{"id":39040,"date":"2012-09-04T17:33:44","date_gmt":"2012-09-04T15:33:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=39040"},"modified":"2017-01-27T02:48:19","modified_gmt":"2017-01-27T01:48:19","slug":"arena-di-verona-tosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/arena-di-verona-tosca\/","title":{"rendered":"Arena di Verona Opera Festival 2012: &#8220;Tosca&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fondazione Arena di Verona \u2013 90\u00b0 Festival 2012<\/em><br \/>\n<strong>&#8220;TOSCA&#8221;<\/strong><br \/>\nMelodramma in tre atti. Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, dal dramma omonimo di Victorien Sardou.<br \/>\nMusica di <strong>Giacomo Puccini<\/strong><br \/>\n<em>Floria Tosca<\/em> MARTINA SERAFIN<br \/>\n<em>Mario Cavaradossi<\/em> ALEKSANDRS ANTONENKO<br \/>\n<em>Il barone Scarpia<\/em> ALBERTO MASTROMARINO<br \/>\n<em>Cesare Angelotti<\/em> ALESSANDRO GUERZONI<br \/>\n<em>Il Sagrestano<\/em> MARCO CAMASTRA<br \/>\n<em>Spoletta<\/em> SAVERIO FIORE<br \/>\n<em>Sciarrone<\/em> DARIO GIORGEL\u00c8<br \/>\n<em>Un Carceriere<\/em> ARMANDO CAFORIO<br \/>\n<em>Un pastorello<\/em> ALBERTO TESTA<br \/>\nCoro e Orchestra dell&#8217;Arena di Verona<br \/>\nCoro voci bianche <strong>A. d&#8217;A.Mus.<\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Marco Armiliato<\/strong><br \/>\nDirettore voci bianche <strong>Marco Tonini<\/strong><br \/>\nRegia, scene, costumi e luci <strong>Hugo De Ana<\/strong><br \/>\n<em>Verona, 25 agosto 2012<\/em><br \/>\nL\u2019allestimento di <strong><em>Tosca<\/em><\/strong> di Giacomo Puccini firmato interamente da <strong>Hugo De Ana<\/strong> \u00e8 stato senz\u2019altro il <em>rep\u00eachage<\/em> pi\u00f9 significativo della stagione areniana da poco conclusasi. Infatti, se da un lato se ne possono apprezzare i contenuti \u2013 una regia sostanzialmente d\u2019impianto narrativo, bench\u00e9 in alcuni momenti di \u201cmaniera\u201d -, dall\u2019altro possiamo godere di un allestimento che punta ad una spettacolarit\u00e0 veramente grandiosa, ben ideata, che sembra voler esaltare il gusto decadente dell\u2019opera. \u00c8 un allestimento che si svela a poco a poco, in cui tutto \u00e8 inizialmente coperto da teli neri, lasciando adito solo all\u2019enorme fondale nero, i cui pannelli, aprendosi, faranno poi scorgere parte del clero durante lo sfarzoso <em>Te Deum<\/em> e la prigione di Cavaradossi all\u2019ultimo atto. Campeggia per l\u2019intera durata dello spettacolo l\u2019enorme testa dell\u2019Angelo di Castello, la cui spada brandita si abbasser\u00e0 solo all\u2019inizio dell\u2019ultimo atto, quasi un gesto ironico in un dramma in cui vincitori e vinti, \u201cbuoni e cattivi\u201d vengono inesorabilmente messi sullo stesso piano subendo la medesima sorte. Gli oggetti in scena sono sempre pochi ma fortemente connotativi: ne consegue un campo d\u2019azione e movimento molto vasto che, come abbiamo sottolineato in apertura, porta a momenti slentati e involontariamente parodistici soprattutto nel serrato confronto tra Tosca e Scarpia. A sottolineare la natura barocca dell\u2019allestimento contribuiscono in modo determinante i costumi, soprattutto quelli sfoggiati durante il macabro <em>Te Deum<\/em> e quelli di Tosca \u2013 crediamo davvero poco agibile quello utilizzato durante il secondo atto -. Definiremmo fin troppo \u201crealistici\u201d il primo colpo di cannone e i fucili all\u2019uccisione di Cavaradossi: magari si sarebbero potuto calibrarne meglio l\u2019effetto; parimenti, si sarebbe potuto calibrare meglio i suoni di organo e campane, davvero soverchianti. Al finale, troviamo Tosca, colta solamente di schiena, assunta martire sulla testa dell\u2019Angelo, brandire un crocifisso: sar\u00e0 quindi possibile una redenzione all\u2019amante che ha ucciso per amore? Bello e funzionale il disegno luci, sempre firmato da De Hana, nel rimarcare attraverso gradazioni sempre pertinenti non solo i momenti topici, ma anche le atmosfere: opulenza, gioia, angoscia, disperazione, morte.<br \/>\nLa Tosca di <strong>Martina Serafin<\/strong> ci \u00e8 sembrata adagiarsi fin troppo ai momenti pi\u00f9 blandi della regia, risultando talvolta affettata nel fraseggio; vocalmente, ha mostrato un registro centrale corposo e sonoro. Lo stesso non si pu\u00f2 dire della zona acuta, in pi\u00f9 punti compromessa nell\u2019estensione e, soprattutto, nell\u2019intonazione. <strong>Aleksandrs Antonenko <\/strong>come Cavaradossi si \u00e8 fatto valere in forza di una voce sufficientemente voluminosa, ancorch\u00e9 con palesi disomogeneit\u00e0 nel registro acuto, ma stentorea e avara di colori. Non altrettanto \u201cavaro\u201d \u00e8 stato il tenore nel bissare \u201c<em>E lucevan le stelle<\/em>\u201d, nonostante le richieste non particolarmente insistenti. <strong>Alberto Mastromarino<\/strong>, Scarpia, \u00e8 stato senz\u2019altro l\u2019unico a tratteggiare un personaggio vivido e vibrante, ad onta di qualche effetto plateale. <strong>Marco Camastra<\/strong> come Sagrestano \u00e8 risultato composto e vocalmente adeguato. <strong>Alessandro Guerzoni<\/strong>, nei panni di Angelotti, \u00e8 stato anche troppo \u201ctonante\u201d; di <strong>Saverio Fiore<\/strong>, Spoletta, abbiamo sentito molto poco. Completavano il cast <strong>Dario Giorgel\u00e8<\/strong>, Sciarrone, e <strong>Armando Caforio<\/strong>, Carceriere. <strong>Alberto Testa<\/strong> \u00e8 stato un bravissimo Pastorello. Molto bella e pertinente la lettura optata da <strong>Marco Armiliato, <\/strong>capace di farsi lirica ma mai blanda nei momenti distesi senza per\u00f2 rinunciare all\u2019incisivit\u00e0 necessaria in quelli pi\u00f9 concitati. Bene anche Coro e Orchestra; discreta la prova del Coro di voci bianche <strong>A.d\u2019A.MUS<\/strong> diretto da Marco Tonini. Successo vivo, soprattutto per i protagonisti, nonostante il pubblico non troppo numeroso. <em>Foto Ennevi &#8211; Fondazione Arena di Verona.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fondazione Arena di Verona \u2013 90\u00b0 Festival 2012 &#8220;TOSCA&#8221; Melodramma in tre atti. 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