{"id":36843,"date":"2012-06-21T22:17:13","date_gmt":"2012-06-21T20:17:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=36843"},"modified":"2016-11-28T00:50:22","modified_gmt":"2016-11-27T23:50:22","slug":"angelina-e-le-mie-suggestioni-rossiniane-alcune-considerazioni-sopra-cenerentola-una-favola-in-diretta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/angelina-e-le-mie-suggestioni-rossiniane-alcune-considerazioni-sopra-cenerentola-una-favola-in-diretta\/","title":{"rendered":"Angelina e le mie suggestioni rossiniane Alcune considerazioni sopra Cenerentola. Una favola in diretta"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cPopolare\u201d<\/em>.<\/strong> <strong>\u00c8 questa la parola d\u2019ordine che s\u2019impone Carlo Verdone alla vigilia del suo cimento rossiniano<\/strong> nell\u2019ambizioso progetto in diretta ideato da Andrea Andermann. Mentre le aspettative dei melomani si incrementavano, le voci di stampa che si susseguivano allontanavano sempre di pi\u00f9 questa nuova <em>Cenerentola<\/em> da Rossini e la avvicinavano ad una rivisitazione favolistica (portata avanti senza il beneplacito del suo autore) in cui la musica si riduceva a colonna sonora e in cui la ragione teatrale rossiniana veniva frettolosamente bollata di inefficacia per il linguaggio della macchina da presa. In preda all\u2019estasi di un maldestro contrappasso dantesco, mi prendo ora la licenza di bollare questa <em>Cenerentola<\/em>. Come gi\u00e0 il <em>Rigoletto<\/em> bellocchiano dello scorso anno (ve lo ricordate? Quello cos\u00ec realista e vero il cui protagonista rimaneva asciutto nel bel mezzo di un arido temporale nel III atto) la favola verdoniana (poich\u00e9 di Rossini ha ben poco) \u00e8 un buco nell\u2019acqua.<br \/>\n<strong>Lo \u00e8 in prima istanza dal punto di vista degli orari di trasmissione<\/strong> (alle 23:30 l\u2019ottantacinque per cento dei bimbi, cui la favola \u00e8 indirizzata, \u00e8 a nanna e non inchiodato alla tv in attesa trepidante del rond\u00f2 finale della protagonista) e degli (esigui) ascolti in relazione al budget (tutt\u2019altro che esiguo) stanziato per il progetto.\u00a0 \u00c8 pur vero per\u00f2 che se si dovesse decretare il successo di un programma televisivo sulla base del solo dato <em>auditel<\/em> si sposerebbe quel sonnolento torpore che porta i vertici\u00a0 Rai ad esaltare i <em>reality<\/em> come fiore all\u2019occhiello del palinsesto di Viale Mazzini. Altri dunque i parametri da utilizzare: la qualit\u00e0 (o meglio: la bont\u00e0) dell\u2019idea e poi soprattutto il rapporto fra questa nuova \u201cpopolarit\u00e0\u201d e le ragioni dell\u2019autore.<br \/>\n<strong>L\u2019idea, quindi. L\u2019idea qualcosa deve, \u00e8 vero, al <em>reality<\/em>! Inutile nasconderselo, \u00e8 anche un gran colpo di genio<\/strong>. Si sa: anche una buona idea per\u00f2, \u00e8 destinata al precoce invecchiamento qualora manchi di un\u2019anima che la motivi e la animi profondamente. Pare questa la sorte dell\u2019idea andermaniana, che al cimento rossiniano arriva piuttosto stanca. Ma gi\u00e0 lo era lo scorso anno con il \u00a0<em>Rigoletto<\/em>, segu\u00ecto a una gradevole (cast escluso) <em>Traviata a Parigi<\/em> e a un\u2019esaltante <em>Tosca<\/em> (ma l\u00ec l\u2019opera si prestava assai bene all\u2019esperimento).<br \/>\nFilmare \u201cCenerentola live\u201d o, se si preferisce, \u201cnei luoghi e nelle ore\u201d crea ad Andermann non pochi problemi, proprio perch\u00e9 le ore non ci sono! Il titolo di Rossini non presenta riferimenti temporali espliciti n\u00e9 nella partitura n\u00e9 nel libretto (se si esclude la frase di Alidoro \u00abLa notte \u00e8 ormai vicina\u00bb).<strong> <em>La Cenerentola<\/em> non \u00e8 infatti \u201cCenerentola\u201d, non \u00e8 favola, non ha il ballo (e non ne ha perfino le musiche, ma tant\u2019\u00e8..ad Andermann piacciono quelle dell\u2019<em>Armida<\/em> e si inseriscono quelle!)<\/strong>, non ha la mezzanotte, non ha la matrigna, non ha la scarpetta. Questi particolari (lo ribadisco, assenti nell\u2019opera) sono reinseriti dal regista (forse per volere dello stesso produttore) con palesi forzature sul piano della drammaturgia. Ma si sa\u2026 il fascino della macchina da presa esalta gli animi; cos\u00ec Verdone e Andermann vanificano ogni sforzo profuso dal compositore per rendere la fiaba, seppure nella sua dolce follia, una storia reale e razionale, insomma <em>\u201cilluminata\u201d<\/em>.<br \/>\nLo smaniglio rimane quindi nel portagioie e Angelina perde la scarpetta (oltretutto con una calzata degna di un campione dell\u2019NBA); per la mezzanotte, \u00e8 bastato spezzettare l\u2019opera in tre tronconi; per farla stare nei tempi (come la carrozza, sembrava che anche la partitura dovesse tramutarsi in cenere dopo le 24) \u00e8 bastato tagliare i recitativi con quella sensibilit\u00e0 che gli autori del progetto condividono con i macellai et\u2026 <em>voil\u00e0<\/em>! Il piatto \u00e8 servito! Una <em>Cenerentola<\/em> nuova di zecca! Un format pronto per la macchina da presa, trasmessa in contemporanea al decesso di un capolavoro assoluto del teatro d\u2019opera.<br \/>\nCon buona pace della <em>vis<\/em> comica insita nella partitura sono andati perduti ingenuamente momenti dalle potenzialit\u00e0 registiche esilaranti: il recitativo prima dell\u2019aria di Magnifico (ma quale cicaleccio lo svegli proprio non si sa!), quello dopo il duetto fra Ramiro e Cenerentola, quello dopo l\u2019aria Dandini, quello all\u2019arrivo a Palazzo, quello prima dell\u2019aria di Ramiro, quello dopo il temporale, quello prima del Finale, riproposto solo in minima parte. E con buona pace della credibilit\u00e0 della vicenda Ramiro piomba in casa di Magnifico nel II atto (anche lui fresco e asciutto di tintoria dopo il temporale) e riconosce la sua sposa (\u00abSiete voi!\u00bb) non dalla prova della scarpetta visto che la stessa doveva averla probabilmente dimenticata sulla carrozza, ma (forse) dall\u2019odore. Ma si sa\u2026 l\u2019amore si serve di qualunque mezzo\u2026 anche dell\u2019olfatto!<br \/>\n<strong>Continuo a non capire poi, come abbia fatto il Principe di Salerno (Ramiro) ad arrivare a Torino.<\/strong> Per Andermann Tosca \u00e8 romana (bravo!), Rigoletto \u00e8 mantovano (corretto!), Violetta \u00e8 parigina (benissimo!) e Ramiro \u00e8 forse campano? No! Ramiro, per intercorsi accordi televisivi, doveva trasferirsi lontano da quella tradizione a cui il titolo rossiniano \u00e8 per molti versi saldamente incatenato. Non sapevo quindi che il Principe avesse una seconda casa in Piemonte (di questi tempi anche piuttosto costosa)! Una casa bellissima, per carit\u00e0 (che la regia non riesce ad esaltare al meglio) molto pi\u00f9 bella, per intenderci, di quella delle sorellastre che vivono evidentemente in un bilocale (visto che sono costrette a truccarsi in cucina).<br \/>\n<strong>Per il resto, la regia di Verdone scorre fra impacciate gags da avanspettacolo e momenti di una staticit\u00e0 disarmante<\/strong> a cui contribuiscono le masse imbambolate in emicicli di stampo puramente teatrale (uno su tutti quello su \u00abO figlie amabili di Don Magnifico\u00bb), un immobile sfondo ai cantanti protagonisti. Peccato, si sarebbe potuto fare di pi\u00f9! Ma si sarebbe potuto fare molto di pi\u00f9 anche con le luci, inesistenti, o meglio onnipresenti (tutto indistintamente illuminato all\u2019eccesso); con i costumi (davvero di bassa sartoria nei tessuti, nelle fantasie cromatiche, nelle lavorazioni) e con i cantanti. Forse suggestionati dai primi piani, anche i rossiniani pi\u00f9 esperti (e mi riferisco al Magnifico di<strong> Carlo Lepore<\/strong> e all\u2019Alidoro di <strong>Lorenzo Regazzo<\/strong>) appaiono sottotono. Quanto al Dandini di <strong>Simone Alberghini<\/strong>, non l\u2019ho mai ritenuto adatto alla parte per via di una elasticit\u00e0 vocale ancora da maturare. Mi chiedo come si possa mutare l\u2019immagine di Ramiro (che <strong>Edgardo Rocha<\/strong> canta con discreto gusto sebbene espressivamente inerte) al punto di farne un\u2019evocazione della bestia disneyana, figura con la quale dal punto di vista drammaturgico peraltro non condivide nulla. Mi chiedo anche perch\u00e8 il vivaio nostrano sia stato ritenuto inadatto alla ricerca di una cantante in grado di reggere la parte di Angelina, impervia s\u00ec, ma non fra le scritture rossiniane peggiori. <strong>Lena Belkina<\/strong>, teatralmente (e azzardo \u201ccinematograficamente\u201d) inespressiva, canta con scarsa sensibilit\u00e0 agilit\u00e0 generiche e piuttosto meccaniche. Dalle nostre parti (senza voler obbligatoriamente suggerire il nome di Cecilia Bartoli) \u201cCenerentole\u201d ne abbiamo di miliori! Alla Tisbe di<strong> Annunziata Vestri<\/strong> e alla Clorinda di<strong> Anna Kasyan<\/strong> \u00e8 mancata invece una regia realmente in grado di valorizzare le potenzialit\u00e0 comiche dei loro ruoli. Mi chiedo, ennesima domanda senza risposta, come un rossiniano esperto come Gianluigi Gelmetti abbia potuto prender parte a questa operazione senza ribellarsi alle sforbiciate sui recitativi e ai <em>pastiche<\/em>. Quanto alla sua direzione, che pare suggestionata dal <em>Barbiere<\/em> abbadiano per DG, \u00e8 molto televisiva e molto poco rossiniana: vi mancano variet\u00e0 di colori, cambi di tempo rapidi e strette incisive, vi sovrabbondano i colpi di grancassa! In conclusione: che rimane della Cenerentola? Solo la voglia di rivederla il prima possibile in teatro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cPopolare\u201d. \u00c8 questa la parola d\u2019ordine che s\u2019impone Carlo Verdone alla vigilia del suo cimento rossiniano nell\u2019ambizioso progetto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":68,"featured_media":36846,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[14671,5790,1308,186,735],"class_list":["post-36843","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-approfondimenti","tag-carlo-verdone","tag-gianluigi-gelmetti","tag-la-cenerentola","tag-rossini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36843","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/68"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36843"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36843\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87010,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36843\/revisions\/87010"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36846"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36843"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36843"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36843"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}