{"id":33333,"date":"2015-05-31T00:20:56","date_gmt":"2015-05-30T22:20:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=33333"},"modified":"2016-11-29T03:04:01","modified_gmt":"2016-11-29T02:04:01","slug":"la-gazza-ladra-la-genesi-e-la-trionfale-prima-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/la-gazza-ladra-la-genesi-e-la-trionfale-prima-prima-parte\/","title":{"rendered":"&#8220;La Gazza ladra&#8221;: La genesi e la trionfale prima (prima parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><strong>&#8220;La Gazza ladra&#8221;.\u00a0 La genesi e la trionfale prima<\/strong><em><strong><em>: <\/em><\/strong><\/em><strong>31 maggio 1817<\/strong><em><strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong><\/em><\/strong>La <em>Gazza Ladra<\/em> \u00e8 uno dei capolavori di Rossini. La compose a Milano nel 1817, per la stagione di primavera&#8221;<a title=\"\" href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>.\u00a0 Con queste parole sintetiche quanto icastiche, Stendhal, nella sua biografia rossiniana, defin\u00ec <em>La Gazza ladra<\/em>di Rossini, opera accolta dal pubblico in modo trionfale\u00a0 alla sua prima rappresentazione avvenuta al Teatro alla Scala di Milano il 31 maggio 1817.<br \/>\n<strong>Lo stesso Stendhal, presente a quella trionfale <em>premi\u00e8re<\/em>,<\/strong> ricord\u00f2 la serata scrivendone quasi una puntuale recensione sempre nella sua biografia rossiniana:<br \/>\n<em><strong>Il successo fu cos\u00ec travolgente, l\u2019opera suscit\u00f2 un tale furore<\/strong> (ho bisogno a questo punto di ricorrere all\u2019energia della lingua italiana) che ad ogni istante il pubblico, tutto quanto, si alzava in piedi per subissare Rossini di acclamazioni. L\u2019amabile autore raccont\u00f2 poi, la sera, al caff\u00e8 Accademia che, indipendentemente dalla gioia del successo, si sentiva distrutto dalla fatica per le centinaia di inchini che era stato costretto a fare al pubblico, il quale, incessantemente, interrompeva lo spettacolo gridando: \u00abbravo maestro! e viva Rossini\u00bb. Il successo fu dunque immenso e si pu\u00f2 dire che mai maestro ne \u00e8 stato pi\u00f9 degno. Gli applausi erano tanto pi\u00f9 lusinghieri in quanto, come gi\u00e0 dissi, quel pubblico del 1817 era ancora composto dal fior fiore della gente colta di tutta la Lombardia [\u2026]. Ero presente alla prima della Gazza ladra. Fu uno dei successi pi\u00f9 unanimi e brillanti che io abbia mai visto e resse per quasi tre mesi con lo stesso intenso entusiasmo. Rossini fu fortunato nella scelta degli interpreti; Galli<a title=\"\" href=\"#_ftn2\">[2]<\/a> aveva allora la pi\u00f9 bella voce di basso in Italia, la voce pi\u00f9 forte e la pi\u00f9 accentuata; interpret\u00f2 la parte del soldato con una abilit\u00e0 degna di Kean o di de\u2019 Marini. La signora Belloc<a title=\"\" href=\"#_ftn3\">[3]<\/a> cant\u00f2 la parte della povera Ninetta con la sua voce magnifica e pura che sembra ringiovanire di anno in anno; interpretava quella facile parte con moltissimo spirito. Ricordo che la nobilitava molto; pi\u00f9 che una serva volgare era la figlia di un valoroso soldato, costretta dalle disgrazie paterne a cercarsi un lavoro. Monelli<a title=\"\" href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>, piacevole tenore, era il giovane soldato Giannetto che fa ritorno alla casa paterna, e Botticelli<a title=\"\" href=\"#_ftn5\">[5]<\/a> il vecchio contadino Fabrizio Vingradito, parte cos\u00ec bene interpretata a Parigi dal Barilli. Ambrosi<a title=\"\" href=\"#_ftn6\">[6]<\/a>, con la sua magnifica voce e con la sua interpretazione tutta d\u2019un pezzo, rappresentava assai bene il cattivo podest\u00e0; infine le grazie della signorina Galianis<a title=\"\" href=\"#_ftn7\">[7]<\/a>, nella parte di Pippo, erano inimitabili e davano una seducente attrattiva al duetto del secondo atto tra Pippo e Ninetta. Tutti gli interpreti cercavano di comune accordo di nobilitare l\u2019opera. La signora Fodor, invece, l\u2019ha resa assai volgare<a title=\"\" href=\"#_ftn8\">[8]<\/a>. <\/em><br \/>\n<strong>Quando, intorno al mese di marzo del 1817,<\/strong> giunse a Rossini la commissione della Scala di Milano per una nuova opera da rappresentarsi nella stagione di primavera dello stesso anno, il compositore pesarese era assente dalle scene milanesi da ben tre anni. Le ultime opere l\u2019<em>Aureliano in Palmira<\/em> e il <em>Turco in Italia<\/em>, che avevano calcato le scene del prestigioso teatro lombardo, erano state rappresentate rispettivamente nel 1813 e nel 1814 con esito poco brillante. Per Rossini, reduce dal contrastato successo della <em>Cenerentola<\/em>, che, accolta in modo piuttosto freddo alla prima rappresentazione avvenuta al Teatro Valle di Roma il 25 gennaio 1817, si impose, tuttavia, dopo poche recite diventando popolarissima, si trattava, dunque, di un importante ritorno sulle scene del teatro milanese. Per l\u2019occasione gli fu dato un libretto scritto da Giovanni Gherardini (Milano 1778 \u2013 1861), poeta non pi\u00f9 giovanissimo, ma alle prese per la prima volta con un libretto d\u2019opera. Proprio con il libretto della <strong><em>Gazza ladra<\/em>, il cui soggetto era tratto da <em>La pie voleuse <\/em>di T. Babouin d\u2019Aubigny e Louis-Charles Caigniez, un melodramma <em>da boulevard<\/em> rappresentato a Parigi nel 1815<\/strong> e basato su un fatto di cronaca, Gherardini aveva vinto un concorso indetto dall\u2019Impresa dei Reali Teatri di Milano. Apprezzato dal neoclassico Vincenzo Monti al quale l\u2019azione appariva<em> sviluppata con naturalezza e chiarezza <\/em>e <em>i caratteri ben lumeggiati e felicemente messi in contrasto<\/em>, questo libretto fu aspramente criticato dal romantico Stendhal che lo liquid\u00f2 definendolo <em>un dramma nero alquanto insulso<a title=\"\" href=\"#_ftn9\"><strong>[9]<\/strong><\/a><\/em>, riscattato dalla musica di Rossini che, sempre secondo Stendhal, compose <em>\u00a0della bella musica su un argomento abominevole <a title=\"\" href=\"#_ftn10\"><strong>[10]<\/strong><\/a>. <\/em>Consapevole dell\u2019importanza della commissione, Rossini si riserv\u00f2 ben tre mesi di tempo per comporre questa nuova opera, per la quale egli non utilizz\u00f2 la solita tecnica degli <em>autoimprestiti<\/em> consistente nella ripresa di musica gi\u00e0 scritta per altre sue opere, ma scrisse una musica del tutto nuova. Nonostante l\u2019importanza dell\u2019occasione il compositore non rinunci\u00f2 a giocare un tiro mancino al basso Galli, suo rivale in amore, come raccontato dallo stesso Stendhal: <em><br \/>\nQuando Rossini compose la Gazza ladra, era in disaccordo col Galli, suo felice rivale presso la M<sup>***<\/sup>. Ora bisogna sapere che Galli, nella sua bellissima voce, ha due o tre note che canta giuste solo quando sorvola rapidamente, ma che stona quando \u00e8 costretto a soffermarvisi proprio sulle note che non sapeva rendere con la giusta intonazione. [\u2026] Galli sempre sicuro della sua magnifica voce, s\u2019impunt\u00f2 e non volle cambiare le note alla rappresentazione: eppure non v\u2019era nulla di pi\u00f9 semplice. Questa ostinazione ha rovinato la sua entrata a Roma, a Napoli, a Parigi; e poich\u00e9 il gusto severo e piuttosto freddo di questa capitale preferisce la mancanza di ogni errore alla presenza di sublimi bellezze offuscate da qualche imperfezione, il successo di Galli non \u00e8 mai stato, come avrebbe dovuto essere, un successo veramente caloroso. Galli si \u00e8 irrigidito contro i silenzio! del pubblico, non ha voluto cambiare dieci note; e poich\u00e9 la timidezza influenzava il suo organo vocale a dispetto dei suoi sforzi, questo inizio di una parte cos\u00ec bella \u00e8 sempre stato viziato da tre o quattro note arrischiate<a title=\"\" href=\"#_ftn11\">[11]<\/a>. <\/em><strong>Come gi\u00e0 accennato in precedenza, la prima fu un trionfo<\/strong>; lo stesso Stendhal ricord\u00f2 l\u2019accoglienza del pubblico alla cavatina di Ninetta <em>Di piacer mi balza il cor<\/em>:<br \/>\n<em>Temerei di stancare il pubblico se ancora gli parlassi dell\u2019entusiasmo del pubblico nell\u2019ascoltare quest\u2019aria cos\u00ec semplice, cos\u00ec naturale, cos\u00ec facile da comprendere. \u00c8 il sublime del genio campagnolo. [\u2026] Gli spettatori della platea erano saliti sulle panche, fecero ripetere l\u2019aria della signora Belloc\u00a0 e l\u2019ascoltarono in piedi. A gran voce richiedevano questa cavatina per la terza volta, allorch\u00e9 Rossini disse, dal suo posto al pianoforte, agli spettatori delle prime file della platea: \u00abLa parte di Ninetta \u00e8 molto impegnativa; la signora Belloc non sar\u00e0 in grado di arrivare alla fine, se la trattate cos\u00ec\u00bb. Questa ragione, ripetuta e discussa in platea, raggiunse il suo scopo dopo una interruzione di un quarto d\u2019ora. Tutti i miei vicini discutevano fra loro con calore e schiettezza, come se fossero stati vecchi conoscenti. Non ho mai\u00a0\u00a0 pi\u00f9 rivisto una simile imprudenza in Italia<a title=\"\" href=\"#_ftn12\">[12]<\/a>.<\/em><\/p>\n<p>\u00a0<a title=\"\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Stendhal, <em>Vita di Rossini<\/em>, a cura di Mariolina Bongiovanni Bertini,\u00a0 EDT, Torino, 1983, p. 162.<a title=\"\" href=\"#_ftnref2\"><br \/>\n[2]<\/a> Filippo Galli (Roma 1783 \u2013 Parigi 1853), basso italiano e primo interprete del personaggio di Fernando Villabella. Vant\u00f2 una lunga collaborazione con Rossini, partecipando alle prime rappresentazioni di molte sue opere.<a title=\"\" href=\"#_ftnref3\"><br \/>\n[3]<\/a> Maria Teresa Belloc Giorgi (San Benigno Canavese, Torino, 1784 \u2013 San Giorgio Canavese, Torino 1855), soprano. Per lei Rossini scrisse anche <em>L\u2019inganno felice<\/em>.<a title=\"\" href=\"#_ftnref4\"><br \/>\n[4]<\/a> Savino Monelli (Fermo 1784 \u2013 Fermo 1836), tenore italiano.<a title=\"\" href=\"#_ftnref5\"><br \/>\n[5]<\/a> Vincenzo Botticelli (Boticelli), basso italiano.<a title=\"\" href=\"#_ftnref6\"><br \/>\n[6]<\/a> Antonio Ambrogi \u201cChizziol\u201d, basso italiano<a title=\"\" href=\"#_ftnref7\"><br \/>\n[7]<\/a> Teresa Galianis, contralto italiano.<a title=\"\" href=\"#_ftnref8\"><br \/>\n[8]<\/a> Stendhal, <em>Op. cit.<\/em>, pp. 163-164.<a title=\"\" href=\"#_ftnref9\"><br \/>\n[9]<\/a> <em>Ivi<\/em>, p. 162.<a title=\"\" href=\"#_ftnref10\"><br \/>\n[10]<\/a> <em>Ibid<\/em>.<a title=\"\" href=\"#_ftnref11\"><br \/>\n[11]<\/a> <em>Ivi<\/em>, p. 168.<a title=\"\" href=\"#_ftnref12\"><br \/>\n[12]<\/a> <em>Ivi<\/em>, pp. 166-167.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La Gazza ladra&#8221;.\u00a0 La genesi e la trionfale prima: 31 maggio 1817 La Gazza Ladra \u00e8 uno dei [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":66112,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[14671,142,735],"class_list":["post-33333","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-approfondimenti","tag-la-gazza-ladra","tag-rossini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33333","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33333"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33333\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":80807,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33333\/revisions\/80807"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66112"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33333"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33333"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33333"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}