{"id":38603,"date":"2012-08-07T23:34:05","date_gmt":"2012-08-07T21:34:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=38603"},"modified":"2017-01-06T11:15:35","modified_gmt":"2017-01-06T10:15:35","slug":"eleonora-abbagnato-classicrock-dance-da-mahler-a-vasco-rossi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/eleonora-abbagnato-classicrock-dance-da-mahler-a-vasco-rossi\/","title":{"rendered":"Ravello: Eleonora Abbagnato Classic\/Rock Dance: Da Mahler a Vasco Rossi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ravello, Belvedere di Villa Rufolo, Ravello Festival 2012 <\/em><br \/>\n<strong>ELEONORA ABBAGNATO CLASSIC\/ROCK DANCE: DA MAHLER A VASCO ROSSI <\/strong><br \/>\na cura di Daniele Cipriani<br \/>\n<em>Danzatori <\/em><br \/>\n<strong>Eleonora Abbagnato<\/strong>, Op\u00e9ra di Parigi<br \/>\n<strong>Silvia Azzoni, <\/strong>Balletto di Amburgo<br \/>\n<strong>Jean-S\u00e9bastien Coleau, <\/strong>Etoile internazionale<br \/>\n<strong>Giuseppe Inga, <\/strong>Balletto Teatro di Torino<br \/>\n<strong>Manuela Maugeri, <\/strong>Belletto Teatro di Torino<br \/>\n<strong>Vito Pansini, <\/strong>Balletto Teatro di Torino<br \/>\n<strong>Benjamin Pech, <\/strong>Op\u00e9ra di Parigi<br \/>\n<strong>Oleksandr Ryabko, <\/strong>Balletto di Amburgo<br \/>\n<strong>Antonio Sisca, <\/strong>Balletto Teatro di Torino<br \/>\n<em>Coreografie\u00a0 <\/em><strong>Davide Bombana, Matteo Levaggi, John Neumeier, Roland Petit\u00a0 <\/strong><br \/>\n<em>Musiche\u00a0 <\/em>Georges Bizet, Fryderyk Chopin, L\u00e9o Delibes, Hildur Gudnad\u00f3ttir, Jimi Hendrix, Gustav Mahler,<br \/>\nQueen, Vasco Rossi, Camille Saint-Sa\u00ebns, Rolling Stones, Piotr Il\u2019Ili\u0109Tchajkovskij<br \/>\n<em>Ravello, 4 agosto 2012<br \/>\n<\/em>Un palcoscenico sospeso nell\u2019azzurro del mare, i giardini variopinti di Villa Rufolo, il chiaro di luna, una brezza leggera. Non si potrebbe chiedere di meglio come cornice per una serata di balletto e tutto questo \u00e8 possibile al Ravello Festival, che, come ogni anno, ospita danzatori e coreografi di altissima levatura artistica. Cos\u00ec \u00e8 stato anche questa volta, in uno spettacolo di gala dal programma decisamente innovativo, mirato a conquistare il plauso di una vasta platea, attraverso il connubio di classici (in vero sarebbe meglio dire \u201cneoclassici\u201d) e rock. Come scrive Roger Salas, \u00abIl balletto, nel corso della storia, \u00e8 sempre stato legato alla nuova musica. La musica e la danza sono cresciute e si sono evolute di pari passo, come un tutt\u2019uno indivisibile che si adatta ai tempi, alla ricerca di un nuovo linguaggio sia fisico sia sonoro comune ad entrambe le forme d\u2019arte. Rock e danza si intrecciano perch\u00e9 entrambi vivi\u00bb. Ebbene, \u00e8 da ammettere \u2013 indipendentemente dai gusti personali &#8211;\u00a0 la palese riuscita di un accostamento che ha permesso di gustare una riuscitissima serata di balletto. Un piccolo appunto iniziale, per dovere di precisione, va fatto alla scelta del titolo della serata: \u00abClassic\/Rock Dance: da Mahler a Vasco Rossi\u00bb. Sarebbe stato pi\u00f9 corretto citare l\u2019intero arco cronologico musicale utilizzato, partendo dal compositore pi\u00f9 remoto, e quindi \u00ab\u2026da Chopin a Vasco Rossi\u00bb, per dare l\u2019idea dell\u2019effettiva estensione cronologica delle composizioni scelte e comprendendo, di conseguenza, tutti gli autori che hanno attraversato l\u2019arco di tempo intercorrente fra i due estremi.<br \/>\nLa forte alternanza di quadri neoclassici e moderni ha mantenuto viva l\u2019attenzione fino alla fine, sollevando applausi sonori. Di indiscutibile valore i tre brani di<strong> John Neumeier<\/strong>, interpretati da <strong>Silvia Azzoni <\/strong>e <strong>Oleksandr Riabko. <\/strong>A loro due sono affidati\u00a0 i passi a due tratti dal balletto <strong><em>Sylvia<\/em><\/strong> e<em> <strong>Third Symphony of Gustav Mahler<\/strong><\/em>, il primo rivisitazione di un grande classico del repertorio tradizionale, il secondo difficilissimo Passo a due \u201castratto\u201d, infarcito di virtuosismi. Ma il brano certamente pi\u00f9 impegnativo (e pi\u00f9 acclamato) della serata, \u00e8 stato lo splendido <em>Pas de deux <\/em>(<em>noir Pas de deux<\/em>) tratto da <strong><em>La Dama delle Camelie.<\/em><\/strong> La versione coreografica di Neumeier, creata nl 1978 per Marcia Hayd\u00e9e e il Balletto di Stoccarda, \u00e8 un capolavoro di <em>dance drama.<\/em> Un balletto \u00a0narrativo, tratto dal romanzo di Alexandr Dumas figlio (1848), entrato nel repertorio del Ballet de l\u2019Op\u00e9ra National di Parigi. Marguerite, ormai consunta dalla malattia, si reca dal giovane Armand per chiedergli di non umiliarla e, in uno straziante <em>vis \u00e0 vis<\/em>, i due sembrano ritrovare l\u2019intesa perduta. La <strong><em>Ballata in Sol minore op. 23<\/em> di Chopin<\/strong> si presta magnificamente alla descrizione del contrasto emotivo che si genera dall\u2019incontro. L\u2019esordio, quasi un preludio, d\u00e0 voce alle paure che i due amanti provano nel ritrovarsi. Il crescendo centrale porta all\u2019esplosione di un tema che diventa \u201cd\u2019amore\u201d, mentre la passione ritrovata ondeggia sul rapido susseguirsi delle scale e degli arpeggi. Ottima l\u2019interpretazione della Azzoni, che alla tecnica raffinata sa associare lirismo e intensit\u00e0 drammatica, e del suo partner Riabko.<br \/>\nLa novit\u00e0 assoluta per il pubblico \u00e8 stata, per\u00f2, la messa in scena delle coreografie di <strong>Matteo Levaggi<\/strong>, coreografo stabile del Balletto Teatro di Torino, in prima assoluta. <strong><em>Another One Bites The Dust<\/em>, <\/strong>su musica di <strong>Hildur Gudnad\u00f3ttir<\/strong> e dei <strong>Queen<\/strong>, \u00e8 un quadro per una danzatrice e tre danzatori (<strong>Manuela Maugeri, Giuseppe Inga, Vito Pansini, Antonio Sisca<\/strong>). A parte alcuni momenti, il lavoro non appare particolarmente interessante dal punto di vista strettamente coreografico. Molto bravi tecnicamente tutti e quattro i giovani danzatori, qualcuno forse un po\u2019 troppo \u201cpalestrato\u201d e privo di carisma scenico, troppo narcisisticamente assorbito dall\u2019esposizione della propria fisicit\u00e0. Ma, si sa, questi sono peccati di giovent\u00f9, cos\u00ec come l\u2019insistenza sulle sinuosit\u00e0 dei corpi maschili e l\u2019eccessiva elevazione delle gambe &#8211; che sar\u00e0 anche di gran moda in questo momento storico, ma di sicuro involgarisce la figura e la avvicina al contorsionismo ginnico, distogliendo l\u2019attenzione dalla danza vera e propria. Decisamente pi\u00f9 interessanti le altre creazioni di Levaggi, <strong><em>Foxy Lady<\/em> <\/strong>su musica di <strong>Jimi Hendrix, <em>Le Vergini<\/em> (<em>Pas de Deux<\/em>) <\/strong>su l\u2019Adagio del primo atto de <em>La bella addormentata<\/em> di Tchjajkovskij<strong>, Angie <\/strong>dei Rolling Stones, in cui le doti tecniche degli interpreti vengono messe in risalto da una elaborazione coreografica di notevole interesse.<br \/>\nIn ultimo, la\u00a0 protagonista della serata, <strong>Eleonora Abbagnato<\/strong>, ha scelto per s\u00e9 un repertorio non proprio brillante. Fatta eccezione per la tenera poesia del <em>Pas de deux<\/em> tratto da <strong><em>L\u2019Arlesienne<\/em>,<\/strong> di <strong>Roland Petit<\/strong>, su musica di <strong>Bizet<\/strong>, brano per lo pi\u00f9 scelto per esaltare la figura maschile, la Abbagnato ha danzato in un\u2019altra coreografia del Maestro, <strong><em>Proust ou les Intermittences du coeur \u2013 La prisoni\u00e9rre (pas de deux)<\/em><\/strong>, musica di <strong>Saint-Sa\u00ebs<\/strong>, accompagnata da un anonimo <strong>Jean-S\u00e9bastien Colau<\/strong>, in cui il pubblico ha potuto apprezzare i volteggi leggiadri della tanto attesa danzatrice. L\u2019<em>a solo <\/em>finale, sulle note di <em>Ad ogni costo <\/em>di Vasco Rossi, su coreografia di <strong>Davide Bombana<\/strong>, vede la danzatrice palermitana alle prese con uno stile molto diverso da quello cui \u00e8 avvezza, ma in cui sembra molto a proprio agio. A parte il punto di vista personale del recensore, anche gli applausi del pubblico sono sembrati meno calorosi di quanto ci si aspettasse, per il nome di punta del cartellone. La Azzoni ha conquistato il pubblico di Ravello danzando brani molto \u201cforti\u201d, sia dal punto di vista\u00a0 tecnico sia emozionale. La Abbagnato, talvolta sopravvalutata dalla critica nostrana anche per affetto verso chi ha, a dispetto dei francesi cos\u00ec nazionalisti, raggiunto (con nostra gioia e lodi infinite) le vette dell\u2019Op\u00e9ra di Parigi, non ha evidentemente dato il meglio si s\u00e9. Questo non vuol dire certo che abbia danzato male, ma forse dovremmo riflettere sull\u2019effetto che, a volte, la televisione opera sulla massa e sulla realt\u00e0 che, al contrario, ridimensiona sovente i miti mediatici. Con buona pace dei fans innamorati della bionda Eleonora. Il sipario di stelle \u00e8 calato sulla simpatia dei ringraziamenti poco sincronizzati con i tecnici delle luci, per cui il povero Benjamin Pech si \u00e8 ritrovato solo, nell\u2019ultima chiamata di applausi non avvertita dagli altri danzatori, a concludere con una piroettante e divertente alzata di spalle una serata di grande Danza, nella notte di Ravello. <em>Foto Pierfrancesco Cioffi<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ravello, Belvedere di Villa Rufolo, Ravello Festival 2012 ELEONORA ABBAGNATO CLASSIC\/ROCK DANCE: DA MAHLER A VASCO ROSSI a [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":70,"featured_media":38606,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[6057,6061,6059,6060,4930,14677,6053,6055,6058,5238,247,746,6063,6064,3945,654,2543,6062,6066,1518,6054,5176,6065,5299],"class_list":["post-38603","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-balletto-di-amburgo-jean-sebastien-coleau","tag-balletto-teatro-di-torino-benjamin-pech","tag-balletto-teatro-di-torino-manuela-maugeri","tag-belletto-teatro-di-torino-vito-pansini","tag-camille-saint-saens","tag-danza","tag-davide-bombana","tag-eleonora-abbagnato","tag-etoile-internazionale-giuseppe-inga","tag-fryderyk-chopin","tag-georges-bizet","tag-gustav-mahler","tag-hildur-gudnadottir","tag-jimi-hendrix","tag-john-neumeier","tag-leo-delibes","tag-matteo-levaggi","tag-opera-di-parigi","tag-piotr-ililictchajkovskij","tag-queen","tag-ravello-festival","tag-roland-petit","tag-rolling-stones","tag-vasco-rossi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38603","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/70"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38603"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38603\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38606"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38603"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38603"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38603"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}