{"id":33914,"date":"2012-04-30T00:10:53","date_gmt":"2012-04-29T22:10:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=33914"},"modified":"2016-12-10T04:51:19","modified_gmt":"2016-12-10T03:51:19","slug":"powder-her-face","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/powder-her-face\/","title":{"rendered":"Venezia, Teatro Malibran: &#8220;Powder her face&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venezia, Teatro Malibran, Stagione Lirica 2012<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;POWDER HER FACE&#8221; (Incipriale il viso)<br \/>\n<\/strong>Opera da camera in due atti op.14, libretto di Philip Hensher<br \/>\nMusica di <strong>Thomas Ades<br \/>\n<\/strong><em>La Duchessa <\/em>OLGA ZHURAVEL<br \/>\n<em>La cameriera \/ L\u2019amica \/ L\u2019amante del Duca \/ La ficcanaso \/ La giornalista di cronaca rosa\u00a0 <\/em>ZUZANA MARKOVA&#8217;<br \/>\n<em>L\u2019elettricista \/ Il gigol\u00f2 \/ Il cameriere \/ Il ficcanaso \/ Il fattorino <\/em>LUCA CANONICI<br \/>\n<em>Il direttore dell\u2019hotel \/ Il Duca \/L\u2019addetto alla lavanderia \/Un ospite dell\u2019hotel \/ Il giudice <\/em>NICHOLAS ISHERWOOD<br \/>\nOrchestra del Teatro La Fenice di Venezia<br \/>\nDirettore<strong> Philip Walsh <\/strong><br \/>\nRegia, scene e costumi <strong>Pier Luigi Pizzi <\/strong><br \/>\nLuci\u00a0 <strong>Vincenzo Raponi<\/strong><br \/>\nmovimenti coreografici <strong>Roberto Pizzuto<br \/>\n<\/strong>Prima rappresentazione a Venezia<br \/>\n<em>Allestimento Teatro Rossini di Lugo di Romagna e Teatro Comunale di Bologna<br \/>\nVenezia, 27 aprile 2012<br \/>\n<\/em><br \/>\n<strong>Se per Leopardi la noia pu\u00f2 essere considerata, in un certo senso, il pi\u00f9 sublime dei sentimenti umani,<\/strong> in quanto coincide con l&#8217;insoddisfazione degli spiriti eletti di fronte alla pochezza, alla finitezza del reale, il sentimento che circolava a volte tra il pubblico del Malibran, assistendo alle <em>performance<\/em> a luci rosse della Duchessa d\u2019Argyll e del suo ineffabile <em>entourage,<\/em> ci \u00e8 sembrato alquanto simile a quello decantato dal sublime poeta di Recanati. Intendiamoci, <strong>la <em>chamber opera<\/em> di Ad\u00e8s \u00e8 un lavoro di raffinato eclettismo che, col supporto di un organico di soli quindici esecutori<\/strong> \u2013 sulla falsariga di tanti capolavori britteniani composti per l&#8217;English Opera Group \u2013 incrocia vari generi musicali: dal tango di Astor Piazzolla (in apertura e chiusura dell&#8217;opera) a Cole Porter (che compose una canzone sulla trasgressiva nobildonna), al <em>musical<\/em>, al<em> jazz.<\/em> Peraltro la cifra predominante nella partitura \u00e8 quel declamato impervio e dissonante, che caratterizza, pur in forme diverse, tanto teatro musicale novecentesco: oltre che a Benjamin Britten (di cui in qualche modo Thonas Ad\u00e8s \u00e8 considerato l&#8217;erede), a Richard Strauss e a Leo\u0161 Jan\u00e1\u010dek, il compositore guarda a <em>Die dreigroschenoper <\/em>di Kurt Weill, nonch\u00e9 alle amate <em>Lulu<\/em> di Alban Berg e <em>The Rake&#8217;s Progress di <\/em>Igor Stravinskij.<strong> Tuttavia la tematica sessuale ossessivamente ricorrente, le situazioni e le movenze della maggior parte dei personaggi,<\/strong> inequivocabilmente, continuamente allusive \u2013 pur nella sobria messinscena del collaudatissimo <strong>Pier Luigi Pizzi<\/strong> \u2013 non rappresentano nulla di nuovo sotto il sole, n\u00e9 tantomeno mostrano, a nostro modesto avviso, un volto rinnovato del melodramma: semmai un suo vano inseguire certe forme di televisione (o cinema o letteratura) non propriamente &#8216;culturali&#8217;. A proposito della regia, l&#8217;obiettivo dichiarato di non trascendere mai nella volgarit\u00e0 \u00e8 stato pienamente raggiunto anche riguardo alla situazione pi\u00f9 scabrosa, in cui la protagonista canta a bocca chiusa, per non dire altro, nascosta dentro il baldacchino del letto, da cui emerge il busto di uno dei suoi numerosi quanto occasionali <em>partner. <\/em><strong>Nondimeno la staticit\u00e0 della scena, che con poche variazioni si basa su un rosso cardinale dilagante quasi ovunque, non rende appieno i diversi piani<\/strong>, a livello sia psicologico che temporale, attraverso cui si snoda la vicenda, che inizia e finisce nel momento del declino della protagonista e per il resto \u00e8 costituita da un lungo <em>flash-back<\/em> sulla sua &#8216;carriera di libertina&#8217;, tanto per ricordare ancora l&#8217;opera di Stravinskij.<br \/>\n<strong>Grande presenza scenica hanno dimostrato, oltre al <em>phisique du r<\/em><em>\u00f4<\/em><em>le<\/em>, \u00a0le due interpreti femminili, Olga Zhuravel e Zuzana Markov\u00e1<\/strong>, rispettivamente la duchessa (soprano drammatico) e la cameriera (soprano leggero che, come avviene per gli altri ruoli del cast, a parte la protagonista, veste di volta in volta i panni di diversi personaggi), impegnate ad esibire le loro grazie in una reiterata &#8216;danza dei sette veli&#8217; che culmina, nel caso della cameriera trasmutatasi in amante del Duca, nel nudo integrale. Entrambe le voci si sono dimostrate a loro agio affrontando la tessitura esasperata \u00a0della propria \u00a0parte con precisione, agilit\u00e0, intensit\u00e0 espressiva. Pi\u00f9 enfatica la Zhuravel a rendere la tragicit\u00e0 che traspare sotto l&#8217;apparente sfrenato edonismo nel personaggio a lei affidato, adorabilmente cinguettante verso la zona acuta Zuzana Markov\u00e1 nell&#8217;esprimere sensualit\u00e0, perfidia, conformismo, <em>glamour<\/em>. Vocalmente autorevole \u00e8 apparso il tenore <strong>Luca Canonici<\/strong>, capace di un canto dispiegato e, quando occorreva, beffardamente sentimentale, a seconda delle sue multiformi apparizioni, dove ha dimostrato bel timbro chiaro, facilit\u00e0 negli acuti, efficace\u00a0 gestualit\u00e0. Pi\u00f9 ingessato scenicamente il basso baritono<strong> Nicholas Isherwood<\/strong> che ha prestato la sua voce ad un nutrito stuolo di personaggi, tra cui lo spregiudicato duca di Argyll e l&#8217;implacabile giudice. Ma, soprattutto nel registro grave, ha rivelato una certa ruvidezza di timbro, che comunque poteva anche essere funzionale a certi tratti caricaturali dei suoi vari ruoli. L&#8217;orchestra sotto l&#8217;autorevole bacchetta di <strong>Philips Wash<\/strong> ha fornito una prova eccellente nell&#8217;affrontare la variegata partitura di Ad\u00e8s che, come abbiamo detto, ripercorre diversi stilemi del teatro musicale del secolo scorso, dalle avanguardie al neoclassicismo. <strong>Grande equilibrio in orchestra e tra l&#8217;orchestra e il palcoscenico:<\/strong> il direttore ha saputo dare ai cantanti il dovuto rilievo e nello stesso tempo ha reso con analitica efficacia i preziosi impasti sonori (pensiamo alle settime diminuite che sottolineano certi stati d&#8217;animo della protagonista) come le asprezze dionisiache di un&#8217;orchestrazione che, tra l&#8217;altro, affida un ruolo determinante alle percussioni, comprendenti anche strumenti eterodossi come il mulinello di un canna da pesca e gli oggetti pi\u00f9 disparati. Calorosi applausi hanno festeggiato gli interpreti alla fine dello spettacolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro Malibran, Stagione Lirica 2012 &#8220;POWDER HER FACE&#8221; (Incipriale il viso) Opera da camera in due atti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":33916,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[256,5456,5455,145,5457,5453,5454,1486],"class_list":["post-33914","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-luca-canonici","tag-nicholas-isherwood","tag-olga-zhuravel","tag-opera-lirica","tag-philip-walsh","tag-powder-her-face","tag-thomas-ades","tag-zuzana-markova"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33914","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33914"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33914\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33916"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33914"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33914"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33914"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}