{"id":36053,"date":"2012-06-03T00:05:15","date_gmt":"2012-06-02T22:05:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=36053"},"modified":"2016-12-14T02:55:59","modified_gmt":"2016-12-14T01:55:59","slug":"una-gelida-boheme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/una-gelida-boheme\/","title":{"rendered":"Napoli, Teatro San Carlo: &#8220;La Boh\u00e8me&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Napoli, Teatro San Carlo, Stagione Lirica 2011\/ 2012<\/em><strong><br \/>\n&#8220;LA BOHEME&#8221;<\/strong><br \/>\nScene liriche in quattro quadri su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, dal romanzo <em>Sc\u00e8nes de la vie de boh\u00e8me <\/em>di Henri Murger<br \/>\nMusica di <strong>Giacomo Puccini<\/strong><em><br \/>\nRodolfo <\/em>ROBERTO ARONICA<br \/>\n<em>Marcello\u00a0 <\/em>LUCA SALSI<br \/>\n<em>Schaunard\u00a0 <\/em>GIULIO MASTROTOTARO<br \/>\n<em>Colline <\/em>ALESSANDRO SPINA<br \/>\n<em>Benoit <\/em>MATTEO PEIRONE<br \/>\n<em>Alcindoro\u00a0 <\/em>FRANCESCO MUSINU<br \/>\n<em>Mim\u00ec\u00a0 <\/em>SERENA DAOLIO<br \/>\n<em>Musetta\u00a0 <\/em>ROSA FEOLA<br \/>\n<em>Parpignol\u00a0 <\/em>STEFANO PISANI<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro San Carlo di Napoli<br \/>\nVoci bianche del Teatro San Carlo di Napoli<br \/>\nDirettore <strong>Andrea Battistoni<br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro<strong> Salvatore Caputo<br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro a voci bianche <strong>Stefania Rinaldi<br \/>\n<\/strong>Regia e luci\u00a0 <strong>Lorenzo Amato<br \/>\n<\/strong>Scene e Costumi\u00a0 <strong>Alfredo Troisi<br \/>\n<\/strong>Nuovo allestimento del Teatro San Carlo<br \/>\n<em>Napoli, 25 maggio 2012<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sar\u00e0 retorico sottolinearlo, ma la bellezza senza tempo del Teatro di San Carlo si esalta, ogni volta, per la presenza dei tanti giovani che affollano le sue platee<\/strong> ( o meglio le sue gallerie, considerati i costi). Anche questa volta, complici titolo e contenuti, la Boh\u00e8me pucciniana, rappresentata al San Carlo per la sessantesima volta, pu\u00f2 vantare un forte richiamo popolare e una lieta presenza giovanile. I giovani amano ancora la Boh\u00e8me. I giovani di oggi non possono non amare la Boh\u00e8me. Un\u2019opera di giovani, per i giovani, affidata, in quest\u2019allestimento tutto sancarliano, alla direzione orchestrale\u00a0 di un giovanissimo dal curriculum gi\u00e0 vertiginoso, <strong>Andrea Battistoni<\/strong>\u00a0 e alla regia e alle luci di <strong>Lorenzo Amato<\/strong> anche egli molto giovane. Le aspettative di una lettura fresca, vigorosa,\u00a0 per\u00f2, sono state, a dire il vero,\u00a0 mortificate, come se, in quest\u2019allestimento di giovani per i giovani, mancasse proprio quella <em>vis<\/em> prorompente che arriva e travolge.<strong> Il contrasto emozionale, l\u2019opposizione concettuale che sfocia nella dicotomia estrema \u201cvita-morte\u201d che Puccini e i suoi librettisti pongono, con tutte le intenzioni magistrali del caso, sin dall\u2019inizio dell\u2019opera,<\/strong> non trova in questa Boh\u00e8me la giusta valorizzazione. La carica emotiva, che\u00a0 sarebbe dovuta risuonare fortissima e scaturire dal contrasto \u201ctermico\u201d fra il calore di un amore che sboccia e il gelo della soffitta, non riesce a provocare nessuna scossa, anzi, l\u2019atteso contrasto pare spegnersi, affievolendosi, come la fiamma della candela di Mim\u00ec, anzich\u00e9 divampare . Restano, a questo punto, da cogliere le motivazioni performative ed esecutive della ravvisata carenza emozionale nel bilancio della rappresentazione. Una performance \u00e8, senza dubbio, la risultante simbiotica di forze parallele combacianti e convergenti. Pertanto, qual \u00e8 stato il punto della tela lasciato senza ricamo? L\u2019opera in questione, come sempre, trascina da s\u00e9,\u00a0 significati mirabili e bellezza incontaminata; \u00e8, dopo tutto, \u201cun\u2019opera che il pubblico conosce dal centosedici anni costruita come una corazzata: sta a galla anche quando guidata da pessimi equipaggi\u201d citando Harvey Sachs.<br \/>\nNon che questo nuovo allestimento del San Carlo con tre cast alternanti nelle tredici\u00a0 repliche previste,\u00a0 sia guidato da un pessimo equipaggio, anzi. \u00a0I due giovani alla guida di questo \u201cvascello\u201d sono, senza dubbio dotati di \u00a0talento oltre che di spirito critico che appare in molte delle scelte compiute per l\u2019allestimento, soprattutto quelle nate da un ossequio filologico della partitura e del libretto.\u00a0<strong> Apprezzabili, inoltre, \u00a0sono parse le scene di Alfredo Troisi, fusione interessante fra tradizione ed innovazione<\/strong> con la scelta di essenziali ed efficaci proiezioni animate sullo sfondo, di cui la memoria fotografica del pubblico conserver\u00e0, di certo, la luna chiara, piena imponente della notte di luna celebrata nell\u2019 aria di Rodolfo e i fiocchi di neve che scendono lievi sullo sfondo della <em>Barriera d&#8217;Enfer<\/em> enfatizzati dalle quinte vuote parallele dei flauti e dell&#8217;arpa che contribuiscono a creare un senso di fredda desolazione. Ulteriore elemento interessante della scenografia\u00a0 (sebbene non funzionalmente sfruttato dalla regia) \u00e8 costituito dalla presenza delle scale a vista che introducono nella soffitta, luogo privilegiato di incontri dove, oltre la fiamma, si consumano amori e poesia, \u00a0e l\u2019arte si genera dalla sua stessa distruzione. Anche i costumi, firmati dallo stesso Troisi, appaiono di ottima fattura e intuizione, apprezzabili, in larga misura, soprattutto nel secondo quadro.\u00a0 Il quartiere latino, apoteosi di colori e movimento, si popola in maniera vivace e armoniosa, con merito del regista, che ha\u00a0 gestito le masse con efficace cura delle dinamiche spaziali.<br \/>\n<strong>Con rigore filologico, il giovane regista fa succedere il quadro in questione in maniera diretta dal primo con conseguente cambio di scenografia a vista<\/strong>. Peccato, per\u00f2, che la scenografia abbia fatto i capricci costringendo il direttore di scena ad interrompere la recita per allontanare la massa corale che in quel momento occupava la totalit\u00e0 del palcoscenico. Situazione pericolosa, oltre che imbarazzante.<br \/>\nFortunatamente, dopo qualche minuto di vera <em>suspance<\/em>, al richiamo del direttore, la scena si ripopola con gran merito dei bambini del <strong>coro di voci bianche<\/strong> diretto da <strong>Stefania Rinaldi<\/strong> che, oltre alla vivace presenza scenica e alla buona intonazione, hanno dimostrato professionalit\u00e0 pari ai colleghi pi\u00f9 adulti. Il tenore <strong>Roberto Aronica<\/strong> esordisce con impeto e brillantezza vocale con fasi, per\u00f2, eccessivamente spinte. La condotta vocale, nell\u2019esecuzione della celebre aria \u00ab Che gelida manina\u00bb \u00e8 intaccata dalla resa dell\u2019ostico\u00a0 Do che pregiudica anche le ultime battute dell\u2019aria, di conseguenza quasi, sussurrate. Ma, gi\u00e0 dal duetto la situazione sembra ripristinata e grazie alla possanza del suo strumento vocale, \u201csalver\u00e0\u201d molti dei duetti successivi con <strong>Serena Daolio<\/strong> che interpreta Mim\u00ec (repliche del 19, 23, 25) la quale, in quest\u2019occasione, non brilla n\u00e9 come cantante n\u00e9 come interprete. La voce non ha quel colore avvolgente, morbido, compatto, fluido che sospende i pensieri e avvolge l\u2019udito dello spettatore, i piani sono quasi inesistenti. La sua condotta vocale risente, forse,\u00a0 di un\u2019 indisposizione fisica. Da un punto di vista performativo la sua \u00e8 una Mim\u00ec che non convince. Eccessivamente stanca\u00a0 e gi\u00e0 troppo malata nel primo quadro, non regala al pubblico quei colori di grazia, malizia, brio, vitalit\u00e0 che creano le meravigliose sfumature della sua celebre aria di\u00a0 presentazione: non ci sono nuanc\u00e9s intermedie fra la speranza giovanile e la rassegnazione ad una morte intuita e da sempre avvertita. Il suo personaggio non si lascia, veramente, illuminare dal tiepido sole, non si riempie davvero di quell\u2019amore che potrebbe guarirla. Molto buona, invece, la prestazione di <strong>Rosa Feola<\/strong> che interpreta con entusiasmo una Musetta impertinente, ma equilibrata, con\u00a0 luminosa presenza scenica. Esegue la sua aria di presentazione: \u00abQuando m\u2019en vo\u00bb in maniera limpida e distinta. A lei, spettano, a ragione, gli applausi pi\u00f9 calorosi. Il Marcello di <strong>Luca Salsi<\/strong>, il Colline di <strong>Alessandro Spina<\/strong>, lo Schaunard di <strong>Giulio Mastrototaro<\/strong>, non dispiacciono e non entusiasmano. Dotati di buone capacit\u00e0 attoriali e di buone competenze canore, i tre conferiscono brio e la giusta dose di comicit\u00e0 alla scena con Beno\u00eet, interpretato e molto ben caratterizzato, anche grazie al costume, da <strong>Matteo Peirone<\/strong>. Efficace la loro intesa scenica e\u00a0 interessanti i movimenti registici a loro affidati, soprattutto, nel primo e secondo quadro. <strong>E\u2019 stata, in definitiva, sotto ogni parametro valutativo (conduzione orchestrale, regia, condotta vocale) una Boh\u00e8me orfana di quei chiaroscuri semantici, di quelle passioni svelate e tacite, di quella poesia che \u00e8 la presenza imprescindibile del lavoro pucciniano. <\/strong>La poesia intensa, il sentimento sincero traspare solo nel finale, ma anche qui, c\u2019\u00e8 il netto sentore \u00a0che il merito vada al \u201ccarrozzone\u201d di cui parlava Sachs. La pagina musicale del momento catartico in cui Rodolfo si avvede della morte di Mim\u00ec \u00e8 di una bellezza disarmante, coinvolgente oltre ogni tempo, ogni interprete, ogni rappresentazione. Le note lunghe ripetute in cui Rodolfo invoca \u201cMi-M\u00ec\u201d provocano in ogni anima sensibile uno strazio palpabile che diviene consapevolezza dell\u2019impotenza umana, che segna, inevitabilmente, la fine delle illusioni giovanili, della vacuit\u00e0 della poesia, l\u2019avvenuta e unica possibilit\u00e0 che \u201c l\u2019estro rivoli ai suoi cieli\u201d.\u00a0<em>Foto Francesco Squeglia \u00a9 Teatro San Carlo di Napoli<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Napoli, Teatro San Carlo, Stagione Lirica 2011\/ 2012 &#8220;LA BOHEME&#8221; Scene liriche in quattro quadri su libretto di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":36057,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[2187,5717,945,584,2156,109,5590,1273,145,4342,5080,2842],"class_list":["post-36053","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alessandro-spina","tag-alfredo-troisi","tag-andrea-battistoni","tag-puccini","tag-giulio-mastrototaro","tag-la-boheme","tag-lorenzo-amato","tag-luca-salsi","tag-opera-lirica","tag-roberto-aronica","tag-rosa-feola","tag-serena-daolio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36053","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36053"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36053\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87726,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36053\/revisions\/87726"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36057"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36053"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36053"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36053"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}