{"id":3650,"date":"2009-11-03T01:03:46","date_gmt":"2009-11-02T23:03:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=3650"},"modified":"2014-06-30T12:09:30","modified_gmt":"2014-06-30T10:09:30","slug":"telefoni-e-rose-a-sirmione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/telefoni-e-rose-a-sirmione\/","title":{"rendered":"&#8220;Telefoni e rose&#8221; a Sirmione"},"content":{"rendered":"<p>Cari amici,poche settimane fa sono riuscito ad acquistare una serie di negativi originali che ritraggono Maria Callas a Sirmione sul Lago di Garda.Chi me l\u2019ha vendute mi ha informato di averle a sua volta acquistate anni prima dal giornalista bresciano Savino Mariani, che io ho successivamente scoperto essere l\u2019autore di un reportage pubblicato sul settimanale Incom del 10 maggio 1958. Qui di seguito riporto l\u2019articolo in questione corredato delle foto di recente acquisizione. Buona lettura!<br \/>\n<strong>A SIRMIONE, NEL PUNTO PIU\u2019 SUGGESTIVO DEL GARDA<br \/>\n<\/strong><strong>TELEFONI E ROSE PER LA VILLA DELLA CALLAS <\/strong>La famosa cantante cura personalmente i lavori di restauro e l\u2019arredamento dell\u2019ex villa Giannantoni; la trover\u00e0 pronta al suo ritorno da Londra dove in giugno canter\u00e0 dinanzi alla regina Elisabetta per il centenario del Covent Garden.Corrispondenza di Savino Mariani.<br \/>\n<em>Sirmione , maggio<br \/>\n<\/em><strong>La mattina del 21 aprile; una \u201cGiulietta\u201d verde oliva, targata Milano, si ferm\u00f2 dinanzi alla villa Giannantoni, che si eleva alle pendici d\u2019una collinetta,<\/strong> <strong>all\u2019estremit\u00e0 della penisola di Sirmione<\/strong>. La villa, che dal lato della strada guarda sul Garda e dall\u2019altro su un parco lussureggiante, in cui si stagliano medie e basse conifere, sorge proprio nel punto in cui la strada assume un andamento sinuoso per portare alle rovine di bagni romani, che impropriamente vengono chiamate le grotte di Catullo. E\u2019 quello uno dei siti pi\u00f9 incantevoli del Garda. Trent\u2019anni fa, l\u2019industriale Giannantoni lo prescelse per costruirvi la villa che la volle dai tetti spioventi, come certe costruzioni svizzere, e che risult\u00f2 una mescolanza di stili diversi, come mostrano i quattro tipi di finestre che si rivelano sul fronte principale. La villa poi fu venduta all\u2019industriale zaratino Antonio Zerauschehek, ora trasferitosi in quel di Firenze, che nell\u2019immediato dopoguerra la cedette a sua volta al fabbricante di forni elettrici Angelo Marinoni di Verona. L\u2019ultimo passaggio di propriet\u00e0 della villa Giannantoni \u00e8 avvenuto nel dicembre scorso: l\u2019ha comprata un altro industriale veronese, ramo laterizi, il comm. Battista Meneghini, per farne gentile dono alla consorte, la famosa cantante Maria Callas, che voleva una villa sul Garda. La villa \u2013 che dicono sia stata venduta per sessanta milioni \u2013 \u00e8 iscritta al catasto come composta di tre piani compreso quello seminterrato, e di ventun locali per una superficie di 780 metri quadrati, mentre il parco annesso copre un\u2019area di 7552 metri quadrati.<\/p>\n<p><strong>Quella mattina piena di sole, dalla \u201cGiulietta\u201d verde oliva fu proprio la nuova padrona della villa Giannantoni, la Maria Callas in persona, a scendere sveltamente<\/strong> ancor prima che il marito facesse in tempo ad aprirle la portiera. Portava un cappello a turbante scuro; aveva al collo una collana a un solo filo di grosse perle autentiche come di perle era la parure degli orecchini; sotto il mantello grigio principe di Galles indossa una camicetta di maglia color violetto chiusa sul davanti con una serie di bottoni di madreperla e una sottana grigia a quadratini. Con la sobria tenuta sportiva faceva contrasto il vistoso maquillage intorno ai grandi famosi occhi. Fra le braccia Maria Callas stringeva affettuosamente l\u2019inseparabile barboncino Toy. \u201c<em>E gli altri?<\/em>\u201d domand\u00f2 alla signora Emma Brutti, la custode della villa, che le era corsa incontro. \u201c<em>Dovrebbero essere qui a momenti<\/em>\u201d, fu la risposta. Gli \u201caltri\u201d erano <strong>l\u2019architetto, l\u2019impresario dei lavori e il titolare d\u2019una grande ditta padovana famosa per i suoi vivai di piante ornamentali, che la signora Callas aveva convocati per quella mattina, alle ore dieci precise, a Sirmione per una specie di gran rapporto sui lavori che sono in corso nella villa di recente acquisto, al fine da farne un degno<\/strong> <strong><em>\u201cpendant\u201d<\/em> rivierasco alla sua fastosa dimora milanese<\/strong> di via Buonarroti 40. Perch\u00e9 la signora Callas cos\u00ec come diresse di persona l\u2019arredamento della sua ammirata abitazione milanese, cos\u00ec fu lei a scegliere ed acquistare i famosi \u201ctromeaux\u201d del Settecento francese, le statue che reggono candelabri, i quadri della scuola veneziana del Settecento, e a volere nella camera da letto il largo impiego del blu carta da zucchero, non altrimenti essa intende trasformare la villa Giannantoni in una dimora che sia callassiana anche nei pi\u00f9 minuti particolari, a cominciare dalla cucina per finire al parco.<br \/>\n<strong>E\u2019 appunto per realizzare le direttive del celebre soprano trasformatosi in un arredatore<\/strong>, sollecito di contemperare l\u2019antico col moderno, che da quattro mesi una schiera di muratori, elettricisti, tappezzieri, arredatori, imbianchini e giardinieri stanno instancabilmente lavorando a Sirmione, sotto la guida d\u2019un valente e noto architetto. Il primo ordine dato da Maria Callas quando nel febbraio scorso aveva compiuto la visita di possesso della villa Giannantoni, era stato: \u201c<em>Telefoni, telefoni<\/em>\u201d. Ora in tutte le stanze della villa \u00e8 stato collocato un apparecchio telefonico. Il secondo ordine fu: \u201c<em>Rose, rose<\/em>\u201d. E le pi\u00f9 famose specialit\u00e0 di rose, rose rampicanti, di siepe, ad alberello, nane e giganti, fioriranno nel giardino.<br \/>\n<strong>Non erano passati che pochi minuti dall\u2019arrivo dei coniugi Meneghini, quando giunsero a Sirmione, con puntualit\u00e0 cronometrica, le persone attese:<\/strong> L\u2019architetto Gianni Barbesi, direttore dei lavori di restauro, l\u2019ingegnere Neddo Faccioli, titolare dell\u2019impresa appaltatrice dei lavori, entrambi veronesi, e il comm. Sgaravatti di Padova. Ultima a giungere fu la vistosa \u201cStudebaker Flight Hawk 3000\u201d di Aldo Maurin, il gioviale segretario del comm. Meneghini. Maurin scese di macchina brandendo una gabbia con dentro due spauriti canarini, acquistati a Trieste, e destinati alla grande voliera, che a Sirmione ospiter\u00e0 i pi\u00f9 rari campioni canori impegnati a cimentarsi con la voce da usignolo della nuova proprietaria della villa Giannantoni. Postasi alla testa dei sopraggiunti e dei loro rispettivi assistenti, in tutto una decina di persone, la signora Callas diede principio alla ispezione ai lavori. Era la terza volta che veniva a Sirmione e doveva constatare che le opere di restauro,ormai pressoch\u00e9 complete, erano state eseguite a puntino giusta i suoi desideri e in armonia con quanto concordato con l\u2019architetto. \u201c<em>Qui \u00e8 il luogo dove verr\u00f2 a riposare tra una tourn\u00e9e e l\u2019altra\u201d <\/em>disse e si cap\u00ec che per il suo soggiorno aveva scelto le stanze che danno sulparco. Approv\u00f2 la sistemazione dell\u2019arco sotto il quale si sale per accedere all\u2019atrio. Approv\u00f2 com\u2019era stato adattato l\u2019appartamento per gli ospiti. Approv\u00f2 la tinteggiatura dei muri. <strong>Quindi messo finalmente in libert\u00e0 il barboncino Toy, scese nel parco dove il sopralluogo fu ancora pi\u00f9 minuzioso e lungo che nell\u2019edificio.<\/strong> <strong>Il giardino della villa, infatti muter\u00e0 radicalmente aspetto<\/strong>. Centinaia e centinaia di piante verranno messe a dimora. Lungo la stradetta che pavimentata alla romana con lastre di travertino, conduce alla chiesetta di San Pietro in Navino, che si fa risalire al periodo longobardo, verranno fatte crescere odorose siepi. Proteiformi tassi sorgeranno come statue modellate fra le piante di acero, di acacia, di viburno, di abelia, di araucaria. Gli anemoni, le gardenie, le magnolie, le camelie, le azalee e le ortensie si mescoleranno a i ginepri, ai bossi ai ligustri mentre a primavera una fantasmagoria di giacinti, di tulipani e di narcisi preceder\u00e0 la fioritura estiva dell\u2019oleandro. Ma la nota dominante sar\u00e0 data dalle specie pi\u00f9 pregiate di rose.<br \/>\n<strong>Durante i lunghi e continui giri nel parco \u2013 il sopralluogo dur\u00f2 pi\u00f9 di tre ore- Maria Callas parl\u00f2 quasi senza interruzione per tutto quel tempo<\/strong>, impartendo istruzioni precise e circostanziate, dando suggerimenti ogni qualvolta v\u2019era qualche difficolt\u00e0 da superare e dimostrando in tutto uno straordinario senso pratico. Fece vedere di sapersi muovere in mezzo ai problemi piccoli e grandi della vita di tutti i giorni, con la stessa disinvoltura e sicurezza con cui si muove sul palcoscenico. Quello che sorprese chi ebbe modo quel giorno di avvicinarla per la prima volta, fu il suo tratto affabile, fu l\u2019amabilit\u00e0 e la dolcezza con cui cercava d\u2019illeggiadrire il suo inalterabile pigio autoritario. A villa Gianantoni tutti han preso a volerle bebe, anche perch\u00e9 \u00e8 apparsa ben differente dalle descrizioni punto rosee che ne erano state fatte. <strong>Terminata che fu la visita, Maria Callas e suo marito vollero che il loro piccolo stato maggiore edilizio partecipasse, alla \u201c<em>Laguna nuova\u201d<\/em>, un noto ristorante della bassa riviera gardesana, a un intimo convivio: si trattava di festeggiare il nono anniversario del loro matrimonio<\/strong>.<br \/>\n<strong>Fu infatti il 21 aprile 1949 che Battista Meneghini spos\u00f2 a Verona la cantante ormai gi\u00e0 famosa,<\/strong> ch\u2019egli aveva conosciuta due anni prima in occasione d\u2019una recita della Gioconda all\u2019Arena. Quel giorno, nella chiesa dei Filippini, erano presenti sei persone in tutto, sposi compresi: i due coniugi Battista e Maria Meneghini, i testimoni ing. Orlandi e dott. Capparoli, il sacerdote e il segretario Maurin. Il viaggio di nozze dur\u00f2 appena due ore, perch\u00e9 il treno che doveva portare a Genova la sposa diretta in Argentina partiva poco dopo e il comm. Meneghini era impegnato a Verona dai suoi affari. Durante il pranzo, frammezzo ai patetici ricordi di quella lontana giornata veronese, la signora Callas trov\u00f2 modo di tornare a parlare di lucidatura a piombo dei pavimenti, di ritocchi da dare a questa o quella sala di soggiorno nonch\u00e9 alla cucina. Tutto questo detto in perfetto dialetto veronese, perch\u00e9 la cantante, come ha avuto cura di farmi sapere il segretario Maurin, non solo parla correttamente l\u2019inglese, l\u2019italiano, il francese, il greco, lo spagnolo e il tedesco, ma sa esprimersi anche in dialetto meneghino oltre che naturalmente in quello veronese.<br \/>\n<strong>Maria Callas conta poter ritrovare la sua villa sul Garda bell\u2019e pronta ad <\/strong>accoglierla al suo ritorno dalla prossima tourn\u00e9e in Inghilterra, <strong>fissata per il mese di<\/strong> <strong>giugno<\/strong>, il centenario del Covent Garden, il massimo teatro d\u2019opera inglese, verr\u00e0 festeggiato solennemente il 10 giugno e quella sera la Callas canter\u00e0 alla presenza della regina Elisabetta. Sar\u00e0 di cartellone una opera belliniana ognora fresca e appassionante: i Puritani. Poi, sempre a Londra dal 20 al 30 giugno reciter\u00e0 nella Traviata. Bevuto il terzo caff\u00e8, la Callas distribu\u00ec ai convitati dei datteri, quale simbolico atto di reminescenza nuziale. Era giunta l\u2019ora di risalire in macchina per far ritorno a Milano. Tenne a sottolineare che lei non se la sentir\u00e0 mai di guidare un\u2019automobile in mezzo al traffico: \u201c<em>Ho troppe cose da fare<\/em> \u2013 esclam\u00f2 .- <em>i nuovi spartiti da studiare, la mia casa da tener da conto, ho il personale da sorvegliare, e poi ho mio marito. Non ho il tempo di pensare a giudare: amo essere servita e\u2026 credo, che voi uomini siate felicissimi di farlo\u201d.<\/em><\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-3650 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/telefoni-e-rose-a-sirmione\/p1000859\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"70\" height=\"70\" src=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/P1000859.BMP\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/telefoni-e-rose-a-sirmione\/p1000858\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"70\" height=\"68\" src=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/P1000858.BMP\" class=\"attachment-thumbnail 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