{"id":38636,"date":"2012-08-13T02:21:29","date_gmt":"2012-08-13T00:21:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=38636"},"modified":"2017-01-27T02:38:39","modified_gmt":"2017-01-27T01:38:39","slug":"aida-allarena-di-verona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/aida-allarena-di-verona\/","title":{"rendered":"Arena di Verona Opera Festival 2012: &#8220;Aida&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fondazione Arena di Verona &#8211; 90\u00b0 Festival 2012<\/em><br \/>\n<strong>&#8220;AIDA&#8221;<\/strong><br \/>\nOpera in quattro atti, libretto di A. Ghislanzoni<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\n<em>Il Re<\/em> ANDREAS MACCO<br \/>\n<em>Amneris<\/em> ELENA GABOURI<br \/>\n<em>Aida<\/em> LUCRECIA GARCIA<br \/>\n<em>Radames<\/em> STUART NEILL<br \/>\n<em>Ramfis<\/em> MARCO SPOTTI<br \/>\n<em>Amonasro<\/em> AMBROGIO MAESTRI<br \/>\n<em>Sacerdotessa<\/em> CRISTINA SOGMAISTER<br \/>\n<em>Un messaggero<\/em> ANTONELLO CERON<br \/>\n<em>Prima ballerina<\/em> ALESSIA GELMETTI<br \/>\nCoro e Orchestra dell\u2019Arena di Verona<br \/>\nDirettore <strong>Marco Armiliato<\/strong><br \/>\nRegista <strong>Gianfranco de Bosio<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Susanna Egri<\/strong><br \/>\n<em>Verona, 9 agosto 2012<\/em><br \/>\nE <em>Aida<\/em> sia&#8230; ancora una volta! Lo spettacolo areniano per eccellenza continua la sua lunga marcia per tutto il mese di agosto per concludersi il 2 settembre. Come per la stagione trascorsa, anche quest\u2019anno \u00e8 stato ripreso lo storico allestimento del 1913 che si avvale della regia di <strong>Gianfranco de Bosio<\/strong>: valgano pertanto le <a title=\"stesse considerazioni\" href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2011\/07\/verona-89%C2%B0-festival-2011aida\/#more-19967\">stesse considerazioni<\/a> espresse allora. Una cosa ci preme aggiungere: se oltre ai continui cambi di scena, si aggiungono i saluti degli artisti al proscenio con tanto di &#8220;cono luminoso&#8221; ad ogni momento <em>clou<\/em> (&#8220;<em>Ritorna vincitor&#8221;<\/em>, grande scena di Amneris ecc.), non solo la drammaturgia dell\u2019opera, con la conseguente tensione teatrale, viene nullificata ma la pazienza dello spettatore messa a dura prova da queste tempistiche davvero bibliche. La sera del 9 agosto, oltretutto, il tempo sembrava minacciare pioggia; siamo contenti che non sia stato compromesso il normale svolgimento dello spettacolo ma siamo ancor pi\u00f9 contenti che la frescura ci abbia aiutato ad arrivare al termine di questa \u201c<em>Aida<\/em> a puntate\u201d.<br \/>\nNon deve essere facile concertare un\u2019opera in queste condizioni \u201cseriali\u201d, ma <strong>Marco Armiliato<\/strong>, a capo dell\u2019Orchestra dell\u2019Arena di Verona, ha offerto una lettura drammaturgicamente pertinente, dalle sonorit\u00e0 contenute e mai fragorose, per quanto possibile ricercata nei fraseggi e sfumata nelle dinamiche, tentando il pi\u00f9 possibile il dialogo e la coesione col palcoscenico. Vestiva i panni di Aida <strong>Lucrecia Garcia<\/strong>: l\u2019aspetto che ci ha colpito maggiormente della vocalit\u00e0 del soprano venezuelano \u00e8 stato il registro acuto, ampio e luminoso cos\u00ec come \u00e8 risultata apprezzabile l\u2019abilit\u00e0 di stemperare il suono, nonostante alcuni attacchi non nitidissimi; la zona centrale, talvolta, \u00e8 suonata invece un po\u2019 chioccia, come \u201ccontratta\u201d, non raggiungendo l\u2019ampiezza di quella acuta. Va dato comunque atto all\u2019artista di non aver mai esasperato i propri mezzi, soprattutto nel registro grave. Pi\u00f9 che sul fraseggio, la sua \u00e8 stata un\u2019Aida giocata sugli accenti, raccolti e intimistici. La figura goffa e spaesata unita ad un viso cos\u00ec radioso, hanno contribuito a creare un\u2019Aida un po\u2019 bambina, quasi stupita di fronte alla tragedia di cui viene a far parte. Due, principalmente, gli aspetti in negativo che hanno caratterizzato l\u2019Amneris di <strong>Elena Gabouri<\/strong>. Il primo \u00e8 la dizione: non si \u00e8 capita veramente una parola. Quindi ogni analisi su fraseggio, accenti, porgere e enfatizzare la parola cantata \u00e8 impossibile. Il secondo (parrebbe strano in questa continua trenodia\u2026) \u00e8 il legato davvero ordinario, soprattutto in \u201c<em>Vieni, amor mio<\/em>\u201d, attaccato, oltretutto, calante e in modo grossolano. Il colore sarebbe anche accattivante cos\u00ec come la zona acuta sufficientemente estesa; lo stesso non possiamo dire della zona grave, talvolta gonfiata in modo eccessivo. Le capacit\u00e0 attoriali si sono ridotte essenzialmente ad aprire le braccia e svenire alla grande scena del quarto atto\u2026 insomma, troppo poco per essere Amneris. <strong>Stuart Neill<\/strong> era Radames. Il canto \u00e8 andato di pari passo col trascinarsi da una parte all\u2019altra della scena: non un accento, un colore\u2026 nulla. Non c\u2019\u00e8 l\u2019innamorato ma nemmeno il guerriero, causa la voce costantemente strozzata in zona acuta. <strong>Ambrogio Maestri<\/strong>, purtroppo, ha fatto prevalere l\u2019aspetto barbarico e iracondo di Amonasro, tralasciandone completamente quello regale: del sovrano etiope ne \u00e8 derivata una raffigurazione caricaturale e retorica. <strong>Marco Spotti<\/strong>, puntando su un\u2019emissione salda e sicura, ha dato vita ad un Ramfis giustamente ieratico e distaccato. <strong>Andreas Macco<\/strong>, nei panni del Re, non ci \u00e8 sembrato propriamente un basso. Sufficienti <strong>Cristina Sogmaister<\/strong>, Sacerdotessa, e <strong>Antonello Ceron<\/strong>, Messaggero. Discreta la prova del Coro. Arena piena nelle gradinate, meno in platea: applausi per tutti. <em>Foto Ennevi per Fondazione Arena.<br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fondazione Arena di Verona &#8211; 90\u00b0 Festival 2012 &#8220;AIDA&#8221; Opera in quattro atti, libretto di A. 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