{"id":31501,"date":"2012-03-06T09:05:11","date_gmt":"2012-03-06T07:05:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=31501"},"modified":"2016-12-02T22:59:41","modified_gmt":"2016-12-02T21:59:41","slug":"trieste-teatro-verdi-la-battaglia-di-legnano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/trieste-teatro-verdi-la-battaglia-di-legnano\/","title":{"rendered":"Trieste, Teatro Verdi: &#8220;La battaglia di Legnano&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Trieste, Teatro Verdi, Stagione Lirica 2012<\/em><br \/>\n<strong>&#8220;LA BATTAGLIA DI LEGNANO&#8221;<\/strong><br \/>\nTragedia lirica in quattro atti su libretto di Salvatore Cammarano, dalla tragedia <em>La bataille de Toulouse<\/em> di Joseph M\u00e9ry<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\n<em>Federico Barbarossa<\/em> ENRICO GIUSEPPE IORI<br \/>\n<em>Il primo console di Milano<\/em> FRANCESCO MUSINU<br \/>\n<em>Il secondo console di Milano<\/em> FEDERICO BENETTI<br \/>\n<em>Il podest\u00e0 di Como<\/em> GABRIELE SAGONA<br \/>\n<em>Rolando<\/em> LEONARDO L\u00d3PEZ LINARES<br \/>\n<em>Lida<\/em> DIMITRA THEODOSSIOU<br \/>\n<em>Arrigo<\/em> ANDREW RICHARDS<br \/>\n<em>Marcovaldo<\/em> GIOVANNI GUAGLIARDO<br \/>\n<em>Imelda<\/em> SHARON PIERFEDERICI<br \/>\n<em>Un araldo<\/em> ALESSANDRO DE ANGELIS<br \/>\n<em>Uno scudiero di Arrigo<\/em> NICOLA PASCOLI<br \/>\nOrchestra e Coro della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste<br \/>\nDirettore <strong>Boris Brott<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Paolo Vero<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Ruggero Cappuccio<\/strong><br \/>\nScene e costumi <strong>Carlo Savi<\/strong> con interventi di <strong>Mimmo Paladino<\/strong> e <strong>Matthew Spender<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Nino Napoletano<\/strong><br \/>\nAllestimento in coproduzione tra Gran Teatre de Liceu di Barcellona e Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste<br \/>\n<em>Trieste, 29 febbraio 2012<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Difficile parlare di questa produzione de &#8220;<em>La battaglia di Legnano<\/em>&#8221; di Giuseppe Verdi<\/strong>\u00a0 che la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste ha coprodotto assieme alla Fondazione Teatro dell&#8217;Opera di Roma e al Gran Teatre de Liceu di Barcellona.<br \/>\nDifficile perch\u00e9 \u00e8 poco rappresentato; perch\u00e9 \u00e8 la prima volta che lo vedevo dal vivo; perch\u00e9 \u00e8 una messa in scena irrisolta; perch\u00e9 la compagnia di canto \u00e8 disomogenea.Alla recita cui ho assistito, in un Teatro Verdi abbastanza pieno ma con un pubblico freddo e molto, troppo contenuto, si esibiva il primo cast.<br \/>\nEro trepidante di sentire nuovamente <strong>Dimitra Theodossiou<\/strong> in un ruolo\u00a0 verdiano d&#8217;agilit\u00e0&#8230;. sono rimasto piuttosto confuso. La sensazione finale non \u00e8 positiva: la voce mostra vistose disomogeneit\u00e0. Abusa di\u00a0 mezzevoci che suonano pi\u00f9 come &#8220;falsetti&#8221; mal controllati, il registro di petto forzato e con acuti tendezialmente striduli. Credo abbia pedissequamente rispettato la partitura di Lida che, indubbiamente, non \u00e8 delle pi\u00f9 facili&#8230;per\u00f2\u00a0 da un\u00a0 soprano di cos\u00ec conclamata fama\u00a0 mi aspettavo una tenuta tecnica maggiore, una sicurezza del mezzo vocale inappuntabile&#8230;decisamente\u00a0 di pi\u00f9, insomma. L&#8217;attrice poi \u00e8\u00a0 convenzionale: mani che si congiungono sul petto o in cerca del diaframma quando deve raggiungere qualche nota pi\u00f9 difficile&#8230;un modo vecchio di stare in scena che \u00e8 veramente superato.<br \/>\nInteressante, invece, la prova del tenore <strong>Andrew Richards<\/strong> nel ruolo di Arrigo che, a parte un timbro non propriamente felice e qualche acuto troppo nasale, risolve senza troppe insicurezze una parte ardita, sempre forzata e molto spinta. Da un punto di vista interpretativo \u00e8 eroico e prestante al punto giusto.<br \/>\nComplessivamente valido il Rolando di <strong>Leonardo Lopez Linares<\/strong>: bel volume di voce (a volte anche troppo ostentato) e bel timbro, intonato e generoso anche se privo di un autentico lirismo, specialmente nella scena che culmina con il &#8220;Digli ch&#8217;\u00e8 sangue italico&#8221; nel terzo atto.<br \/>\nDa sottolineare ancora il piglio deciso e la bella voce potente del Barbarossa di <strong>Enrico Giuseppe Iori<\/strong>, un basso che canta con accento vigoroso. Il coro se la cava egregiamente in un&#8217;opera che lo vede largamente protagonista, come in molte altre opere di Guseppe Verdi del periodo patriottico\/eroico. Compatto, sicuro e dotato di bei chiaroscuri. Un &#8220;bravo!&#8221; a loro e al Maestro <strong>Paolo Vero<\/strong> che li dirige.<br \/>\nL&#8217;orchestra se la cava egregiamente, un po&#8217; meno il suo Direttore <strong>Boris Brott<\/strong> che alterna momenti a clangori eccessivamente verdiani ad altri in cui non riesce a tenere insieme il palco e il golfo mistico. Volutamente ho lasciato per ultimi l&#8217;allestimento e l&#8217;opera in s\u00e9. Di questo titolo verdiano poco conosciuto devo dire che ho scoperto alcune pagine molto belle, come il terzetto e il finale del III atto, il Coro interno&#8221;Deus meus&#8221; con arioso di Lida e il finale dell&#8217;opera, altre pi\u00f9 banalmente e forzatamente patriottiche, come un grande manifesto politico contro l&#8217;invasore (in verit\u00e0 austriaco) ma poco preziose musicalmente. Insomma, un Verdi da frequentare maggiormente per renderlo orecchiabile al pari di altri suoi capolavori. L&#8217;allestimento mi lascia perplesso come accennavo all&#8217;inizio. Il regista <strong>Ruggero Cappuccio<\/strong>, in concerto con lo scenografo e costumista <strong>Carlo Savi<\/strong>, ci conducono in un non luogo: forse una quadreria, forse un laboratorio di restauro, forse un museo. I costumi indossati dal coro sono abiti senza tempo ma, indubbiamente, non del 1200, mentre quelli delle prime parti e dei comprimari sono pi\u00f9 vicini all&#8217;epoca. Il risultato finale sembra del tipo &#8220;diamo fondo a quello che avevamo in magazzino&#8221; ma, a meno che non si compri il libretto di sala e non lo si studi a memoria prima dell&#8217;inizio dello spettacolo, quello che il Capuccio e Savi volevano comunicare rimane piuttosto oscuro. E questa \u00e8 una &#8220;moda&#8221; che detesto: ha ancora senso, oggigiorno, con la crisi teatrale e economica che stiamo vivendo, lasciare uno spettatore nel dubbio di non aver capito qual&#8217;era il messaggio? Di frastornare invece che sostenere? Di appesantire invece che coinvolgere o soddisfare? Ha senso se si hanno di fronte solo intellettuali, ma il pubblico d&#8217;opera \u00e8 per sua natura variegato in et\u00e0 e cultura e, alla fine, il risultato \u00e8 a mio avviso solo caotico e senza senso. Inoltre, aldil\u00e0 di questo allestimento, ho trovato la regia vecchia, statica e affidata unicamente alla solerzia di una pseudo restauratrice e di quattro giovani comparse baldanzosi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trieste, Teatro Verdi, Stagione Lirica 2012 &#8220;LA BATTAGLIA DI LEGNANO&#8221; Tragedia lirica in quattro atti su libretto di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":40,"featured_media":31580,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[857,4693,2195,1309,3961,153,1302,5008,145,5007,848],"class_list":["post-31501","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-andrew-richards","tag-boris-brott","tag-carlo-savi","tag-dimitra-theodossiou","tag-enrico-giuseppe-iori","tag-giuseppe-verdi","tag-la-battaglia-di-legnano","tag-leonardo-lopez-linares","tag-opera-lirica","tag-ruggero-capuccio","tag-teatro-verdi-di-trieste"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31501","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/40"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31501"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31501\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/31580"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31501"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31501"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31501"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}