{"id":38027,"date":"2012-07-26T21:06:12","date_gmt":"2012-07-26T19:06:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=38027"},"modified":"2016-12-13T12:35:31","modified_gmt":"2016-12-13T11:35:31","slug":"macerata-opera-festivalla-boheme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/macerata-opera-festivalla-boheme\/","title":{"rendered":"Macerata Opera Festival 2012:&#8221;La Boh\u00e8me&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Arena Sferisterio, Macerata Opera Festival 2012 <\/em><br \/>\n<strong>\u201cLA BOH\u00c8ME\u201d <\/strong><br \/>\nOpera in quattro quadri su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica dal romanzo<em> Sc\u00e8nes de la vie de Boh\u00e8me<\/em> di Henri Murger<br \/>\nMusica di <strong>Giacomo Puccini <\/strong><br \/>\n<em>Mim\u00ec<\/em> CARMEN GIANNATTASIO<br \/>\n<em>Musetta<\/em> SERENA GAMBERONI<br \/>\n<em>Rodolfo<\/em> FRANCESCO MELI<br \/>\n<em>Marcello<\/em> DAMIANO SALERNO<br \/>\n<em>Colline<\/em> ANDREA CONCETTI<br \/>\n<em>Schaunard<\/em> ANDREA PORTA<br \/>\n<em>Beno\u00eet<\/em> ANTONIO STRAGAPERDE<br \/>\n<em>Alcindoro<\/em> LUCIO MAUTI<br \/>\n<em>Parpignol<\/em> ALESSANDRO PUCCI<br \/>\n<em>Sergente dei doganieri\u00a0 <\/em>ROBERTO GATTEI<br \/>\n<em>Doganiere\u00a0 <\/em>GIOVANNI PACI<br \/>\n<em>Un venditore <\/em>GIOVANNI DI DEO<em><br \/>\n<\/em>Fondazione Orchestra Regionale\u00a0 delle Marche<br \/>\nCoro \u201cVincenzo Bellini\u201d<br \/>\nCoro di voci bianche Pueri Cantores \u201cD.Zamberletti\u201d<br \/>\nBanda &#8220;Salvadei&#8221; Citt\u00e0 di Macerata<br \/>\nEnsemble di Teatro Fisico Balletto Civile<br \/>\nDirettore <strong>Paolo Arrivabeni<br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro <strong>David Crescenzi<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Leo Muscato <\/strong><br \/>\nScene <strong>Federica Parolini <\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Silvia Aymonino <\/strong><br \/>\nMovimenti coreografici <strong>Michela Lucenti <\/strong><br \/>\nLuci <strong>Alessandro Verazzi <\/strong><br \/>\n<em>Macerata, 23 luglio 2012<br \/>\n<\/em><strong>Potremmo citare il meraviglioso libro di Lawrence Ferlinghetti<em> \u201cParigi, 1968: L&#8217;amore nei giorni della rabbia\u201d<\/em> per poter presentare il secondo allestimento del Macerata Opera Festival<\/strong> con \u201c<em>La Boh\u00e8me\u201d<\/em> di G.Puccini. Un allestimento questo si dice alquanto discusso e contestato (e poi da chi?), ma che \u00e8 stato in verit\u00e0 la vera rivelazione di quest\u2019anno per freschezza di idee e non solo. Intorno ai personaggi di Mim\u00ec e Rodolfo tutto si muove continuamente, mentre le febbrili passioni e le manifestazioni di piazza cambiano tutto e\u00a0 nulla. L&#8217;eternit\u00e0 sembra essere rappresentata solo da una fresca e lunare soffitta, una luce sicura tra ponti infiniti, tra passaggi di forma e di essenza. Tra i labirinti delle apparenze. Parigi \u00e8 la vera protagonista della scena, il Quartiere latino con un caff\u00e8 Momus che si trasforma in una discoteca con cubi zebrati su cui si esibisce il Coro in un ballo di gruppo durante i festeggiamenti natalizi, la barriera d\u2019Enfer all\u2019occasione trasformata nelle Fonderie d\u2019Enfer con la lunga cancellata reticolata presidiata da picchetti di scioperanti, e nel finale\u00a0 la soffitta tra i tetti di Parigi ormai svuotata dei colori e dei disincanti\u00a0 diventa una\u00a0 stanza di ospedale con tanto di medici, infermieri nell\u2019atto di assistere la povera Mim\u00ec morente a causa proprio delle esalazioni tossiche della fonderia. Su questa scena sporadici dissensi del pubblico hanno tentato di farsi largo tra i fragorosi applausi. E\u2019 chiaro che ci troviamo molto spesso di fronte ad una forzatura del libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa ed in diversi punti \u00e8 pi\u00f9 che evidente, ma che importa? L\u2019allestimento \u00e8 sempre credibile, coerente con se stesso e non offusca mai la vicenda.<br \/>\nLe scene di <strong>Federica Parolini<\/strong> sono assolutamente di grande impatto visivo, lo sfondo perfetto alla\u00a0 regia di <strong>Leo Muscato<\/strong> che ha saputo lavorare con i cantanti\/attori come nella pi\u00f9 alta tradizione di prosa. I costumi di <strong>Silvia Aymonino<\/strong> sono coloratissimi: materiali e stile in pieno \u201cHippy style\u201d ma con un gusto tutto squisitamente francese. I movimenti coreografici di <strong>Michela Lucenti<\/strong> affidati all&#8217;Ensemble di teatro fisico Balletto Civile e le luci di <strong>Alessandro Verazzi <\/strong>hanno poi creato la cornice perfetta a questa macchina assolutamente travolgente. All&#8217;altezza dell&#8217;allestimento anche\u00a0 la parte musicale e vocale con punte di vera eccellenza.<br \/>\n<strong>Paolo Arrivabeni<\/strong> che dirigeva\u00a0 la Fondazione Orchestra Regionale\u00a0 delle Marche ha dominato a dovere gli interventi delle diverse sezioni orchestrali risultando in sintonia con un palcoscenico spesso assai movimentato e nel contempo nei momenti pi\u00f9 intimi ha saputo evidenziare la preziosa tavolozza orchestrale di questo capolavoro.<br \/>\n<strong>Carmen Giannattasio<\/strong> \u00e8 stata una Mim\u00ec che ha brillato per virt\u00f9 vocali ed espressive. Il giovane soprano campano \u00e8 stata ineccepibile nell&#8217;applicare con attenzione\u00a0 i segni d&#8217;espressione che Puccini ha profuso a\u00a0 larghe mani in tutta la parte, cos\u00ec come, sul piano vocale ha saputo sfoggiare\u00a0 soavi pianissimi e suoni pieni in una linea di canto sempre omogenea.<br \/>\nAl suo fianco, <strong>Francesco Meli<\/strong> debuttava nel ruolo di Rodolfo e lo faceva con determinazione, energia. Parliamo di un tenore dalla voce ricca\u00a0 di colori e che sa gestire sempre con gusto e una riconosciuta abilit\u00e0 tecnica gli ha permesso di plasmare il ruolo e di piegarlo alle sue caratteristiche vocali. Il peso vocale non sarebbe quello ideale per\u00a0 per un Rodolfo veramente completo, ma la brillantezza del registro acuto, l&#8217;intonazione sicura e un fraseeggio sempre ben articolato gli hanno regalato una larga fetta del successo della serata. <strong>Serena Gamberoni<\/strong> dalla vocalit\u00e0 morbida, corposa e omogenea, ci ha offerto una Musetta squisatamente lontana da certi stereotopi di &#8220;soubrette&#8221; collegati a questo ruolo. Assolutamente in parte il baritono <strong>Damiano Salerno<\/strong>, un\u00a0 Marcello dalla voce naturalmente bella e sempre elegantemente espressiva. Un Colline di lusso quello di\u00a0 <strong>Andrea Concetti<\/strong>, che quest\u2019anno compie proprio con questo stesso ruolo i suoi vent\u2019anni di carriera. Ha eseguito il celebre &#8220;inciso&#8221;\u00a0 della zimarra con accenti commoventi\u00a0 e una inappuntabile\u00a0 linea di canto. Validi\u00a0 <strong>Alessandro Pucci<\/strong> (Parpignol), <strong>Antonio Stragapede<\/strong> (Benoit) e <strong>Lucio Mauti<\/strong> (Alcindoro) ed a questi <strong>Roberto Gattei <\/strong>(Sergente dei doganieri), <strong>Gianni Paci <\/strong>(doganiere), <strong>Giovanni Di Deo <\/strong>(Venditore). Assolutamente divertente il <strong>Coro Lirico \u201cV.Bellini\u201d<\/strong> preparato da <strong>David Crescenzi<\/strong> che ha saputo con ironia ed entusiasmo, senza per\u00f2 turbare la resa vocale, piegarsi alle vivaci scelte registiche. Un pubblico veramente entusiasta che ha regalato applausi e consensi con generosit\u00e0 e travolgente trasporto come da tempo non si vedeva allo Sferisterio. <em>Foto Tabocchini<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arena Sferisterio, Macerata Opera Festival 2012 \u201cLA BOH\u00c8ME\u201d Opera in quattro quadri su libretto di Giuseppe Giacosa e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":38029,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[499,5931,4090,1041,5933,536,584,109,5932,145,2980,777,3076],"class_list":["post-38027","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-andrea-concetti","tag-andrea-porta","tag-carmen-giannattasio","tag-damiano-salerno","tag-federica-parolini","tag-francesco-meli","tag-puccini","tag-la-boheme","tag-leo-muscato","tag-opera-lirica","tag-paolo-arrivabeni","tag-serena-gamberoni","tag-silvia-aymonino"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38027","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38027"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38027\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87651,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38027\/revisions\/87651"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38029"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38027"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38027"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38027"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}