{"id":36564,"date":"2012-06-16T20:16:36","date_gmt":"2012-06-16T18:16:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=36564"},"modified":"2016-12-18T18:18:00","modified_gmt":"2016-12-18T17:18:00","slug":"lelisir-damore-al-teatro-massimo-di-palermo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/lelisir-damore-al-teatro-massimo-di-palermo\/","title":{"rendered":"&#8220;L&#8217;elisir d&#8217;amore&#8221; al Teatro Massimo di Palermo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Palermo, Teatro Massimo, stagione lirica 2012 <\/em><br \/>\n<strong>\u201cL\u2019ELISIR D\u2019AMORE\u201d <\/strong><br \/>\nMelodramma giocoso in due atti, libretto di Felice Romani da <em>Le philtre<\/em> di Eug\u00e8ne Scribe<br \/>\nCopyright ed edizione Universal Musical Publishing Ricordi srl, Milano.<br \/>\nMusica di <strong>Gaetano Donizetti<\/strong><br \/>\n<em>Adina<\/em> DESIR\u00c9E RANCATORE<br \/>\n<em>Nemorino<\/em> CELSO ALBELO<br \/>\n<em>Belcore<\/em> MARIO CASSI<br \/>\n<em>Dulcamara<\/em> PAOLO BORDOGNA<br \/>\n<em>Giannetta<\/em> ELENA BORIN<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Massimo<br \/>\n<em>Direttore<\/em> <strong>Paolo Arrivabeni <\/strong><br \/>\n<em>Maestro del Coro<\/em> <strong>Andrea Faidutti <\/strong><br \/>\n<em>Regia<\/em> <strong>Damiano Michieletto <\/strong><br \/>\n<em>Scene<\/em> <strong>Paolo Fantin <\/strong><br \/>\n<em>Costumi<\/em> <strong>Silvia Aymonino <\/strong><br \/>\n<em>Luci<\/em> <strong>Alessandro Carletti <\/strong><br \/>\nAllestimento del Palau de les Arts Reina Sof\u00eda, Funcaci\u00f3 de la Comunitat Valenciana \u2013 Valencia, Espa\u00f1a<br \/>\n<em>Palermo, 15 giugno 2012<br \/>\n<\/em><br \/>\nCon l\u2019arrivo della stagione estiva cresce a dismisura la voglia di mare, di vacanze, di sole. Desideri di cui si fa portavoce, con irresistibile attrazione visiva e cromatica, l\u2019allestimento de <em>L\u2019Elisir d\u2019amore<\/em> in scena in questi giorni al Teatro Massimo di Palermo. Reduce dal successo riscosso a Valencia, il regista veneziano <strong>Damiano Michieletto<\/strong> ha presentato a Palermo uno spettacolo originale, fresco in ogni senso, e da noi molto apprezzato. L\u2019idea di base \u00e8 quella di spostare l\u2019ambientazione dalla cornice tradizionale, quella campagnola di inizio Ottocento, ad uno stabilimento balneare dei giorni nostri. Ecco cos\u00ec che i vari personaggi vengono ridefiniti in nuova chiave: Adina \u00e8 la disinibita proprietaria di un chiosco di bibite, la pi\u00f9 desiderata della spiaggia; Nemorino un impacciato bagnino, adibito allo smistamento di cartacce e spazzatura; Belcore l\u2019arrogante capitano di marina, sempre in giro a fare incetta di cuori (per usare un eufemismo); Dulcamara lo scaltro imbonitore che spaccia (anche qui in senso lato) creme antirughe, polverine miracolose e beveroni energetici; Giannetta una cameriera del chiosco, anch\u2019essa priva di inibizioni, che finir\u00e0 tra le braccia di Belcore (quest\u2019ultimo verr\u00e0 arrestato dalla polizia perch\u00e9 in possesso di una delle sostanze di Dulcamara). Tutt\u2019intorno si muovono i bagnanti, nei colorati \u201ccostumi\u201d (nel senso proprio della parola) di <strong>Silvia Aymonino<\/strong> \u2013 meno convincenti gli abiti della protagonista \u2013 all\u2019interno di scene ancor pi\u00f9 colorate e visivamente sfrontate, con tocchi deliziosamente vintage, ideate dal collaboratore abituale di Michieletto, <strong>Paolo Fantin<\/strong>.<br \/>\n<strong>La premiata ditta Michieletto-Fantin offre, dunque, una rilettura<\/strong> che ben si adatta alla drammaturgia dell\u2019opera donizettiana. Regista e scenografo non sono certo estranei a trasposizioni moderne: da <em>Madama Butterfly<\/em> (rappresentata a Torino) a <em>Die Entf\u00fchrung aus dem Serail<\/em> (visto a Napoli nel 2009, ma che allora convinse ben poco) sino alla trilogia Mozart-Da Ponte alla Fenice, anch\u2019essa oggetto di accesi dibattiti. Nella recita alla quale abbiamo assistito non \u00e8 mancato qualche mugugno: <em>\u201cNon \u00e8 opera questa, \u00e8 operetta!\u201d.<\/em> Ma qual \u00e8 la cifra che dovrebbe distinguere un\u2019opera? Forse annoiare, al contrario dell\u2019operetta, briosa e divertente? Perseguire il totale scollamento dal contemporaneo? Non v\u2019\u00e8 dubbio, la questione \u00e8 complessa e personalmente siamo dalla parte di un\u2019interpretazione filologica del teatro d\u2019opera, anche sul versante della regia e delle scene. Ma filologia, a nostro parere, significa innanzitutto non travisare il significato drammaturgico originario. E in questo <em>Elisir <\/em>nulla viene travisato, n\u00e9 tantomeno stravolto. Al contrario, vengono esaltate le dinamiche profonde dell\u2019opera, che Michieletto fa uscire allo scoperto e che carica di un preciso significato.<br \/>\n<strong>Convince soprattutto l\u2019interpretazione in chiave \u201cliquida\u201d dello spettacolo.<\/strong> Michieletto prende spunto dal tema centrale dell\u2019opera (l\u2019elisir, appunto) e lo amplifica ad ogni livello, moltiplicando all\u2019ennesima potenza le suggestioni del libretto. \u00c8 quindi tutto un susseguirsi di schizzi e spruzzi, dalla doccia funzionante del Primo Atto, al gigantesco scivolo gonfiabile del secondo, ben presto invaso da cumuli di schiuma. I duetti stessi vengono declinati in chiave di competizione, e tutti si trasformano, all\u2019inizio o nella parte finale, in battaglie d\u2019acqua. Persino l\u2019aria conclusiva (<em>\u201cPrendi: per me sei libero\u201d<\/em>), caratterizzata nel cantabile dalla giusta dose di tenerezza, nella cabaletta assume le fattezze di un festino gioioso, che non risparmia getti esplosivi provenienti da bottiglie in fibrillante scotimento. \u201c<em>Il problema \u00e8 appunto quello di dare un significato teatrale alla forma musicale<\/em> \u2013 dichiara Michieletto \u2013<em> per costruire una scena, io parto sempre da un verbo, cerco di ridurla tutta alla sua pi\u00f9 semplice espressione. [&#8230;] E allora anche i \u2018da capo\u2019 e le cadenze e le parole ripetute infinite volte contro ogni ragionevolezza acquistano un valore drammaturgico. Alla fine si tratta solo di avere fiducia nell\u2019Autore, che sulla sua opera ne sa pi\u00f9 di noi\u201d. <\/em><br \/>\n<strong>Non si fermano qui le invenzioni registiche:<\/strong> durante la cavatina di Adina, la ginnastica da spiaggia costituisce un espediente per creare un\u2019opportuna coreografia di accompagnamento alle parole della protagonista; Belcore ritorna alla fine del Primo Atto a cavallo di un fiammeggiante scooter, e i fiori che regala ad Adina sono quelli stampati su un telo da mare; la festa di nozze del Secondo Atto si trasforma in una serata danzante in discoteca; geniale e assolutamente rispondente alla concezione drammaturgica il fermo immagine durante l\u2019aria di Nemorino (\u201c<em>Quanto \u00e8 bella, quanto \u00e8 cara!<\/em>\u201d) funzionale all\u2019espressione \u201ca parte\u201d dei pensieri del protagonista. Veramente ottima l\u2019intesa tra i cantanti, tutti di livello e bene amalgamati tra di loro. Che si divertissero realmente, e non per finta, \u00e8 stato evidente sin dalle prime note. Un divertimento trasmesso senza mediazioni, condiviso e ampliato dal <strong>Coro del Teatro Massimo<\/strong>, in particolare dalla sezione femminile, in gran forma per la resa musicale delle scene centrali del Secondo Atto. Accanto a loro, la Giannetta di <strong>Elena Borin<\/strong> si \u00e8 segnalata per l\u2019interpretazione vivace e la voce spiritosa, in una scena notturna solo idealmente, in realt\u00e0 popolata da luci psichedeliche e riflettori.<br \/>\nLe luci di <strong>Alessandro Carletti<\/strong> hanno scandito in modo intelligente le parti fondamentali dell\u2019azione: dalla luminosissima scena d\u2019apertura, attraverso le tinte soffuse di un malinconico tramonto, fino appunto alla notte. Diventa cos\u00ec una vera e propria corsa contro il tempo quella di Nemorino, qui interpretato da <strong>Celso Albelo<\/strong>. Il tenore spagnolo offre una performance davvero eccezionale, riuscendo a rendere con straordinaria autoironia la goffaggine di Nemorino, la sua insicurezza, ma anche gli aspetti pi\u00f9 puri del suo carattere. Albelo si muove con disinvoltura sul palcoscenico, diverte molto e ancor meglio canta, come si ascolta nel duetto iniziale, nel confronto con Belcore e nella celebre romanza (\u201c<em>Una furtiva lagrima\u201d<\/em>), applauditissima dal pubblico. L\u2019emissione \u00e8 chiara, il timbro modulato nelle diverse zone, gli acuti raggiunti con facilit\u00e0. Le sue schermaglie con <strong>Desir\u00e9e Rancatore<\/strong> esaltano con freschezza la musica. Dal canto suo il soprano palermitano \u00e8 perfetto per il ruolo della protagonista: capricciosa e volubile, in lei non \u201cv\u2019ha brama che tosto non muoia appena \u00e8 desta\u201d. Allo stesso modo la sua voce si attorciglia in mille capricci, affronta senza cedimenti le numerose agilit\u00e0, sa variare con gusto, mantenendo un\u2019evanescenza vocale aderente al personaggio. La Rancatore esprime il fare civettuolo di Adina, ma va anche a comporre un profilo caratteriale fra i pi\u00f9 sfumati, unendo molteplici componenti \u2013 gelosia, tenerezza, furbizia, sensualit\u00e0 \u2013 in un tripudio di contraddizioni.<br \/>\nMolto apprezzato il Dulcamara di <strong>Paolo Bordogna<\/strong>, dal timbro accattivante e soprattutto dalle mirabolanti doti sceniche. Polifunzionale nelle sue continue metamorfosi (da venditore da spiaggia a Dj di discoteca) compare su una jeep ipertecnologica, magnificando con toni da televendita le miracolose propriet\u00e0 del Full Energy \u201cElixir\u201d, con tanto di lattine gonfiabili al seguito e vallette in abiti succinti e parrucche fucsia, quasi replicanti della Portman di <em>Closer<\/em>. In Dulcamara vengono condensati gli aspetti oscuri dell\u2019opera, \u201cfrizzante e divertente ma anche con un lato nascosto, manipolatore\u201d. Decisamente in ruolo <strong>Mario Cassi<\/strong>, interprete di Belcore, di presenza scenica attraente e sicuro sul piano vocale, con un volume di spessore notevole. Applausi convinti verso tutti, anche ad apertura di sipario nel Secondo Atto, a testimoniare l\u2019apprezzamento entusiasta nei confronti di scene e regia. Qualche fischio al direttore d\u2019orchestra, <strong>Paolo Arrivabeni<\/strong>, che invece a nostro parere ha adempiuto correttamente al suo compito, senza particolare mordente, ma conferendo ampio respiro al suono dell\u2019orchestra. Tutto si muoveva con estrema leggerezza, con superficialit\u00e0. E nel momento in cui tale superficialit\u00e0 riesce ad emergere, solo allora si penetra nella profondit\u00e0 de <em>L\u2019Elisir d\u2019amore<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palermo, Teatro Massimo, stagione lirica 2012 \u201cL\u2019ELISIR D\u2019AMORE\u201d Melodramma giocoso in due atti, libretto di Felice Romani da [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":54,"featured_media":36566,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[1295,923,5771,607,5772,165,1296,145,2980,430,5773,5774],"class_list":["post-36564","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-celso-albelo","tag-damiano-michieletto","tag-dasiree-rancatore","tag-donizetti","tag-elena-borin","tag-lelisir-damore","tag-mario-cassi","tag-opera-lirica","tag-paolo-arrivabeni","tag-paolo-bordogna","tag-paolo-fantini","tag-sylvia-aimonino"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36564","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/54"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36564"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36564\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87958,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36564\/revisions\/87958"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36566"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36564"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36564"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36564"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}