{"id":32879,"date":"2012-04-03T21:24:31","date_gmt":"2012-04-03T19:24:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=32879"},"modified":"2016-12-19T03:56:15","modified_gmt":"2016-12-19T02:56:15","slug":"intervista-con-il-tenore-piotr-beczala","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/intervista-con-il-tenore-piotr-beczala\/","title":{"rendered":"Intervista con il tenore Piotr Beczala"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il tenore <strong>Piotr Beczala<\/strong> dopo aver recentente cantato <em>Rigoletto<\/em>\u00a0all\u2019Opera Bastille nel ruolo del Duca di Mantova, dopo due anni di successi fenomenali&#8230;Vaudemont in Iolanta al Festival di Salisburgo del 2011, Romeo al Metropolitan Opera, Faust a Barcelona, Alfredo al Covent Garden, un lungo elenco che lo vede attualmente impegnato nuovamente al Metropolitan di New York, dove interpreta Des Grieux nella <em>Manon<\/em> di Massenet.\u00a0 <strong>Marted\u00ec 10 aprile alle ore 19, l&#8217;opera andr\u00e0 in diretta HD in numerosi <a href=\"http:\/\/nexodigital.it\/1\/id_243\/MetOpera---Manon.asp\">cinema<\/a>.\u00a0 <\/strong>Beczala, al vertice di una\u00a0 carriera che ha pazientemente progettato e visto svilupparsi per vent\u2019anni,\u00a0 ci racconta della sua vita, del successo, della musica, dei colleghi e dei direttori d\u2019orchestra, di rubato e legato, di golf\u00a0 kayak&#8230;\u00a0<strong><em>Signor Beczala, grazie mille per aver accettato di fare quest\u2019intervista. I suoi inizi sembrano un\u2019incredibile storia: lei credeva che probabilmente sarebbe diventato un ingegnere, ma all\u2019imporvviso si trova a cantare in un coro, in cui credo a<\/em><\/strong><em><strong>bbia incontrato sua moglie, e dopo si dedica alla musica. Quando ha sentito con certezza che la musica sarebbe diventata la sua vita?<\/strong><\/em><br \/>\nCi pensavo a questa cosa&#8230; quando \u00e8 successo?\u00a0 Ma non riesco a fissare un momento. Un momento davvero importante \u00e8 stato l\u2019incontro con Sena Jurinac in quel primo master-class&#8230; mi ha aperto gli occhi sul mondo reale, voglio dire, vivevamo in Polonia allora come se fosse stata una specie di villaggio speciale, chiuso a tutto il resto. Non era permesso viaggiare. Non vi era accesso alla conoscenza, allo scmbio di informazioni come oggi grazie a internet. Ora possiamo rimanere in contatto con qualsiasi collega, ma a quei tempi era davvero complicato. E la Jurinac mi ha aperto gli occhi. Lei ha salvato la mia vita di cantante. Perch\u00e9 fu la prima a dirmi di dimenticarmi di Puccini alla mia et\u00e0 e di dedicarmi a Mozart&#8230;<br \/>\n<strong><em>Quindi, mentre studiava al Conservatorio di Kartovice, cantava Puccini? <\/em><\/strong><br \/>\nQuella era la mia idea, ero sufficientemente stupido da pensare che fosse adatto a me.<br \/>\n<em><strong>\u00c8 vero che ogni giovante cantante vuole cantare la parte dell\u2019eroe? <\/strong><\/em><br \/>\nVerissimo, cantare Tamino \u00e8 noioso per i giovani e lo stesso valeva per me e, come dico sempre, un cantante giovane ha il diritto di essere stupido! \u00c8 cos\u00ec, nessuno \u00e8 grande e scaltro all\u2019et\u00e0 di 19, 20 o 22 anni. Alla fine si scoprono tanti nuovi ambiti. \u00c8 pi\u00f9 complicato ora che venti o trent\u2019anni fa. Ho visto delle grandiose produzioni con Pavarotti, Domingo, Corelli, Carreras e compagnia, produzioni di Zeffirelli, belle e tanto affascinanti&#8230; I cantanti oggi devono assistere a nuove produzioni moderne che non possono nemmeno competere. Probabilmente queste produzioni saranno artisticamente parlando molto profonde, ma mai come quelle del passato. Il mio sogno era di apparire simile a Domingo con la spada sguainata mentre canta \u201cEsultate!\u201d. Quello era il mio sogno!<br \/>\n<em><strong>Il suo incontro con Sena Jurinac \u00e8 avvenuto all\u2019inizio dei suoi studi musicali? <\/strong><\/em><br \/>\n\u00c8 stato durante il mio secondo anno al Conservatorio.<br \/>\n<strong><em>E quindi le disse \u201cMozart, Mozart, Mozart\u201d dandole la giusta dritta ma sapeva che lei sarebbe diventato un bravo tenore belcantista?..<\/em>. <\/strong><br \/>\nNon credo&#8230;<br \/>\n<em><strong>Allora si stava assicurando che lei si prendesse cura della sua voce? <\/strong><\/em><br \/>\nAi suoi occhi, stava cercando di mettermi sulla strada giusta. A 22 anni, se non hai la voce di\u00a0 Del Monaco non hai niente a che spartire con Puccini.<br \/>\n<em><strong>Del Monaco aveva gi\u00e0 quella voce a 22 anni? <\/strong><\/em><br \/>\nCredo di si, era una forza della natura&#8230; Non so, credo.<br \/>\n<em><strong>Sa che esiste un paragone che la riguarda che trovo incredibile a pensarci, stessa opera, ma sesso diverso, con Joan Sutherland&#8230; nel 1959&#8230;<\/strong><\/em><br \/>\nSi, so di cosa parla&#8230;<br \/>\n<em><strong>Lei rivoluzion\u00f2 il bel canto con Lucia di Lammermoor e 50 anni dopo, nel 2009, lei ha ridefinito lo stile belcantistico maschile, sempre in Lucia di Lammermoor, nel ruolo di Edgardo&#8230; <\/strong><\/em><br \/>\nIn un certo senso, lei ha cambiato l\u2019intera epoca, a suo modo. Fu la prima a cantare il belcanto con voce piena e fu qualcosa di speciale, di rivoluzionario, rispetto al canto a fil di voce<em>&#8230;<br \/>\n<\/em><strong><em>Questo \u00e8 ci\u00f2 che lei sta facendo. <\/em><\/strong><br \/>\nDirei che ci sto provando&#8230;<br \/>\n<em><strong>Joan Sutherland diede, in un famoso video, la sua definizione di canto in termini di tecnica di canto in termini di \u201crespirazione, supporto, proiezione\u201d&#8230; <\/strong><\/em><br \/>\nCerto, certo&#8230; ma io aggiungerei una cosa a questa importantissima definizione: immaginazione. Il canto \u00e8 come un tavolo&#8230; due gambe non sono abbastanza, per mantenere stabile il tavolo c\u2019\u00e8 bisogno almeno di tre gambe. Se ce n\u2019\u00e8 una quarta, \u00e8 anche meglio. Anche troppe non vanno bene. Essenzialmente, il canto \u00e8 proiezione, supporto, respirazione e&#8230; immaginazione. Prima devi immaginare per poi averne l\u2019idea: che cos\u2019\u00e8 la mia voce? Come posso costruirla e poi iniziare a ad utilizzarla senza l\u2019immaginazione? \u00c8 un compito davvero durissimo perch\u00e9 devi creare lospazione con la tua voce ed \u00e8 davvero dura.<br \/>\n<em><strong>Pu\u00f2 spiegare meglio questa sua idea? <\/strong><\/em><br \/>\nCi\u00f2 che studio col mio insegnante Dale Foundling \u00e8 che l\u2019idea della mia tecnica sia molto \u201cimmaginabile\u201d. Come posso spiegarlo? <strong>In primo luogo bisogna immaginare ci\u00f2 che si sta facendo&#8230;\u00a0 visualizzare la propria voce, il proprio tono, e poi cantare.<\/strong> \u00c8 il miracolo del cantante naturale: niente tecnica, voce divina. Perch\u00e9? Perch\u00e9 viene naturale, i cantanti naturali sanno esattamente come cantare. Col passar del tempo perdono questa voce naturale, perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 che i diversi ruoli rendono complicato seguire questo approccio, questa freschezza di sentimento e di immaginazione. Ma agli inizi \u00e8 davvero qualcosa di speciale. L\u2019idea di tecnica \u00e8 effettivamente quella di partire da questo punto in cui la voce ha un suono naturale ed essere capaci di usare la voce naturale in ruoli diversi e con stili diversi&#8230; ed \u00e8 davvero una cosa speciale. Cantare senza una strutturazione \u00e8 impossibile&#8230; Voglio dire: se sei un cantante, non devi cercare di cambiare qualcosa che non si pu\u00f2 comunque cambiare. Bisogna innanzitutto trovare questo punto naturale. Alcuni cercano di tirar fuori la voce, ma non succede nulla perch\u00e9 la voce non esiste in quel momento&#8230; ed \u00e8 un problema!<br \/>\n<object width=\"560\" height=\"315\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/H-QvLt-6k6s?version=3&amp;hl=it_IT\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"560\" height=\"315\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/H-QvLt-6k6s?version=3&amp;hl=it_IT\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object><strong><em><br \/>\nPer la proiezione? <\/em><\/strong><br \/>\nCerto, deve riguardare quanto posso spingermi in l\u00e0 col mio canto, fino a dove riesco a proiettare la mia voce&#8230; dipende dal repertorio. <strong>Quando canto Mozart, non ho bisogno della stessa notevole proiezione che serve per Puccini o per il belcanto o per Verdi perch\u00e9 la musica \u00e8 eccellente, pi\u00f9 pura. Ci vuole un insieme di molte, molte cose.<\/strong> Quando si inizia con la proiezione e il supporto si ha una spazio che si sente nella voce. Senza questo compromesso, il canto sarebbe come stare immobili o rincorrere qualcosa che&#8230; scompare continuamente. Capisce cosa intendo? Come un coniglio, ora lo vedi, ora non lo vedi pi\u00f9&#8230; come un\u2019illusione! Il problema dei giovani artisti \u00e8 che non vogliono spendere molto tempo nel creare la loro carriera. So di cosa parlo perch\u00e9 sono uno di quei cantanti, non l\u2019unico naturalmente, che hanno percorso tutto il cammino dal fondo fino alla cima, dove mi trovo ora&#8230;<strong> Fare questo genere di gavetta, partendo dal basso e passando per tutti i livelli, prende davvero del tempo.<\/strong> Certi grandi colleghi hanno cantato per 20\/25 anni in grandi teatri. Quando tengo dei master-classes dico ai giovani: \u201chai una gran voce, ma prenditi il tuo tempo, il ruolo dei tuoi sogni sar\u00e0 anche Tristano, ma fra qunidici anni. Hai la voce adatta, ma se non fai cos\u00ec, impiegando circa dieci anni per sviluppare la tua voce, la tua personalit\u00e0 e tutto il resto, non arrriverai mai a cantarlo&#8230; e forse il mondo dell\u2019opera perder\u00e0 uno dei migliori Tristano che abbia mai avuto!\u201d L\u2019equilibrio fra tempo e tecnica \u00e8 tutto.<br \/>\n<em><strong>Figure del passato? Pu\u00f2 nominarmi alcuni dei suoi cantanti di riferimento?<\/strong><\/em><br \/>\nCe ne sono tantissimi, alcuni rinomati&#8230;<strong> Tito Schipa, Georges Thill per il repertorio francese, Fritz Wunderlich, Jussi Bjorling&#8230; andando ancora pi\u00f9 indietro nel tempo, Jean de Reske.<\/strong> Tutti quei cantanti hanno impiegato del tempo per studiare. Il problema oggi \u00e8 che la gente pensa che essere famoso sia pi\u00f9 importante dell\u2019essere un buon cantante. Le due cose possono anche coesistere, se per\u00f2 prima di tutto sei un cantante lirico e poi una celebrit\u00e0. Ci\u00f2 che la gente si aspetta oggi dalle celebrit\u00e0 \u00e8 del tutto incompatibile con l\u2019essere un cantante d\u2019opera&#8230; Un buon cantante \u00e8 come un atleta. Devi essere fresco, concentrato, attento al tuo lavoro, rilassato ed equilibrato&#8230; che \u00e8 realmente difficile.<br \/>\n<em><strong>Come si tiene in forma?<\/strong><\/em><br \/>\nNon vado pazzo per il jogging e cose simili. Gioco un po\u2019 a golf d\u2019estate. Cammino un po\u2019. a volte vado in palestra, a volte in piscina anuotare, ma non sono un fanatico dello sport. essere equilibrati \u00e8 tutto. Anche nella dieta. Ho perso 13 chili due anni fa, in particolare per il ruolo di Romeo, e mantenermi in forma \u00e8 importante per me ora. \u00c8 importante avere un certo controllo sulla propria vita. Ma senza impazzirci. Fare quel tanto che si pu\u00f2, seguire un progetto. Non necessariamente giorno per giorno, ma pi\u00f9 anno per anno.<br \/>\n<em><strong>Ci sono dei ruoli in cui si identifica pi\u00f9 che in altri?<\/strong><\/em><br \/>\nL\u2019Eroe Romantico, forse&#8230; Lensky, Werther, Romeo&#8230; ma naturalmente, in questo tipo di repertorio, il compositore gi\u00e0 ti dice, in maniera specifica e precisa, come cantare il ruolo e come recitare il personaggio. Faust \u00e8 una sfida molto grande: riuscire a creare l\u2019illusione del vecchio e del giovane Faust, due et\u00e0 differenti per uno stesso personaggio. Il mio vocal coach mi ha insegnato di non preoccuparmi della bellezza della voce nel prologo. Pensare al colore in quel punto \u00e8 completamente sbagliato&#8230; \u00e8 dopo che bisogna preoccuparsene. In un paio di anni le mie scelte cambieranno, col cantare nuovi ruoli. In questo preciso momento, mi godo il fantastico privilegio di cantare i ruoli che vanno bene per la mia voce, per il mio personaggio. Beh, forse Rigoletto non si addice esattamente al mio personaggio&#8230;<br \/>\n<em><strong>Si, mi stavo chiedendo proprio di Rigoletto, dato che \u00e8 un po\u2019 un bastardo, no? <\/strong><\/em><br \/>\nSi, \u00e8 un bastardo. Ma, paradossalmente, lo devi apprezzare per questo&#8230;<br \/>\n<em><strong>Lei \u00e8 riuscito ad imparare cos\u00ec tanti ruoli&#8230; <\/strong><\/em><br \/>\nNon poi cos\u00ec tanti!<br \/>\n<em><strong>Quanti ne potrebbe interpretare se fosse chiamato domani a sostituire qualcuno? <\/strong><\/em><br \/>\nOk, diciamo&#8230; quindici.<br \/>\n<em><strong>Non \u00e8 certo poco!<\/strong>&#8230; <\/em><br \/>\nNiente a confronto con Placido Domingo&#8230; un nulla. Sa, in passato, quando ho iniziato, era molto pi\u00f9 difficile in un certo senso perch\u00e9 a Linz ero in otto nuove produzioni a stagione. Quello era davvero difficile, imparare sei o sette ruoli in un anno. Oggi \u00e8 pi\u00f9 complicato. Quand\u2019ero a Linz, ho cantato molti ruoli, piccoli, medi, grandi, ma non c\u2019era molta pressione.Se stasera debuttassi in una nuova produzione a Parigi, Londra o al Metropolitan, dietro ci sarebbe un tipo di dedizione al ruolo totalmente diverso&#8230; \u00e8 complicato in maniera diversa. Non voglio dire che non fossi preparato a dovere quand\u2019ero a Linz. Lo ero. Ma ora tutti si aspettano che io approfondisca molto il ruolo. Mi ci vuole del tempo per la preparazione. Ho cominciato con Des Grieux 17\/18 mesi prima, leggendo la letteratura a riguardo, ascoltando diverse registrazioni di specialisti di questo repertorio, di questo stile. Specie perch\u00e9 oggi, se sbagli a cantare una nota, sai che stanno registrando un HD e un DVD, e un anno dopo sar\u00e0 sul mercato&#8230; e non puoi tornare indietro. Ormai il danno \u00e8 fatto.<br \/>\n<em><strong>Ho visto che il suo album di arie slave per Orfeo ha raggiunto la cima dei dodici migliori recital su cd nell\u2019edizione di gennaio di Opera News&#8230; congratulazioni! <\/strong><\/em><br \/>\nSi, \u00e8 stata una bella soddisfazione, assolutamente, perch\u00e9 \u00e8 stato tutto cos\u00ec inaspettato&#8230; specie perch\u00e9 l\u2019ho registrato per un\u2019etichetta minore che non ha le strategie di marketing di una major&#8230;<br \/>\n<em><strong>Forse, grazie a lei, presto diventer\u00e0 anch\u2019essa una major&#8230;<\/strong><\/em><br \/>\nMi piacerebbe. La ragione per cui lavoro con loro \u00e8 perch\u00e9 mi danno molta libert\u00e0 nella scelta del repertorio, dell\u2019orchestra, location della registrazione&#8230; L\u2019esperienza in s\u00e9 \u00e8 stata diversa, molto speciale. \u00c8 il nostro beb\u00e9. Abbiamo davvero pensato alla drammaturgia della registrazione, a come le persone l\u2019avrebbero ascoltata, agevolando loro l\u2019approfondimento di questo particolare repertorio, la scoperta di nuove cose&#8230;<br \/>\n<em><strong>Forse finiri\u00e0 anche per incoraggiare i teatri a mettere in cartellone il repertorio slavo&#8230;<\/strong><\/em><br \/>\nInfatti, \u00e8 anche un mio fine questo: far s\u00ec che questo disco apra nuove strade per questo repertorio.<br \/>\n<em><strong>Che cosa mi racconta delle sue partner? Il DVD di Lucia di Lammermoor con Anna Netrebko haavuto un grande successo.\u00a0 Siete fantastici insieme&#8230; aiuta sentirsi a proprio agio con una partner? <\/strong><\/em><br \/>\nNon ho nessun problema con nessuna partner. Penso che tutti i miei colleghi possano dire che in questo senso sono una persona con cui \u00e8 facile lavorare, forse una volta o due ci sono stati dei problemi, ma normalmente non ce ne sono mai. Naturalmente, se si ha una partner come&#8230; lei ti mette completamente a tuo agio, \u00e8 molto concentrata su quel che fa, molto professionale e d una brava persona. Ci conosciamo dal 2004 o dal 2005, quando cantammo <em>Rigoletto<\/em> a Londra. Quella \u00e8 stata la nostra prima volta insieme e sa&#8230; funziona perch\u00e9 lei \u00e8 molto credibile quando recita il suo personaggio, non recita \u201cla Netrebko\u201d o altro, \u00e8 concentrata sull\u2019interpretazione del personaggio ed \u00e8 davvero piacevole, lei ama cantare. Per me, \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante.<br \/>\n<em><strong>Due cantanti che davvero si ascoltano l\u2019un l\u2019altro? <\/strong><\/em><br \/>\nCerto che si! Guardi, un feeling positivo \u00e8 molto importante.<strong> Perch\u00e9 il partner ti deve piacere sul palco&#8230; davvero. \u00c8 qualcosa di molto speciale.<\/strong> Cerco di creare una connessione con ogni partner sul palco&#8230; tutti quelli con cui canto. Cerco davvero di dar vita al personaggio. <strong>Il mio Alfredo ama Violetta.\u00a0 Il mio Rodolfo ama Mim\u00ec&#8230; sa com\u2019\u00e8, ed \u00e8 davvero qualcosa di molto speciale.<\/strong> Direi anche che i sentimenti personali sono del tutto inaccettabili sul palco&#8230;<br \/>\n<em><strong>Quando si cala in un personaggio, fa ricorso ai suoi sentimenti personali per identificarsi con esso, come si fa nella recitazione&#8230; qual \u00e8 il suo metodo? Pensa alle sue esperienze personali e cerca di metterle in gioco? <\/strong><\/em><br \/>\nNon cos\u00ec tanto&#8230; bisogna tenere la vita privata lontana dal palco&#8230; Mi concentro sui movimenti&#8230; per esempio, quando studiavo Faust <em>(<\/em><em>si alza in piedi e imita un uomo anziano con la spalla curva)<\/em>, analizzavo i movimenti degli anziani&#8230; mi concentro di pi\u00f9 sui dettagli visivi. Cerco di trovare dei modi per restare nel personaggio. Per i sentimenti \u00e8 molto pi\u00f9 facile perch\u00e9 sono gi\u00e0 nella musica. Se si fa dell\u2019altro, si commette un errore&#8230; penso. Non c\u2019\u00e8 niente di peggio nell\u2019opera quando l\u2019isteria si sostituisce all\u2019eccitazione&#8230; non va affatto bene perch\u00e9 finisce con l\u2019influenzare il canto, non c\u2019\u00e8 niente di peggio di un cantante isterico&#8230;. orribile, orribile!<br \/>\n<em><strong>Lei si \u00e8 espresso molto francamente sui registi che si vedono come il \u201cmodus vivendi\u201d dell\u2019intera operazione e lasciano i cantanti ed anche il pubblico fuori da ogni considerazione. Chi sono i registi con cui \u00e8 stato interessante lavorare? <\/strong><\/em><br \/>\nPrima di tutto, devo essere pi\u00f9 preciso: non ho alcun problema con le rappresentazioni moderne. <strong>Il mio unico problema \u00e8 con quei registi che non amano l\u2019opera eppure continuano a farla.<\/strong> Il mio problema \u00e8 sapere che queste persone odiano l\u2019opera pur costruendosi la loro carriera grazie ad essa. La odiano, non amano il canto, non amano l\u2019opera, eppure la fanno&#8230; \u00e8 davvero orribile! ma ribadisco di non avere problemi con le rappresentazioni moderne. Per esempio, ho lavorato a New York in <em>Romeo et Juliette<\/em> con Guy Joosten. \u00c8 stato meraviglioso! Era una ripresa\u00a0 di una produzione del 2005, ma lui ha aggiuntodei\u00a0 dettagli moderni. Quando si lavora con Guy si vede sin dall\u2019inizio che lui ama l\u2019opera e non crea problemi. Posso discutere con lui. Non lo puoi fare con uno che arriva con una tabella di marcia, con un\u00a0 \u201cmodus operandi\u201d come dice lei, per salvare quell\u2019opera \u201corribile\u201d! Non conosco il regista che ha diretto l\u2019ultima<em> Traviata<\/em> a Vienna. Ho solo letto le recensioni e un paio di interviste in cui questa persona sembra che stia salvando la Wiener Staatsoper creando un nuovo, meraviglioso e altamente artistico modo di fare opera. Se fosse cos\u00ec, andrebbe anche bene, ma nella maggior parte delle volte sono solo disastri. Quando creano delle nuove produzioni che mal si adattano alle opere di repertorio, noi cantanti non possiamo farci nulla. Capisce cosa voglio dire? Prenda opere come <em>Traviata, Boh\u00e8me, Ballo in<\/em> <em>Maschera<\/em> o <em>Il Flauto Magico<\/em>, ce n\u2019\u00e8 una in ogni teatro per ogni stagione. \u00c8 un repertorio imprescindibile. E se i teatri non ne mettono in scena una versione realmente buona, \u00e8 un problema. Non \u00e8 divertente cantarle o semplicemente replicare sul palco le indicazioni della regia. Io voglio creare il mio personaggio. Lavoro per il\u00a0 pubblico. E questi registi d\u2019opera spesso lavorano solo per loro stessi&#8230; non per il pubblico.<br \/>\n<em><strong>Perch\u00e9 ci dev\u2019essere sempre qualcosa di nuovo? Perch\u00e9 le produzioni di successo non vengono riproposte per pi\u00f9 tempo? <\/strong><\/em><br \/>\nNon so&#8230; Capisco i manager dei teatri. Cercano di mettere in scena nuove produzioni. Li capisco: \u00e8 una ventata di aria fresca&#8230; ma si parliamo di equilibrio. \u00c8 semplice farlo a Zurigo dove hai tredici nuove produzioni all\u2019anno. Se fai cinque cose iper-moderne, ne hai comunque otto classiche. Ma se lo fai ad Amburgo o a Berlino, su cinque produzioni, quattro sono moderne. Iper-moderne. Non c\u2019\u00e8 equilibrio in quel caso ed \u00e8 il modo migliore per allontanare il pubblico dall\u2019opera. Spesso parlo con la gente dopo le esibizioni, mi prendo il mio tempo, a volte resto per mezz\u2019ora\u00a0 a parlare. Ci sono molte persone che amano veramente l\u2019opera e non solo fanatici appassionati dell\u2019opera tradizionale. Se assistono ad una produzione realmente entusiasmante, pur con una messa in scena moderna, l\u2019apprezzano. Ma ci\u00f2 non accade abbastanza spesso.<br \/>\n<em><strong>Il pubblico tradizionale sta cambiando grazie a internet ormai. Cosa si pu\u00e0 fare in concreto per attirare le nuove generazioni? <\/strong><\/em><br \/>\nPenso che si possano abbassare i pressi dei biglietti di certi ordini di posti, tipo la galleria. Secondo me, \u00e8 possibile riservare 200 biglietti e destinarli agli studenti e ai giovani, come 20 o 30 anni fa, cosicch\u00e9 possano andare all\u2019opera.<br \/>\n<strong><em>Lei riusciva andare a vedere l\u2019opera con quel sistema quand\u2019era studente?<\/em><\/strong><br \/>\nHo iniziato attorno ai 19 anni, fu allora che andai per la prima volta all&#8217;opera.<br \/>\n<em><strong>Che opera era? <\/strong><\/em><br \/>\nEra l\u2019<em>Elisir d&#8217;amore<\/em>&#8230; e non ricordo chi fosse il tenore, il che significa che o era pessimo oppure aveva una voce modestissima e non riuscivo a sentirlo. Non so perch\u00e9 ricordo benissimo il soprano, ma non ricordo il tenore&#8230;<br \/>\n<em><strong>Sentiva gi\u00e0 l&#8217;attrazione del palcoscenico? <\/strong><\/em><br \/>\nMi affascinava la voce. Ricordo di essere stato affascinato dalla voce sin da bambino. Che suoni pu\u00f2 produrre la voce! I cantanti sono dotati di questo talento estetico! La bellezza della voce \u00e8 sempre stata affascinante. Naturalmente, quando ho cominciato a cantare nel coro, il suono era differente&#8230; Non sapevo cantare, mi limitavo ad emettere suoni (<em>ride<\/em>). Ma era comunque divertente ed \u00e8 stato parte del mio sviluppo&#8230;<br \/>\n<em><strong>Lei ha parlato piuttosto spesso del suo lavoro con Dale Foundling, il suo vocal coach&#8230; <\/strong><\/em><br \/>\n\u00c8 un insegnante, in effetti. Coach non \u00e8 l\u2019espressione pi\u00f9 giusta. Ogni teatro dell\u2019opera ha due o tre vocal coach, ma c\u2019\u00e8 un solo Dale Foundling&#8230;<br \/>\n<strong><em>Mi piacerebbe sentirle parlarne&#8230; del modo in cui si fida e accetta il consiglio di qualcuno con cui lei ha una relazione lavorativa..<\/em>. <\/strong><br \/>\nSa, sono stato molto fortunato, ho conosciuto Dale durante la mia prima stagione a Linz. A queltempo, lavorava come pianista al Mozarteum e allo stesso tempo dava lezioni private. Avevo capito che la tecnica che avevo in quel momento non andava bene. Avevo bisogno di qualcosa, di qualcuno&#8230; Ero un tenore corto, senza alti, e dovevo far qualcosa. L\u2019ho conosciuto e all\u2019inizio \u00e8 stata davvero difficile&#8230; la mia prima lezione, ricordo, si \u00e8 basata su una sola frase (<em>canta l\u2019apertura di Don Ottavio, \u201cIl mio tesoro intanto<\/em>\u201d), solo questa, per un\u2019ora&#8230; se lo immagina?<br \/>\n<em><strong>Questo tipo di tecnica, questa filosofia di canto, dato che non \u00e8 solo tecnica o canto, \u00e8 universale.<\/strong><\/em><br \/>\nE la gran cosa, una delle cose pi\u00f9 grandi riguardanti Dale, \u00e8 che lui non \u00e8 un cantante. Ci\u00f2 significa che lui ti ascolta come un insegnante, non come un cantante, senza esitazione, senza dirti: \u201cBeh, io lo faccio in questo modo, qual\u2019\u00e8 il problema?\u201d. Ogni cantante, o meglio non <span style=\"text-decoration: underline;\">tutti<\/span> i cantanti, ma la maggior parte dei cantanti che insegnano cercano nella loro voce la soluzione ad un eventuale problema&#8230; quando insegno (ogni tanto mi chiedono di dare dei master-class), <strong>non insegno com\u2019\u00e8 che canto, insegno come mi piacerebbe cantare&#8230; il modo ideale. Dato che nessuno \u00e8 perfetto, come ben sa. Sono anche umano.<\/strong> nessuno \u00e8 perfetto. Naturalmente, i cantanti sul palco devono dimostrarsi sicuri, sapere cosa stanno facendo. E per essere davvero sicuri, necessitano di una buona tecnica per poter cantare. \u00c8 la responsabilit\u00e0 che si ha in quanto cantanti. Ma se si alvora con altri, creando con loro, aiutandoli, non puoi insegnar loro cosa fai tu, perch\u00e9 non sei perfetto. Potresti insegnare delle cose sbagliate, passare i tuoi problemi, i tuoi complessi. \u00c8 una responsabilit\u00e0 enorme&#8230; Ho lavorato con Dale per 19 anni gi\u00e0, o 18 anni e mezzo, e i primi quattro sono stati davvero, davvero durissimi. Ci vedevamo ogni fine settimana e ho speso met\u00e0 dei miei soldi in lezioni di canto. Dopo, abbiamo incominciato a vederci forse una volta ogni due mesi e poi c\u2019\u00e8 stata una pausa per i due anni che sono stato a Zurigo. Ma spesso abbiamo studiato ogni mio nuovo ruolo insieme&#8230;<br \/>\n<em><strong>Il suo approccio \u00e8 molto intelligente e non molti ne parlano con tanta franchezza&#8230;<\/strong><\/em><br \/>\nA volte mi meraviglio che i miei colleghi, i miei partner lavorativi non la pensino cos\u00ec perch\u00e9 tutti hanno problemi nella voce. Sa, pu\u00f2 essere modesta o proprio piccola, come una qualsiasi parte del corpo, ma se non si fa nulla a riguardo, pu\u00f2 annientarti&#8230;<br \/>\n<em><strong>La natura del &#8220;canto\u00a0 legato&#8221;. Potrebbe parlarne?<\/strong><\/em><br \/>\nMi piacerebbe paragonarlo a qualcosa al di fuori del canto, bench\u00e9 sappiamo essere essenziale alla tecnica di canto&#8230; \u00e8 come quando si pagaia in canoa o quando si va in kayak. Se si ha una buona tecnica, \u00e8 facile e si va avanti tranquillamente. Quando non lo si sa fare, ci si agita, perch\u00e9 (<em>si muove da sinistra a destra<\/em>) \u00e8 come trovarsi in una secca&#8230; cantare \u00e8 la stessa cosa.<strong> Non si tratta solo di allungare le vocali e accorciare le consonanti&#8230; secondo me, si tratta&#8230; come posso descriverlo&#8230; non perdere la \u201ccorrente principale\u201d della propria voce<\/strong>. Se si vuole avere il legato nella propria voce, bisogna ridurre le spinte da sinistra e da destra che arrivano dal testo. Naturalmente, per far ci\u00f2 uno non deve per forza essere un cantante d\u2019opera. Perch\u00e9 fra i cantanti di legato possiamo nominare anche persone come&#8230; Frank Sinatra o Tom Jones, o altri, chiunque capisca veramente il canto. Canto significa legato, non sono due cose separate. Se non si sa usare il legato, non si sa cantare, perch\u00e9 cantare significa mettere insieme due piccoli toni in un fraseggio&#8230;<br \/>\n<em><strong>Quando ascolto il suo legato, penso che ogni nota sia al posto giusto nel fraseggio&#8230; <\/strong><\/em><br \/>\n\u00c8 la corrente principale di cui dicevo prima!<br \/>\n<em><strong>Quando si esibisce, lei pensa al culmine di ogni fraseggio?<\/strong><\/em><br \/>\nNon proprio&#8230; Lo conosco, l\u2019ho studiato, mi ci sono esercitato, ma quando canto sul palco \u00e8 troppo tardi per pensarci&#8230; \u00e8 gi\u00e0 accaduto&#8230; posso esercitarmici, ma sul palco non pensi all\u2019appoggio e al posto della tua voce, \u00e8 gi\u00e0 successo nella preparazione, nel riscaldamento prima dell\u2019esibizione. Ed \u00e8 una cosa che raccomando vivamente ai giovani, cantano troppo mentre cantano. Invece di pensare prima di cantare, provano a pensare mentre cantano, \u00e8 troppo tardi&#8230; \u00e8 semplicemente troppo tardi! <strong>\u00c8 come quando si gioca a golf&#8230; se vuoi colpire la pallina, devi pensarci prima&#8230; e nel momento in cui fai partire la mazza, lascia semplicemente che accada&#8230; e poi finisci! Finire il fraseggio ti d\u00e0 la possibilit\u00e0 di iniziare il fraseggio successivo allo stesso livello.<\/strong> Ci\u00f2 ti da un senso ancora maggiore del legato, legato nei grandi fraseggi. Non perdere la \u201ccorrente principale\u201d. Nel caso del legato, \u00e8 un tono insieme all\u2019altro, in caso di grandi distanze, un fraseggio finisce dove un altro inizia. Ci\u00f2 ti d\u00e0 una direzione. Naturalmente, a volte, il compositore scrive qualcosa di diverso perch\u00e9 una storia \u00e8 finita. Ma quest\u00e0 \u00e8 la regola basilare. A volte complichiamo le cose pi\u00f9 semplici se non seguiamo queste regole.<br \/>\n<strong>Si pu\u00f2 anche paragonare alla guida&#8230; la scioltezza nel cambiare le marce: questo \u00e8 il legato.<\/strong> Bisogna impararlo. Vale tanto per il canto quanto per la guida. Certo, la gente si crede pi\u00f9 furba: inventa il cambio automatico. Ma anche il sistema del cambio automatico \u00e8 stato costruito. Sa a cosa mi riferisco&#8230; guido una vecchia auto, davvero d\u2019annata, ed \u00e8 davvero difficle cambiare le marce.. non \u00e8 facile! \u00c8 una macchina sportiva, bisogna essere molto precisi&#8230; respiro-appoggio-proiezione-immaginazione, sono tutti componenti del sistema di cambio del canto&#8230; \u00e8 facile se si comprendono innanzitutto le parti del canto. Dopodich\u00e9, \u00e8 facile anche mettere in pratica questo sapere. Naturalmente, non si finisce mai, perch\u00e9 se fai bene qualcosa, nuovi problemi arrivano in continuazione. Questo tipo di tecnica lo chiamo multi-dimensionale. Quando non ci pensi, le cose accadono solo ad un livello. Non va affatto bene e pu\u00f2 annientare anche una voce meravigliosa. Bisogna trasformare il pensiero univoco, piatto e rinforzare gli aspetti positivi del proprio canto. Questo \u00e8 il processo di apprendimento del canto.<br \/>\n<em><strong>Lei pensa molto al &#8220;rubato&#8221; quando canta?<\/strong><\/em><br \/>\nSi, fa parte dello stile. E litigo con qualsiasi direttore d\u2019orchestra che cerca di adeguare tutto al metronomo perch\u00e9 la musica \u00e8 vita. Non se ne parla nemmeno&#8230; Maestro, se vuole che io mi limiti a cantare a tempo, non ho bisogno di lei. C\u2019\u00e8 musica in cui si usa pochissimo rubato, come Mozart, del periodo classico, e musica piena di rubato come Verdi, Puccini o il repertorio belcantistico. Questa musica \u00e8 scritta per la voce umana e la voce umana non \u00e8 una scienza esatta. <strong>La voce umana non \u00e8 uno strumento in s\u00e9, \u00e8 il rubato che le d\u00e0 vita. Lo amo, Lo amo. Un esempio estremo \u00e8 il Maestro Santi.<\/strong> cantare con lui \u00e8 davvero significativo. A volte \u00e8 molto preciso, molto concreto ed \u00e8 in quel momento che puoi produrre qualcosa di meraviglioso.<br \/>\n<strong>In Wagner, non c\u2019\u00e8 molto spazio per il rubato perch\u00e9 \u00e8 tutto scritto.<\/strong> <strong>Ma quando Verdi scrive um-pah-pah, um-pah-pah, include il rubato nel fraseggio. Pensi al sestetto di Rigoletto (<em>canta<\/em>): \u201cBella figlia dell\u2019amore&#8230;plom, plom, plom.\u201d<\/strong> Ora, limitarmi a cantarlo cos\u00ec \u00e8 noioso per me. Ci \u00e8 voluta la genialit\u00e0 del compositore per metterlo su carta. I grandi compositori italiani e francesi davvero si preoccupavano di come la gente avrebbe cantato. Verdi pensava ai suoi cantanti e a come far s\u00ec che non commettessero errori. Lui sapeva che il tenore ha problemi a scendere con la voce. Quindi per evitare un eccessivo ricorso al portamento, inserisce dei tenuti nel verso, non tanto per i tenuti in s\u00e9, ma pi\u00f9 per evitare i portamenti&#8230; \u00e8 davvero geniale. <strong>Nel rubato, tutto \u00e8 presente nella scrittura ed \u00e8 anche connesso con la tecnica.<\/strong> Per ogni portamento che scende, devi far salire un p\u00f2 il tuo appoggio. Devi pensarci bene per preparare questo effetto. Altrimenti muore, muore&#8230; nel golf significa che la tua palla se ne va sempre a destra&#8230; e non raggiungi mai il green.<br \/>\n<em><strong>Pu\u00f2 essere difficile per un insegnante aiutare un cantante a trovare la sua voce autentica? <\/strong><\/em><br \/>\nI giovani spesso hanno solo cinque toni in tutto, il resto \u00e8 robaccia e devi quindi selezionare e costruire su quel che hai. \u00c8 un lavoro immenso. <strong>Riconoscere la voce prima di tutto. Che cosa accade quando un tenore canta da baritono? Forse non faticher\u00e0 molto. Forse all\u2019inizio la qualit\u00e0 sar\u00e0 anche buona. Per lui Sol Bemolle o Sol non \u00e8 un problema. Ma dopo 10 o 15 anni di canto<\/strong>, quando la struttura naturale della sua voce cambia necessariamente, che \u00e8 normale, tutto ci\u00f2 che ha imparato scomparir\u00e0 e non ci sono vie di scampo. \u00c8 tragico! \u00c8 importante comprendere e riconoscere la vera voce. Sono certo che se fossi nato in Germania, sarei stato un baritono. Ne sono certo al 100%, perch\u00e9 non avevo le note alte e quelle basse erano ottime. Posso ancora cantare da baritono, ma non con la stessa qualit\u00e0. L\u2019essenza del canto lirico e dell\u2019insegnamento \u00e8 il trarre le migliori qualit\u00e0 possibili dalla voce. Ed ecco che torniamo a Joan Sutherland che inizi\u00f2 come soprano drammatico senza sfumature di coloratura, ma aveva qualcuno al fianco che la spingeva a provare cose nuove. Se si ha il coraggio di farlo e ci si concede il tempo necessario, si pu\u00f2 essere dei vincenti.<br \/>\n<em>Foto Ken Howard\/Metropolitan Opera<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tenore Piotr Beczala dopo aver recentente cantato Rigoletto\u00a0all\u2019Opera Bastille nel ruolo del Duca di Mantova, dopo due [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":69,"featured_media":32900,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[147,14667,334,546,4486],"class_list":["post-32879","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","tag-cantanti","tag-interviste","tag-jules-massenet","tag-manon","tag-piotr-beczala"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32879","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/69"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32879"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32879\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87988,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32879\/revisions\/87988"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/32900"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32879"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32879"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32879"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}