{"id":34268,"date":"2012-05-05T20:06:21","date_gmt":"2012-05-05T18:06:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=34268"},"modified":"2016-11-28T02:26:38","modified_gmt":"2016-11-28T01:26:38","slug":"da-cleveland-a-boston-con-rancore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/da-cleveland-a-boston-con-rancore\/","title":{"rendered":"Beverly Sills &#8211; Da Cleveland a Boston con rancore"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><strong>Nonostante i suoi sentimenti verso Cleveland, dopo la nascita della piccola Muffy, Beverly Sills era una donna felice.<\/strong> L\u2019allargamento della famiglia le fece decidere di mettere la carriera temporaneamente in <em>stand &#8211; by<\/em>. Non partecip\u00f2 alla stagione autunnale del City Opera e, nella primavera del 1960, si limit\u00f2 a due esibizioni in <em>Baby Doe<\/em> e ad una nei <em>Sei Personaggi<\/em>.<br \/>\n<strong>Emerson Buckley, che era stato il suo direttore musicale in <em>Baby Doe<\/em>, era anche direttore musicale del Central City Music Festival in Colorado e nell\u2019aprile del 1960 chiam\u00f2 la Sills per chiederle se avrebbe cantato per lui al festival, durante l\u2019estate seguente. Aveva in programma di mettere in scena <em>Lucia di Lammermoor<\/em> di Donizetti e <em>Aida<\/em> di Verdi.<\/strong> Lei acconsent\u00ec &#8211; o almeno cos\u00ec credeva &#8211; a cantare Lucia, un ruolo perfetto per un soprano di coloratura. Poco prima del suo compleanno, Buckley le invi\u00f2 la partitura di <em>Aida<\/em>, che lei prontamente risped\u00ec al mittente, dicendogli che si era sbagliato e chiedendogli di essere cos\u00ec gentile da mandarle la partitura di <em>Lucia<\/em>. Buckley rispose che non si era sbagliato. Lei aveva accettato di fare <em>Aida<\/em>, per quanto lo riguardava. Prima di allora, Beverly Sills aveva gi\u00e0 cantato due volte il ruolo verdiano. Ma era un ruolo troppo pesante per la sua voce. Ci\u00f2 nonostante, Buckley era certo che la Sills sarebe stata un\u2019ottima Aida. Inoltre, la rassicur\u00f2 dicendole che si trattava di un teatro piccolo, da appena settecento posti. E, dopotutto, Central City era un buon posto in cui passare le vacanze con le bambine.<br \/>\n<strong>E cos\u00ec, Beverly Sills, acconsent\u00ec a interpretare la celebre eroina verdiana.<\/strong> La decisione fu presa qualche tempo prima del suo compleanno: Beverly Sills era solita ricordare la cosa a causa di una clamorosa gaffe che commise con suo marito Peter proprio il giorno del suo compleanno. Mentre lei guardava da una finestra una station wagon rossa entrare nella loro propriet\u00e0 e Peter sedeva in poltrona a leggere, Beverly si volt\u00f2 verso il marito e disse: \u201c<em>Se c\u2019\u00e8 una cosa che odio, sono le auto rosse.\u201d <\/em><br \/>\nLa station wagon era il regalo di Peter per il suo compleanno: nelle sue intenzioni, sarebbe stata l\u2019auto con cui Beverly avrebbe portato con s\u00e9 le bambine a Central City, mentre lui le avrebbe raggiunte nei fine settimana. Beverly, per rimanere fedele a s\u00e9 stessa, non fece altro che criticare la station wagon rossa, trovandole ogni sorta di difetto che, puntualmente, si rivelava infondato. E, nel contempo, rest\u00f2 piacevolmente meravigliata di come Peter non perdesse mai la calma, nonostante i suoi capricci.<br \/>\n<strong>Una volta a Central City, incontr\u00f2 il tenore che avrebbe interpretato Radames. Non appena iniziarono le prove, Beverly Sills non nascose il suo disappunto<\/strong> e disse a Emerson Buckley che era sicura che la voce del tenore non fosse sufficientemente resistente per affrontare il ruolo per pi\u00f9 di cinque minuti. Buckley le rispose che non sapeva di cosa stesse parlando e in un certo senso aveva anche ragione: il tenore non resse per pi\u00f9 di un minuto. Tuttavia, la performance non fu un fiasco completo. <strong>Dato che Beverly Sills ha sempre imparato con estrema facilit\u00e0 tutti i ruoli delle opere in cui appariva, ogni volta che la voce del tenore veniva meno, lei entrava e cantava la sua parte oltre a quella di Aida.<\/strong> Il pubblico non si accorse mai di quanto quell\u2019esibizione fosse compromessa.<\/p>\n<p><object width=\"420\" height=\"315\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/JY97wYfYu0A?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"420\" height=\"315\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/JY97wYfYu0A?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dopo il festival, la famiglia Greenough si trasfer\u00ec da Cleveland a Boston<\/strong>, dato che Peter aveva accettato un posto al <em>Boston Globe<\/em> come editorialista finanziario, dopo esser stato messo in minoranza al <em>Plain Dealer<\/em> e praticamente costretto a dimettersi.<br \/>\nBeverly lasci\u00f2 Cleveland ancora pi\u00f9 amareggiata di quanto gi\u00e0 non fosse. Anni pi\u00f9 tardi, quando torn\u00f2 nella citt\u00e0 dell\u2019Ohio per cantarvi ed era ormai la superstar dell\u2019opera americana, non pot\u00e9 non notare che la gente di Cleveland, tutt\u2019ad un tratto, era diventata molto pi\u00f9 amichevole nei suoi confronti di quanto non lo fosse mai stata. Fu invitata a tantissime feste in suo onore e declin\u00f2 ogni singolo invito! Fatta eccezione per quei pochi amici che aveva in citt\u00e0, non vide nessuno e non and\u00f2 da nessuna parte. Addirittura, si guard\u00f2 bene dal riconoscere chichess\u00eca. Dopo le esibizioni, quando le presentavano &#8211; o ri-presentavano &#8211; i rappresentanti della Cleveland bene, la frase standard con cui accoglieva le persone era: \u201c<em>Mi scusi, pu\u00f2 ripetermi il suo nome?\u201d.<\/em> Moltissimi fra radio, televisioni e quotidiani locali la intervistarono e ogni volta che le chiedevano se sentisse la mancanza di Cleveland lei, impietosa e brutalmente franca, rispondeva: <em>\u201cCosa dovrebbe mai mancarmi di Cleveland? Non ho mai avuto un amico in questa citt\u00e0 e non vedo perch\u00e9 dovrei averne ora che sono conosciuta.\u201d <\/em><strong>Beverly Sills non le mand\u00f2 a dire a Cleveland. I cinque anni in chi visse in quella citt\u00e0 furono i pi\u00f9 rabbiosi e amari della sua vita e ci tenne a che si sapesse. <\/strong><br \/>\nDate le premesse, il rapporto con Boston non pot\u00e9 che essere idilliaco sin dall\u2019inizio. Fu l\u00ec che incontr\u00f2 Sarah Caldwell, che fu sua amica e collega fra le pi\u00f9 care, la quale aveva appena fondato la sua compagnia operistica: a quei tempi, la Caldwell utilizzava lenzuola come scenografia e metteva in scena le sue produzioni al Donnelly Theater, un ex cinema abbandonato. Beverly e Peter erano affascinati dai risultati ottenuti dalla Caldwell con delle lenzuola del valore di 20 dollari &#8211; che era praticamente quasi tutto il materiale che costituiva la scenografia di una <em>Traviata<\/em> che aveva messo in scena. Beverly le disse: \u201dPenso che lei abbia davvero compiuto un miracolo. Se possiamo aiutarla in qualche modo, saremmo ben felici di farlo.\u201d Ovviamente, intendeva dal punto di vista finanziario, tant\u2019\u00e8 che il giorno dopo le inviarono un assegno di 250 dollari.<br \/>\n<strong>Ma la Caldwell aveva altro in mente, evidentemente. Nel mese di maggio, telefon\u00f2 alla Sills per chiederle se era disposta a cantare Rosalinda tre settimane dopo in una sua produzione di <em>Die Fledermaus<\/em> che aveva intenzione di presentare, con Arthur Fiedler come direttore d\u2019orchestra.<\/strong> Beverly acconsent\u00ec e abbass\u00f2 la cornetta del telefono sentendosi molto lusingata. Ma mentre era al telefono con la Caldwell, in qualche modo aveva dimenticato un piccolo dettaglio: nel frattempo, era rimasta di nuovo incinta del suo secondo figlio, Bucky, ed era ormai di sette mesi, i quali si vedevano tutti. Peter, che aveva ascoltato la conversazione, la guard\u00f2 in modo strano e le chiese: \u201c<em>Cos\u2019hai intenzione di indossare?\u201d .<\/em>Beverly richiam\u00f2 immediatamente la Caldwell e le disse: \u201c<em>Sono terribilmente spiacente, Miss Caldwell, ma non posso fare il &#8220;Fledermaus &#8220;con lei perch\u00e9 sono incinta.\u201d <\/em>\u201cNon era incinta cinque minuti fa?\u201d le rispose la Caldwell. E fu cos\u00ec che la lunga relazione d\u2019amicizia e professionale con Sarah Caldwell cominci\u00f2.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante i suoi sentimenti verso Cleveland, dopo la nascita della piccola Muffy, Beverly Sills era una donna felice. 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