{"id":29225,"date":"2012-01-26T15:46:15","date_gmt":"2012-01-26T13:46:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=29225"},"modified":"2016-12-30T11:28:25","modified_gmt":"2016-12-30T10:28:25","slug":"torino-teatro-regiotosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/torino-teatro-regiotosca\/","title":{"rendered":"Torino, Teatro Regio:&#8221;Tosca&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Teatro Regio, Stagione Lirica 2011\/2012<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;TOSCA&#8221;<\/strong><br \/>\nMelodramma in tre atti su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal dramma omonimo di Victorien Sardou.<br \/>\nMusica di <strong>Giacomo Puccini<\/strong><br \/>\nFloria Tosca SVETLA VASSILEVA\u00a0 \/ MARIA JOS\u00c9 SIRI<br \/>\nMario Cavaradossi MARCELO \u00c1LVAREZ\u00a0 \/ LORENZO DE CARO<br \/>\nScarpia LADO ATANELI \/ SILVIO ZANON<br \/>\nAngelotti FRANCESCO PALMIERI<br \/>\nIl sagrestano MATTEO PEIRONE<br \/>\nSpoletta LUCA CASALIN<br \/>\nSciarrone FEDERICO LONGHI<br \/>\nUn carceriere MARCO SPORTELLI \/ RICCARDO MATTIOTTO<br \/>\nUn pastorello ESTHER ZAGLIA\u00a0 \/ TOMMASO PARONUZZI<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Regio<br \/>\nDirettore<strong> Gianandrea Noseda<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Claudio Fenoglio<\/strong><br \/>\nRegia<strong> Jean-Louis Grinda<\/strong><br \/>\nScene<strong> Isabelle Partiot-Pieri<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Christian Gasc<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Roberto Venturi<\/strong><br \/>\n<em>Torino, 18 e 19 gennaio 2012 <\/em><br \/>\n<strong>Prima che l\u2019orchestra attacchi la musica di Puccini, vengono proiettati su un siparietto alcuni fotogrammi che raffigurano il suicidio finale di Tosca,<\/strong> che spicca il salto da Castel Sant\u2019Angelo. Sulle prime note del II atto, sullo stesso sipario viene fatta percepire l\u2019immagine del mantello della diva che volteggia durante la caduta. Infine, dopo il celebre \u00abO Scarpia, avanti a Dio!\u00bb il siparietto viene rialzato, e torna l\u2019immagine del salto seguita dal rovinoso avvicinarsi del pav\u00e9 su cui la protagonista andr\u00e0 a sfracellarsi (ma la proiezione viene prevedibilmente interrotta dal buio un istante prima dell\u2019impatto). Insomma, la lettura proposta dal regista<strong> Jean-Louis Grinda<\/strong> prevede che Tosca riviva, negli attimi della caduta, tutti i dettagli di quella terribile giornata, compresi quelli a cui non ha potuto assistere. Lo stratagemma del flashback potr\u00e0 (forse) essere nuovo per Tosca, ma non \u00e8 certamente un\u2019invenzione originale per le regie teatrali n\u00e9 per quelle operistiche, e nulla aggiunge alla drammaturgia pucciniana; per fortuna, nulla ad essa toglie. Per il resto, la regia \u00e8 stata fedele, magari non nei dettagli (le scene miravano all\u2019evocazione pi\u00f9 che alla descrizione degli ambienti) ma nella sostanza s\u00ec; e questo \u00e8 essenziale per un\u2019opera che pu\u00f2 essere ambientata in un solo giorno della storia.<br \/>\n<strong>Dispiace un po&#8217;, per ci\u00f2 che riguarda i dettagli,<\/strong> che nel postludio del II atto siano stati eliminati i gesti di piet\u00e0 cristiana che Tosca compie nei confronti del cadavere di Scarpia, gesti che hanno un loro significato nel dipingere la complessit\u00e0 interiore del personaggio della diva. E dispiace altres\u00ec che, chiuso il sipario sul II atto, non sia stato effettuato l\u2019intervallo. Su questo \u00e8 forse necessaria una precisazione ai lettori, dal momento che spesso mi trovo a lamentarmi per la soppressione degli intervalli e potrei essere preso per originale: ho sempre ritenuto che, se un compositore ha previsto una determinata suddivisione in atti, lo abbia fatto per un motivo preciso, e che l&#8217;arbitrario accorpamento di atti distinti possa danneggiare la struttura drammaturgica dell&#8217;opera. Nel caso specifico della Tosca, \u00e8 pur vero che il III atto da un punto di vista temporale segue immediatamente il secondo (e credo che a ci\u00f2 si debba la decisione di creare un&#8217;unica unit\u00e0 drammaturgica in questa produzione), ma musicalmente costituisce un quadro a s\u00e9 stante, individuato da quella splendida descrizione ambientale dell&#8217;alba romana che interrompe il flusso della vicenda per proiettare in un ambiente ed in una situazione nuova. Se poi dietro alla soppressione dell\u2019intervallo non stanno ragioni drammaturgiche ma la semplice volont\u00e0 di abbreviare la serata, sarebbe tempo di smettere di imitare il lato peggiore delle prassi esecutive straniere (prestando magari un po&#8217; pi\u00f9 di attenzione al loro lato virtuoso) e di convincere il pubblico che nelle serate passate all&#8217;opera si pu\u00f2 lasciare per qualche ora fuori dalla porta la fretta che caratterizza la vita contemporanea.<br \/>\nLa direzione di <strong>Gianandrea Noseda<\/strong> ha avuto come suoi nodi focali la valorizzazione della componente sinfonica e della modernit\u00e0 di Tosca. Noseda \u00e8 stato infatti attento a mettere in luce una serie di elementi, in particolare dell&#8217;orchestrazione, che spesso tendono ad essere disciolti nel flusso del lirismo pucciniano, ed a sfuggire all&#8217;attenzione del pubblico. In questo caso, invece, un lavoro di scavo minuzioso ha portato all&#8217;orecchio importanti asperit\u00e0 ed armonie inconsuete, che rivelano come quest&#8217;opera non sia una parentesi classicistica nella carriera del compositore, ma una tappa del suo evolversi alla ricerca di nuovi linguaggi musicali. E va dato particolare merito a Noseda per essere riuscito a portare a termine questa lettura senza sacrificare (tranne che in un paio di momenti, in cui l\u2019orchestra avrebbe dovuto essere un po\u2019 pi\u00f9 moderata) le voci ed il loro protagonismo.<br \/>\nProtagonisti della prima compagnia due solisti d&#8217;eccezione, fra i quali particolarmente atteso, per il suo ritorno a Torino, era il tenore <strong>Marcelo \u00c1lvarez.<\/strong> Questi, nel ruolo di Cavaradossi, ha mostrato una grande tecnica espressiva ed un&#8217;acuta intelligenza interpretativa, anche se bisogna riconoscere che la sua voce \u00e8 suonata un po&#8217; stanca, talvolta in difficolt\u00e0 a fronte dei crescendo orchestrali, tal altra un po&#8217; ingessata (e penso in particolare a \u00abRecondita armonia\u00bb) come se il tenore mettesse freno al proprio lirismo per timore di cadere in sbavature; infine, un po&#8217; eccessiva \u00e8 stata la nasalizzazione di alcune i. Ma, se questi sono stati i misurati difetti, non si possono tacere le grandi pagine regalate agli ascoltatori torinesi: ed in particolare gli ammalianti colori di \u00abQual occhio al mondo\u00bb e la perfetta calibratura delle emozioni che trasudavano dalla grande aria del III atto, in cui ogni parola con i suoi accenti e le sfumature era studiata e resa nel suo significato pi\u00f9 profondo; e, nell&#8217;ultimo duetto con l&#8217;amata, \u00abO dolci mani\u00bb ha saputo esprimere la vera trasposizione musicale delle coccole e delle carezze. Il soprano <strong>Svetla Vassileva<\/strong> non ha forse il temperamento che ci si aspetterebbe dal personaggio di Tosca, ma ha saputo valorizzare i contrasti interiori che vivono nell&#8217;eroina, virando dalla commossa dolcezza dei momenti in cui emergono le emozioni pi\u00f9 riposte del suo animo \u2013 come il pianto al termine del I atto, o l&#8217;aria \u00abVissi d&#8217;arte\u00bb di cui \u00e8 stata messa in luce l&#8217;estraneit\u00e0 alla natura drammatica della scena in cui \u00e8 inserita, estraneit\u00e0 che si giustifica come \u201cfinestra\u201d sull\u2019interiorit\u00e0 di Tosca \u2013 al grido fin troppo espressionistico, quasi ferino, dei momenti di rabbia e di disperazione, fino al parlato cui \u00e8 stato concesso pi\u00f9 spazio di quello che in partitura raccomanderebbe Puccini. Inaspettatamente magistrale, specie nel I atto (un po&#8217; pi\u00f9 scontata, forse, nel secondo), \u00e8 stata l&#8217;interpretazione che il baritono <strong>Lado Ataneli<\/strong> ha dato di Scarpia, perfettamente reso nella sua doppiezza di personaggio viscido che, quando rimane solo, d\u00e0 la stura al proprio vero carattere, ma sa proporsi a Tosca con un\u2019immagine premurosa e rassicurante. Tra i numerosi ruoli secondari, i cui interpreti sono sempre risultati all&#8217;altezza, merita una segnalazione il sagrestano del baritono <strong>Matteo Peirone<\/strong>, per l&#8217;abilit\u00e0 nel tratteggiare questa figura in maniera giustamente ma non esageratamente caricaturale.<br \/>\nGradevole \u00e8 stato anche ascoltare la seconda compagnia (recita del 19 gennaio), composta da professionisti di tutto rispetto anche se un po&#8217; meno \u201cnosediani\u201d: voglio dire che, mentre gli interpreti della prima compagnia, e penso in particolar modo al soprano, hanno sposato appieno l&#8217;interpretazione del direttore che mirava mettere in luce i contrasti ed i dettagli pi\u00f9 inconsueti della partitura, gli interpreti della seconda hanno dato vita ad una Tosca pi\u00f9 tradizionale, pi\u00f9 simile a quella che tutti gli ascoltatori si portano nelle orecchie e si aspettano di riascoltare ogni volta. In alcuni momenti si \u00e8 perci\u00f2 avuta l&#8217;impressione che orchestra e solisti non marciassero perfettamente sugli stessi binari quanto a scelte interpretative, ed il volume non molto corposo delle voci maschili faceva s\u00ec che spesso l\u2019orchestra prevalesse sul palcoscenico. Il tenore <strong>Lorenzo De Caro<\/strong> ha scelto un approccio piacevolmente cantabile al personaggio di Cavaradossi, che \u00e8 risultato dipinto correttamente anche se un po&#8217; sottotono, senza particolari rilievi psicologici n\u00e9 variet\u00e0 di colori; il suo momento migliore \u00e8 stata l&#8217;esplosione del \u00abVittoria! Vittoria!\u00bb nel II atto. Similmente si pu\u00f2 dire dello Scarpia di <strong>Silvio Zanon<\/strong>, che non ha saputo rendere vivi gli artifici dissimulatori del proprio personaggio. Sicch\u00e9 l&#8217;interprete pi\u00f9 convincente \u00e8 stata il soprano<strong> Maria Jos\u00e9 Siri<\/strong>, Tosca dalla voce voluttuosa. capace di delicatezza nel \u00abVissi d&#8217;arte\u00bb come di potente intensit\u00e0 drammatica nel racconto dell&#8217;uccisione di Scarpia, culminato in un fermo e limpido acuto sulla parola \u00ablama\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Teatro Regio, Stagione Lirica 2011\/2012 &#8220;TOSCA&#8221; Melodramma in tre atti su libretto di Luigi Illica e Giuseppe [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":56,"featured_media":29231,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[4688,4687,136,1696,1468,4685,4686,1107,1275,2384,145,1392,3474,919,110],"class_list":["post-29225","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-claudio-fenoglio","tag-francesco-palmieri","tag-giacomo-puccini","tag-gianandrea-noseda","tag-jean-louis-grinda","tag-lado-ataneli","tag-lorenzo-de-caro","tag-marcelo-alvarez","tag-maria-jose-siri","tag-matteo-peirone","tag-opera-lirica","tag-silvio-zanon","tag-svetla-vassileva","tag-teatro-regio-di-torino","tag-tosca"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29225","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/56"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29225"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29225\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88251,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29225\/revisions\/88251"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29231"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29225"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29225"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29225"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}