{"id":30452,"date":"2012-02-17T21:01:44","date_gmt":"2012-02-17T19:01:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=30452"},"modified":"2017-01-08T16:39:20","modified_gmt":"2017-01-08T15:39:20","slug":"milano-teatro-alla-scalaaidaimpressioni-in-generale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/milano-teatro-alla-scalaaidaimpressioni-in-generale\/","title":{"rendered":"Milano, Teatro alla Scala: &#8220;Aida&#8221; (cast alternativo)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Milano, Teatro alla Scala, Stagione Lirica 2012<\/em><br \/>\n<strong>\u201cAIDA\u201d<\/strong><br \/>\nOpera in quattro atti su libretto di Antonio Ghislanzoni<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\n<em>Il re d\u2019Egitto<\/em> MARCO SPOTTI<br \/>\n<em>Amneris<\/em> MARIANNE\u00a0 CORNETTI<br \/>\n<em>Aida<\/em> LIUDMYLA MONASTYRSKA<br \/>\n<em>Radam\u00e8s<\/em>\u00a0 JORGE DE LEON<br \/>\n<em>Ramfis<\/em> ROBERTO TAGLIAVINI<br \/>\n<em>Amonasro<\/em> ANDRZEJ DOBBER<br \/>\n<em>Una sacerdotessa<\/em> PRETTY YENDE<br \/>\n<em>Un messaggero<\/em> ENZO PERONI<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro\u00a0 alla Scala di Milano<strong><br \/>\n<\/strong>Direttore<strong> <strong>Omer Meir Wellber<\/strong><br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro<strong> <strong>Bruno Casoni<\/strong><br \/>\n<\/strong>Regia\u00a0 e scene <strong><strong>Franco Zeffirelli<\/strong><br \/>\n<\/strong>ripresa da <strong>Marco Gandini<br \/>\n<\/strong>Costumi <strong><strong>Lila De Nobili<\/strong><br \/>\n<\/strong>Allestimento del Teatro alla Scala 1963<strong><br \/>\n<\/strong><em>Milano, 12 febbraio 2012<br \/>\n<\/em><strong>Come terzo titolo operistico in stagione, l\u2019allestimento di Aida del 1963<\/strong> firmato da Franco Zeffirelli riscuote, alla seconda replica, grande affluenza e interesse da parte del pubblico milanese. La scelta di riproporre alcune gloriose e sempre apprezzate produzioni della migliore tradizione registica, comporta\u00a0 inevitabilmente il pericolo di assecondare il carattere un po\u2019 datato di alcune di esse, se non si accompagnano, nella loro ripresa, ad un\u2019attenzione verso la vitalit\u00e0 scenica e drammaturgica di cui queste regie comunque devono godere. Nel caso particolare di questa Aida se l\u2019imponenza e l\u2019attenzione al dettaglio scenografico sono parse completamente rispettate nell\u2019intento originale, cos\u00ec non sempre \u00e8 stato per quanto riguarda l\u2019interazione attoriale fra i vari personaggi che, nel plasmare un tipo di recitazione abbastanza manierata, rinunciano talvolta a quella verit\u00e0 scenica voluta da Verdi e che si pone necessaria in quest\u2019opera. Troppe volte, infatti, assistiamo in Aida ad un eccessiva licenziosit\u00e0 nell\u2019assecondare la platealit\u00e0 dell\u2019azione e la monumentalit\u00e0 scenografica che per\u00f2 sviliscono quello che \u00e8 il carattere intimistico e drammaturgico di alcune scene.<br \/>\nCos\u00ec \u00e8 stato per il terz\u2019atto (quello dei grandi duetti), che ha sofferto di una mancanza di tensione drammatica e fastidiose imprecisioni sceniche: Aida che vede Amonasro voltandosi troppo presto creando uno scompenso drammaturgico, una totale mancanza di dinamica al momento della fuga di Aida e del padre o ancora allo stentoreo duetto fra Aida e Amneris nel secondo atto. La nota dolente \u00e8 giusto dirlo viene primariamente dalla direzione d\u2019orchestra, lenta e sfibrata di <strong>Omer Meir Wellber<\/strong>. Il giovane direttore non riesce a imprimere i tempi drammaturgicamente adatti, e fa registrare imprecisioni imperdonabili nella concertazione (Scena del trionfo) e poca accortezza per i dettagli (preludio del terzo atto). E\u2019 chiaro che la scarsa prova del direttore abbia compromesso la tensione drammatica\u00a0 per tutto l\u2019arco dello spettacolo di cui, purtroppo,\u00a0 non rimane che la nota\u00a0 spettacolare e la meraviglia estetica dell\u2019allestimento.<br \/>\nL\u2019Aida di\u00a0 <strong>Liudmyla Monastyrska<\/strong> \u00e8 incisiva e partecipe. Dotata di una voce dal timbro ambrato e scuro, si \u00e8 fatta valere nei numerosi pianissimi che parte richiede ( meno riuscito il Do dei Cieli azzurri) e non ha difficolt\u00e0 nelle scene pi\u00f9 drammatiche e concitate, dove ci \u00e8 parsa la pi\u00f9 coinvolta. Qualche perplessit\u00e0 circa il fraseggio, a volte spezzato da prese di fiato ingiustificate, soprattutto nel finale dell\u2019opera e nelle due arie. Radames era il giovane tenore <strong>Jorge De Leon<\/strong>. La voce potenzialmente bella e sonora, \u00e8 per\u00f2 scarsamente appoggiata e &#8220;balla&#8221; vistosamente, rendendo quasi impossibile un fraseggio incisivo e al tempo stesso cristallino. A ci\u00f2\u00a0 si aggiungono le palesi difficolt\u00e0 soprattutto nella zona acuta e nel canto a mezzavoce. <strong>Marianne Cornetti<\/strong>, artista ormai di lungo corso, offre una prova complessivamente sotto le aspettative, le quali per\u00f2 si misurano in relazione a una lunga\u00a0 carriera alle spalle. La parte di Amneris\u00a0 per lei \u00e8 diventata onerosa e la voce non sempre la asseconda negli intenti. Se sfrutta l\u2019impeto drammatico delle scene a lei deputate, non sempre la linea di canto \u00e8 pulita ed efficiente, soprattutto nel registro medio-grave. Impacciata risulta poi la recitazione che non l\u2019ha assecondata nel colmare le lacune vocali citate. \u00a0<strong>Andrzej Dobber<\/strong> \u00e8 un Amonasro dalla vocalit\u00e0 rocciosa e ruggente. Si \u00e8 limitato a dare l\u2019immagine del guerriero e un po\u2019 meno quella del padre, limitando la giusta relazione soprattutto con Aida.\u00a0 Buona la prova di <strong>Roberto Tagliavini<\/strong> nel ruolo di Ramfis, dotato di bella voce e fraseggio elegante, e di <strong>Marco Spotti<\/strong> come il Re.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano, Teatro alla Scala, Stagione Lirica 2012 \u201cAIDA\u201d Opera in quattro atti su libretto di Antonio Ghislanzoni Musica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":30459,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[111,1287,3475,3160,4853,1731,1465,3158,145,4852,184],"class_list":["post-30452","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-aida","tag-andrzej-dobber","tag-franco-zeffirelli","tag-jorge-de-leon","tag-liudmyla-monastyrska","tag-marco-spotti","tag-marianne-cornetti","tag-omer-meir-wellber","tag-opera-lirica","tag-roberto-taglaivini","tag-teatro-alla-scala"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30452","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30452"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30452\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88567,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30452\/revisions\/88567"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30459"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30452"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30452"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30452"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}