{"id":33299,"date":"2012-04-15T21:31:30","date_gmt":"2012-04-15T19:31:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=33299"},"modified":"2017-01-06T11:01:41","modified_gmt":"2017-01-06T10:01:41","slug":"il-pipistrello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/il-pipistrello\/","title":{"rendered":"Napoli, Teatro di San Carlo:&#8221;Il pipistrello&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Napoli, Teatro di San Carlo, Stagione Lirica 2011\/2012<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;IL PIPISTRELLO&#8221;<br \/>\n<\/strong>Balletto in due atti e sette quadri<br \/>\nCoreografia <strong>Roland Petit<br \/>\n<\/strong>Musica di <strong>Johan Strauss jr.<\/strong><br \/>\n<em>Bella<\/em>\u00a0 OLGA ESINA<br \/>\n<em>Johann<\/em> KYRILL KOURLAEV<strong><br \/>\n<\/strong><em>Ulrich<\/em> ENO PECI<strong><br \/>\n<\/strong><em>Tenore <\/em>STEFANO SORRENTINO<br \/>\nOrchestra e Corpo di ballo del Teatro di San Carlo<br \/>\nScuola di ballo del Teatro di San Carlo<br \/>\nDirettore\u00a0 <strong>Nicolae Moldoveanu<\/strong><br \/>\nScene <strong>J.M.Willmotte<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Luisa Spinatelli<\/strong><br \/>\nTecnica e luci\u00a0<strong> J. Michel Desir\u00e9<\/strong><br \/>\nProduzione del Teatro alla Scala di Milano<strong><br \/>\n<\/strong><em>Napoli, 14 aprile 2012<br \/>\n<\/em><strong>\u00c8 con le parole di Vittoria Ottolenghi che chi scrive vuole ricordare il compianto Roland Petit<\/strong>, <em>\u00abl\u2019ultimo grande coreografo del nostro tempo realmente capace di evocare e di fondere, sui palcoscenici del mondo, le passioni pi\u00f9 scatenate, sia carnali, sia disincarnate. E, questo, nel nostro corpo e nel nostro cervello insieme: cos\u00ec come accade in ogni vero amore\u00bb. <\/em><br \/>\n<strong><em>Il Pipistrello<\/em> di Johann Strauss figlio, rappresentato al San Carlo<\/strong> nella sua forma originale di operetta (<em>Die Fledermaus<\/em>, andata in scena a Vienna la domenica di Pasqua del 1874) per circa un ventennio, \u00e8 stato riprodotto per il Massimo napoletano esclusivamente nella versione per la danza di Petit, a partire dal 5 marzo 1993. La trama, scarna ma godibile, \u00e8 incentrata sul consueto <em>clich\u00e9 <\/em>del marito farfallone, in questo caso notturno seduttore di donne e, pertanto, a ben ragione \u201cpipistrello\u201d pronto a volare via dal letto coniugale col buio delle tenebre. Solo l\u2019astuzia della moglie Bella, consigliata dall\u2019amico di famiglia Ulrich, <em>deus ex machina <\/em>della montatura destinata a ingannare l\u2019ignaro Johann, far\u00e0 emergere l\u2019altro <em>topos<\/em> della stupidit\u00e0 (a dire il vero tutta maschile) dell\u2019uomo che si innamora e insegue una sconosciuta, senza sapere che in realt\u00e0 si tratta della moglie, opportunamente camuffata.<br \/>\n<strong>Non \u00e8 superfluo ribadire la genialit\u00e0 e l\u2019intelligenza coreografica di Roland Petit,<\/strong> scomparso a Ginevra il 10 luglio dello scorso anno. La sua visione moderna del balletto classico, quello della danza <em>d\u2019\u00e9cole<\/em>, il suo saper coniugare rapidamente passato, innovazione, danza, musica e arti visive, con particolare attenzione per scenografia e costumi, sono ben note a chi conosce il mondo della danza. Il suo inimitabile stile \u201cparigino\u201d, carico di sensualit\u00e0 e raffinatezza, sostenute da un forte impianto tecnico, mantenuto con costanza nella sua per nulla convenzionale linea creativa, emerge nelle scene del balletto mescolando sapientemente comicit\u00e0 e lirismo, drammaticit\u00e0 e leggerezza. I suoi personaggi femminili, tutti ispirati all\u2019amatissima e stimatissima moglie Zizi Jeanmaire, sono forti e seducenti. Cos\u00ec \u00e8 per Bella, che non si perde d\u2019animo davanti alla sortita notturna del marito da \u201cMaxim\u2019s\u201d, ma si presta al gioco\/vendetta organizzato da Ulrich per smascherarlo e dimostrare che l\u2019uomo in perenne ricerca di novit\u00e0 finisce sempre per illudersi e rincorrere quello che non ha. Alla fine, per\u00f2, quello che in realt\u00e0 si cerca, sia pure inconsciamente, \u00e8 la verit\u00e0 e la sicurezza del focolare domestico, ben simboleggiato dal paio di pantofole dapprima stizzosamente rifiutate, ma alla fine accettate di buon grado. L\u2019ormai stanco \u201cpipistello\u201d ha perso le ali (una sorta di <em>Silfide <\/em>al maschile, sia pure con le dovute differenze\u2026) dopo aver inseguito un sogno che, in realt\u00e0, \u00e8 sempre davanti ai suoi occhi, ma che le vesti consuete di moglie affettuosa non gli avevano permesso di apprezzare.<br \/>\n<strong>Applausi meritati per la protagonista, interpretata dalla brava e bella Olga Esina<\/strong>. Nata a San Pietroburgo e diplomatasi alla prestigiosa Accademia \u201cVaganova\u201d della stessa citt\u00e0, entra subito\u00a0 a far parte del corpo di ballo del Teatro Marijnskij interpretando ruoli di prima ballerina. \u00c8 attualmente tra le danzatrici maggiormente richieste nei gala internazionali e nei teatri europei. La purezza delle linee, lunghe e disegnate in ogni figura, unite a una grazia solare e alla trasfigurazione dei passi in tocchi leggeri, hanno come al solito sottolineato la differenza con un corpo di ballo femminile alquanto infelice, sia nella tecnica sia nella qualit\u00e0 di movimento e nella musicalit\u00e0, per non parlare di qualche elemento un po\u2019 troppo in carne, o comunque dalle proporzioni diciamo non proprio canoniche nel XXI secolo. Se a Napoli va effettivamente di moda la danzatrice \u201cristretta\u201d, il problema \u00e8 l\u2019effetto visivo che risulta dalla giustapposizione con una prima ballerina del genere. Ebbene, si sa, il metro \u00e8 dalla parte dei russi, ma sarebbe pi\u00f9 conveniente rivedere le \u201cmisure\u201d del corpo di ballo napoletano o invitare, in alternativa, ospiti con meno centimetri sulla testa (ad esempio i cubani, ma in questo caso si avrebbero poi problemi di <em>pirouettes<\/em>!), per non rischiare di confondere i professionisti con i bambini della scuola di ballo, come sempre carinissimi in scena. Nelle vesti del \u201cpipistrello\u201d Johann c\u2019\u00e8 <strong>Kirill Kourlaev<\/strong>. Moscovita di nascita, formatosi presso la Scuola di ballo della citt\u00e0, prosegue gli studi al Conservatorio di St. P\u00f6lten in Austria e presso la Scuola di Ballo della Wiener Staatsoper. Opportunamente distante, come deve esserlo il personaggio nel primo quadro, \u00e8 generalmente poco espressivo. Non bellissimo, \u00e8 ben calato nel ruolo, nonostante qualche imprecisione tecnica che, tuttavia, non va sottolineata pi\u00f9 di tanto: la danza \u00e8 un\u2019arte e qualche imperfezione, se compensata dall\u2019interpretazione, non solo passa inosservata, ma \u00e8 anche bene che ci sia! Il confronto con il disomogeneo corpo di ballo maschile questa volta non \u00e8 troppo tragico, anche se l\u2019elevazione di Kouralev pare non trovi confronto, se non nel giovanissimo <strong>Alessandro Staiano<\/strong>, impegnato nella Czarda ungherese. Da poco diplomatosi presso la scuola del Teatro San Carlo, ben piazzato fisicamente \u00e8 dotato di tecnica forte e di grintosa presenza scenica. Anche tra gli uomini del corpo di ballo sarebbe tuttavia necessaria non solo una \u201cscrematura\u201d, vista l\u2019et\u00e0 avanzata di alcuni danzatori, la tecnica scarsa di altri e le dimensioni non proprio \u201call\u2019altezza\u201d di altri ancora. Per non parlare dei talenti delle classi maschili della Scuola diretta da Anna Razzi, che si ritrovano raramente in compagnia, per cui un osservatore attento si domander\u00e0: ma dove finiscono questi ragazzi? Mah. Il punto \u00e8 sempre lo stesso e chi scrive sembra avere un chiodo fisso: denigrare questo gi\u00e0 troppo vilipeso corpo di ballo. Non \u00e8 cattiveria n\u00e9 astio, anzi, la cosa dispiace non poco. Il rispetto per chi sceglie di dedicare la propria vita a un s\u00ec nobile impiego va ribadita, ma l\u2019amore per un Teatro magnifico, ricco di storia e tradizione, unito alla stanchezza di dover tirare sempre le stesse somme ad ogni rappresentazione, spazzano via ogni possibile ipocrisia e opportunistiche quanto false esaltazioni. Non a caso, la scelta del repertorio pare confermare di stagione in stagione la necessit\u00e0 di non oberare con titoli eccessivamente tecnici o comunque pi\u00f9 \u201cpesanti\u201d l\u2019<em>ensemble<\/em>. Quando anche il San Carlo decider\u00e0 di adeguare l\u2019organico del proprio corpo di ballo ai modelli europei saremo tutti felicissimi, anche di spendere tanti (troppi) soldini per una poltrona di platea o un loggione che sia, ma almeno ne varr\u00e0 la pena! Chi vivr\u00e0 vedr\u00e0, con l\u2019augurio di poterne tessere, in un futuro non troppo lontano, lodi infinite .<br \/>\n<em>Foto Francesco Squeglia &#8211; Teatro San Carlo di Napoli<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Napoli, Teatro di San Carlo, Stagione Lirica 2011\/2012 &#8220;IL PIPISTRELLO&#8221; Balletto in due atti e sette quadri Coreografia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":70,"featured_media":33308,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[14677,5361,5359,5363,2596,5360,5364,5021,5362,2535,5176,17860],"class_list":["post-33299","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-danza","tag-eno-peci","tag-il-pipistrello","tag-j-m-willmotte","tag-johann-strauss-jr","tag-kyrill-kourlaev","tag-lienz-chang","tag-luisa-spinatelli","tag-nicolae-moldoveanu","tag-olga-esina","tag-roland-petit","tag-teatro-san-caro-di-napoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33299","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/70"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33299"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33299\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88493,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33299\/revisions\/88493"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33308"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33299"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33299"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33299"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}