{"id":37201,"date":"2012-06-29T01:21:44","date_gmt":"2012-06-28T23:21:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=37201"},"modified":"2017-01-08T09:54:24","modified_gmt":"2017-01-08T08:54:24","slug":"muffy-e-bucky-o-dellironia-della-sorte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/muffy-e-bucky-o-dellironia-della-sorte\/","title":{"rendered":"Beverly Sills &#8211; Muffy e Bucky o Dell&#8217;ironia della sorte"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il parto della primogenita Muffy non fu facile. Il travaglio dur\u00f2 diciassette ore<\/strong> e, una volta partorita, quando Beverly Sills chiese di vedere la neonata, i dottori nicchiarono e non gliela fecero vedere. Le dissero che aveva dato alla luce una bambina di circa quattro chili, quindi seppe di aver fatto nascere una bella bimba robusta, ci\u00f2nonostante non le permettevano di vederla. Beverly Sills non pot\u00e9 non pensare che la cosa fosse molto strana e si sent\u00ec molto infastidita. Continuavano a dirle: <em>\u00abLa vedr\u00e0 pi\u00f9 tardi\u00bb<\/em>. Beverly sper\u00f2 che fosse un tentativo per farla riposare un po\u2019 dopo il lungo travaglio, ma non era ingenua: c\u2019era qualcosa che non andava. Alla fine, uno dei medici le disse che sua figlia era nata affetta da malattia da membrana ialina e ittero. Muffy &#8211; non la chiamarono mai Meredith &#8211; aveva difficolt\u00e0 respiratorie e la misero in un\u2019incubatrice. Quando finalmente la vide per la prima volta, Muffy, bionda dalla testa ai piedi, aveva la febbre altissima: era completamente itterica e respirava molto velocemente. Fortunatamente, la piccola sopravvisse grazie alla sua costituzione robusta ed usc\u00ec dall\u2019incubatrice dimagrita di un chilo appena.<br \/>\n<strong>Otto giorni pi\u00f9 tardi, riusc\u00ec a portarla a casa, con i piedini pieni di segni delle iniezioni che le avevano fatto per curarla<\/strong>. Beverly si aspettava che crescesse cagionevole di salute e delicata, ma dal momento in cui Muffy entr\u00f2 a casa sua divenne una bimba sana e felice, assolutamente deliziosa: una bambina bella grande, paffuta, vivace e divertente. La Sills non aveva mai visto una bambina pi\u00f9 simpatica di Muffy, che la sorprendeva costantemente e trovava sempre modi per farla ridere. Erano tutti innamorati di Muffy: lei, Peter e anche le sue sorellastre. Anzi, Beverly era <em>pazza<\/em> di sua figlia. Non vedeva l\u2019ora che si svegliasse al mattino per vedere cosa avrebbe fatto. A quasi due anni, Muffy era una piccola adorabile e curiosa. Riusciva a completare <em>puzzle<\/em> destinati a bambini di 4-5 anni e Peter le aveva gi\u00e0 insegnato a piegare i tovaglioli per apparecchiare la tavola. Sembrava comprendere le cose molto rapidamente. Quando tornavano dalla drogheria, Muffy metteva a posto i cibi in scatola riconoscendo le etichette. Quando facevano il bucato, Muffy si sedeva sul pavimento e aiutava a separare i panni in base al colore, che era una cosa piuttosto degna di nota per la sua et\u00e0.<br \/>\nProprio a causa di ci\u00f2 che era capace di fare, Beverly Sills era preoccupatissima dal fatto che non riuscisse a dire nessuna parola che non fosse <em>scotta<\/em>. Quella parolina le usc\u00ec dopo che una volta si avvicin\u00f2 ad un fornello elettrico &#8211; era troppo bassa per accorgersi che la madre aveva tolto la teiera da sopra il fornello, ma che non lo aveva spento. Beverly aveva appena riempito la teiera di nuovo e la stava rimettendo al posto quando vide la manina della bambina che si avvicinava al fornello. Senza pensarci un attimo, allontan\u00f2 la mano della piccola con degli schiaffetti gridando: <em>\u00abScotta! Scotta! Scotta!\u00bb.<\/em> Non l\u2019aveva mai toccato, n\u00e9 l\u2019aveva mai sgridata in quel modo prima e per il resto della giornata la bambina continu\u00f2 a girare per la casa dicendo: <em>\u00abScotta, scotta,<\/em> <em>scotta<\/em>!\u00bb. Quando quella sera Peter rientr\u00f2 a casa, Muffy continu\u00f2. Muffy era lieta che la cosa rendesse lieti i suoi genitori e continu\u00f2 a dire <em>\u00abScotta, scotta, scotta!\u00bb<\/em> per giorni.<br \/>\n<strong>Sapendo che era capace di parlare e che era molto vivace e constatando che, per\u00f2, la bambina non pronunciava nessun\u2019altra parola, la Sills cominci\u00f2 a preoccuparsi dell\u2019udito della bambina.<\/strong> L\u2019aveva gi\u00e0 portata da un medico, il quale aveva aveva agitato il mazzo delle sue chiavi di fronte alla piccola e quando la bambina si era lanciata ad afferrarle afferm\u00f2:<em> \u00abMi sembra ovvio che la bambina ci senta.\u00bb <\/em><br \/>\nBeverly Sills pens\u00f2 che quella era piuttosto la prova che Muffy <em>ci vedeva<\/em>, per cui decise di sottoporla a delle analisi dell\u2019udito. Prese un appuntamento con un luminare del campo, il dottor Flake, ma dovette attendere due settimane prima della visita. Durante quel periodo, la Sills lesse un articolo sull\u2019afasia che diceva che era una malattia che permetteva di udire ma non di assimilare i suoni in parole dotate di significato. Con l\u2019episodio dello \u00abScotta, scotta, scotta!\u00bb in mente, Beverly decise di portare Muffy all\u2019ospedale pediatrico di Boston dove i medici diagnosticarono alla piccola l\u2019afasia. La spia, dissero, era data dal fatto che a Muffy piaceva camminare scalza, in punta di piedi, che era uno dei sintomi dell\u2019afasia. Finalmente arriv\u00f2 il giorno della visita col dottor Flake, il quale si chiuse da solo con Muffy nel suo studio, per uscirne dopo circa cinque minuti per parlare con Beverly e Peter. <em>\u00abSua figlia soffre di una profonda perdita dell\u2019udito,\u00bb<\/em> disse. <em>\u00abDovreste procurarle un apparecchio acustico e iscriverla ad una scuola. Istruitela quanto meglio e pi\u00f9 velocemente che potete.\u00bb <\/em>Quando Beverly gli chiese se Muffy potesse avere problemi di afasia, il medico rispose: <em>\u00abSua figlia non \u00e8 afasica. Non ha problemi di apprendimento. Il suo solo problema \u00e8 che non sente.\u00bb <\/em><br \/>\n<strong>Peter e Beverly si attivarono rapidamente per far avere a Muffy il suo apparecchio acustico, che aveva le dimensioni di un accendino grande e che doveva indossare insieme ad una specie di pettorina.<\/strong> Beverly e Muffy diedero inizio ad una gara continua per vedere quanto spesso Beverly riuscisse ad evitare che la bambina distruggesse l\u2019apparecchio. Muffy dimostrava un\u2019incredibile immaginazione quando si trattava di nasconderlo. Un giorno la Sills pass\u00f2 ore a cercarlo per poi trovarlo nascosto in una delle sue scarpe. Muffy, naturalmente, si guardava bene dal dire dove lo nascondeva. Pensava di star giocando il gioco pi\u00f9 divertente del mondo. La sordit\u00e0 di Muffy devast\u00f2 la Sills, ma la rese determinata ad aiutare sua figlia a studiare, crescere forte e condurre una vita il pi\u00f9 normale possibile. Il medico sugger\u00ec di iscrivere la bambina alla Sarah Fuller Foundation School, che frequent\u00f2 per un anno. L\u00ec apprese a leggere l\u2019alfabeto, a pronunciare la lettera <em>\u201cB\u201d<\/em> e le parole che cominciano per <em>wh<\/em>. Tutto ci\u00f2 all\u2019et\u00e0 di due anni. La madre di Beverly Sills e suo fratello Stanley le diedero lo stesso consiglio: non aveva senso star l\u00ec a fissare la bambina. Con un certo qual piglio energico, la nonna decise che Muffy doveva avere un trattamento speciale: insistette affinch\u00e9 la bambina seguisse delle lezioni d\u2019arte e di danza e le cuc\u00ec tutti i suoi abiti &#8211; Muffy aveva un guardaroba da fare invidia, per una bambina della sua et\u00e0. Ben prima che la bambina imparasse a leggere il labiale, nonna Sills prendeva la bambina e la feceva sedere sul suo grembo e le parlava continuamente con tono rassicurante per ore.<br \/>\n<strong>Anche Peter fece la sua parte in modo meraviglioso.<\/strong> Dopo una giornata di lavoro al <em>Globe<\/em>, chiamava Beverly dall\u2019ufficio e le diceva: <em>\u00abNon farle il bagnetto. Voglio fare io il bagnetto a Muffy.\u00bb<\/em> E non si trattava mai di un bagnetto qualunque. Pap\u00e0 rientrava a casa sempre pieno di giocattoli di gomma e di spugne che squittivano e le facevano il solletico quando il padre le strofinava contro la sua pelle. Fu Peter a fare il primo bagnetto a Muffy. E quando Peter le faceva il bagno, Muffy diventava Esther Williams in uno spettacolo di Busby Berkeley. Le stesse attenzioni Peter le metteva nella scelta dell\u2019abbigliamento per Muffy: le comprava maglioni con le sue cifre. Peter teneva a che Muffy cominciasse a leggere il prima possibile, perci\u00f2 tutto ci\u00f2 che le comprava aveva le cifre o il nome della bambina stampato. Muffy crebbe divenendo l\u2019orgoglio e la gioia di Peter: era una vera Greenough, una combattente, sempre decisa a riuscire al meglio delle sue possibilit\u00e0, mai spiacevole o maleducata. Muffy ha dovuto scalare molte montagne e molti sono stati i successi che ha riportato, fino a diventare una donna autonoma, con un impiego nel campo della grafica e una casa tutta sua. Sfortunatamente, invece, suo fratello Bucky non ha potuto esperire gli stessi successi.<br \/>\n<strong>Peter Bulkeley Greenough Jr. nacque il 29 giugno 1961. Alla nascita pesava quasi cinque chili ed era un bambino paffutello e felice. <\/strong>Quando Bucky aveva due mesi, Beverly Sills fece venire a casa un fotografo per ritrarre suo figlio. Il fotografo le disse che pensava che ci fosse qualcosa che non andava nel bambino. Non riusciva ad attirare l\u2019attenzione di Bucky. Il bambino non seguiva l\u2019uccellino di plastica attaccato alla macchina fotografica. Dopo che il fotografo le fece notare questa cosa, Beverly cominci\u00f2 a osservare attentamente suo figlio. Sembrava avere degli spasmi e momenti particolari in cui i suoi occhi si sbarravano in maniera impressionante e perdeva il controllo delle mani. La Sills cominci\u00f2 a temere che Bucky avesse una qualche specie di malattia nervosa. Per\u00f2 dopo questi momenti si calmava. Bucky era un bambino straordinariamente bello e allegro, ma era quasi impossibile incrociare il suo sguardo.<br \/>\n<strong>Al compimento del sesto mese, Beverly Sills port\u00f2 il figlio all\u2019ospedale pediatrico di Boston. Le dissero che suo figlio era ritardato: all\u2019epoca, non si sapeva nulla dell\u2019autismo.<\/strong> I dottori le dissero che Bucky non avrebbe mai parlato e non avrebbe mai sviluppato il necessario controllo degli sfinteri. Quando Beverly e Peter lasciarono l\u2019ospedale, lei disse: <em>\u00abBene, l\u2019unico aspetto positivo della giornata di oggi \u00e8 che \u00e8 il giorno peggiore della nostra vita. D\u2019ora in poi, le cose non potranno andare peggio di cos\u00ec.\u00bb <\/em>Non ci furono miglioramenti per Bucky, I suoi problemi non peggiorarono con la crescita &#8211; semplicemente non avevano scoperto la portata del suo handicap fino in fondo. Il suo bel bambino dagli occhi marroni rimaneva sdraiato, immobile sullo suo stomaco per ore; a quel tempo, la sua mancanza di interesse per tutto ci\u00f2 che lo circondava non la percepivano come un sintomo di autismo. Ci\u00f2 non significa che Bucky fosse un bimbo docile, perch\u00e9 non lo era: a volte diventava iperattivo e autolesionista. All\u2019et\u00e0 di cinque anni ebbe la sua prima crisi epilettica. Quando cominci\u00f2 ad avere attacchi con una certa regolarit\u00e0, avevano gi\u00e0 imparato a mettergli un cucchiaio fra i denti e a girarlo su un fianco. Solo quando arriv\u00f2 all\u2019et\u00e0 di ventidue anni appresero che era anche sordo.<br \/>\n<strong>Le reazioni di Beverly e Peter alla condizione dei loro figli furono diversissime.<\/strong> Seppur addolorato, Peter era uno stoico e, per lui, la vita doveva continuare, qualsiasi cosa accadesse. Beverly non era stoica e la situazione fin\u00ec per influenzarne il comportamento. Non si allontanava da casa: divenne molto casalinga, si prendeva cura dei bambini, cucinava, faceva i letti e cercava di non pensare agli handicap dei suoi figli. Smise di volare a New York per far visita alla madre e cancell\u00f2 le lezioni settimanali con Estelle Liebling. La madre di Beverly decise allora di volare lei a Boston e si dimostr\u00f2 di grande forza e supporto. Anche quando fu chiaro che Bucky sarebbe finito in una scuola speciale, la fede in Dio della signora Silverman non vacill\u00f2 mai: <em>\u00abSo che \u00e8 dura constatare quanto sia gravemente malato tuo figlio, ma sei una donna ricca, quindi tuo figlio potr\u00e0 avere le cure e l\u2019assistenza migliori.\u00bb <\/em>Il potenziale di Bucky era notevolmente limitato, quindi non avrebbe mai scalato nessuna montagna e men che mai una collina. La prima volta in cui i suoi genitori riuscirono a incrociare il suo sguardo fu quando aveva ventiquattro anni &#8211; nell\u2019istituto in cui era stato ricoverato, l\u2019Eden Institute, gli avevano insegnato sei segni della LIS. Quelli furono i primi mezzi di comunicazione di Bucky. E fu la prima volta in cui il ragazzo riusc\u00ec a concentrare il suo sguardo su qualcosa.<br \/>\n<strong>Se la sordit\u00e0 di Muffy fece cadere in depressione Beverly Sills, l\u2019autismo di Bucky la distrusse. Era scioccata.<\/strong> Peter faceva del suo meglio per tirarla su. Nel frattempo, Sarah Caldwell era diventata una buona amica della Sills. Nel febbraio del 1962, le affid\u00f2 il ruolo di Manon in una produzione in cui cantavano anche i suoi colleghi del City Opera John Alexander e Norman Treigle. La produzione della Caldwell era di prim\u2019ordine: era una regista ingegnosa e un\u2019ottima direttrice d\u2019orchestra &#8211; per l\u2019occasione ingaggi\u00f2 la Boston Symphony Orchestra che fece un ottimo lavoro. La Sills, Alexander e Treigle formavano un <em>team<\/em> prodigioso. La loro <em>Manon<\/em> riscosse un notevole successo di pubblico e critica.<br \/>\n<strong>Il suo ritorno all\u2019opera le caus\u00f2 una reazione curiosa.<\/strong> Beverly Sills amava cantare e la parte migliore dell\u2019essere una cantante d\u2019opera erano sempre state la preparazione e le prove. Anche esibirsi le procurava piacere puro, ma non fu cos\u00ec quando cant\u00f2 <em>Manon<\/em> in quell\u2019occasione. Non sent\u00ec pi\u00f9 quel piacere genuino dopo aver appreso dei problemi dei suoi figli. Ma <em>Manon<\/em> le piaceva per un motivo diverso: per tre ore ogni sera riusciva a dimenticarsi dei suoi problemi per concentrarsi su quelli dell\u2019eroina di Massenet. Era una via di scampo &#8211; questo era l\u2019opera per la Sills. Non vedeva l\u2019ora di recarsi in teatro per diventare qualcun altro. Nonostante ci\u00f2, comunque, lei e Peter Greenough divennero molto attivi nella prevenzione dei difetti genetici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il parto della primogenita Muffy non fu facile. 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