{"id":32807,"date":"2012-04-01T19:21:59","date_gmt":"2012-04-01T17:21:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=32807"},"modified":"2014-01-06T04:22:03","modified_gmt":"2014-01-06T02:22:03","slug":"musica-assoluta-a-programma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/musica-assoluta-a-programma\/","title":{"rendered":"Musica assoluta \u2026 a programma"},"content":{"rendered":"<p><em>Venezia, Teatro La Fenice, Stagione Concertistica\u00a0<\/em> <em>2011-2012<br \/>\n<\/em><strong>Concerto Sinfonico diretto da Michel Tabachnik <\/strong><br \/>\nOrchestra del Teatro La Fenice<br \/>\nDirettore<em> <\/em><strong>Michel Tabachnik <\/strong><br \/>\n<em>Michel Tabachnik: <\/em>Pr\u00e9lude \u00e0 la L\u00e9gende &#8211; Preludio orchestrale per l\u2019opera <em>La l\u00e9gende de Ha\u00efsh\u2019 <\/em>(versione 2011)<br \/>\nprima esecuzione italiana,<br \/>\n<em>Johann Sebastian Bach: <\/em>Ciaccona dalla Partita per violino solo n. 2 in re minore BWV 1004, trascrizione per orchestra di Joachim Raff.<br \/>\n<em>Ludwig van Beethoven: <\/em>Sinfonia n. 6 in fa maggiore op. 68 <em>Pastorale &#8211;\u00a0 <\/em>Angenehme, heitere Empfindungen, welche bei der Ankunft auf dem Lande im Menschen erwachen: Allegro ma non troppo <em>(Piacevoli, serene sensazioni che si risvegliano nell\u2019essere umano all\u2019arrivo in campagna: Allegro ma non troppo)\u00a0 <\/em>Szene am Bach: Andante molto mosso <em>(Scena sulle rive del ruscello: Andante molto mosso) &#8211;\u00a0 <\/em>Lustiges Zusammensein der Landleute: Allegro <em>(Allegra riunione di contadini: Allegro) &#8211;\u00a0 <\/em>Donner. Sturm: Allegro <em>(Tuoni. Tempesta: Allegro)\u00a0 <\/em>Hirtengesang. Wohlt\u00e4tige, mit Dank an die Gottheit verbundene Gef\u00fchle nach dem Sturm: Allegretto <em>(Canto pastorale. Pii sentimenti di ringraziamento alla divinit\u00e0 dopo la tempesta: Allegretto).<br \/>\nVenezia, 31 marzo 2012<br \/>\n<\/em><strong style=\"text-align: justify;\">Dalle <em>Quattro stagioni<\/em> di Vivaldi alle <em>Biblische Sonaten <\/em>di Kuhnau, dai <em>Quadri di un&#8217;esposizione<\/em> di Musorgskij a La Mer di Debussy<\/strong><span style=\"text-align: justify;\"> la cosiddetta &#8216;musica a programma&#8217; ha conosciuto, dal Settecento ad oggi, importanti sviluppi attraverso una variet\u00e0 di stili e mezzi espressivi: ancora modellate su una struttura formale classica le composizioni di questo genere tra Sette e Ottocento, sempre pi\u00f9 libere di aderire a suggestioni letterarie o comunque extramusicali quelle successive. Musica a programma, in un certo senso, ma, in tutti i casi, prima di tutto musica, almeno nei lavori pi\u00f9 riusciti, poich\u00e9, per citare Dahlaus, che a sua colta ricalca il formalismo del vecchio Hanslick, \u00abla logica musicale \u00e8 nei pezzi di buona musica un nesso interno compiuto in s\u00e9, che non ha bisogno di sostegni esterni\u00bb (<\/span><em style=\"text-align: justify;\">La musica dell\u2019Ottocento<\/em><span style=\"text-align: justify;\">, 1990).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il programma della serata vedeva la trascrizione ottocentesca di un brano di Bach<\/strong> basato sul puro piacere di fare musica, inserita tra due composizioni legate ad elementi extramusicali. Ebbene, a nostro avviso, esso lanciava indirettamente una nobile sfida, vale a dire dimostrare nel concreto la validit\u00e0 dell&#8217;assunto dahlausiano che abbiamo appena citato. E la sfida ha raggiunto pienamente il suo obiettivo. <strong>Il <em>Pr\u00e9lude \u00e0 la L\u00e9gende<\/em>, con cui si apre l\u2019opera<em> <\/em><em>La L\u00e9gende de Ha\u00efsh\u2019<\/em><em>,<\/em> pubblicato nel 2011<\/strong> come pezzo da concerto, \u00e8<em> <\/em>un grandioso affresco tripartito, che rappresenta alcuni momenti della simbolica ancestrale vicenda, attraverso una scrittura di una forza primigenia, caratterizzata da pesanti ostinati, dall&#8217;uso massiccio di campane, gong e crotali, nonch\u00e9 altri tipi di percussioni. <strong>Il tutto si dipana, a tratti, su uno sfondo elettronico di pari potenza evocativa e sonora<\/strong>, tributo alla frequentazione da parte del compositore-direttore delle opere di Iannis Xenakis. Si tratta di una partitura di prim&#8217;ordine, che guarda in diverse direzioni e si regge perfettamente anche da sola. L&#8217;esecuzione dell&#8217;orchestra della Fenice, adeguatamente rimpinguata sul versante percussivo,\u00a0 \u00e8 stata veramente all&#8217;altezza di questa ciclopica partitura. In particolare, ricordiamo il ruolo solistico della tromba, l&#8217;insieme degli ottoni e degli archi che producevano a volte sonorit\u00e0 violente e figurazioni ritmiche incalzanti, oltre al clarinetto impegnato, nel finale, in un&#8217;impervia parte acuta. Su tutti ovviamente si celebrava il trionfo degli strumenti a percussione che hanno percorso la composizione con i loro ritmi estranianti.<br \/>\n<strong>Quanto alla trascrizione della Ciaccona, fin dalle battute iniziali si \u00e8 notato un buon affiatamento dei legni e di tutta l&#8217;orchestra.<\/strong> Nel disegnare le ventinove variazioni che costituiscono questo brano di intensa espressivit\u00e0 quanto di sublime perizia tecnico-formale e, insieme, indomita fantasia, il suono dell&#8217;orchestra era morbido, precisi gli interventi delle sue varie sezioni. Ne \u00e8 risultato un Bach ricco di pathos sebbene, com&#8217;era da aspettarsi, romanticamente trasfigurato. Misurato il gesto di Tabachnik, che nondimeno ha saputo estrarre da questa trascrizione, garbatamente ridondante, una certa essenza bachiana. Emerge in questo rifacimento la grande abilit\u00e0 di Joseph Joachim Raff orchestratore, non a caso assistente a Weimar del grande Liszt, di cui rielabor\u00f2 varie partiture sinfoniche. Si \u00e8 persa ovviamente l&#8217;adorabile &#8216;non finito&#8217; dell&#8217;originale per violino solo con le voci contrappuntistiche spesso appena suggerite \u2026<br \/>\n<strong>Passando alla <em>Sesta Sinfonia<\/em>, che \u2013 per ribadire la fondatezza dell&#8217;assunto da cui siamo partiti \u2013 Beethoven<\/strong> stesso ha definito \u00abpi\u00f9 espressione di sentimento che pittura\u00bb, l&#8217;esecuzione si \u00e8 caratterizzata fin dall&#8217;iniziale A<em>llegro ma non troppo<\/em> per la coesione dell&#8217;orchestra e il risultante bel suono. Oltre a proporre efficaci sottolineature dinamiche, <strong>Tabachnik mette in rilievo la grande cantabilit\u00e0 tematica e, globalmente, punta su una lettura che privilegia la sintesi<\/strong> per non perdere di vista la profonda coerenza di quest&#8217;opera, di cui altri, con un approccio pi\u00f9 analitico, hanno evidenziato le eccezioni rispetto alla tradizione sonatistica. Una tale interpretazione, si pu\u00f2 dire,\u00a0 evoca la musica a programma settecentesca piuttosto che guardare al Beethoven preromantico. Anche nel secondo movimento,<em> <\/em><em>Andante molto mosso<\/em>, di cui sono protagonisti i legni a rendere le voci della campagna, si sono notate grande cantabilit\u00e0, precisa\u00a0 intonazione e morbidezza di suono, in particolare nel conclusivo episodio dell&#8217;usignolo, della quaglia e del cuculo. Allegria di corni e contrabbassi nella successiva riunione di contadini, con un insieme dinamico e scattante nello scandire le rustiche danze. Fragore di timpani, guizzare d&#8217;ottavino e un&#8217;orchestra che manteneva compostezza stilistica anche nelle strappate pi\u00f9 ruvide degli archi nel celeberrimo temporale, divenuto un <em>topos<\/em> nella musica del primo Ottocento. Purtroppo il corno \u00e8 risultato in po&#8217; difficolt\u00e0 nella modulazione di indicibile grazia che porta alla melodia con variazioni contenuta nell&#8217;ultimo movimento. Qui davvero i tempi ci sono sembrati troppo veloci cos\u00ec come abbiamo notato un eccesso di sonorit\u00e0 e una certa asprezza di timbri, assolutamente dissonanti rispetto all&#8217;arcadica serenit\u00e0 che dovrebbe avvolgere questa pagina. Applausi soprattutto alla fine, ma (purtroppo) anche tra un movimento e l&#8217;altro della sinfonia &#8230;<\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro La Fenice, Stagione Concertistica\u00a0 2011-2012 Concerto Sinfonico diretto da Michel Tabachnik Orchestra del Teatro La Fenice [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":32808,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,488,3645,5260,5056],"class_list":["post-32807","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-johann-sebastian-bach","tag-ludwig-van-beethoven","tag-michel-tabachnik","tag-orchestra-del-teatro-la-fenice"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32807","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32807"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32807\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/32808"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32807"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32807"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32807"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}