{"id":29474,"date":"2012-02-02T18:58:05","date_gmt":"2012-02-02T16:58:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=29474"},"modified":"2017-01-05T15:43:38","modified_gmt":"2017-01-05T14:43:38","slug":"uno-schiaccianoci-moscovita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/uno-schiaccianoci-moscovita\/","title":{"rendered":"Verona, Teatro Nuovo: &#8220;Lo Schiaccianoci&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Verona, Teatro Nuovo<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;LO SCHIACCIANOCI&#8221;<br \/>\n<\/strong><em>Balletto in due atti di\u00a0 Marius Petipa, da \u00abNussknacker und Mausekonig\u00bb di E.T.A. Hoffmann<\/em><br \/>\nMusica di <strong>P\u00ebtr Il\u2019ic Cajkovskij<br \/>\n<\/strong><em>Clara <\/em>MARIA PALIUODOVA<br \/>\n<em>Il Principe <\/em>ION CUROSHU<br \/>\n<em>Drosselmeyer\u00a0 <\/em>ANDREY RYABOV<br \/>\nSolisti, Corpo di ballo del Teatro Nazionale Russo di Mosca.<br \/>\nDirettore e coregrafo <strong>Vladimir Moiseev<br \/>\n<\/strong><em>Verona, 23 gennaio 2012 <\/em><br \/>\nIn tourn\u00e9e da tempo, in giro per l&#8217;Italia e l&#8217;Europa, \u00e8 arrivato anche a Verona, il\u00a0 Balletto del Teatro Nazionale Russo di Mosca, diretto da Vladimir Moiseev. Un&#8217;unica apparizione con questa loro versione dello <em>Schaiccianoci <\/em>. Il Teatro Nazionale Russo di Mosca &#8211; cosi si chiama la compagnia \u2013 ospite, e non \u00e8 per caso: la parola &#8211; chiave \u201cNazionale\u201d nel suo nome \u00e8 un indice della direzione sulla quale il titolare Vladimir Moiseev gestisce la sua compagnia. Discendente della famiglia del celebre coreografo di danze folckloristiche Igor Moiseev, suo figlio Vladimir, pur continuando a seguire le orme del padre, ha anche avviato un recupero di\u00a0 delle tradizioni del balletto classico russo.<br \/>\nNello <em>Schiaccianoci<\/em> di questa compagnia, confluiscono molte tracce provenienti da varie interpretazioni coreografiche di questo capolavoro. Si va da\u00a0 Vainonen, con la sua danza dei Fiocchi di Neve e altri frammenti dalla versione fatta da lui nel 1934 al teatro Kirov. E&#8217; poi riconoscibile il prologo di Grigorovice, estratto dalla sua famosa versione dello <em>Schiaccianoci\u00a0<\/em> del 1966 per il Bolshoi, con la parata di personaggi ospiti alla casa di Stahlbaum, ognuno con le proprie caratteristiche. Dalla versione del Covent Garden del 1982, coreografata da\u00a0 Wright si nota il il particolare rilievo dato al personaggio di Drosselmeyer, vero coprotagonista del balletto. Questa versione di Moiseev sembra dunque una sorta di compendio, un <em>pout-pourr\u00ec<\/em> della storia coreografica di <em>Schiaccianoci.<\/em><br \/>\nIl risultato non \u00e8 nemmeno del tutto negativo. Gli ingredienti sono complessivamente ben amalgamati e presentati in modo vivace e accattivante per il pubblico. Gradevoli, nel primo atto, le danze dei pupazzi messi in movimento da Drosselmeyer o, nel secondo atto, la convincente caratterizzazione delle &#8220;danze nazionali&#8221;.\u00a0 Questa positivit\u00e0 dell&#8217;insieme ha indubbiamente aiutato a mascherare i limiti dei singoli. In particolare la prima ballerina, <strong>Maria Paliuodova<\/strong>. Se nel primo atto era una Clara\u00a0 che illuminava la festa della vigilia di Natale, ad un tratto,\u00a0 nel secondo atto \u00e8 parsa del tutto incolore e impersonale. Il morivo di ci\u00f2? Le vistose pecche tecniche. Talmente vistose da trasformare il povero principe, impersonato da <strong>Ion Curoshu, <\/strong>in un autentico <em>porteur<\/em> per mantenere in piedi questa sgraziatissima ballerina. Per questa ragione, l&#8217;unica cosa decente che ha fatto \u00e8 stato &#8220;l&#8217;adagio&#8221; del &#8220;pas de deux&#8221; del finale, ma proprio perch\u00e8 sorretta dal partner. Ion Curoshu \u00e8 stato ammirevole nel sostenerla, ma non l&#8217;ha certo salvata dal disastro. Ogni piroetta era un mezzo disastro.\u00a0 \u00c8 chiaro che a questo livello la prima ballerina non fosse in grado di lanciarsi nella serie di variazioni che dovrebbero seguire il &#8220;pas de deux&#8221;. Cosi, dopo l&#8217;adagio, si \u00e8 passati direttamente al finale del balletto.<br \/>\nDi Ion Kuroshu, possiamo dire ben poco. Lo abbiamo citato come solito sostegno della Paliuodova, ma non possiamo dire altro, visto che la sua parte \u00e8 stata drasticamente tagliata. In ogni caso non ci \u00e8 parso nulla di eccelso. Decorosa, come abbiamo detto, la prova complessiva del corpo di ballo che almeno ha dimostrato una certa vivacit\u00e0 interpretativa.<br \/>\nIl migliore in campo \u00e8 stato il Drosselmeyer di <strong>Andrey Ryabov<\/strong>. Il suo personaggio, un po\u2019 ironico, sicuro tecnicamente, ha saputo attirare e governare l&#8217;intero svolgersi della fiaba. Con una presenza scenica vivida e catalizzante, Ryabov ha saputo mascherare la mancanza della protagonista femminile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona, Teatro Nuovo &#8220;LO SCHIACCIANOCI&#8221; Balletto in due atti di\u00a0 Marius Petipa, da \u00abNussknacker und Mausekonig\u00bb di E.T.A. 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