{"id":32416,"date":"2012-03-22T01:37:51","date_gmt":"2012-03-21T23:37:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=32416"},"modified":"2016-12-10T12:49:04","modified_gmt":"2016-12-10T11:49:04","slug":"venezia-teatro-la-fenicemessa-in-si-minore-bwv-232","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-teatro-la-fenicemessa-in-si-minore-bwv-232\/","title":{"rendered":"Venezia, Teatro La Fenice:&#8221;Messa in si minore BWV 232"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venezia, Teatro La Fenice, stagione concertistica 2011\/2012<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;MESSA IN SI MINORE BWV 232&#8221;<br \/>\n<\/strong>per soli, coro e orchestra<br \/>\nMusica di <strong>Johann Sebastian Bach<br \/>\n<span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-weight: normal;\"><strong>I. Kyrie<\/strong>:1. Kyrie 2. Christe 3. Kyrie<br \/>\n<strong>II. Gloria<\/strong>:1. Gloria in excelsis 2. Et in terra pax 3. Laudamus te 4. Gratias agimus tibi<br \/>\n5. Domine Deus 6. Qui tollis peccata mundi 7. Qui sedes ad dextram Patris\u00a08. Quoniam tu solus sanctus 9. Cum Sancto Spiritu<br \/>\n<strong>III. Symbolum nicenum<\/strong>:1. Credo in unum Deum 2. Patrem omnipotentem\u00a03. Et in unum Dominum 4. Et incarnatus est 5. Crucifixus 6. Et resurrexit<br \/>\n7. Et in Spiritum sanctum 8. Confiteor 9. Et exspecto<br \/>\n<strong>IV. Sanctus<\/strong>:1. Sanctus 2. Osanna in excelsis<br \/>\n<strong>V. Benedictus<\/strong>:1. Benedictus 2. Osanna in excelsis<br \/>\n<strong>VI. Agnus Dei:<\/strong>1. Agnus Dei 2. Dona nobis pacem <\/span><\/strong><br \/>\n<span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-weight: normal;\"><em>Soprano\u00a0<\/em><strong>Miah Persson<\/strong><br \/>\n<em>Contralto\u00a0<\/em><strong>Sara Mingardo<br \/>\n<\/strong><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-weight: normal;\"><em>Tenore\u00a0<\/em><strong>Mark Padmore<\/strong><br \/>\n<em>Basso\u00a0<\/em><strong>Michele Pertusi<\/strong><br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro La Fenice<br \/>\n<em>Direttore<\/em> <strong>Stefano Montanari<br \/>\n<span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-weight: normal;\"><em>Maestro del Coro <\/em>Claudio Marino Moretti<br \/>\n<em>Continuo:\u00a0<\/em>Ulisse Trabacchin <em>organo<\/em>, Carlo Rebeschini <em>clavicembalo<\/em>, Alessandro Zanardi <em>violoncello<\/em>,<br \/>\nMatteo Liuzzi <em>contrabbasso<\/em>, Roberto Giaccaglia <em>fagotto<br \/>\n<span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-style: normal;\"><em>Parti obbligat<\/em>e:\u00a0Angelo Moretti <em>flauto<\/em>, Marco Gironi, Angela Cavallo <em>oboi d\u2019amore<\/em>,<br \/>\nRoberto Giaccaglia, Fabio Grandesso <em>fagotti<\/em>, Andrea Corsini <em>corno da caccia<\/em>,<br \/>\nRoberto Baraldi, Gianaldo Tatone <em>violini<br \/>\n<span class=\"Apple-style-span\">Venezia, 18 marzo 2012<\/span><\/em><\/span><\/em><\/span><\/strong><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-weight: normal;\"><em><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-style: normal;\"><em><span class=\"Apple-style-span\"><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-style: normal;\">\u00a0<strong><br \/>\n<\/strong><\/span><\/span><\/em><\/span><\/em><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-style: normal;\"><span class=\"Apple-style-span\"><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-style: normal;\"><strong>Affrontare Bach per un interprete \u00e8 ormai divenuta un&#8217;operazione pi\u00f9 che mai complessa,<\/strong> che implica tutta una serie di scelte non facili, soprattutto dopo che si \u00e8 fatto sempre pi\u00f9 vincolante l&#8217;approccio filologico, che, in poche parole, avrebbe l&#8217;obiettivo di restituire una determinata composizione bachiana o, pi\u00f9 in generale, barocca alla sua veste originale, alla prassi esecutiva originale, magari utilizzando, per massimo di rigore, strumenti originali. Non ci sogniamo nemmeno di addentrarci in un argomento cos\u00ec spinoso come quello relativo all&#8217;interpretazione della musica barocca, ci limitiamo a notare \u2013 insieme a tanti studiosi ben pi\u00f9 autorevoli di chi scrive \u2013 che, proprio in riferimento al periodo citato, parlare di fedelt\u00e0 al testo o alla prassi esecutiva &#8216;originale&#8217; \u00e8 quantomeno problematico, se non velleitario, data l&#8217;estrema vaghezza che rivelano le partiture di allora quanto a strumentazione, indicazioni concernenti l&#8217;espressione o altri parametri musicali, che possano essere utili all&#8217;interprete. L&#8217;approccio filologico, dunque, non potr\u00e0 mai dare risposte certe, non potr\u00e0 mai essere l&#8217;unico criterio interpretativo, semmai\u00a0 rappresenta una metodologia da tenere in debita considerazione per avvicinarsi, per quel che \u00e8 possibile, ad interpretazioni complessivamente credibili sotto il duplice profilo della contestualizzazione storica e delle esigenze estetiche tout-court. Ed \u00e8 questo il punto: un&#8217;esecuzione sar\u00e0, in tal senso,\u00a0 credibile innanzitutto se l&#8217;esecutore o gli esecutori non mortificheranno mai la loro sensibilit\u00e0, la loro intuizione musicale; solo in questo caso anche un ragionevole rigore filologico potr\u00e0 trovare una sua giustificazione, una sua funzione estetica.<\/span><\/span><\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-style: normal;\"><span class=\"Apple-style-span\"><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-style: normal;\"><br \/>\n<strong>L&#8217;impostazione di Stefano Montanari<\/strong>, uno specialista nel campo della musica barocca \u2013 in qualit\u00e0 di docente, direttore e virtuoso di violino \u2013 \u00e8 apparsa tutto sommato equilibrata. Il suo gesto direttoriale, che denotava assoluto dominio della monumentale partitura e grande autorevolezza nella condotta delle parti, ha saputo ottenere dall&#8217;orchestra del Teatro La Fenice, pur nei limiti concessi da una strumentazione in larga parte &#8216;moderna&#8217;, un suono ed una prassi esecutiva presumibilmente conformi a quello che poteva essere l&#8217;uso del tempo di Bach; il che si coglieva soprattutto nell&#8217;assenza di vibrato nella &#8216;voce&#8217; degli archi e in una generale sobriet\u00e0 esecutiva, che opportunamente esorcizzava ogni tentazione romanticheggiante. Nondimeno, la resa interpretativa di certe pagine \u00e8 risultata, a nostro avviso, eccessivamente saltellante e sillabata, penalizzata da una secchezza del suono, che strideva con il pathos che pervade il testo liturgico al pari di una ritmica troppo serrata. \u00c8 il caso del \u00abGloria in excelsis\u00bb, dell&#8217;\u00abEt ressurexit\u00bb, del \u00abCum Sancto Spiritu\u00bb, del \u00abSanctus\u00bb. Personalmente ci convince di pi\u00f9 un Bach meno concitato e secco, in cui l&#8217;attenzione alla precisione formale, alla pulizia e alla chiarezza del suono \u2013\u00a0 che peraltro abbiamo notato anche nell&#8217;interpretazione di Montanari \u2013 sappia coniugarsi ad una particolare cura del legato, per non disperdere la coesione strutturale e semantica del contenuto verbale e musicale. Pensiamo, ad esempio, alle edizioni rispettivamente di Herbert von Karajan e di Karl Richter, realizzate in tempi in cui la filologia era ancora di l\u00e0 da venire, eppure, per quel che ci riguarda, ancora valide. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><br \/>\n<strong>Comunque, a parte le considerazioni di cui sopra, i meriti di questa esecuzione non sono pochi<\/strong>. Nel \u00abKyrie\u00bb si \u00e8 potuto constatare grande affiatamento in orchestra, e tra l&#8217;orchestra e il coro, ben istruito da Claudio Marino Moretti. Il gioco contrappuntistico, lo stacco deciso dei tempi rendevano la prima invocazione, \u00abKyrie eleison\u00bb \u2013\u00a0 solenne espressione della potenza del Signore \u2013 con una sonorit\u00e0 nitida e corposa, in cui spiccavano la precisione e il bel suono dei legni e del basso continuo. Nel duetto corrispondente al \u00abChriste eleison\u00bb le due voci femminili (Sara Mingardo e Miah Persson) hanno saputo reggere il ritmo sostenuto in perfetta sintonia e tramite un fraseggio ben scandito, mai enfatico. Nel secondo \u00abKyrie eleison \u00bb \u2013 immerso in un clima di meditazione sul mistero della Trinit\u00e0 \u2013 il tono ieratico si \u00e8 avvertito in tutto il suo misticismo.<br \/>\nAnche nel successivo \u00abGloria\u00bb il maestro Montanari \u00e8 riuscito a sottolineare con nitidezza e giusto peso sonoro i diversi caratteri dei vari numeri in cui si articola. In particolare gli interventi corali \u2013 vera e propria struttura portante di questo monumento sonoro \u2013\u00a0 hanno confermato un insieme coeso, preciso anche nei passaggi d&#8217;agilit\u00e0, nelle manifestazioni trionfanti come nelle pi\u00f9 sommesse perorazioni. Quanto ai &#8216;soli&#8217;, il contralto <strong>Sara Mingardo<\/strong> nel \u00abLaudamus Te\u00bb si \u00e8 fatta sentire sempre intonata e in voce, seppur con qualche esilit\u00e0 timbrica, ad esprimere, con misurata passione, il mistico fervore che pervade quest&#8217;aria impervia. Nel duetto \u00abDomine Deus\u00bb il soprano <strong>Miah Persson<\/strong> ha cantato con autorevolezza e purezza espressiva, grazie ad una voce ferma, dal timbro puro, e a buona agilit\u00e0 nelle colorature. Chiaro ed agile le ha corrisposto<strong> Mark Padmore<\/strong>, il classico tenore bachiano, seppure il timbro non sia esaltante per morbidezza. Il basso <strong>Michele Pertusi<\/strong> nel \u00abQuoniam Tu solus sanctus\u00bb si \u00e8 rivelato abbastanza preciso nelle colorature, ma la sua voce si assottigliava nell&#8217;affrontare le note estreme sia acute che gravi. Cosa che si \u00e8 confermata anche nell&#8217;aria \u00abEt in Spiritum sanctum\u00bb della sezione successiva (\u00abGloria\u00bb), all&#8217;interno della quale segnaliamo l&#8217;\u00abEt incarnatus est\u00bb, un pezzo dal sapore vivaldiano, in cui il coro ha saputo rendere l&#8217;atmosfera sospesa nella contemplazione del mistero dell&#8217;incarnazione, e il monteverdiano \u00abCrocifixus\u00bb, dove ancora il coro era assolutamente rigoroso nella successione contrappuntistica delle varie voci. L&#8217;esecuzione \u00e8 proseguita fino alla fine con i caratteri che abbiamo fin qui sintetizzato. Ma, prima di chiudere,<strong> meritano almeno una menzione alcuni interventi solistici dell&#8217;orchestra:<\/strong> innanzitutto le trombe, che svettavano sempre nitide ed argentine su una massa sonora davvero imponente; poi il corno da caccia e il fagotto in \u00abQuoniam Tu solus sanctus\u00bb; infine gli oboi d&#8217;amore in \u00abCum Sancto Spiritu\u00bb come in \u00abEt in Spiritum sanctum\u00bb. Ma tutte le parti obbligate, nonch\u00e9 il basso continuo,\u00a0 hanno suonato in modo eccellente. Caloroso successo con entusiastici applausi con piedi che battono sul parquet.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro La Fenice, stagione concertistica 2011\/2012 &#8220;MESSA IN SI MINORE BWV 232&#8221; per soli, coro e orchestra [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":48080,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,488,5146,3342,3134,122,486,2836,1305],"class_list":["post-32416","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-johann-sebastian-bach","tag-mark-padmore","tag-messa-in-si-minore-bwv232","tag-miah-persson","tag-michele-pertusi","tag-sara-mingardo","tag-stefano-montanari","tag-teatro-la-fenice"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32416","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32416"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32416\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/48080"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32416"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32416"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32416"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}