in piena sintonia con lui. Ogni volta che pensiamo a un nuovo personaggio, ne discutiamo a tavolino affrontandone in primis le idee sulla sua psicologia: tutto ci\u00f2 \u00e8 possibile perch\u00e9 tra di noi c\u2019\u00e8 un sincero rapporto di stima e di affetto. Stesso discorso per Michieletto: assolutamente a pari merito! Definirei Michieletto, se messo in rapporto con Pizzi, la sorpresa del teatro italiano, il nuovo che avanza: questa \u00e8 un\u2019epoca in cui sta avvenendo un vero e proprio passaggio di consegne tra questi due geni della scena.<br \/>\n<strong>Recentemente ha ricevuto il Premio \u201cAmbasciatori d\u2019Abruzzo nel mondo\u201d conferitole dal Consiglio Regionale d\u2019Abruzzo. Come ha vissuto questo particolare momento della sua carriera?<\/strong><br \/>\nDa un lato trovo la cosa preoccupante perch\u00e9 vuol dire che sto invecchiando, dall\u2019altro sono felice perch\u00e9 ho un forte legame con la mia terra, e il fatto che sia sempre in viaggio rafforza ancora di pi\u00f9 questo legame. Tra l\u2019altro nell\u2019ottobre 2010 il Sindaco della mia citt\u00e0, Albore Mascia, mi ha conferito anche il premio \u201cCiatt\u00e8 d\u2019oro\u201d, che \u00e8 la massima onorificenza cittadina che viene conferita dalla municipalit\u00e0 di Pescara, citt\u00e0 nella quale ho scelto di mantenere la mia residenza.<br \/>\n<strong>Quali sono i suoi progetti futuri?<\/strong><br \/>\nIn gennaio mi aspetta una nuova produzione di <em>Nozze di Figaro<\/em> con la regia di Pizzi al Teatro delle Muse di Ancona e sono molto lieta di portare a compimento la sua trilogia mozartiana. A Londra, invece, debutter\u00f2 al Covent Garden Opera House tornando a rivestire i panni di Donna Anna dopo due anni di Donna Elvira. A marzo 2012 sono a Torino per un <em>Cos\u00ec fan tutte<\/em> e un recital mozartiano, mentre nel mese di maggio torner\u00f2 ad affrontare Donna Anna per un Don Giovanni alla Los Angeles Philarmonic in una produzione che vedr\u00e0 la regia del celebre architetto Frank Ghery e la direzione del M\u00b0 Gustavo Dudamel. In giugno, infine, torner\u00f2 a Bologna nelle <em>Nozze di Figaro<\/em> dirette da Michele Mariotti con la regia di Mario Martone. Tutto il resto \u00e8 una sorpresa\u2026<br \/>\n<strong>Una cantante lirica affermata e apprezzata quale \u00e8 lei, come vive la drammatica situazione che il mondo dell\u2019opera sta attraversando in questo periodo in Italia?<\/strong><br \/>\nQuesto \u00e8 un periodo molto difficile che tutti stiamo vivendo molto male. L\u2019unica cosa che penso possiamo fare noi artisti \u00e8 quella di difendere l\u2019opera italiana dando il massimo di noi stessi ogni volta. Io spero che i nostri politici non sotterrino la lirica che \u00e8 un bene di tutti noi. Oltre alla pizza e all\u2019arte, l\u2019Italia \u00e8 nel mondo associata alla lirica, e l\u2019italiano \u00e8 spesso studiato appositamente per capire l\u2019opera.<br \/>\n<strong>A suo avviso la lirica \u00e8 ancora in grado di trasmettere alle nuove generazioni quei messaggi forti e nobili che ha fatto nel passato?<\/strong><br \/>\nCredo di s\u00ec. Fino a quando esiste un pubblico che va a teatro e si commuove, vuol dire che la musica ha ancora qualcosa da trasmettere. Il melodramma ha come tema principale quasi sempre l\u2019amore, e l\u2019amore \u00e8 un qualcosa di universale che a tutt\u2019oggi ognuno di noi ancora non \u00e8 riuscito a capire fino in fondo. Con l\u2019amore si piange e si sorride, d\u2019amore si muore ed \u00e8 per questo che la lirica non morir\u00e0.<br \/>\n<strong>Quale altra musica ama solitamente ascoltare oltre a quella lirico-sinfonica con la quale lavora?<\/strong><br \/>\nIl silenzio. Amo ascoltare il silenzio.<br \/>\n<em>Foto di Marco Rossi<br \/>\nAltre informazioni sulla\u00a0 biografia, il repertorio, l\u2019agenda e la discografia di Carmela Remigio le potete trovare nel suo<a href=\"http:\/\/www.carmelaremigio.net\/\"> sito ufficiale<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Interprete apprezzata in tutto il mondo per le sue doti canore, ormai punto di riferimento per le interpretazioni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":65,"featured_media":28188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[147,1250,14667],"class_list":["post-28158","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","tag-cantanti","tag-carmela-remigio","tag-interviste"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28158","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/65"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28158"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28158\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88357,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28158\/revisions\/88357"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/28188"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28158"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28158"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28158"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}