{"id":29802,"date":"2012-02-05T17:12:18","date_gmt":"2012-02-05T15:12:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=29802"},"modified":"2016-12-22T23:15:27","modified_gmt":"2016-12-22T22:15:27","slug":"bari-teatro-petruzzellicarmen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/bari-teatro-petruzzellicarmen\/","title":{"rendered":"Bari, Teatro Petruzzelli:&#8221;Carmen&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Bari, Teatro Petruzzelli, Stagione Lirica 2012<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;CARMEN<\/strong>&#8221;<br \/>\nDramma lirico in quattro atti di Henri Meilhac e Ludovic Hal\u00e9vy,\u00a0 dalla novella omonima di Prosper M\u00e9rim\u00e9e<br \/>\nMusica di <strong>GEORGES BIZET<\/strong><br \/>\n<em>Carmen<\/em> EKATERINA METLOVA<br \/>\n<em>Mica\u00ebla<\/em> SASHA DJIHANIAN<br \/>\n<em>Don Jos\u00e9<\/em>\u00a0 RICHARD TROXELL<br \/>\n<em>Escamillo<\/em>\u00a0 COREY CRIDER<br \/>\n<em>Frasquita<\/em> MARTA CALCATERRA<br \/>\n<em>Mercedes<\/em> ANTONELLA COLAIANNI<br \/>\n<em>Il dancairo<\/em> ALESSANDRO BATTIATO<br \/>\n<em>Il remendado<\/em> GIANLUCA FLORIS<br \/>\n<em>Zuniga<\/em> GIANLUCA BREDA<br \/>\n<em>Morales<\/em> MICHAEL ANTHONY McGEE<br \/>\n<em>Uno zingaro <\/em>ALDO ORLANDO<br \/>\n<em>Una venditrice<\/em> OLGA PODGORNAYA<br \/>\nOrchestra, Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari<br \/>\nCoro di voci bianche &#8220;Juvenes Cantores<em>&#8221;<br \/>\n<\/em>Direttore<strong> Lorin Maazel <\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Franco Sebastiani<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Maestro del coro di voci bianche <strong>Luigi Leo<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Regia <strong>William Kerley<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Scene e Costumi <strong>Tom Rogers <\/strong><br \/>\nCoreografie <strong>Domenico Iannone <\/strong><br \/>\nNuovo allestimento in\u00a0 coproduzione con il Festival di Castleton (Virginia)<br \/>\n<em>Bari, 30 gennaio 2012<br \/>\n<\/em>L\u2019importazione della <em>Carmen<\/em> di Maazel sulle scene del Petruzzelli da quelle del Castleton Festival (inaugurato nell\u2019estate 2009) non s\u2019\u00e8 rivelata un\u2019operazione pienamente riuscita. Per quanto il giudizio critico qui formulato si basi sull\u2019ascolto dell\u2019ultima delle cinque recite in programma, sembra che la mancata comunicazione dell\u2019erotismo e dello spirito tragico di cui \u00e8 intrisa l\u2019opera di Bizet non sia da imputare a un calo adrenalinico degli interpreti. Di fatto ci\u00f2 che aveva funzionato in Virginia, all\u2019interno di uno spazio scenico informale \u00e8 collassato nel politeama barese. L\u2019invadenza delle scene di <strong>Tom Rogers<\/strong> \u2013 di qualit\u00e0 ottima, beninteso, degna dei grandi studios americani \u2013 ha ingolfato i movimenti di cori e comparse sottraendo il gioco dialettico (squisitamente tragico) tra sfondo e primo piano, tra coralit\u00e0 e solista, tra le passioni e loro rifrazioni. Da questa scelta scenografica (che tra l\u2019altro modificava in peggio alcuni dettagli dell\u2019allestimento americano relativi alla taverna del II atto) poco attenta a sfruttare appieno le potenzialit\u00e0 del nuovo Petruzzelli, sono derivati una regia ingessata nonch\u00e9 forti problemi di sincronia e intonazione per il Coro della Fondazione Petruzzelli (in genere sempre impeccabile sotto la guida di<strong> Franco Sebastiani<\/strong>) e per il gruppo di voci bianche <strong>Juvenes Cantores<\/strong>, diretto da <strong>Luigi Leo<\/strong>. La scelta del regista <strong>William Kerley<\/strong> di collocare la vicenda all\u2019inizio dell\u2019infausta stagione franchista si \u00e8 posta senza alcun clamore in linea con l\u2019odierna tendenza a postdatare le ambientazioni dei melodrammi (fabbrica di sigari o di munizioni, <em>traje de faralaes<\/em> o <em>salopette<\/em> da operaie poco cambia); non \u00e8 certo qui il problema (anzi, il quadro finale con le bandiere spagnole scolorite e consunte possedeva una carica simbolica di grande suggestione) bens\u00ec nell\u2019inadeguatezza gestuale, nell\u2019assenza di un codice mimico chiaro (sia esso realistico o astratto). Se \u00e8 impossibile riproporre l\u2019intensit\u00e0 attoriale della <em>Trag\u00e9die de Carmen<\/em> di Peter Brook (che \u00e8 pur sempre un film), \u00e8 tuttavia auspicabile che un cast cos\u00ec giovane sappia innescare un\u2019adeguata fascinazione corporea. Questo inefficace utilizzo della corporeit\u00e0 si \u00e8 riscontrato anche nella coreografia di <strong>Domenico Iannone<\/strong> quasi impaurita di sconfinare in un esotismo di maniera messo al bando dal regista. A compensare la maldestra espressione gestuale dello spettacolo \u00e8 per\u00f2 giunta la solida preparazione vocale della triade principale: il mezzosoprano moscovita <strong>Ekaterina Metlova<\/strong> ha dato vita a una Carmen dal timbro scuro e, a tratti, intenzionalmente ruvido, volgare, in perfetta sintonia con la parte; il tenore americano <strong>Richard Troxell<\/strong>, vocalmente generoso fino a sconfinare talora nella scompostezza, \u00e8 stato capace di variare sottilmente le modalit\u00e0 di emissione nel IV atto per adeguarle alla degenerazione morale di Don Jos\u00e9; il soprano canadese <strong>Sasha Djihanian<\/strong>, ha dato sfoggio di una voce di limpidezza cristallina, perfetta metafora dell\u2019animo di Micaela. Ancora in fase di maturazione son parsi, al contrario, i due baritoni statunitensi <strong>Corey Crider<\/strong> (un Escamillo poco convincente) e <strong>Michael Anthony McGee<\/strong> (Morales), peraltro gi\u00e0 diretti in altre occasioni da Maazel. Pi\u00f9 che dignitosa la prova degli artisti italiani <strong>Gianluca Breda<\/strong> (Zuniga), <strong>Marta Calcaterra<\/strong> (Frasquita, in tandem con Laura Macr\u00ec) e <strong>Antonella Colaianni<\/strong> (Mercedes), sebbene ancora acerbi nella gestione dei pezzi d\u2019assieme e abborracciati nella pronuncia francese (come pure i tenori comprimari <strong>Gianluca Floris<\/strong>, Remendado, e <strong>Alessandro Battiato<\/strong>, Dancairo). L\u2019<strong>Orchestra della Fondazione Petruzzelli<\/strong> (in continua crescita; una risorsa preziosa per la qualit\u00e0 di vita a Bari e dintorni, preziosa come l\u2019acqua) si \u00e8 mostrata all\u2019altezza della prestigiosa bacchetta di Maazel (il sodalizio, nato a Washington nell\u2019estate 2011, continuer\u00e0 di nuovo a Bari e in Virginia) che per la gioia dei pugliesi si \u00e8 concesso a dibattiti e interviste televisive parlando in un italiano fluente. Forse proprio perch\u00e9 assorbito da tanto sforzo \u2018pubblicitario\u2019 l\u2019ottantunenne Maazel ha declinato con stanchezza non pochi passaggi dell\u2019opera \u2013 in particolare, nel terzo atto (il pi\u00f9 critico), l\u2019ensemble III.3, l\u2019air di Micaela III.5 e lo sfilacciato Final \u2013 che in tal modo non s\u2019\u00e8 sottratta al rischio della monocromia e dell\u2019eccessiva dilatazione agogica complessiva. Ma questo non ha avuto troppa importanza perch\u00e9, in fondo, il pubblico voleva Maazel pi\u00f9 che Carmen; a lui, presente in carne e ossa a Bari, sono andati gli applausi. L\u2019interprete ha sovrastato l\u2019opera. <em>Foto Carlo Cofano &#8211; Teatro Petruzzelli di Bari<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bari, Teatro Petruzzelli, Stagione Lirica 2012 &#8220;CARMEN&#8221; Dramma lirico in quattro atti di Henri Meilhac e Ludovic Hal\u00e9vy,\u00a0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":66,"featured_media":29806,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[752,133,4767,4764,4763,1458,145,4765,4766,3873,4761,4762],"class_list":["post-29802","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-bizet","tag-carmen","tag-corey-crider","tag-domenico-iannone","tag-ekaterina-metlova","tag-lorin-maazel","tag-opera-lirica","tag-richard-troxell","tag-sasha-djihanian","tag-teatro-petruzzelli-di-bari","tag-tom-rogers","tag-william-kerley"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29802","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/66"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29802"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29802\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88100,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29802\/revisions\/88100"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29806"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29802"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29802"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29802"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}