{"id":32111,"date":"2012-03-14T00:55:05","date_gmt":"2012-03-13T22:55:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=32111"},"modified":"2016-12-15T03:29:45","modified_gmt":"2016-12-15T02:29:45","slug":"die-gluckliche-hand-e-osud-alla-staatsoper-stuttgart","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/die-gluckliche-hand-e-osud-alla-staatsoper-stuttgart\/","title":{"rendered":"&#8220;Die gl\u00fcckliche Hand&#8221; e &#8220;Osud&#8221; alla Staatsoper Stuttgart"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Stuttgart Staatsoper, Stagione Lirica 2011\/2012<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;DIE GLUCKLICKE HAND&#8221; (La mano felice)<br \/>\n<\/strong>Dramma con musica in un atto e quattro quadri.<br \/>\nLibretto e musica di<strong> Arnold Sch\u00f6nberg<br \/>\n<\/strong><em>Ein mann <\/em>SHIGEO ISHINO<strong><br \/>\n&#8220;OSUD&#8221; (Il destino)<br \/>\n<\/strong>Opera in tre atti su libretto del compositore e Fedora Barto\u0161ov\u00e1<br \/>\nMusica di <strong>Leo\u0161 Jan\u00e1\u010dek<\/strong><br \/>\n<em>\u017divn\u00fd <\/em>JOHN GRAHAM-HALL<br \/>\n<em>M\u00edla V\u00e1lkov\u00e1<\/em> REBECCA VON LIPINSKI<strong><br \/>\n<\/strong><em>La madre di M\u00edla<\/em>\u00a0 ROSALIND PLOWRIGHT<br \/>\n<em>Dr. Suda <\/em>HEINZ GOEHRIG<br \/>\n<em>Lhotsk\u00fd<\/em> KARL-FRIEDRICH DURR<br \/>\n<em>Kone\u010dn\u00fd<\/em> MICHAEL EBBECKE<br \/>\n<em>La signora <\/em><em>Stuhl\u00e1 <\/em>HELENA SCHNEIDERMANN<br \/>\n<em>Fanca Pacovsk\u00e1 <\/em>YUN-JEONG LEE<br \/>\n<em>Uno studente \/ Hrazda<\/em> ROBERTO ORTIZ<br \/>\n<em>Verva<\/em> ANDRE&#8217; MORSCH<br \/>\n<em>Sou\u010dkov\u00e1 <\/em>ELINOR SOHN<br \/>\n<em>Kosinsk\u00e1 <\/em>SYLVIA RENA ZIEGLER<strong><br \/>\n<\/strong>Coro e Orchestra della Staatsoper Stuttgart<br \/>\nDirettore<strong> Sylvain Cambreling<br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro <strong>Winfried Maczewski<br \/>\n<\/strong>Regia e drammaturgia <strong>Jossi Wieler, Sergio Morabito<br \/>\n<\/strong>Scene\u00a0 <strong>Bert Neumann<br \/>\n<\/strong>Costumi <strong>Nina von Mechow<br \/>\n<\/strong>\u00a0Luci <strong>Lothar Baumgarte<br \/>\n<\/strong>Nuovo allestimento<br \/>\n<em>Stuttgart, 11 marzo 2012<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come terza nuova produzione della stagione di quest&#8217; anno<\/strong>, la Staatsoper Stuttgart ha presentato un dittico formato da due opere brevi novecentesche, <strong>Die Gl\u00fcckliche Hand<\/strong> di <strong>Sch\u00f6nberg<\/strong> e <strong>Osud<\/strong> (Destino) di<strong> Janacek,<\/strong> lavoro rimasto ineseguito durante la vita del compositore moravo. Con questa produzione il direttore d&#8217; orchestra francese Sylvain Cambreling ha iniziato ufficialmente la sua attivit\u00e0 di Generalmusikdirektor designato alla Staatsoper, in attesa di assumere pienamente le sue funzioni a partire dalla prossima stagione.<br \/>\n<strong>I due titoli proposti in questa serata presentano diversi aspetti in comune<\/strong> dal punto di vista drammaturgico. In entrambi i casi si tratta di drammi psicologici che hanno le loro premesse in un disagio interiore e nei conflitti di coscienza che travolgono il destino del protagonista. Sintomi di una rottura intima del proprio animo con la dimensione convenzionale del tempo e del vivere, che in quegli anni erano stati portati in scena nei lavori teatraili di August Strindberg. una sorta di teatro dell&#8217; anima in cui alla legge della realt\u00e0 quotidiana si sostituisce quella delle rivelazioni dell&#8217; inconscio.<br \/>\n<strong>Die Gl\u00fcckliche Hand<\/strong>, scritta tra il 1910 e il 1913, costituisce insieme ad <strong>Erwartung<\/strong> l&#8217; esito pratico del lavoro di Sch\u00f6nberg rivolto alla creazione di un teatro espressionista. Entrambe le opere hanno una struttura basata su quattro scene brevi con la presenza di un&#8217; unica voce protagonista, nella <em>Gl\u00fcckliche Hand<\/em> attorniato da due mimi e un coro di sei voci maschili e sei femminili e hanno inoltre in comune la brevit\u00e0, la struttura in un atto unico suddiviso in quattro quadri, l\u2019\u00a0 ampiezza dell\u2019organico, l\u2019 uso cameristico degli strumenti, la densit\u00e0 del contrappunto, la natura atonale dell\u2019 armonia. La differenza <strong>Osud<\/strong>, opera scritta da Janacek tra il 1903 e il 1907, condivide con il lavoro di Sch\u00f6nberg il contenuto drammatico basato sui conflitti di coscienza e i disagi interiori, che in questo caso il compositore rielabora in senso autobiografico, partendo da alcuni aspetti della sua vicenda personale. Dal pundi di vista stilistico, la partitura \u00e8 rappresentativa di una fase di evoluzione nello stile dell&#8217; autore. La compisizione inizia nel 1903, dopo la lunga elaborazione del suo capolavoro operistico, Jenufa. A questo punto, il musicista prende le distanze dall&#8217; influenza tardoromantica, per cercare nuove soluzioni di linguaggio. Intuizioni e soluzioni armoniche destinate a confluire nell&#8217; evoluzione successiva, tutta novecentesca, della sua esperienza creativa, fino alla definizione di una variante personalissima di un processo variegato, a pi\u00f9 voci, di disintegrazione e superamento della tonalit\u00e0.<br \/>\nLo stile di Jan\u00e1cek \u00e8 comunque difficilmente assimilabile alle sperimentazione delle avanguardie, essendo essenzialmente affrancato da vincoli armonici rigidi, con una invenzione melodica personalissima, che nella sua produzione operistica \u00e8\u00a0 basata sull&#8217; analisi maniacale delle inflessioni prosodiche e accentuative del linguaggio parlato. Col passare degli anni, l&#8217; ispirazione dell\u2019 artista sembr\u00f2 assecondare gli impulsi di crescente affrancamento dalla tradizione, con esiti di sempre maggiore vitalit\u00e0 e modernit\u00e0.<br \/>\nCome documento di questo processo evolutivo,<strong> Osud<\/strong> \u00e8 senza dubbio un lavoro interessante, anche se il testo zoppica dal punto di vista drammaturgico e Janacek in questo caso non riesce pienamente a realizzare quella perfetta caratterizzazione drammatica dei ruoli che costituisce uno degli aspetti pi\u00f9 affascinanti del suo teatro. Anche la musica alterna pagine di splendida fattura, come le scene di insieme del primo atto e tutta la scena tra Mila e Zivny nel secondo, ad altre non perfettamente risolte come il monologo finale del protagonista.<br \/>\nL&#8217; opera, rifiutata dai teatri di Brno e Praga e rappresentata per la prima volta in forma scenica solo nel 1958, ha circolato successivamente in una versione che alterava profondamente la drammaturgia originale e l&#8217; ordine delle scene e solo negli ultimi anni \u00e8 stata pubblicata un&#8217; edizione critica che ristabilisce le intenzioni dell&#8217; autore.<br \/>\nLa Staatsoper Stuttgart ha presentato questi due titoli affidando ancora una volta la messinscena a <strong>Jussi Wieler<\/strong> e <strong>Sergio Morabito<\/strong> i quali, dopo la prova poco felice della <em>Sonnambula<\/em>, questa volta hanno dimostrato una perfetta comprensione dei due testi. Bellissima l&#8217; atmosfera scenica di <em>Gl\u00fcckliche Hand<\/em>, con efficacissimi giochi di luci, realizzati da Lothar Baumgarte. Molto efficace l&#8217; idea di realizzare l&#8217; ossessione femminile del protagonista attraverso la presenza incombente di una enorme bambola gonfiabile priva di volto.<br \/>\nEccellente anche l&#8217; impostazione di Osud, con una recitazione perfettamente curata nelle scene di insieme e una perfetta caratterizzazione dei ruoli principali. Di ottima fattura le scene di<strong> Bert Neumann<\/strong> e i costumi di <strong>Nina von Mechow<\/strong>.<br \/>\nSul podio di un&#8217; orchestra in splendida forma, <strong>Sylvain Cambreling<\/strong> ha diretto entrambi i lavori con perfetta consapevolezza stilistica e trascinante energia espressiva, ricavando splendidi colori strumentali e fraseggi perfetti per equilibrio e respiro d&#8217; insieme. Una prestazione davvero eccellente, che fa ben sperare per il futuro della collaborazione del maestro francese con il teatro.<br \/>\nOttimo il baritono giapponese <strong>Shigeo Hishino<\/strong>, uno dei migliori elementi dell&#8217; ensemble della Staatsoper, come protagonista della Gl\u00fcckliche Hand, per la voce robusta e ben timbrata e le ottime capacit\u00e0 sceniche.<br \/>\nNel cast dell&#8217;opera di Janacek, da segnalare innanzi tutto la bellissima prova di <strong>Rosalind Plowright<\/strong> nel ruolo della madre di Mila, il personaggio che tramite i suoi problemi psichici funge da elemento trascinante nella catastrofe dei protagonisti. La voce \u00e8 ancora ampia e di bel colore e il fraseggio \u00e8 sempre di grande incisivit\u00e0. Molto buona anche l&#8217; interpretazione di Mila, affidata al giovane soprano inglese <strong>Rebecca von Lipinsky<\/strong>, voce non di grandissimo volume ma abbastanza sicura nell&#8217; impostazione e fraseggiatrice di buona efficacia. Decisamente di livello inferiore il tenore inglese <strong>John Graham Hall<\/strong>, che impersonava il protagonista Zivny e che ha evidenziato diversi problemi nella gestione del registro acuto, con note stimbrate e forzate. Buona comunque la sua prova dal punto di vista scenico.<br \/>\nTra i numerosi comprimari del primo atto, va segnalata la caratterizzazione incisiva di<strong> Helene Schneiderman, Michael Ebbecke, Heinz G\u00f6hrig<\/strong> e <strong>Karl Friedrich D\u00fcrr<\/strong>, quattro voci storiche dell&#8217; emsemble della Staatsoper. Bravo anche il giovane baritono <strong>Andr\u00e9 Morsch<\/strong> nel ruolo dell&#8217; assistente Verva, nel terzo atto. Teatro esaurito, e fa piacere notarlo vista l&#8217; inusualit\u00e0 della proposta, e grande successo per tutti.<br \/>\n<em>Foto A.T.Schaefer &#8211; Staatsoper Stutgart<\/em><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stuttgart Staatsoper, Stagione Lirica 2011\/2012 &#8220;DIE GLUCKLICKE HAND&#8221; (La mano felice) Dramma con musica in un atto e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":32114,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[570,5102,5097,5100,1533,2307,5101,640,3359,5103,145,5099,1707,2308,5098,2573],"class_list":["post-32111","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-arnold-schonberg","tag-bert-neumann","tag-die-gluckliche-hand","tag-heinz-gohrig","tag-john-graham-hall","tag-jossi-wieler","tag-karl-friedrich-durr","tag-leos-janacek","tag-michael-ebbecke","tag-nina-von-mechow","tag-opera-lirica","tag-rebecca-von-lipinski","tag-rosalind-plowright","tag-sergio-morabito","tag-shigeo-ishino","tag-sylvain-cambreling"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32111","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32111"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32111\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87779,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32111\/revisions\/87779"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/32114"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32111"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32111"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32111"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}