{"id":32503,"date":"2012-03-24T02:35:32","date_gmt":"2012-03-24T00:35:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=32503"},"modified":"2016-12-30T10:58:46","modified_gmt":"2016-12-30T09:58:46","slug":"rigoletto-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/rigoletto-2\/","title":{"rendered":"&#8220;Rigoletto&#8221; al Regio di Torino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Teatro Regio, Stagione Lirica 2011\/2012 <\/em><br \/>\n&#8220;<strong>RIGOLETTO&#8221;<br \/>\n<\/strong>Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave dal dramma <em>Le Roi s\u2019amuse<\/em> di Victor Hugo<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi <\/strong><br \/>\n<em>Rigoletto<\/em> GIOVANNI MEONI<br \/>\n<em>Gilda<\/em> D\u00c9SIR\u00c9E RANCATORE<br \/>\n<em>Il duca di Mantova<\/em> PIERO PRETTI<br \/>\n<em>Sparafucile <\/em>ALESSANDRO GUERZONI<br \/>\n<em>Maddalena<\/em> IRINI KARAIANNI<br \/>\n<em>Giovanna<\/em> MARIA DI MAURO<br \/>\n<em>Il conte di Monterone<\/em> ZIYAN ATFEH<br \/>\n<em>Marullo<\/em> ARMANDO GABBA<br \/>\n<em>Matteo Borsa<\/em> MATTHEW PENA<br \/>\n<em>Il conte di Ceprano<\/em> DAVIDE MOTTA FR\u00c9<br \/>\n<em>La contessa di Ceprano<\/em> IVANA CRAVERO<br \/>\n<em>Un usciere<\/em> FRANCO RIZZO<br \/>\n<em>Il paggio della duchessa<\/em> PIERINA TRIVERO<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Regio<br \/>\nDirettore <strong>Daniele Rustioni <\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Claudio Fenoglio <\/strong><br \/>\nRegia e luci <strong>Fabio Banfo <\/strong><br \/>\nScene <strong>Luca Ghiradossi <\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Valentina Caspani<br \/>\n<\/strong><em>Allestimento Teatro Regio<br \/>\nTorino, 14 marzo 2012\u00a0 <\/em><strong><br \/>\n\u00c8 probabilmente una pia illusione dei critici pensare che le proprie recensioni abbiano un&#8217;influenza<\/strong> sulle decisioni degli artisti; tuttavia, quando i fatti sembrano confermare questa illusione, la vanit\u00e0 dell&#8217;ego intellettuale non si trattiene dal farlo sapere ai propri lettori. Cos\u00ec, dopo aver assistito alla ripresa di questo <em>Rigoletto<\/em> che al Regio ha debuttato nello scorso aprile, non posso che osservare con piacere come lo spettacolo, che in buona sostanza \u00e8 rimasto identico a se stesso, sia stato emendato in due dettagli che avevo messo in luce nella recensione del 2011 (link alla pagina): il corpo di Gilda, dopo l&#8217;assassinio, non viene pi\u00f9 consegnato a Rigoletto dentro un&#8217;assurda cassapanca, ma viene avvolto in un lenzuolo, che non sar\u00e0 un sacco di juta ma ad esso almeno si avvicina (ed al sacco Verdi teneva moltissimo); inoltre, \u00e8 stato introdotto l&#8217;intervallo anche al termine del II atto.<br \/>\nDal punto di vista musicale l\u2019esecuzione \u00e8 stata molto interessante, per quanto gli interpreti non fossero di livello omogeneo, ed ha confermato i buoni propositi del Regio sulla vitalit\u00e0 delle recite \u201cdi repertorio\u201d. Particolarmente significativo il Duca proposto dal tenore <strong>Piero Pretti<\/strong>, a cui qualcuno in sala attribuiva un portamento scenico da Turiddu; osservazione non sbagliata, se con questo si vuol sottolineare come Pretti abbia messo in luce la natura sfacciata del Duca, spogliandolo di ogni leggiadria signorile per farlo apparire come figura istintivamente grezza. Per fortuna, per\u00f2, Pretti non \u00e8 stato Turiddu nella voce, di cui ha anzi saputo ben coniugare la natura di grazia con un fraseggio schietto e quasi sprezzante, come ben emerso al termine di \u00abLa donna \u00e8 mobile\u00bb; un po\u2019 pi\u00f9 di carezzevole morbidezza avrebbe forse giovato nel cantabile dell\u2019aria del II atto, momento di repentino quanto transitorio cambiamento della personalit\u00e0 del Duca, ma la successiva cabaletta \u00abPossente amor mi chiama\u00bb (correttamente cantata due volte, e ci si complimenta per questo con il tenore ed il direttore) ha permesso a Pretti di sfoggiare al massimo grado la propria abilit\u00e0 di sottolineare, al contempo, la sfacciata assertivit\u00e0 di chi crede che tutto sia per lui lecito alla maliziosa vena di dolcezza che investe il verso \u00abil serto mio darei\u00bb. <strong>Desir\u00e9e Rancatore<\/strong>, soprano di coloratura per eccellenza, stava uscendo \u2013 riferiscono voci attendibili \u2013 da una lunga bronchite; questo pu\u00f2 spiegare una certa tendenza ad inacidire il timbro nelle regioni pi\u00f9 acute; interessante la sua interpretazione del duetto che conclude il II atto, nel quale ha messo in luce, pi\u00f9 che la maturazione che Gilda ha rapidamente vissuto, l\u2019aspetto di ragazza spaesata dopo un\u2019esperienza traumatica. \u00c8 difficile trovare un\u2019interprete davvero convincente per il ruolo di Maddalena; non lo \u00e8 stata il mezzosoprano <strong>Irini Karaianni<\/strong>, che ha saputo calarsi nel ruolo di grezza malvivente, incarnato nel terzetto della tempesta, ma non ha simulato alcuna vena sensuale, al punto da rendere poco credibile il fascino che il Duca possa provare per la sua voce umbratile e piccola. Lo Sparafucile del basso <strong>Alessandro Guerzoni<\/strong> era decisamente pi\u00f9 a fuoco nel III atto che nel primo, mentre per Monterone, unico personaggio-chiave ad essere incarnato dallo stesso interprete del 2011, si \u00e8 confermata la presenza autorevole del baritono <strong>Ziyan Atfeh<\/strong>.<br \/>\nVenendo al protagonista, il baritono <strong>Giovanni Meoni<\/strong> ha un timbro poco ammaliante che, specie nel I atto, si penalizza ulteriormente salendo di registro (problema superato col procedere della recita), ma il personaggio di Rigoletto non richiede un timbro ammaliante; quel che gli manca un po\u2019 del suo personaggio \u00e8 l\u2019accento verdiano, col quale porre pi\u00f9 in rilievo alcuni passaggi topici, come il grido \u00abah, la maledizione!\u00bb che, se \u00e8 stato incisivo al termine dell\u2019opera, nel finale I pareva una frase di conversazione. Curiosa la rapidit\u00e0, sintomo di agitazione, con cui ha affrontato \u00abCortigiani\u00bb, mentre la prima esposizione di \u00abS\u00ec, vendetta\u00bb, senza forzare il volume della voce, ha ben rappresentato la maturazione interiore dei propositi vendicativi che precede la loro affermazione pubblica. Resta da dire del direttore <strong>Daniele Rustioni<\/strong>, che, dopo qualche dubbio lasciato, forse a causa della rumorosit\u00e0 della regia, tra il preludio e la prima scena, ha guidato con fuoco ma senza esagitazione l\u2019orchestra del Regio, conferendo mordente all\u2019esecuzione e confermandosi una valida promessa della direzione d\u2019orchestra; ed \u00e8 a lui, in primo luogo, che si deve il salto qualitativo che si \u00e8 percepito, a livello complessivo, rispetto alle recite dello scorso aprile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Teatro Regio, Stagione Lirica 2011\/2012 &#8220;RIGOLETTO&#8221; Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave dal [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":56,"featured_media":32505,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[4670,3660,29,1986,1570,153,5154,145,1179,102,919,5155],"class_list":["post-32503","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alessandro-guerzoni","tag-daniele-rustioni","tag-desiree-rancatore","tag-fabio-banfo","tag-giovanni-meoni","tag-giuseppe-verdi","tag-luca-ghiradossi","tag-opera-lirica","tag-piero-pretti","tag-rigoletto","tag-teatro-regio-di-torino","tag-valentina-caspani"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32503","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/56"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32503"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32503\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/32505"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32503"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32503"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32503"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}