{"id":32574,"date":"2012-04-02T19:11:45","date_gmt":"2012-04-02T17:11:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=32574"},"modified":"2016-12-02T02:53:24","modified_gmt":"2016-12-02T01:53:24","slug":"sogno-di-una-notte-di-mezza-estate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/sogno-di-una-notte-di-mezza-estate\/","title":{"rendered":"&#8220;Sogno di una notte di mezza estate&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Bologna, Teatro Comunale, Stagione di Balletto 2012<\/em><br \/>\n<strong> &#8220;SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE&#8221;<\/strong><br \/>\nBalletto in due atti su coreografia di <strong>Francesco Ventriglia<\/strong>, musiche di\u00a0<strong>Felix Mendelssohn Bartholdy<\/strong> e\u00a0<strong>Henry Purcell<\/strong><br \/>\n<em>Puck<\/em> MICHELANGELO CHELUCCI<br \/>\n<em>Titania<\/em> FEDRICA MAINE<br \/>\n<em>Oberon<\/em> MICHELE SATRIANO<br \/>\n<em>Ippolita<\/em> DAMIANA PIZZUTI<br \/>\n<em>Teseo<\/em> LEONE BARILLI<br \/>\n<em>Cavaliere di Teseo<\/em> LEONARDO VELLETRI<br \/>\n<em>Bottom<\/em> ANTONIO GUADAGNO<br \/>\n<em>Fata Principale<\/em> SILVIA CUOMO<br \/>\n<em>Fata Caff\u00e8<\/em> MARGHERITA MANA<br \/>\n<em>Elena<\/em> LINDA MESSINA<br \/>\n<em>Lisandro<\/em> ZHANI LUKAJ<br \/>\n<em>Ermia<\/em> ZALOA FABBRINI<br \/>\n<em>Demetrio<\/em> FRANCESCO MARZOLA<br \/>\nSolisti e Corpo di Ballo <strong>Maggiodanza<\/strong><br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna<br \/>\nDirettore <strong>Marco Boni<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Lorenzo Fratini<\/strong><br \/>\nScene <strong>Filippo Tonon<\/strong><br \/>\nAllestimento Teatro del Maggio Musicale Fiorentino<br \/>\n<em> Bologna, 24 marzo 2012, recita pomeridiana<\/em><br \/>\n\u00c8 forse sbagliato recarsi a teatro muniti di \u201cistruzioni per l\u2019uso\u201d, ma una delle frasi che pi\u00f9 ci ha colpito del coreografo <strong>Francesco Ventriglia<\/strong> a proposito del suo <strong><em>Sogno di una notte di mezza estate<\/em><\/strong>, proposto come spettacolo di apertura della Stagione corrente di Balletto del Teatro Comunale di Bologna, \u00e8 stata la seguente: \u201c<em>I sogni sono da sempre il motore della mia vita ed \u00e8 proprio dai sogni d\u2019infanzia che ho attinto per creare questo spettacolo<\/em>\u201d. Leggendo queste parole, lo spettatore era forse legittimato ad attendersi una versione \u201cedulcorata\u201d, magari ingenua, della riproposta del celebre capolavoro shakespeariano. Una volta usciti dalla sala e esserci goduti lo spettacolo, a nostro avviso, le chiavi di lettura di questo lavoro possono \u00a0per\u00f2 essere rintracciate principalmente in queste due coordinate: l\u2019ironia (ma trattasi di ironia smaliziata, a volte quasi sfacciata nel proporsi allo spettatore) e l\u2019inevitabile dimensione onirica. Prima di analizzare questi aspetti, occorre premettere che il pubblico del Teatro felsineo, nel 2003 ebbe gi\u00e0 occasione di assistere alla versione in danza del celebre <em>Sogno<\/em> nella coreografia con tutta probabilit\u00e0 pi\u00f9 nota al grande pubblico, quella \u201cpreziosa\u201d di George Balanchine in occasione della fortunata e bellissima tourn\u00e9e scaligera. <strong>Nel lavoro del giovane direttore di MaggioDanza cosa abbiamo trovato invece?<\/strong> Muovendosi nel solco di un linguaggio di ascendenza neoclassica e senza apportare cambiamento alcuno all\u2019intreccio, il giovane coreografo gioca, inventa, aggiunge personaggi minori mediante una pantomima asciutta e gradevole. Il \u201ccontenitore\u201d entro cui far convogliare la vicenda \u00e8 quello pi\u00f9 classico, quello con cui lo spettatore tende forse a far coincidere l\u2019idea di \u201cballetto\u201d: per usare le parole di Silvia Poletti, accluse al programma di sala \u201c[\u2026] <em>una struttura <\/em>\u00e0 gran spectacle<em> con le danze di insieme, i <\/em>pas de deux<em>, gli assoli ma anche i <\/em>pas d\u2019action<em> che servono agli sviluppi narrativi della storia<\/em> [\u2026]\u201d. Il risultato \u00e8 una successione di scene dal ritmo serrato e coinvolgente, quasi cinematografico nell\u2019avvicendarsi.<br \/>\n<strong>Ironia e dimensione onirica, dicevamo.<\/strong> Qui Titania non necessita certo di un <em>Cavaliere<\/em> per mettersi alla prova dinanzi alla sua corte; anzi, compare in scena piuttosto stizzita, intenta in una telefonata a seguito del suo corteo per poi ritrovarla etera e sublimata dal rinnovato amore con Oberon nel bellissimo passo a due che consacra la definitiva riconciliazione col re degli Fate. Alla linee lunghe e sognanti di Oberon e Titania, fanno da contraltare quelle rapide e insinuanti di Puck, vero perno portante di questa partitura. Ventriglia qui crea un personaggio davvero degno del celebre <em>Time Warp<\/em>: kitsch, ammaliatore, sfrontato, che si congeda dal pubblico e da Bottom finalmente in possesso delle proprie sembianze a bordo di una bicicletta e indossando un paio di occhiali che si illuminano a intermittenza. Davvero, non ci si annoia veramente mai in questo spettacolo: c\u2019\u00e8 addirittura la Fata Caff\u00e8, munita di moka e tazzina, a rinvigorire di tanto in tanto i personaggi di questa commedia\u2026 perch\u00e9, diciamocelo, di peripezie ne subiscono veramente tante! Buono l\u2019apporto illuminotecnico ad opera di Luciano Roticiani: avrebbe forse giovato un disegno luci pi\u00f9 intenso nel rincorrersi delle sequenze che vedono coinvolti gli amanti Elena\/Lisandro e Ermia\/Demetrio a causa dei costumi pressoch\u00e9 sovrapponibili che rendevano a tratti poco intellegibile \u201cil gioco delle coppie\u201d.<br \/>\nVenendo alle parti principali, <strong>Michelangelo Chelucci<\/strong>, nei panni di Puck, \u00e8 stato molto bravo: ci \u00e8 sembrato aderire perfettamente alla partitura, in forza della musicalit\u00e0 spiccata, della fisicit\u00e0 impattante e della notevole teatralit\u00e0. Altrettando buona la Titania di <strong>Federica Maine<\/strong>, voluttosa e morbida nelle linee. Ad un livello forse inferiore, l\u2019Oberon di <strong>Michele Satriano<\/strong>, non tanto per difficolt\u00e0 tecniche intrinseche quanto per una certa emotivit\u00e0 che ha impedito al personaggio di emergere completamente. Intense le coppie di amanti, in particolare l\u2019Elena di Linda Messina e il Lisandro di Zhani Lukaj. Il Corpo di Ballo di MaggioDanza avr\u00e0 magari mostrato il fianco in qualche momento (ci riferiamo in particolar modo al quadro delle nozze di Teseo e Ippolita, reso piuttosto ostico per i danzatori costretti in abito da sera) ma complessivamente \u00e8 innegabile un buon risultato complessivo, l\u2019impegno, il cercare di rendere al meglio la dimensione fantastica del dettato coreografico. Apprezzabile la direzione di Marco Boni a capo di una Orchestra del Teatro Comunale particolarmente in forma.<br \/>\n<strong>La cosa che pi\u00f9 ci ha colpito e ci ha fatto piacere la riferiamo per ultima<\/strong>: il giorno della recita a cui abbiamo assistito era un assolato pomeriggio di fine marzo, giorno ideale per una passeggiata in centro o un giro per negozi. Il teatro ha invece registrato il tutto esaurito e con una buona accoglienza da parte del pubblico. In questo periodo cos\u00ec buio e incerto per lo spettacolo teatrale, \u00e8 bello vedere simili riscontri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bologna, Teatro Comunale, Stagione di Balletto 2012 &#8220;SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE&#8221; Balletto in due atti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":61,"featured_media":32837,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[14677,2289,1946,5273,5274,384,1134],"class_list":["post-32574","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-danza","tag-federica-maine","tag-francesco-ventriglia","tag-michelangelo-chelucci","tag-michele-satriano","tag-sogno-di-una-notte-di-mezza-estate","tag-teatro-comunale-di-bologna"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32574","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/61"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32574"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32574\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/32837"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32574"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32574"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32574"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}