{"id":31678,"date":"2012-03-08T18:37:26","date_gmt":"2012-03-08T16:37:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=31678"},"modified":"2023-02-02T15:46:38","modified_gmt":"2023-02-02T14:46:38","slug":"i-promessi-sposi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/i-promessi-sposi\/","title":{"rendered":"Trieste, Politeama Rossetti: &#8220;I promessi sposi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Trieste, Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali. Musical &amp; grandi eventi<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>&#8220;I PROMESSI SPOSI&#8221;<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">riduzione teatrale, testo e regia di <strong>Michele Guard\u00ec<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">musica di <strong>Pippo Flora<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Interpreti: Graziano Galatone, Noermi Smorra, Salvatore Salvaggio, Brunella Platania, Christian Gravina, Vittorio Matteucci, Rosalia Misseri, Chiara Luppi, Enrico D\u2019Amore, Cristian Mini,Vincenzo Caldarola, Lorenzo Pratic\u00f2, Giorgio Careccia, Daniele Barletta<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">e con Gi\u00f2 Di Tonno nel ruolo di &#8220;Don Rodrigo&#8221;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">coordinamento musicale e collaborazione agli arrangiamenti:<strong> Gianluca Cucchiara<br \/>\n<\/strong> Scene<strong> Luciano Ricceri<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Costumi: <strong>Alessandro Lai<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Coreografie <strong>Martino Muller<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Corpo di ballo e coro de \u201cI Promessi Sposi\u201d<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Luci <strong>Marco Macrini<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Trieste, 2 marzo 2012<br \/>\n<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Quando il tanto diventa troppo. Direi che si pu\u00f2 sintetizzare cos\u00ec la rappresentazione triestina del 2 marzo 2012 de &#8220;I promessi sposi&#8221; alla quale ho assistito. Il primo quarto d&#8217;ora di spettacolo \u00e8 stupefacente per grandiosit\u00e0 della scenografia, dispendio di mezzi, idee registiche, bravura dei cantanti e coreografie. Poi per\u00f2, come in luna park, si finisce frastornati da troppe luci, troppi suoni, troppi colori, troppa gente&#8230;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Non credo sia necessario ricordare la storia visto che, per qestioni scolastiche, tutti ci siamo passati attraverso: volenti o nolenti. E, tutto sommato, \u00e8 un piacere rivedere in scena qualcosa che si conosce ma solo perch\u00e9 si \u00e8 stati costretti a farlo, e riviverlo in chiave ed et\u00e0 completamente diversa. Il teatro era pieno di scolaresche: beati loro che hanno la fortuna di poter riassumere cos\u00ec quel romanzo mentre alla mia generazione non restavano che il Bignami e riassunti vari per cercare di memorizzare un intreccio cos\u00ec complesso.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">L&#8217;apparato scenografico ad opera di <strong>Luciano Ricceri<\/strong> \u00e8 meraviglioso: scorrono portali di chiese, facciate di case, interni del salone di Don Rodrigo e della casa di Don Abbondio, piazze e palazzi ma \u00e8 talmente importante che dopo poco \u00e8 difficile crearsi il proprio spettacolo o lasciare spazio alla fantasia e si finisce ingabbiati e vittime di cotante suggestioni.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Considerando che lo spettacolo nasce in uno stadio forse sarebbe pi\u00f9 corretto rappresentarlo solo l\u00ec: la grandezza e l&#8217;incombenza dell&#8217;allestimento risulta quasi schiacciante in un palco, pure grande, come quello del Politeama Rossetti.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">I bei costumi di<strong> Alessandro Lai<\/strong> sono magnificamente illuminati dalle luci di<strong> Marco Macrini<\/strong> di una ricchezza e di una precisione, considerando la quantit\u00e0 di motorizzati a disposizione, inquietante.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Stesso discorso per le coreografie di <strong>Martino Muller<\/strong> che riesce a portare la danza contemporanea in un contesto inadeguato, rendendola appropriata: \u00e8 assecondato da un corpo di ballo di tutto rispetto che esegue con fedelt\u00e0 e convinzione la tessitura coreografica proposta. Le melodie musicali scritte da Pippo Flora sono belle, trascinanti e restano impresse ma sulle orchestrazioni e sugli arrangiamenti resta la perplessit\u00e0 che si voglia fare troppo &#8220;rumore&#8221;. I momenti migliori sono quelli romantici e intimistici dei duetti d&#8217;amore o l&#8217;aria di Lucia del secondo atto e di aria dobbiamo parlare visto che lo spettacolo viene presentato come Opera moderna e non come musical. L&#8217;amplificazione sonora del brano che apre il primo atto risulta satura e fastidiosa all&#8217;ascolto: non mi \u00e8 chiaro se, poco dopo, ci si assuefa o se i tecnici provvedono ad un aggiustamento. Fatto sta che in mezzo a tanta abbondanza di stimoli si perde padronanza di s\u00e9.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La regia di <strong>Michele Guard\u00ec<\/strong> \u00e8, nuovamente, ricca, talmente ricca che le controscene (quello che succede dietro ai protagonisti principali di una scena) rubano totalmente lo sguardo a quello che succede davanti. <strong>Esagera con gli effetti, con il voler stupire ad ogni costo e continuamente<\/strong>. Una marea di oggetti su ruote, come tavoli, carrelli, cataste di libri e poi nastri colorati che scendono da un campanile, ragnatele di grandezza spropositata a simbolizzare il carattere di Don Rodrigo, addirittura una statua equestre che chiude il primo atto: indubbiamente il pubblico nazional popolare esce soddisfatto dalla sala ma tanti altri sono inebetiti e frastornati come noi da &#8220;tanta roba&#8221;!<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Nel sottofinale, quando tutto si rischiara, addirittura inizia a piovere, acqua vera, ovviamente! Chiss\u00e0 perch\u00e9&#8230;ah, si: si tratta di pioggia purificatrice! Mah&#8230;Bisogna citare gli interpreti principali: tutti ugualmente bravi e capaci, sia vocalmente che nell&#8217;interpretazione dei propri personaggi, a cominciare dal Renzo di <strong>Graziano Galatone<\/strong> per passare alla Lucia di <strong>Noemi Smorra,<\/strong> dal Don Abbondio di <strong>Salvatore Salvaggio<\/strong> alla Perpetua\/madre di Cecilia di <strong>Chiara Luppi<\/strong>, dal Fra&#8217; Cristofor\/Cardinal Borromeo di <strong>Christian Gravina<\/strong> all&#8217;Innominato di <strong>Vittorio Matteucci<\/strong>, dalla Monaca di Monza di<strong> Rosalia Misseri<\/strong> al Don Rodrigo di <strong>Gi\u00f2 Di Tonno<\/strong>.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Sale, per\u00f2 e sempre pi\u00f9 forte la convinzione di assistere ai &#8220;Promessi sposi di Notre-Dame<\/strong>&#8221; tante sono le similitudine dei due musical. Alcuni degli interpreti principali erano primi ruoli anche in &#8220;Notre Dame&#8221;, idem il coreografo. <strong>Similitudini sono riscontrabili anche per la grandiosit\u00e0 dell&#8217;apparato scenografico,<\/strong> per lo stile di canto che tende all&#8217;urlo e alle note grattae, per l&#8217;abuso degli acuti e dei filati&#8230;.insomma, sarebbe stato meglio una strada diversa, con un cast di creativi meno affascinati dal grandioso e precedente spettacolo&#8230;anche se il successo di pubblico, le standing ovation e gli applausi ci portano a dire che tutto \u00e8 giusto, bello e perfetto per la gran parte degli spettatori. Ah, l&#8217;inutilit\u00e0 della critica&#8230;.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trieste, Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali. 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