{"id":35613,"date":"2012-05-25T10:32:28","date_gmt":"2012-05-25T08:32:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=35613"},"modified":"2016-12-02T22:16:48","modified_gmt":"2016-12-02T21:16:48","slug":"lamico-fritz-a-trieste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/lamico-fritz-a-trieste\/","title":{"rendered":"&#8220;L&#8217;Amico Fritz&#8221; a Trieste"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Trieste, Teatro &#8220;Verdi&#8221;, Stagione Lirica 2012<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;L&#8217;AMICO FRITZ&#8221;<\/strong><br \/>\nCommedia lirica in tre atti su libretto di P. Suardon [Nicola Daspuro], dal romanzo omonimo di \u00c9mile Erckmann e Pierre-Alexandre Chatrian. Musica di <strong>Pietro Mascagni <\/strong><br \/>\n<span lang=\"ZH-TW\">Editore <\/span><em>Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, <\/em><span lang=\"ZH-TW\">Milano<br \/>\n<em>Suxel\u00a0 <\/em>ALEXIA VOULGARIDOU<br \/>\n<em>Fritz <\/em>LUCIANO GANCI<br \/>\n<em>Beppe <\/em>IRINI KARAIANNI<br \/>\n<em>David <\/em>PAOLO RUMETZ<br \/>\n<em>Federico <\/em>MAX RENE&#8217; COSOTTI<br \/>\n<em>Hanez\u00f2 <\/em>ANDREA VINCENZO BONSIGNORE<br \/>\n<em>Caterina\u00a0 <\/em>LETIZIA DEL MAGRO <\/span><br \/>\nOrchestra e Coro della Fondazione Teatro Lirico &#8220;Giuseppe Verdi&#8221; di Trieste<br \/>\nDirettore\u00a0 <strong>Fabrizio Maria Carminati<br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro <strong>Paolo Vero<br \/>\n<\/strong>Regia <strong>Daniele Salvo<br \/>\n<\/strong>Scene e costumi <strong>Lorenzo Fonda<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Nino Napoletano<br \/>\n<\/strong>Nuovo allestimento<strong><br \/>\n<\/strong><em>Trieste, 23 maggio 2012<br \/>\n<\/em><strong><br \/>\nSe programmando <em>&#8220;La Traviata&#8221;<\/em> si ha certezza di riempire il teatro e proponendo <em>&#8220;L&#8217;amico Fritz&#8221;<\/em> invece no<\/strong>, una ragione c&#8217;\u00e8. Come per tante altre arti dello spettacolo, ci sono titoli famosi e altri meno. Per carit\u00e0, in alcuni casi, sar\u00e0 anche dovuto a qualche sfortunato debutto che ne ha inficiato\u00a0 il resto dell&#8217;esistenza ma, spesso e volentieri, certi titoli sono sconosciuti o poco amati perch\u00e8 sono FRANCAMENTE brutti. <em>&#8220;L&#8217;amico Fritz&#8221;<\/em> di Pietro Mascagni \u00e8 uno di questi.<br \/>\n<strong>I cultori dell&#8217;opera, e di questa in particolare, non me ne vorranno se confesso che, a parte un paio di pagine del secondo e nel terzo atto, ho trovato questa lavoro di una banalit\u00e0 e di una pochezza disarmante<\/strong>. Non sono nessuno, non ho certo una profonda cultura musicale e penso da sempre che ci sia un pubblico per tutto ma, in questo caso, io non sono proprio lo spettatore adatto per questo titolo. La trama \u00e8 talmente esile da sembrare farsesca, musicalmente ci sono momenti alti ma tanti sembrano riempitivi e inutili lungaggini. Il libretto \u00e8 cos\u00ec datato da rischiare di creare crisi diabetiche negli spettatori, insistendo troppo su &#8220;cuor e amor&#8221; e simili leziosit\u00e0.<br \/>\nPer fortuna, siamo di fronte ad una produzione nuova e di tutto rispetto ad opera della Fondazione Lirica Giuseppe Verdi di Trieste.\u00a0 In primis per la bellissima cornice spazio temporale nella quale lo scenografo e costumista<strong> Lorenzo Fonda<\/strong> ci trasporta: con un impianto fisso fatto di praticabili per movimentare i piani registici, una balaustra e due pannelli inclinati bianchi, speculari, all&#8217;altezza delle prime quinte, crea spazi di fantasia che noi pubblico possiamo riempire a piacimento. Molte suggestioni ci vengono dai fondali dipinti (deliziosa l&#8217;idea di citare e riprodurre spazi che sono al di fuori della sala del Teatro Verdi: la Sacchetta con la tipica lanterna, qualche gruppo scultoreo, oppure un ciliegio in fiore). Tutto \u00e8 estremamente elegante e raffinato. Lo stesso per i costumi che sembrano provenire da un normalissimo negozio d&#8217;abbigliamento ma che assumono tutta l&#8217;importanza e il significato di un costume di scena. Complimenti! Bellissimo allestimento aiutato, incrementato, sottolineato, esaltato dalle magistrali luci di <strong>Nino Napoletano<\/strong>, libero di non dover rispondere a particolari situazioni temporali e di poter &#8220;giocare&#8221; con le luci come si dovrebbe, ideando e suggerendo. La regia di<strong> Daniele Salvo<\/strong> \u00e8 molto misurata, riempie i vuoti musicali e del libretto, regalando agli interpreti gesti e situazioni curate e adeguate.<br \/>\n<strong>Anche la parte musicale \u00e8 di ottima fattura:<\/strong> a iniziare dalla direzione preziosa del Maestro <strong>Fabrizio Maria Carminati<\/strong> che fa vivere l&#8217;Orchestra della Fondazione Lirica Giuseppe Verdi assieme al suo respiro, al suo gesto ed al suo travolgente modo di condurre. Attento a non sovrastare le voci, regala colori e volumi alla sua orchestra appena \u00e8 libero di farlo ma lo fa con grande cura e pienamente conscio dell&#8217;effetto travolgente, ad esempio dell&#8217;<em>Intermezzo<\/em>, sul pubblico.<br \/>\nNel ruolo del titolo abbiamo potuto sentire un tenore virile che ci piacerebbe ascoltare in qulche opera verdiana dove possa dare sfogo al volume del suo canto e alla potenza della sua voce. Dotato di buona presenza scenica siamo sicuri che <strong>Luciano Ganci<\/strong> \u00e8 un nome che speriamo di sentire su palcoscenici pi\u00f9 importanti per la bella linea di canto e la carismatica presenza. Abbiamo trovato <strong>Alexia Volgaridou<\/strong> molto pi\u00f9 a suo agio nel ruolo di <em>Suzel<\/em> che come <em>Mim\u00ec<\/em> nella <em>&#8220;Boheme&#8221;<\/em> precedentemente presentata dal Verdi: vocalmente molto sicura in questo ruolo, ci regala un registro acuto pi\u00f9 proiettato e pieno e sa essere convincente senza esasperare troppo il carattere &#8220;sempliciotto&#8221; del suo personaggio. Bene il <em>David<\/em> di <strong>Paolo Rumetz,<\/strong> vocalmente a posto ma interpretativamente un po&#8217; troppo statico, forse per volont\u00e0 del regista di crearne una figura seria e di riferimento. Adeguati il <em>Federico <\/em>di <strong>Max Ren\u00e9 Cosotti,<\/strong> la <em>Caterina<\/em> di <strong>Letizia Del Magro<\/strong>. Una nota in pi\u00f9 per l&#8217;<em>Hanez\u00f2<\/em> di<strong> Andrea Vincenzo Bonsignore<\/strong> e una in meno per il <em>Beppe<\/em> di <strong>Irini Karaianni\u00a0<\/strong> che vocalmente non ci convnce del tutto (e poi che bisogno c&#8217;era di mettere <em>en travest\u00ec<\/em> questo personaggio e, in questo allestimento, di bardarlo come <em>Alvaro, mezzo Corsaro<\/em>?!?).\u00a0 Sala mezza piena (o mezza vuota) pubblico non proprio entusiasta ma neanche scontento&#8230;insomma meglio in palco che la sala!<br \/>\n<em>Foto Fabio Parenzan &#8211; Trieste<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trieste, Teatro &#8220;Verdi&#8221;, Stagione Lirica 2012 &#8220;L&#8217;AMICO FRITZ&#8221; Commedia lirica in tre atti su libretto di P. 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