{"id":37937,"date":"2012-07-24T22:51:55","date_gmt":"2012-07-24T20:51:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=37937"},"modified":"2016-12-13T12:39:42","modified_gmt":"2016-12-13T11:39:43","slug":"la-traviata-apre-il-macerata-opera-festival-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/la-traviata-apre-il-macerata-opera-festival-2012\/","title":{"rendered":"&#8220;La Traviata&#8221; apre il Macerata Opera Festival 2012"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Macerata, Arena Sferisterio, 48\u00b0 Stagione Lirica Macerata Opera Festival<\/em><br \/>\n<strong>\u201cLA TRAVIATA\u201d <\/strong><br \/>\nMelodramma in tre atti. Libretto di Francesco Maria Piave.<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi <\/strong><br \/>\n<em>Violetta Val\u00e9ry<\/em> MYRTO\u2019 PAPATANASIU<br \/>\n<em>Alfredo Germont<\/em>\u00a0 IVAN MAGRI&#8217;<br \/>\n<em>Giorgio Germont<\/em>\u00a0 LUCA SALSI<br \/>\n<em>Flora Bervoix<\/em> GABRIELLA SBORGI<br \/>\n<em>Annina<\/em> ANGELA BELLA RICCI<br \/>\n<em>Gastone de Letorieres<\/em> STEFANO FERRARI<br \/>\n<em>Barone Douphol<\/em> CRISTIANO PALLI<br \/>\n<em>Marchese d&#8217;Obigny<\/em> ANDREA PISTOLESI<br \/>\n<em>Dr.Grenvil<\/em>\u00a0 ALESSANDRO TIROTTA<br \/>\n<em>Giuseppe<\/em> ALESSANDRO PUCCI<br \/>\n<em>Un commissionario<\/em> ROBERTO GATTEI<br \/>\n<em>Domestico di Flora<\/em> GIANNI PACI<br \/>\nFondazione Orchestra Regionale delle Marche<br \/>\nCoro Lirico \u201cVincenzo Bellini\u201d<br \/>\nBanda \u201cSalvadei\u201d Citt\u00e0 di Macerata<br \/>\nDirettore <strong>Daniele Belardinelli <\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>David Crescenzi<br \/>\n<\/strong>Regia <strong>Henning Brockhaus<\/strong><br \/>\nScene <strong>Josef Svoboda <\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Giancarlo Colis<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Emma Scialfa<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Henning Brockhaus, Fabrizio Gobbi <\/strong><br \/>\nAllestimento dello Sferisterio di Macerata<br \/>\n<em>Macerata, 20 luglio 2012<br \/>\n<\/em><br \/>\n<em>La Traviata<\/em> di Giuseppe Verdi inaugura il Macerata Opera Festival 2012\u00a0 con un allestimento ormai nella storia\u00a0 del\u00a0 teatro contemporaneo e per\u00a0 la prima volta allestito e concepito proprio a Macerata e per gli spazi dello Sferisterio nel\u00a0 1992.Curato dal regista Henning Brockhaus e dallo scenografo Josef Svoboda, la famosa \u201cTraviata degli specchi\u201d, vinse appunto il Premio Abbiati dell&#8217;Associazione Nazionale Critici Musicali e vedeva allora come interpreti\u00a0 Renato Bruson (Germont), il soprano Giusy Devinu (Violetta) e il tenore Marcello Giordani (Alfredo).Sono passati esattamene venti anni, ma l\u2019idea rimane sempre di indiscusso fascino sebbene la grande macchina necessitava di un forte restauro ;nuovi specchi per poter riportare in auge il pannello scenografico di 24&#215;12 m \u00a0ed il restauro dei grandi tappeti e tutto questo grazie a fondi considerevoli gestiti e patrocinati dal\u00a0 Sindaco di Macerata Romano Carancini, grandissimo ed entusiasta fautore di questa operazione di\u00a0 recupero.<br \/>\nL\u2019operazione di restauro ed il titolo della stagione \u201c Allievi e Maestri\u00a0 \u201c \u00e8 un omaggio al grande scenografo Josef Svoboda a dieci anni dalla sua scomparsa e questa \u201cnuova\u201d <em>Traviata<\/em> ritorna a splendere per mano dell\u2019amico regista <strong>Henning Brockhaus<\/strong> .<br \/>\nMa cosa \u00e8 cambiato di quell\u2019allestimento? Le scene sono esattamente le stesse, ma diversi i costumi e diversi sono i movimenti del coro e quelli dei protagonisti. Lo specchio di per s\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 un fortissimo simbolo mistico: oltre ad essere un simbolo dell&#8217;inganno, della fugacit\u00e0 e della vanit\u00e0, lo specchio rappresenta anche il loro contrario: verit\u00e0, eternit\u00e0, realt\u00e0. Il pubblico avverte questo dualismo tanto da poter usare il riflesso come atto di puro e consapevole\u00a0 voyerismo godendo cos\u00ec anche di quell\u2019aspetto perverso e decadente della vicenda senza sentirne un forte peso morale. Ed ecco che nell\u2019ultimo atto, quello\u00a0 della morte di Violetta lo specchio si alza ulteriormente, fino a novanta gradi rispetto al palcoscenico, in maniera che tutta la platea del teatro venga brutalmente riflessa dentro la storia incorniciando\u00a0 cos\u00ec la vera causa della morte della sfortunata\u00a0 protagonista, impietosamente vittima dei pregiudizi e di quella borghesia dalla morale alquanto ambivalente. Pervade in scena un erotismo assolutamente palpabile, senza ostentazioni sebbene i nuovi\u00a0 costumi di <strong>Giancarlo Colis<\/strong> siano ispirati ai dipinti di Boldini, concepiti con\u00a0 ottime intenzioni, ma realizzati con taglio e materiali di scarsa qualit\u00e0 offuscando l\u2019eleganza d\u2019insieme dell\u2019allestimento. E\u2019 vero che le donne di Boldini, spogliandosi, affermano la loro autodeterminazione di individui maturi e emancipati, pienamente consapevoli della propria femminilit\u00e0, ma \u00e8 anche vero che molto spesso distribuire questo modello su pi\u00f9 piani dell\u2019allestimento rischia di perdere di credibilit\u00e0. Anonimi ed alquanto artificiosi i movimenti coreografici di <strong>Emma Scialfa<\/strong> e funzionali le luci curate da <strong>Fabrizio Gobbi<\/strong> in collaborazione con lo stesso <strong>Henning Brockhaus<\/strong>.<br \/>\nChiaramente una ripresa di questa portata necessitava di un cast e di una direzione di grande spessore\u00a0 che purtroppo fatte le dovute eccezioni non \u00e8 sembrato esserci. La direzione del Maestro\u00a0 <strong>Daniele Belardinelli<\/strong> \u00e8 stata a dir poco imbarazzante: il gesto praticamente assente, tempi esageratamente dilatati per non parlare del completo distacco tra buca e palcoscenico. La partitura richiedeva una purezza di linea e di colori, sfumature e improvvise accentuazioni drammatiche qui completamente assenti. La Fondazione Orchestra Regionale delle Marche dunque non ha potuto che adeguarsi a cotanto piattume. Va da s\u00e9 che con questa premessa la capacit\u00e0 di presa e coinvolgimento dell\u2019opera dipendeva soprattutto dai cantanti. Ma anche qui il coefficiente emozionale si \u00e8 attestato su di un livello piuttosto basso.<br \/>\n<strong>Myrt\u00f2 Papatanasiu<\/strong>, tanto apprezzata all\u2019estero in questo ruolo, \u00e8 stata una Violetta alquanto sui generis sia scenicamente che vocalmente. Il soprano greco sembrava perdersi all\u2019interno dell\u2019imponente meccanismo scenico ed a sua discolpa c\u2019\u00e8 da dire almeno che ne sembrava\u00a0 assolutamente consapevole. Dopo un primo atto alquanto smorto nel quale ha mostrato un registro acuto teso e imprecisoni nelle agilit\u00e0, ha puntato al recupero negli atti successivi. Qui il canto si \u00e8 fatto eccesivamente controllato, quasi manierato, povero nel fraseggio e nei colori. Il \u201c<em>physique du role<\/em>\u201d certo non pu\u00f2 bastare per un ruolo cos\u00ec complesso. <strong>Ivan Magr\u00ec<\/strong> nel ruolo di Alfredo ha tentato con ogni sua risorsa di delineare un personaggio credibile e passionale sebbene nel complesso i suoi sforzi sono valsi a poco. Limiti tecnici pi\u00f9 che vocali lo hanno portato pi\u00f9 volte ad essere poco intonato e pericolosamente crescente. Un cantante dalle indubbie potenzialit\u00e0 vocali ma che deve trovare un maggiore magistero tecnico per gestire con totale disinvoltura e controllo le sue non comuni qualit\u00e0.<br \/>\n<strong>Luca Salsi<\/strong> \u00e8 stato il vero trionfatore della serata ed a lui il pubblico ha tributato il successo pi\u00f9 convinto. Una voce assolutamente verdiana ,con un fraseggio ardente, l\u2019accento veemente ed una scansione perfetta nell\u2019articolazione della parola cantata. Il baritono parmense ha\u00a0 delineato un personaggio scenicamente credibile nonostante il trucco e l\u2019abito non lo abbiano invecchiato a dovere. E\u2019 evidente che la sua prestazione \u00e8 emersa\u00a0 per talento pi\u00f9 che per differenza con il resto del cast. Buone le parti di fianco dove tra tutte emerge la Flora di <strong>Gabriella Sborgi<\/strong>\u00a0 una incredibile \u201c<em>ma\u00eetresse<\/em>\u201ddi bordello divertente, agile e vocalmente credibile.A questa fanno da corollario l\u2019 Annina di <strong>Angela Bella Ricci<\/strong>, <strong>Stefano Ferrari (<\/strong>Gastone), <strong>Cristiano Palli<\/strong> (Barone Douphol), <strong>Alessandro Tirotta<\/strong> (Dottor Grenvil). Sempre attendibili gli interventi del coro lirico marchigiano diretto da <strong>David Crescenzi<\/strong>.<br \/>\nUn pubblico dell\u2019inaugurazione abbastanza generoso di consensi, con un momento di reale\u00a0 commozione quando alla fine dello spettacolo due ritratti del compianto Maestro Josef Svodoba vengono proiettati sulla scena dello Sferisterio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Macerata, Arena Sferisterio, 48\u00b0 Stagione Lirica Macerata Opera Festival \u201cLA TRAVIATA\u201d Melodramma in tre atti. 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