{"id":31733,"date":"2012-03-09T00:15:38","date_gmt":"2012-03-08T22:15:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=31733"},"modified":"2015-04-25T11:50:09","modified_gmt":"2015-04-25T09:50:09","slug":"trieste-teatro-verdila-battaglia-di-legnano-cast-alternativo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/trieste-teatro-verdila-battaglia-di-legnano-cast-alternativo\/","title":{"rendered":"Trieste, Teatro Verdi:&#8221;La battaglia di Legnano&#8221; (cast alternativo)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Trieste, Teatro Verdi, Stagione Lirica 2012<\/em><br \/>\n<strong>\u201cLA BATTAGLIA DI LEGNANO\u201d<\/strong><br \/>\nTragedia lirica in quattro atti su libretto di Salvadore Cammarano, dalla tragedia <em>La bataille de Toulouse<\/em> di Joseph M\u00e9ry<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\n<em>Federico Barbarossa<\/em> ENRICO GIUSEPPE IORI<br \/>\n<em>Il primo console di Milano<\/em> FRANCESCO MUSINU<br \/>\n<em>Il secondo console di Milano<\/em> FEDERICO BENETTI<br \/>\n<em>Il podest\u00e0 di Como<\/em> GABRIELE SAGONA<br \/>\n<em>Rolando<\/em> GIORGIO CAODURO<br \/>\n<em>Lida<\/em> SARA GALLI<br \/>\n<em>Arrigo<\/em> RENZO ZULIAN<br \/>\n<em>Marcovaldo<\/em> GIOVANNI GUAGLIARDO<br \/>\n<em>Imelda<\/em> SHARON PIERFEDERICI<br \/>\n<em>Un araldo<\/em> ALESSANDRO DE ANGELIS<br \/>\n<em>Uno scudiero di Arrigo<\/em> NICOLA PASCOLI<br \/>\nOrchestra e Coro della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste<br \/>\nDirettore <strong>Boris Brott<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Paolo Vero<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Ruggero Cappuccio<\/strong><br \/>\nScene e costumi <strong>Carlo Savi<\/strong> con interventi di <strong>Mimmo Paladino<\/strong> e <strong>Matthew Spender<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Nino Napoletano<\/strong><br \/>\nAllestimento in coproduzione tra Gran Teatre de Liceu di Barcellona, Teatro dell\u2019Opera di Roma e Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste<br \/>\n<em>Trieste, 3 marzo 2012<br \/>\n<\/em><br \/>\n<strong>Stando all\u2019ultima replica di questa <em>Battaglia di Legnano<\/em> \u00e8 mio dovere avvertire le autorit\u00e0 che Trieste<\/strong> si trova in una vera e propria emergenza sanitaria. Fin dalla prima nota della bella sinfonia uscita dal golfo mistico, platea e palchi hanno risposto con una sinfonia parallela di tosse, ora grassa, ora secca, ora nervosa, talora in solo, altre volte in duetto, terzetto, concertato, in hoquetus, canone e fuga, proseguita con ammirevole coerenza fino alla fine dell\u2019opera. Pi\u00f9 che alla Milano del 1176 veniva da pensare a quella manzoniana del 1630\u2026 Anche se di rado assume forme cos\u00ec virulente, quello della tosse \u00e8 un problema cronico per tutto il teatro e tutta la musica che non utilizzano amplificazione. Che la causa sia da rintracciare nella malattia o piuttosto nella noia, mi permetto di segnalare ai teatri nostrani che all\u2019Opera di Sydney (e anche altrove, immagino) distribuiscono gratuitamente caramelle a base di burro e di menta (ottime al gusto, quantunque, suppongo, non esattamente dietetiche), avvolte in carta silenziosissima, che rendono assolutamente impossibile tossire anche al pi\u00f9 malintenzionato. <strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Foto0141.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-31737\" title=\"Foto0141\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Foto0141-290x193.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"193\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Foto0141-290x193.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Foto0141-270x180.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Foto0141.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>Se i teatri hanno intenzione di produrre concerti in costume come questa <em>Battaglia di Legnano<\/em><\/strong> coprodotta da Roma, Barcellona e Trieste, anzich\u00e9 vero teatro musicale, potrebbero utilmente risparmiare i soldi destinati all\u2019incompetente \u201cregista\u201d di turno ed investire invece in forniture di questi preziosi balsami per le gole e soprattutto per le orecchie degli spettatori. E lascerebbero cos\u00ec scenografi e costumisti liberi di ideare scene e costumi con una loro coerenza e dignit\u00e0 invece che, ad esempio, un indigeribile papocchio di varie epoche, quale quello che si \u00e8 visto in questa occasione, imposto da chiss\u00e0 quale imperscrutabile idea \u201cregistica\u201d.<br \/>\n<strong><em>La battaglia di Legnano<\/em> (1849) non \u00e8 affatto la meno interessante delle opere del \u201cprimo\u201d Verdi<\/strong>. Le ragioni del suo oblio vanno senz\u2019altro ricercate nel brutto libretto del sovrastimato Salvadore Cammarano, che qui si \u00e8 riciclato stancamente (ad esempio nel primo cantabile del tenore, copiato quasi parola per parola da quello del baritono nel <em>Poliuto<\/em>) e che da un soggetto \u00e8 potenzialmente interessante (due amici uniti dalla fede patriottica ma divisi dall\u2019amore per la stessa donna) non \u00e8 riuscito a tirar fuori che personaggi tagliati con l\u2019accetta e privi di vita. Da un punto vista musicale, se la scrittura vocale ha gi\u00e0 esigenze mostruosamente \u201cverdiane\u201d, le strutture sono ancora profondamente legate al modello donizettiano e poco fa presagire lo straordinario <em>exploit <\/em>del <em>Rigoletto <\/em>che sarebbe avvenuto di l\u00ec a due anni. Ma probabilmente la scarsa fortuna della <em>Battaglia di Legnano<\/em> \u00e8 da ricercare nel fatto che, pur abbondando di cori risorgimentali, difetta di un \u201cVa\u2019, pensiero\u201d o un \u201cO Signore dal tetto natio\u201d. Una volta ogni dieci anni la si potrebbe ascoltare con piacere.<br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Foto0263.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-31736\" title=\"Foto0263\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Foto0263-133x200.jpg\" alt=\"\" width=\"133\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Foto0263-133x200.jpg 133w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Foto0263-270x405.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Foto0263.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 133px) 100vw, 133px\" \/><\/a>Purtroppo \u201cpiacere\u201d non \u00e8 la parola pi\u00f9 indicata per raccontare la recita cui ho assistito<\/strong>, gravemente inficiata dall\u2019assenza di una protagonista femminile all\u2019altezza del ruolo. Volentieri stenderei un velo pietoso sull\u2019interprete di Lida, anche perch\u00e9 mi rendo perfettamente conto che quanto sto per scrivere pu\u00f2 facilmente parere un\u2019esagerazione ed \u00e8 difficilmente credibile. Ed \u00e8 infatti l\u2019incredulit\u00e0 il sentimento dominante che, superato il ridicolo e il fastidio, suscita il soprano (?) <strong>Sara Galli<\/strong>, almeno in questa performance: incredulit\u00e0 che una laringe umana possa emettere stridori tanto sgradevoli, incredulit\u00e0 che la voce di una donna ancora giovane possa ballare come quella di un\u2019ottantenne e che nel contempo possa essere soffiata e schiacciata (tre difetti che si crederebbe difficilmente conciliabili tra loro), incredulit\u00e0 che un teatro importante come il Verdi di Trieste possa scritturare in un ruolo da protagonista una persona che non potrebbe mai venire assunta in nessun coro. Non \u00e8 noto, per fortuna, se da parte della direzione artistica si sia trattato di corruzione del gusto o di corruzione morale. In questo caso, la seconda possibilit\u00e0 \u00e8 di gran lunga pi\u00f9 perdonabile della prima. Come che sia, \u00e8 stato un grave insulto al pubblico, a Verdi, ai tanti soprani che in questi tempi di crisi sono costretti a stare a casa a fare la calza anzich\u00e9 cantare e un insulto agli altri componenti del cast, che, per parte loro, hanno fatto un ottimo lavoro. Nella sua scena breve ma intensa il basso<strong> Enrico Giuseppe Iori<\/strong> (che l\u2019anno prossimo debutter\u00e0 al Met come Sparafucile) \u00e8 stato un Federico Barbarossa imponente. Con la sua voce franca e squillante, il tenore <strong>Renzo Zulian<\/strong> (Arrigo) \u00e8 sempre una sicurezza. Peccato per la mancanza di grandi ambizioni musicali. Talvolta, come nella scena finale della morte, si pensa di trovarsi di fronte ad un ottimo tenore che meriterebbe di calcare scene ben pi\u00f9 importanti. Poi arriva sempre il portamento maldestro, l\u2019accento contadino a riportarci al piccolo mondo antico dei circoli lirici di provincia. Motivo principale di interesse di questo allestimento (oltre alla Theodossiou nell\u2019altro cast) era il debutto verdiano in Italia (dopo un <em>Don Carlo<\/em> a Hong Kong) del baritono <strong>Giorgio Caoduro<\/strong> (Rolando), finora noto al pubblico internazionale come Figaro rossiniano ed Enrico donizettiano, che nel convenzionale ma sublime cantabile \u201cSe al nuovo d\u00ec pugnando\u201d e nella veemente cabaletta \u201cAh! Scellerate alme d\u2019inferno\u201d ha strappato gli applausi pi\u00f9 lunghi della serata, dimostrando di avere tutte le carte in regole anche in questo repertorio: voce scura e sonora, acuti sicuri, dizione perfetta, un legato di grande nobilt\u00e0 e un vero \u201cchiaroscuro\u201d, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di trascolorare dal forte al piano e viceversa. Eccellente il coro preparato da Paolo Vero. Per questa replica la direzione artistica del Verdi ha avuto la brillante intuizione (da me ed altri invocata pi\u00f9 volte) di foderare la buca dell\u2019orchestra di velluto, cos\u00ec migliorando notevolmente il rapporto acustico con il palcoscenico (anche se quando una tromba moderna non trattenuta dal direttore decide di sommergere tutte le voci, non c\u2019\u00e8 niente da fare). Si spera che altri teatri seguano l\u2019esempio. P.V.Montanari<br \/>\n<em>Foto Fabio Parenzan &#8211; Trieste<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trieste, Teatro Verdi, Stagione Lirica 2012 \u201cLA BATTAGLIA DI LEGNANO\u201d Tragedia lirica in quattro atti su libretto di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":57,"featured_media":31738,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[4693,2195,3961,674,153,1302,2197,5049,145,5048,5007,1693],"class_list":["post-31733","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-boris-brott","tag-carlo-savi","tag-enrico-giuseppe-iori","tag-giorgio-caoduro","tag-giuseppe-verdi","tag-la-battaglia-di-legnano","tag-matthew-spender","tag-mimmo-paladino","tag-opera-lirica","tag-renzo-zulian","tag-ruggero-capuccio","tag-sara-galli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31733","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/57"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31733"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31733\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/31738"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31733"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31733"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31733"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}