{"id":30206,"date":"2012-02-17T00:41:04","date_gmt":"2012-02-16T22:41:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=30206"},"modified":"2017-01-08T19:34:43","modified_gmt":"2017-01-08T18:34:43","slug":"modena-teatro-comunale-salome","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/modena-teatro-comunale-salome\/","title":{"rendered":"Modena, Teatro Comunale: &#8220;Salome&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Modena, Teatro Comunale, Stagione Lirica 2011\/2012<\/em><br \/>\n<strong> &#8220;SALOME&#8221;<\/strong><br \/>\nOpera in un atto su libretto di Hedwig Lachmann da Oscar Wilde<br \/>\nMusica di <strong>Richard Strauss<\/strong><br \/>\n<em>Herodes<\/em> SCOTT MACALLISTER<br \/>\n<em>Herodias<\/em> ANNA MARIA CHIURI<br \/>\n<em>Salome<\/em> CRISTINA BAGGIO<br \/>\n<em>Jochanaan<\/em> SAMUEL YOUN<br \/>\n<em>Narraboth<\/em> HARRIE VAN DER PLAS<br \/>\n<em>Paggio<\/em> JELENA BODRAZIC<br \/>\n<em>Ebrei<\/em> MICHAEL SCOTT, ROUWEN HUTHER, ULFRIED HASELSTEINER, GIORGIO MISSERI, PATRICK SIMPER<br \/>\n<em>Nazareni<\/em> KRISTOF KLOREK, RICCARDO BOTTA<br \/>\n<em>Soldati<\/em> ROMAN IALCIC, JAKOB CHRISTIAN ZETHNER<br \/>\n<em>Uomo della Cappadocia<\/em> VITO MARIA BRUNETTI<br \/>\n<em>Schiavo<\/em> MARTINA BORTOLOTTI<br \/>\nOrchestra Haydn di Bolzano e Trento<br \/>\nOrchestra Regionale dell\u2019Emilia Romagna<br \/>\nCompagnia di danza WhyCompany<br \/>\nDirettore <strong>Niksa Bareza<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Manfred Schweigkofler<\/strong><br \/>\nScene <strong>Walter Sch\u00fctze<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Kathrin Dorigo<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Claudio Schmid<\/strong><br \/>\nNuovo allestimento<br \/>\nProduzione Fondazione Teatro Comunale e Auditorium &#8211; Bolzano<br \/>\nin coproduzione con Fondazione Teatri di Piacenza, Fondazione Teatro Comunale di Modena<br \/>\nin collaborazione con Fondazione Orchestra Haydn, Fondazione Arturo Toscanini<em><br \/>\nModena, 11 febbraio 2012<br \/>\n<\/em><strong><em>Salome<\/em> di Richard Strauss gode di uno statuto veramente invidiabile tra le opere del Novecento.<\/strong> Basato su una traduzione tedesca di una pi\u00e8ce teatrale in francese di Oscar Wilde, censurata sulle scene di molti paesi ma molto diffusa come libro, questo atto unico fu rappresentato per la prima volta a Dresda nel 1905 e fu subito un <em>succ\u00e9s de scandale<\/em> internazionale che guadagn\u00f2 al compositore un mare di critiche e un oceano di soldi. Pi\u00f9 di cento anni dopo il successo continua, e continua lo scandalo. Dopo tutto, in quale altra opera d\u2019arte il pubblico pu\u00f2 essere titillato e turbato da: due rapporti incestuosi, la glorificazione del corpo di una adolescente, la glorificazione del corpo di un uomo (anoressico e, incidentalmente, santo), un suicidio, uno <em>striptease<\/em>, una decapitazione, atti di necrofilia accompagnati da dichiarazioni di vero amore e infine un brutale omicidio, raccontati con una poesia sublime? N\u00e9 cessa di stupire la musica di Richard Strauss. <strong>Anche dopo un secolo che ci ha fatto conoscere i colori pi\u00f9 inconsueti dei pi\u00f9 svariati strumenti etnici o della musica elettronica, il solo di controfagotto alla fine della terza scena<\/strong> (dopo che il Battista ha maledetto Salom\u00e8 ed \u00e8 ritornato nella prigione della cisterna) o i Si bemolle acutissimi dei contrabbassi che rappresentano i sussulti del cuore di Salom\u00e8 mentre attende che il boia disceso nella cisterna compia la sua opera \u2013 per non citare che due delle centinaia di invenzioni timbriche che costellano questa geniale partitura \u2013 riescono a farci venire la pelle d\u2019oca. A ci\u00f2 si aggiunga la durata idealmente breve (1 e 40 minuti senza intervallo) e si capir\u00e0 come mai <em>Salome<\/em> \u00e8 ancora l\u2019opera non-pucciniana del Novecento pi\u00f9 rappresentata nel mondo.<br \/>\n<strong>Eppure non si tratta di una pi\u00e8ce priva di problemi. Anche dando per scontata la tolleranza del pubblico per la scabrosit\u00e0 del soggetto e per il carattere spesso arditamente dissonante della musica,<\/strong> la partitura richiede pi\u00f9 o meno 102 professori d\u2019orchestra (che le buche di molti dei nostri teatri non riescono nemmeno ad alloggiare!). E soprattutto \u00e8 pressocch\u00e9 impossibile trovare un baritono che riesca ad avere l\u2019emaciata bellezza e la potenza vocale richiesta dal ruolo di Giovanni Battista e, ancora di pi\u00f9, un soprano che riesca a impersonare una Salom\u00e8 adolescente che danza per il patrigno e che allo stesso tempo riesca a farsi sentire sopra un\u2019orchestrazione cos\u00ec corposa, su una tessitura generalmente acuta e sostenuta che occasionalmente scende fino a note decisamente contraltili. A volte viene da pensare che per rendere giustizia a questa partitura bisognerebbe fondere due o tre cantanti, come fecero con Derek Lee-Ragin e Ewa Mallas-Godlewska per la colonna sonora del film <em>Farinelli<\/em>.<strong><br \/>\nLo spettacolo visto al Comunale di Modena\u00a0 \u00e8 una produzione del Teatro Comunale di Bolzano, in coproduzione con Piacenza e Modena.<\/strong> Come l\u2019<em>Elektra<\/em> dell\u2019anno scorso la regia era affidata al direttore del teatro di Bolzano,<strong> Manfred Schweigkofler,<\/strong> e l\u2019orchestra era posizionata non nella buca ma sul fondo del palco, dietro un tulle trasparente. Questa situazione, acusticamente favorevole ai cantanti, avrebbe potuto essere utilizzata in maniera creativa. Invece, davanti all\u2019orchestra, come a nasconderla, era posizionato un ingombrante deposito di elementi scenografici, opera di <strong>Walter Sch\u00fctze<\/strong>, che non esitiamo a definire orribili e imperdonabili, ispirati forse (chiss\u00e0 perch\u00e9) dai film di fantascienza di serie C degli anni \u201970, e per di pi\u00f9 assolutamente inutili: alcune formazioni rocciose argentate, molti specchi, una sorta di luna-ragnatela, neon vari sul pavimento, una scala a chiocciola su cui ogni tanto qualche personaggio sale tanto per fare qualcosa e persino una fontanella (funzionante e sommessamente scrosciante dall\u2019inizio alla fine) rubata forse ad un ristorante cinese. Interessante la posizione della cisterna-prigione sotterranea, ricavata nella (vuota) buca d\u2019orchestra, che per\u00f2 non ha sollecitato idee interessanti al regista, che, a dire il vero, se \u00e8 riuscito a combinare qualcosa di meglio rispetto alla noiosissima <em>Elektra <\/em>(testo peraltro molto pi\u00f9 difficile), di idee ne ha avute ben poche.<br \/>\n<strong>Nelle interviste e nel programma di sala, Schweigkofler ci ha tenuto a ripetere le stesse cose dette da Sgarbi l\u2019anno scorso per il suo allestimento di Bari<\/strong>, cio\u00e8 che <em>Salome<\/em> \u00e8 molto attuale perch\u00e9 Erode fa i <em>bunga bunga<\/em> con le minorenni come Berlusconi\u2026 \u00c8 incredibile come tanti \u201cregisti\u201d d\u2019opera, in mancanza di altre idee, siano convinti che il loro ruolo stia appunto nel trovare queste banali analogie. \u00c8 il meschinamente grottesco Berlusconi del Tg4 a scimmiottare il gloriosamente grottesco Erode di Wilde. <strong>L\u2019Erode di Wilde non ha nessun bisogno di scimmiottare Berlusconi.<\/strong> Ma per fortuna questa idea programmatica non \u00e8 stata messa poi in pratica in questa messinscena decisamente tiepida e sciapa, in cui alla fine Salom\u00e8 non viene soffocata dagli scudi dei soldati, ma se ne scende da sola nella cisterna sotterranea (forse perch\u00e9, dopo avere giocato tanto a lungo con la testa mozza, sente finalmente la mancanza dei restanti organi del profeta). \u00c8 un vero peccato perch\u00e9 il violento ed inatteso finale pensato da Wilde, potente rappresentazione della sopraffazione maschile sulla donna-mantide che decapita gli uomini, sarebbe proprio un gran finale ed \u00e8 anche una delle pochissime didascalie precise del testo, che per il resto lascia registi e lettori molto liberi nella loro immaginazione.<br \/>\n<strong>L\u2019altra didascalia sarebbe quella che prescrive la famosa \u201cDanza dei sette veli\u201d. N\u00e9 Wilde n\u00e9 Strauss specificano se Salome debba spogliarsi nuda<\/strong> (ma sappiamo dalle testimonianze che lo avrebbero di gran lunga preferito), ma \u00e8 chiaro anche dalla musica che ci dovrebbe essere un progressivo disvelamento (bella metafora dell\u2019arte, peraltro), che ecciti sempre di pi\u00f9 la fantasia del patrigno. In questo allestimento non c\u2019\u00e8 stato nulla di tutto ci\u00f2. Qui Salome si esibisce in una serie di ripetitivi movimenti volgari (inutilmente contrappuntati da altri movimenti di alcune ballerine) ma alla fine rimane perfettamente vestita, anche se la giovane <strong>Cristina Baggio<\/strong> potrebbe ben permettersi di mostrarsi senza veli, molto pi\u00f9 di tante signore in et\u00e0 che lo hanno fatto veramente, al contrario del Giovanni Battista di Samuel Youn, che ci auguriamo di non dover pi\u00f9 rivedere a torso nudo. E dire che il programma di sala stesso riportava questa famosa dichiarazione di Richard Strauss: &#8220;I salti esibiti da star del variet\u00e0 che indulgono in moti serpentini e dondolano per aria la testa di Jochanaan superano ogni limite di decenza e di buon gusto. Chiunque sia stato in Oriente e abbia osservato il decoro con cui l\u00e0 si comportano le donne comprender\u00e0 che Salome, vergine casta e principessa orientale, deve muoversi con il pi\u00f9 semplice e contenuto dei gesti, se non si vuole che la sua sconfitta susciti soltanto orrore e disgusto, anzich\u00e9 piet\u00e0\u201d. <strong>Effigiare i caricaturali ebrei del testo di Wilde (impegnati in dotte e accese controversie circa la natura del Messia, di Elia e dei modi e tempi della manifestazioni divine in generale)<\/strong> come ebrei ortodossi di oggi \u00e8 una scelta vagamente antisemita. Non c\u2019\u00e8 dubbio che la discussione accesa faccia parte della cultura ebraica tanto oggi quanto duemila anni fa, ma il dramma originariamente dovrebbe svolgersi in una Palestina occupata dai romani, in cui gli ebrei sono ovviamente la maggioranza &#8211; che include Erode e la sua famiglia &#8211; e non una minoranza come suggerito da una messinscena come questa in costumi occidentali moderni.<br \/>\n<strong>Cristina Baggio<\/strong>, debuttante nel ruolo di Salome, era molto lontana dall\u2019essere casta, semplice o contenuta, ma, al contrario, ha dedicato tutta s\u00e9 stessa per dare vita ad una creatura ctonia, isterica, a volte sarcastica e in ogni caso molto fisica e animalesca. Pur non condividendo <em>in toto<\/em> questa chiave di lettura ormai tradizionale di una donna calda e scomposta e preferendo quella straussiana di una fanciulla algida e composta, non si pu\u00f2 negare che questo giovane soprano drammatico dalla grande musicalit\u00e0, gi\u00e0 allieva di Raina Kabaivanska proprio all\u2019Istituto \u201cVecchi-Tonelli\u201d di Modena, ha saputo tirare fuori un carisma trascinante, riuscendo al contempo a risolvere le innumerevoli difficolt\u00e0 vocali del ruolo (liquide voci di testa, terrificanti discese negli abissi) in maniera assolutamente convincente.<br \/>\nDi gran pregio anche i due \u201cveterani\u201d del cast, provenienti dal succitato spettacolo di Bari: lo Jochanaan del baritono coreano <strong>Samuel Youn<\/strong>, con il corpo di un impiegato statale ma con la voce tonante e sicura di un vero profeta, e il tenore americano <strong>Scott MacAllister<\/strong>, assolutamente ideale, nel fisico e nella voce, per impersonare i fremiti di paura e di sensualit\u00e0 di Herodes, che in fondo \u00e8 il personaggio (relativamente) pi\u00f9 umano di questo dramma disumano. Con qualche forzatura nel registro di petto, la versatile <strong>Anna Maria<\/strong><strong> Chiuri <\/strong>\u00e8 stata un\u2019efficace Herodias. Sotto la guida sicura dell\u2019ungherese <strong>Niksa Bareza<\/strong>, <strong>l\u2019Orchestra Haydn di Bolzano e di Trento<\/strong>, arricchita per l\u2019occasione dall\u2019<strong>Orchestra Regionale dell\u2019Emilia Romagna<\/strong>, pur con qualche sbavatura (nella sensibile sezione ottoni, ad esempio), ha dato buona prova di s\u00e9. Nonostante l\u2019imbarazzante bruttezza della scenografia e la povert\u00e0 della regia, la poesia di Wilde e le meraviglie musicali di Strauss hanno saputo raggiungere i nervi e il cuore del pubblico, che ha tributato allo spettacolo lunghi applausi. P.V.Montanari &#8211;\u00a0 <em>Foto Rolando Paolo Guerzoni &#8211; Teatro Comunale di Modena<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Modena, Teatro Comunale, Stagione Lirica 2011\/2012 &#8220;SALOME&#8221; Opera in un atto su libretto di Hedwig Lachmann da Oscar [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":61,"featured_media":30371,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[420,4840,4841,4843,4209,1093,145,14675,293,3404,4839,731,4842],"class_list":["post-30206","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-anna-maria-chiuri","tag-cristina-baggio","tag-harrie-van-der-plas","tag-kathrin-dorigo","tag-manfred-schweigkofler","tag-niksa-bareza","tag-opera-lirica","tag-richard-strauss","tag-salome","tag-samuel-youn","tag-scott-macallister","tag-teatro-comunale-di-modena","tag-walter-schutze"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30206","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/61"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30206"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30206\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":80461,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30206\/revisions\/80461"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30371"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30206"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30206"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30206"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}